L´EURODEPUTATO LEGHISTA CAPO DI GABINETTO AL MINISTERO DELLE RIFORME
Speroni: è un conservatore la devolution andrà avanti


FRANCESCO Enrico Speroni, eurodeputato e capo di gabinetto al ministero delle Riforme, tra i gli autori con Bossi della devolution, ieri sera era al Quirinale ad ascoltare Ciampi, prima della cena con il «senatùr» per gli auguri natalizi. Il suo giudizio non si discosta da quello del capogruppo alla Camera, Alessandro Cè, secondo il quale «non è stato un discorso da grande riformista». Dice Speroni, senza mezzi termini: «Un conservatore».


Onorevole Speroni, cosa pensa di Ciampi? Si è rivolto alla Lega? Ha detto che la Costituzione non può essere cambiata pezzo a pezzo, ad ogni cambio di maggioranza...

«E´ un discorso sensato, prudente, da auguri di fine anno. Ha enunciato una serie di argomenti piuttosto scontati».

Il Presidente chiede un rapporto nuovo tra opposizione e maggioranza: finora invece avete detto che andrete avanti, avendo i numeri.

«E´ giusto che la maggioranza rispetti gli impegni assunti con gli italiani durante la campagna elettorale».

Forse Ciampi vuole scongiurare un referendum, dopo il varo del nuovo articolo 117 della Costituzione.

«Beh, anche il popolo ha tutti i diritti di essere consultato. Se si trova un dialogo con l´opposizione, bene... Ma ci deve essere una loro disponibilità».

Serve una legittimazione reciproca.

«Questo è un problema che riguarda l´opposizione: sono loro che continuano a sostenere che c´è un abusivo a Palazzo Chigi. Come si fa a dialogare? Per sette mesi il centrosinistra ha fatto solo ostruzionismo. No gli piace riforma? Protestino e facciano i girotondi, ma ci lascino lavorare».

Il dialogo si fa anche se la maggioranza è disponibile: accettate di modificare la devolution?

«Si può fare una "manutenzione" al titolo V della Costituzione che riguarda il federalismo, ma questo non deve bloccare la devoluzione, che è partita e deve arrivare in porto. Qualcuno usa questo argomento come pretesto per fermare tutto».

Il Capo dello Stato ha ricordato che l´Italia è una e indivisibile.

«E allora? Citare l´articolo cinque della Costituzione fa parte del suo mestiere. Nessuno lo vuole cambiare».

Ha parlato anche dell´indulto.

«Niente da far sobbalzare sulla sedia, ero lì, è stato solo un passaggio: su questo punto mi è sembrato più incisivo il Papa».

E l´accenno all´informazione?

«Ovvio e scontato, come tutto il resto. E´ stato un discorso un po´ conservatore, solo parole pre-natalizie».