Bisogna fare qualcosa contro la propaganda comunista che dilaga nelle scuole e nei forum.
Facciamo scuola via TV, magari da Retequattro. Sarebbe un'idea.
La Stampa, (Del 13/12/2002 Sezione: Interni Pag. 10)
L´ONOREVOLE DI FORZA ITALIA CHE HA PROPOSTO LA RISOLUZIONE SUI LIBRI DI STORIA È LO STESSO CHE INVITÒ GLI STUDENTI A «DENUNCIARE» I DOCENTI ROSSI
Quel «telefono amico» per il Cavaliere
Garagnani e un chiodo fisso: smascherare i prof marxisti
ROMA NON si ha idea di quanta gente parli male di Berlusconi. «A San Giovanni in Persiceto, in un liceo scientifico, la professoressa di inglese ha letto un giornale della sinistra britannica che denigrava Berlusconi! Quando me l´hanno raccontato non ci potevo credere. Poi ho chiesto in giro». Di qui la scoperta: «Mi sono reso conto che il fenomeno è diffuso. Così sono passato all´azione». Non è noto quale fosse la testata della sinistra britannica, se il «Morning Star» organo dei comunisti, specie in quelle felici isole più introvabile del basilisco, o l´«Economist», che da posizioni più centrali non è stato benevolo con il Cavaliere. L´episodio è importante perché fondativo. Fu allora che l´onorevole Fabio Garagnani creò il Telefono Amico contro la Politicizzazione della Scuola (Taps). 50 chiamate in 2 giorni. L´«Unità» titolò: «Ora si può: denuncia il tuo insegnante». 300 telefonate in un mese, pur con un prezzo da pagare: «Una su tre era di insulti», lamentò Garagnani. Neanche per Berlusconi; per lui. «Ma non indietreggio. Ho messo a disposizione tutte le mie linee, quella dell´ufficio al Comune di Bologna, quella del gruppo consiliare e quella alla Camera». Oltre al cellulare del portavoce. Rinfrancato dal successo, l´onorevole Garagnani ha ora lanciato la battaglia dei libri. E´ lui il padre della risoluzione per emendare i testi faziosi. Ma già da tempo, attraverso i giornali, l´orecchio di Forza Italia denuncia «il venir meno di ogni riferimento alla tradizione giudeo-cristiana come fonte di cultura europea». «Anche nel periodo natalizio», infatti, «viene negato ogni riferimento alla festa religiosa, per non offendere i musulmani». Un disastro. Alterazione di fatti storici. Antiamericanismo «paradossalmente rinvigorito dall´attentato di New York». Equiparazione tra Resistenza e sinistra «con demonizzazione costante del centrismo e del ruolo di De Gasperi e Scelba». Un´opera di «diseducazione continua». Ora il centralino-spia non ascolta più. Stremato, il portavoce offre le cifre finali: tra novembre 2001 e febbraio 2002 tremila tra telefonate, e-mail e lettere, con centinaia di nomi, date, luoghi e dettagli. Oltre a minacce, fisiche e morali. Com´è ovvio, la questione esiste. Genitori e studenti rivendicano il diritto a non sorbirsi propaganda in classe. E´ il metodo, a incuriosire. E´ il quaderno delle doglianze che l´onorevole Garagnani riferisce ai giornali in questa forma: «A Cuneo, liceo artistico, un prof di italiano ha detto di essere dalla parte dei talebani. A Bergamo, liceo classico, un alunno ha protestato perché un docente mette in dubbio la maturità degli elettori di centrodestra. A Lecce, all´Istituto per il turismo, la professoressa di matematica ha detto che la destra è guerrafondaia». Hanno chiamato alunni, docenti, bidelli, presidi. Ma davvero la scuola è schiacciata dalla faziosità e costretta alla delazione? «La scuola è piena di insegnanti extraparlamentari e sessantottini che abusano della cattedra. Genitori e studenti sono spaventati, ma non possono parlare», spiegò Garagnini. E ancora: «Sono arrivate storie terribili». Liceo di Bologna: in classe la professoressa di Lettere «mette da parte Dante e parla della legge sulle rogatorie, per dire che Berlusconi vuole liberare i ladri». Ginnasio di Vicenza: corretta la versione di latino, si apre una discussione sul ministro Moratti che «privilegia la scuola privata». Istituto tecnico di Modena: l´insegnante di francese invita un «educatore saudita» per spiegare che «non bisogna criminalizzare troppo Bin Laden». Ne è nato un dossier. Alla presentazione, un anno fa a Bologna, Garagnani è stato centrato da una torta alla panna lanciata da due studenti. Riferiscono le cronache che «Giuseppe Tagliavini, anziano sostenitore dell´onorevole, ha picchiato sodo con il suo grosso bastone da passeggio, fino a romperlo, ferendo alla testa Giovanni Monte di 25 anni e mandandolo al pronto soccorso dell´ospedale Sant´Orsola». Incuranti dell´avvertimento, insegnanti e allievi hanno insistito. C´è la scuola Don Milani di Terracina che edita un giornalino dall´inquietante testata «Tovarish». C´è il ragazzo di Vicenza - non si ha idea di quanta gente a Vicenza parli male di Berlusconi - «che ha preso il coraggio a due mani e ha chiamato per dire che dal 13 maggio due insegnanti non perdono occasione per denigrare il premier». La situazione è degenerata dopo il G-8: «Alcuni hanno proiettato un filmato sugli incidenti di Genova, senza poi mostrare anche il filmato realizzato dal sindacato di polizia». E dopo l´11 settembre: «Insegnanti agitatori strumentalizzano le parole di Berlusconi sull´Islam per fare propaganda talebana». Il peggio accade a Bologna. Dove Garagnani combatte da anni, prima nella Dc di cui è stato segretario provinciale, poi con Forza Italia, una battaglia contro l´egemonia culturale della sinistra, anzi contro il «clima invivibile e antidemocratico». Ponendo questioni serie, serissime. Ad esempio con una proposta di legge regionale per promuovere studi sulla violenza politica tra il `44 e il `48. Motivazione: «Perché bisogna far chiarezza su assassinii compiuti da alcuni partigiani in nome di un regime sanguinario come quello comunista». Stalin e Dozza, Berja e Peppone, il triangolo della morte e l´Anpi, la volante rossa e i fratelli Cervi, tutto pare funzionale alla «vulgata resistenziale» e «ai disegni dell´Ulivo». E fosse solo l´Emilia. «Anche da scuole del Veneto, della Lombardia, della Puglia ci segnalano l´emarginazione dei docenti filo-Polo». Le provocazioni non si contano. Al ginnasio di Lecce, altra città dove le cose vanno malissimo, «l´insegnante di religione premette di essere ateo», il che è in effetti curioso, «e preferisce parlare di politica, iniziando così: "Oggi al governo ci sono i fascisti"». Dal canto suo, «la professoressa di matematica mette da parte le equazioni per dire che il capo del governo fa solo i suoi interessi privati e nel centrodestra sono tutti prezzolati»; e una collega «dava ai suoi studenti un tema sui bombardamenti in Afghanistan allegando come traccia articoli del «manifesto» e di «Liberazione». Alle proteste dei genitori rispondeva che con i pochi soldi che guadagnava poteva permettersi di comprare solo due giornali». Non ci si venga poi a lamentare che in un liceo di Ferrara sia comparso un cartello, oppportunamente denunciato al Taps: «Dateci Bin Laden; vi daremo Berlusconi». Rimosso. E ora sotto con il Camera-Fabietti.




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