LAVORO / DE LUCIA (RADICALI): CANI CHE ABBAIANO NON MORDONO...
IL SINDACATO OCCULTA AI LAVORATORI LA RIDUZIONE DELLE TUTELE.
LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E DEL MERCATO DEL LAVORO NON È PIÙ RINVIABILE: IL GOVERNO FACCIA TESORO, SEMPRE CHE IL SENATORE (A VITA) AGNELLI LO CONSENTA, DELLE PROPOSTE DI LEGGE DEPOSITATE DAI RADICALI.
Dichiarazione di Michele De Lucia, della Direzione di Radicali italiani.
Lo scorso 20 agosto (non commentiamo la data) il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Roberto Maroni, ha emanato – nell’assoluto silenzio del sindacato - un decreto (il n. 31448, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 18 ottobre 2002) con il quale modifica precedenti disposizioni del suo predecessore, Cesare Salvi, quanto al rapporto tra Cassa integrazione straordinaria e mobilità:
Laddove era precluso l’accesso alla C.i.g.s. nei casi in cui il ricorso diretto alla mobilità fosse in grado di garantire la ricollocazione sul mercato della totalità lavoratori interessati, la soglia è stata abbassata al 50%, e addirittura al 25% per le aziende in crisi a causa della mancanza di ordini da parte di un unico committente: e qui il pensiero non può che andare alle imprese dell’indotto Fiat.
Chi come i radicali da trent’anni denuncia l’associazione per delinquere che si consuma a mezzo della Cassa integrazione straordinaria, in linea di principio non potrebbe che essere contento di una riduzione delle possibilità di ricorso all’istituto in questione. Purtroppo però i conti non tornano, e non tornano in modo grave: l’altro 50-75% dei lavoratori di cui sopra che fine fa? A legislazione immutata, resterebbe solo il lavoro nero, del quale pure il Presidente del Consiglio pochi giorni fa ha cantato le lodi. Certo, bisognerebbe chiedere ai lavoratori in nero, in quanto tali privi di qualunque tutela, cosa ne pensino.
Il silenzio tombale di Cgil, Cisl e Uil su questo è assolutamente sintomatico del degrado del mondo sindacale italiano: davvero “cani che abbaiano non mordono”, soprattutto quando possono contare su bilanci di migliaia di miliardi grazie al sistema delle trattenute automatiche a spese di lavoratori e pensionati nella maggior parte dei casi inconsapevoli, inconsapevoli anche di operazioni come quella realizzata dal decreto Maroni.
Dal canto suo il Governo dopo aver adottato in estate il decreto in esame, ha con l’art. 28 della legge finanziaria 2003 rimosso ogni limite al ricorso alla Cassa integrazione, nella peggiore tradizione degli anni settanta e ottanta.
Non c’è davvero di che stare allegri.
Roma, 18 dicembre 2002.
Wolare
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