Perche' i colleghi notisti, nel senso di specialisti in Note Parlamentari, incassano gli insulti e non sono nemmeno capaci di una difesa corporativa?
I piccoli episodi che rivelano l’uomo: l’invettiva pubblica del presidente del consiglio Silvio Berlusconi contro il giornalista dell’Unità Massimo Solani ci dice molto di come vanno in Italia i rapporti tra media e potere.
L’episodio, avvenuto il 17 dicembre, è stato riportato con la dovuta enfasi dal quotidiano insultato, ma ben altra reazione ci si poteva aspettare dai colleghi. Potevano, se molto indignati, alzarsi e andarsene tutti, almeno in difesa della corporazione.
Oppure avrebbero potuto rilanciare loro a Berlusconi la domanda rifiutata, come in altre occasioni e ambienti si è visto succedere. L’azione avrebbe avuto il benefico scopo di insegnare al maleducato che:
(1) le conferenza stampa sono facoltative, ma che se le si convoca, allora
(2) non si possono discriminare gli accessi e soprattutto
(3) che occorre rispondere a ogni domanda, anche mentendo o smentendo, mai insultando.
La regola vale per gli allenatori della squadre di calcio, per le veline e per i politici, insomma per tutti coloro che si mettono volontariamente in pubblico, anche se effettivamente non tutti la conoscono.
Proprio per questo le agenzie di relazioni pubbliche spesso organizzano delle speciali sessioni per i loro capi; si chiamano "media training" e sono delle simulazioni di interviste e conferenze stampa in cui ci si allena a reggere alle domande più insidiose e cattive.
Franco Carlini
Da Il barbiere della sera.




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