Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Sospeso/a
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    Predefinito La tradizionale caterva di notizie catastrofiche. Buon Natale dal Governo.

    Poi questi dati li compariamo con il discorso alla Nazione televisiva che Berlusconi dovrebbe tenere (se non si ammala ancora) il 30 dicembre.


    OSSERVATORIO DELL' ECONOMIA ITALIANA


    Consumatori: la fiducia è ai minimi

    Torna a scendere in dicembre il clima di opinione delle famiglie italiane. Peggiorano le aspettative sull'andamento dell'economia e del mercato del lavoro, insieme alla propensione a effettuare acquisti. Pesa la crisi dell'auto.



    Data: 18/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Mercoledi'


    Bilancia pagamenti, si aggrava il deficit
    R. E.

    MILANO * Si appesantisce il deficit di parte corrente della bilancia dei pagamenti nei primi 10 mesi del 2002.
    Il conto corrente. Ottobre, secondo i dati diffusi ieri dall'Uic (Ufficio italiano cambi), si è chiuso con un saldo attivo di 257 milioni di euro, in forte peggioramento (quasi 2mila milioni) rispetto ai +2.246 milioni dello stesso mese del 2001.
    Il dato cumulato del periodo gennaio-ottobre evidenzia così un saldo negativo per 3.546 milioni a fronte di un deficit di 22 milioni nello stesso periodo del 2001.
    Il peggioramento, si legge in una nota, è da collegare all'andamento negativo del saldo della voce "redditi" (1.147 milioni di euro), alla riduzione dell'avanzo mercantile (508 milioni) e all'aumento del disavanzo dei "trasferimenti unilaterali" di 383 milioni. Il saldo dei servizi risulta invariato.


    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    Ref: frena anche dicembre L'attività si riduce dello 0,8%

    Valentina Ferraris

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    MILANO *c I volumi prodotti a dicembre crescono su base annua dell'1,5%, secondo le stime dell'indicatore elettrico Ref, ma tale incremento è da ricondurre totalmente alla differenza di giorni lavorativi. Dicembre 2002 conta infatti un giorno lavorativo in più rispetto al 2001. La variazione tendenziale dell'indice rettificato è invece pari a -2,6 punti percentuali. La variazione positiva registrata a novembre è da ricondurre soprattutto al confronto statistico con il minimo del ciclo. Il profilo congiunturale, migliorato nel terzo trimestre, peggiora infatti a fine anno. Nel quarto trimestre la variazione rispetto al periodo precedente è, in base al dato Istat di ottobre e alle stime Ref, negativa e pari a 0,7 punti percentuali. Nell'ultimo bimestre l'indice destagionalizzato resta sui livelli medi toccati nel bimestre precedente, pur con ampie oscillazioni mensili: dopo il rimbalzo stimato per novembre, a dicembre si registra, sempre in base alle stime, una nuova battuta d'arresto, pari allo 0,8%, e l'indice si attesta a quota 104,1.
    Il 2002 chiude quindi con una contrazione della produzione a parità di giorni lavorativi di 2,3 punti percentuali rispetto al 2001, quando l'attività produttiva registrò una riduzione dell'1,3 per cento.

    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    La produzione ristagna ancora
    Congiuntura - Istat: in ottobre flessione mensile dello 0,9% e del 2,1% su base annua, un risultato peggiore rispetto alle aspettative degli analisti

    Vincenzo Chierchia

    MILANO *c La produzione industriale, a sorpresa, in ottobre registra una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso mentre la produzione media giornaliera ha evidenziato un calo tendenziale del 2% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ottobre 2001). L'indice destagionalizzato della produzione ha segnato una diminuzione dello 0,9% rispetto al mese di settembre 2002. L'Istat ha poi comunicato ieri che nei primi dieci mesi dell'anno la flessione della produzione su base tendenziale è del 2,6 per cento.

    Data: 14/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    L'export tiene solo al Centro
    Istat: male Nord-Ovest e Mezzogiorno

    Elio Pagnotta

    NOSTRO SERVIZIO

    ROMA * Nonostante i sintomi di recupero che si sono avvertiti negli ultimi mesi, le esportazioni italiane hanno girato la boa dei primi nove mesi del 2002 subendo una netta flessione. E soprattutto una flessione che ha coinvolto quasi tutte le regioni, colpendo anche se con diversa intensità tanto il Nord quanto il Mezzogiorno. Il rallentamento del made in Italy tuttavia non dovrebbe impedire alla nostra bilancia commerciale di chiudere il 2002 con un buon margine di attivo (forse sopra i 10 miliardi di euro), così che l'anno che sta per terminare potrebbe essere il decimo consecutivo a far registrare un surplus. Tra il gennaio e il settembre 2002, infatti, l'andamento delle vendite all'estero, secondo i dati resi noti ieri dall'Istat, ha accusato una diminuzione del 3,9% nei confronti dei primi nove mesi del 2001 e il valore delle esportazioni si è abbassato a 194,2 miliardi di euro.

    Data: 12/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Giovedi'


    L'inflazione allontana l'Italia dalla Ue
    Competitivit à - Allarme del Centro studi Confindustria: negli ultimi mesi la forbice dei prezzi rispetto all'Europa è arrivata a 0,7%

    F. Re.

    ROMA * L'inflazione italiana torna a correre più velocemente di quella europea, trainata da una spinta dei prezzi al consumo che spesso non trova giustificazioni, e da una "percezione" dell'inflazione superiore alla sua crescita reale ma che poi finisce essa stessa per alimentare il fenomeno.
    Problema grave, avverte la Confindustria: la perdita di competitività è così inevitabile. Contromosse? Urgenti, anche se relativamente agevoli. La pressione dei fattori esterni (prezzi internazionali della materie prime, bolletta energetica) non è particolarmente allarmante. Ma per correggere lo scenario la terapia non può che muoversi lungo due direttrici: da una parte l'accelerazione dei processi di liberalizzazione per incentivare la concorrenza nei settori economici fondamentali, dall'altra la politica dei redditi secondo le linee di fondo già indicate nel grande accordo del '93.

    Data: 12/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Giovedi'


    Le imprese sono più pessimiste

    Isae: a novembre è peggiorato il clima di fiducia sul futuro dell'economia


    MILANO * Le imprese manifatturiere ed estrattive sono pessimiste per l'andamento degli investimenti nel 2002: la spesa nominale per gli investimenti dovrebbe infatti diminuire quest'anno del 5,5 per cento. Lo rileva l'inchiesta mensile condotta a novembre dall'Istituto di studi e analisi economica (Isae). Il calo degli investimenti sarà forte per le imprese di grande dimensione (-10%) e per le piccole (-7,7%). Le medie imprese, invece, hanno annunciato un consistente aumento degli investimenti, stimabile nel +13,1 per cento.
    Negative anche le previsioni per il prossimo anno: per l'attuale incertezza sulle prospettive del ciclo italiano e internazionale, le imprese interpellate dall'Isae hanno affermato di avere in programma un'ulteriore forte contrazione della spesa nominale anche per il 2003, stimabile per ora nel -12,2 per cento.

    Commercio: Bille', dato vendite indica rischio recessione
    18/12/2002 13:12
    Roma, 18 dic - "I dati non ci portano a parlare di aumento ma di stagnazione, se non di recessione". Il presidente Confcommercio, Sergio Bille', commenta cosi' il dato sul commercio al dettaglio di ottobre. "Se depuriamo la componente inflativa - spiega - abbiamo una diminuzione dei consumi addirittura dello 0,1%, e piu' consistente nelle piccole e medie imprese del commercio". Per il 2003 Bille' sollecita "una politica del tutto nuova".

    Entrate tributarie: Tesoro, in 10 mesi a 245,7mld, -2,5%
    18/12/2002 16:35
    (E11) Entrate tributarie: Tesoro, in 10 mesi a 245,7mld, -2,5% Irpef sale di 935 mln, tonfo dell'Irpeg Roma, 18 dic - Nei primi 10 mesi 2002 le entrate tributarie dello Stato sono ammontate a 245,772 mld euro, il 2,5% in meno sullo stesso periodo 2001. Tra le imposte dirette, comunica il Tesoro, l'Irpef e' cresciuta di 935 mln, a 96,057 mld, mentre l'Irpeg e' diminuita di 2,657 mld per un totale di 16,264 mld. Tra le imposte indirette, tra gennaio e ottobre, il gettito dell'Iva e' salito del 3% (+2,056 mld). Cresce dell'1,3% l'Irap.

    Data: 07/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    Grandi imprese, posti in calo
    L'Istat segnala: a settembre è continuata la caduta degli occupati (-3,5%)

    Elio Pagnotta

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    ROMA * La tendenza al calo dell'occupazione nelle grandi imprese continua a farsi sentire, tanto nell'industria quanto nei servizi. In settembre, infatti, nelle industrie di maggiori dimensioni si è verificata una diminuzione degli addetti del 3,5% su base annua e nel settore dei servizi la flessione - seppur più contenuta - ha raggiunto lo 0,6%, sempre su base annua. Un ridimensionamento dovuto in parte ai profondi processi di ristrutturazione e razionalizzazione delle aziende più grandi, ma soprattutto al ritardo della ripresa economica.
    La crescita del mercato del lavoro si conferma dunque un fenomeno destinato a lasciare ai margini le maxi-imprese, molto probabilmente indirizzate verso altri tagli della manodopera. Non a caso, nei confronti del settembre dell'anno passato, sono stati sacrificati circa 27.100 posti nell'industria e altri 6.500 nel terziario.
    Per le grandi imprese si tratta di un taglio che in settembre ha superato largamente i 33mila addetti su base annua.



    Data: 30/11/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    Le cifre del <distacco>

    Rossella Bocciarelli La competitività italiana soffre su tre fronti, ha spiegato Cottarelli: su quelli di prezzi e costi, c'è il problema di un'inflazione strisciante che è dello 0,75% superiore alla media europea, dell'1% in più di quella francese e del 2% in più di quella tedesca. Questo significa automaticamente perdita di competitività, visto che non esiste più la possibilità di svalutare. Bisognerebbe compensare con i salari (e spetterebbe al settore pubblico dare un segnale di moderazione, ma lo scorso anno non è stato così); ma secondo il Fmi occorrerebbe anche differenziare i salari fra Nord e Sud Italia e aumentare la concorrenza. Il secondo fronte, per gli economisti di Washington, si chiama finanza pubblica, con una pressione fiscale ancora troppo alta a fronte di una spesa corrente che non si riesce a ridurre. Il terzo riguarda la necessità di introdurre maggiori liberalizzazioni, tanto sul mercato del lavoro quanto su quello dei prodotti e dei servizi. Tempo da perdere, del resto, non c'è: come spiega il Bollettino Bankitalia, nei primi sei mesi del 2002, mentre il commercio mondiale cresceva a un ritmo tendenziale del 4,2%, le esportazioni italiane hanno subito una flessione del 2,4%, e gli investimenti fissi lordi si sono ridotti del 5,8%.
    ROSSELLA BOCCIARELLI

    Ed ora passiamo alle divertenti notizie del Governo.

    Urso, segnali di ripresa nel terzo trimestre
    13/12/2002 13:51
    Roma, 13 dic - Per l'export ci sono "forti segnali di ripresa, come si evidenzia dall'andamento delle esportazioni nei tre trimestri di quest'anno". Lo sottolinea il vice ministro delle Attivita' Produttive Adolfo Urso commentando i dati diffusi dall'Istat. Nel primo trimestre, sottolinea, il calo e' stato del 12,8%, nel secondo e' stato del 5,1% mentre "nel terzo si registra una netta inversione di tendenza con una crescita del 4,1%" sul 2001.


    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    Marzano: l'Italia non è in declino


    Rossella Bocciarelli

    ROMA *'Italia non è al declino e non è vero che ha <le pile scariche>. É solo <un Paese che attraversa una bassa congiuntura, che interessa l'Europa in generale oltre agli Stati Uniti>. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, respinge i giudizi del Censis, ma ammette che la ripresa economica arriverà verso il prossimo settembre, non prima. <Sono sconcertato dall'idea che ci sia un declino - ha detto Marzano, che ieri è intervenuto alla presentazione dell'ottavo rapporto sull'industria italiana di Capitalia (si veda <il Sole-24 Ore> del 15 dicembre) - perchè vedo in realtà molti segni di vitalità che non riguardano tanto le grandi imprese quanto le piccole e le medie imprese.

  2. #2
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    Il gettito fiscale è diminuito del 2.5%, ti sei dimenticato di dirlo

  3. #3
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    C'è anche quello, controlla.

    Piuttosto, mi sono dimenticato di parlare del deficit (56 mld in 9 mesi) e della perdita di competitività (dal 26° al 39° posto in un anno)


    ciao, mamma, guarda come mi diverto...

  4. #4
    Sospeso/a
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    Questa è fresca fresca di mattinata.

    Sabato 21 Dicembre 2002, 13:03


    Ordinativi industria ottobre in calo 3,7% su mese

    ROMA (Reuters) - Gli ordinativi all'industria hanno visto un netto calo nel mese di ottobre, con i fornitori italiani che segnalano una domanda debole, secondo quanto rileva Istat.


    Gli ordinativi, un indicatore chiave delle prospettive future della produzione indutriale, sono scesi del 3,7% sul mese -- il peggior calo dal settembre 2001 -- scivolando dell'1,2% anno su anno.


    La domanda interna ha assistito ad un rallentamento del 3,7% annuo, mentre gli ordinativi internazionali hanno messo a segno un incremento del 2,9%


    La settimana scorsa l'Istat ha reso noto che la produzione italiana è calata dello 0,9% mese su mese in ottobre.


    I dati Istat diffusi ieri mostrano inoltre che le vendite industriali sono in crescita dello 0,2% in ottobre rispetto a settembre e del 2,8% su base annua. Le vendite estere hanno spinto al rialzo l'indice corrispondente, cresciuto del 6.7%, mentre le vendite nel territorio italiano sono salite dell'1,1%.

  5. #5
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    Predefinito

    Originally posted by brunik
    C'è anche quello, controlla.

    Piuttosto, mi sono dimenticato di parlare del deficit (56 mld in 9 mesi) e della perdita di competitività (dal 26° al 39° posto in un anno)


    ciao, mamma, guarda come mi diverto...
    devi considerare che la gente ha l'impressione di stare dalla parte di un vincente.
    a proposito, non perderti l'ultima stronzata di felice sul forum della destra. devi assolutamente metterla nel prossimo corriere del pollista.

 

 

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