Quei giovani a banda armata
Ci sono i «Gabber», fans del Duce che vestono felpe Lonsdale e calzano solo Nike Classic. Ci sono gli «Skinheads», teste rasate con deliri neonazisti, e i «Warrior», i guerrieri con le creste di capelli da 50 centimetri, mix tra gabber e punkettoni. E ci sono pure i «Diessini» (li chiamano proprio così i ragazzi nelle sale giochi e nelle baby-disco cittadine) tra le bande di giovani che scorrazzano a Rimini.
In una Rimini invisibile agli adulti, ma che somiglia sempre più a una Rio de Janeiro in salsa romagnola, dove la devianza e la criminalità minorile conquistano, a colpi di mazza, tirapugni e taniche di benzina, ogni giorno fette crescenti di sinistra popolarità. Naturalmente ci sono anche — e probabilmente si tratta della maggioranza per fortuna silenziosa — tantissimi ragazzi che vivono soli o in gruppo un'adolescenza che non ha bisogno di sfoghi violenti per scoprirsi sensata.
Ma gli altri? «Gli altri è meglio evitarli — dice 'Simone' (nome di fantasia, come tutti quelli che seguono), 16 anni —. Se gli sei amico, tutto bene. Se gli stai sulle scatole, rischi». Cioè? «Quando hanno voglia di fare a botte menano. Vanno in certe discoteche, tutti sanno quali, dove è facile fare una scazzottata». Si drogano? «Molti fumano e s'impasticcano, ma non ne hanno bisogno per essere fuori di testa — aggiunge 'Marco' —. Certo, dopo un po' di ecstasy, sono ancora più fuori». «Comunque sono già esaltati in partenza, specie i Gabber estremi o gli Skin — continua 'Chicco' —. Il loro sport preferito è scavallare». Cosa vuol dire? «Vanno in una discoteca in 30, prendono di mira uno a caso, lo spogliano completamente e gli portano via i vestiti». «I 'diessini' invece sono tranquilli — aggiunge 'Mirko' —. Sono soprattutto figli di papà, vestono un look finto povero, da straccione, con immagini di Che Guevara, fanno gli anticonformisti. Ma non sono violenti, non cercano rogne. Ci si ragiona. E molti hanno delle macchine davvero scriccate». Traduzione? «Vuole dire belle. I Gabber invece in discoteca si divertono a fare le piramidi». Ovvero? «Ballano dandosi un sacco di spintoni, calci, se li vedi sembra che si picchino. Invece si divertono. Poi salgono uno sopra l'altro, sempre più in alto, finché la piramide è troppo alta, non tiene più e crollano tutti sul pavimento. Anche qui l'ecstasy o altre droghe vanno via come i pane. Ogni tanto polizia e carabinieri li controllano». «Poi ci sono gli scoppiati dell'estate — fa eco una ragazza —. Come il famoso 'Er patata', dei Gabber di Roma. D'estate vengono a Rimini a ballare nel solito locale, e anche a fare a botte, come è successo a ferragosto».
di Mario Gradara
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