Honda XL1000V Varadero
Rivista nell’estetica e perfezionata nella meccanica, ha tutte le caratteristiche per battersi al vertice delle maxi-enduro. Per consumare meno si è dotata di iniezione elettronica.
In Portogallo, nel corso della “Prima” su pista della CBR 600 RR, la Honda, per offrirci un pò di relax turistico dopo il viaggio e per un “assaggio”, ha portato anche la XL1000V Varadero di seconda generazione, recentemente lanciata all'Intermot di Monaco di Baviera. La grossa bicilindrica nella stagione motociclistica entrante dovrà difendere il marchio Honda, ed il prestigio acquisito dal modello precedente, in un settore sempre più agguerrito e ricco d’offerte com’è attualmente quello della maxi enduro stradali.
Disponibile dal prossimo mese di Gennaio ad un prezzo non ancora definito ma, annunciato "analogo" a quello di 10.500 Euro franco concessionario del modello precedente, a quattro anni dal suo ingresso nell’esigente mondo delle turismo a 360°, la Varadero è stata oggetto di numerose interessanti modifiche vagliate anche tenendo conto delle richieste specifiche e del grado di soddisfazione dei “clienti”.
Un rinnovamento, quello subito dalla maxi V2 Honda, importante, ma che non ne ha stravolto la fisionomia e che è stato finalizzato ad affinarne in profondità il carattere “sportivo”, coinvolgendo con differente percentuale praticamente ogni parte della moto, sia nell’estetica, sia nei comparti della ciclistica e soprattutto della meccanica.
Oltre a nuove livree in argento, blu e rosso metallizzato, ora praticamente bicolore (molte parti sono in nero), a sottolineare con maggiore forza la sportività turistica della XL 1000 V, c’è un frontale ridisegnato e caratterizzato da linee più slanciate e aggressive. Dietro all’inedito doppio faro multireflector e al parabrezza regolabile manualmente in altezza (+/- 5 cm), c’è un ridisegnato cruscotto analogico/digitale davvero piacevole nell’aspetto, ricco d’informazioni, ma che, purtroppo e inspiegabilmente, è ancora privo dell’indicatore del livello carburante.Restando nella parte alta della Varadero 2003, poi, nei ben fatti comandi al manubrio, con ancoraggio elastico antivibrazioni, ora c’è anche il tasto blinker (quattro frecce), c’è un comodo tappo carburante incernierato e non più volante e, per aumentare il comfort di seduta di pilota e passeggero, c’è una sella più ampia.
Nella parte bassa della moto e restando sempre in tema di “carrozzeria”, invece, è stata migliorata la protezione da acqua e fango offerta dal parte centrale e bassa della carenatura per i piedi di pilota e passeggero. Nella ciclistica, invece, il telaio, è sostanzialmente invariato, ma ha nuovi ancoraggi del motore che, per offrire una superiore rigidità della “spina dorsale” della moto, ora è un elemento stressato e integrato nella struttura, mentre, il reggisella è stato rinforzato per sopportare meglio il carico del set di valige e del pesante bagaglio necessario per i lunghi viaggi in coppia.
Le sospensioni, invece, sono sostanzialmente invariate, ma riviste nella taratura. La forcella è meno cedevole nell’affondamento e meglio controllata nell’idraulica, mentre, la sospensione posteriore Pro Link con ammortizzatore regolabile nel precarico molla tramite manopola esterna, ha una diversa progressione d’irrigidimento.
Il già prestante motore V2 di 996 cc effettivi, infine, è il “pezzo” che ha subito i maggiori interventi. Per migliorarne le prestazioni durante tutto l’arco d’utilizzo, la compressione è stata elevata da 9:1 a 9,8:1, mentre, per rendere il motore meno assetato e ridurre le emissioni nocive (è già in regola con la normativa Euro 2), per consentire una marcia autostradale più confortevole e un più gustoso utilizzo della moto nella guida soft, il sistema d’alimentazione e il cambio sono completamente nuovi. Al posto dei precedenti carburatori di grosso diametro, per quanto concerne l’alimentazione, adesso c’è l’evoluto sistema d’iniezione elettronica PGM-FI con due corpi farfallati di 42 mm e con un iniettore a 12 ugelli di diffusione che, nebulizzando meglio il carburante, assicura la massima efficienza di combustione. Il cambio, invece, ha guadagnato la sesta marcia, per tenere meno “sotto pressione” il propulsore nelle lunghe trasferte in autostrada. Il nuovo sistema di scarico 2 in 1 in 2, infine, dotato di catalizzatore ossidante, salvaguardia l’ambiente senza penalizzare le convincenti prestazioni espresse dal propulsore.
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