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Sanità: imbroglio da 3,5 milioni di euro
Corte dei conti e Nas scoprono rimborsi facili ai privati nell'Asl di Cagliari


CAGLIARI. Il privato fattura, e secondo i carabinieri, corregge le prestazioni, e il pubblico paga, rimborsando somme considerevoli non dovute. Il filone dei rimborsi facili agli studi specialsiti privati convenzionati del cagliaritano si arricchisce di nuovi elementi. I carabinieri del nucleo antisofisticazioni hanno accertato che alcune strutture sanitarie convenzionate con l'Asl fornivano servizi per settori specialistici non autorizzati e per i quali la Regione ha indebitamente pagato tre milioni e 500 mila euro.
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L'inchiesta nacque nel febbraio 2001, quando i militari dei Nas hanno accertato che alcuni centri medici privati convenzionati avrebbero esteso, arbitrariamente, il rapporto di convenzione. I carabinieri segnalarono alla Procura della Repubblica cinque legali rappresentanti di due società di radiologia e di riabilitazione di Assemini per i reati di falso, truffa e frode in pubbliche forniture.
L'assessorato regionale della Sanità, sempre su proposta dei Nas, ne dispose la chiusura a tempo indeterminato. I Nas ritennero che dal marzo 1998 al settembre 2001 le due società avrebbero indebitamente percepito un milione e 757 mila euro, oltre ai ticket pagati dai pazienti (165.800 euro). Lo scorso 14 ottobre, per questi reati si è aperto il processo, con la Asl costituitasi parte civile.
Dopo questo primo risultato la Procura della Corte dei Conti, sempre in collaborazione con i Nas ha deciso di allargare l'indagine, denominata appropriatamente "salvadanaio", tesa ad accertare i danni erariali commessi anche dagli amministratori dell'Asl coinvolti nella prima vicenda, ad altre sei società di radiologia e terapia fisica che avevano arbitrariamente esteso il rapporto di convenzione anche all'agopuntura, facendola risultare come terapia fisica. È stato, verificato, secondo quanto riportano i carabinieri in una nota, che diverse ditte avevano ricevuto dal 1998 al 2001, per prestazioni non comprese in convenzione, oltre tre milioni e 500 mila euro. In conseguenza dell'indagine, l'Asl di Cagliari ha sospeso tutti i pagamenti irregolarmente erogati; così si è calcolato un risparmio di circa cinque milioni di euro. Adesso sono al vaglio della procura della corte dei conti eventuali responsabilità a carico dei legali rappresentanti delle sette società coinvolte in questa vicenda e di cinque dirigenti pubblici, amministratori e funzionari dell'Asl che hanno autorizzato i pagamenti. Da parte della stessa Asl poche parole. «Non abbiamo nulla da dichiarare - ha detto il direttore generale Efisio Aste - posso solo dire che abbiamo sempre collaborato con la magistratura e abbiamo consegnato la documentazione richiesta. Se sono state commesse irregolarità lo accerteranno i giudici: noi ci comporteremo di conseguenza. Siamo i più interesasti a fare chiarezza e a recuperare eventualmente somme non dovute».
L'inchiesta nacque nel febbraio 2001, quando i militari dei Nas hanno accertato che alcuni centri medici privati convenzionati avrebbero esteso, arbitrariamente, il rapporto di convenzione. I carabinieri segnalarono alla Procura della Repubblica cinque legali rappresentanti di due società di radiologia e di riabilitazione di Assemini per i reati di falso, truffa e frode in pubbliche forniture.
L'assessorato regionale della Sanità, sempre su proposta dei Nas, ne dispose la chiusura a tempo indeterminato. I Nas ritennero che dal marzo 1998 al settembre 2001 le due società avrebbero indebitamente percepito un milione e 757 mila euro, oltre ai ticket pagati dai pazienti (165.800 euro). Lo scorso 14 ottobre, per questi reati si è aperto il processo, con la Asl costituitasi parte civile.
Dopo questo primo risultato la Procura della Corte dei Conti, sempre in collaborazione con i Nas ha deciso di allargare l'indagine, denominata appropriatamente "salvadanaio", tesa ad accertare i danni erariali commessi anche dagli amministratori dell'Asl coinvolti nella prima vicenda, ad altre sei società di radiologia e terapia fisica che avevano arbitrariamente esteso il rapporto di convenzione anche all'agopuntura, facendola risultare come terapia fisica. È stato, verificato, secondo quanto riportano i carabinieri in una nota, che diverse ditte avevano ricevuto dal 1998 al 2001, per prestazioni non comprese in convenzione, oltre tre milioni e 500 mila euro. In conseguenza dell'indagine, l'Asl di Cagliari ha sospeso tutti i pagamenti irregolarmente erogati; così si è calcolato un risparmio di circa cinque milioni di euro. Adesso sono al vaglio della procura della corte dei conti eventuali responsabilità a carico dei legali rappresentanti delle sette società coinvolte in questa vicenda e di cinque dirigenti pubblici, amministratori e funzionari dell'Asl che hanno autorizzato i pagamenti. Da parte della stessa Asl poche parole. «Non abbiamo nulla da dichiarare - ha detto il direttore generale Efisio Aste - posso solo dire che abbiamo sempre collaborato con la magistratura e abbiamo consegnato la documentazione richiesta. Se sono state commesse irregolarità lo accerteranno i giudici: noi ci comporteremo di conseguenza. Siamo i più interesasti a fare chiarezza e a recuperare eventualmente somme non dovute».

da "La Nuova Sardegna"
Manca Indipendentista Sarda - Mancas Natzionales Unidas