Più che contraddizioni è noto che c'è il dubbio che Adolf Hitler fosse di origine ebrea.
L’ albero genealogico compilato nel '34 dagli esperti nazisti fa risalire al XV secolo la comparsa della famiglia Hitler: un certo Mattheux Hydler figurerebbe come acquirente di un podere nei registri dell’Abbazia di Hurzenburg nel 1445. Piú tardi il nome si trasmise in varie grafie : Hytler, Hietle Huetler, Hútter, Hittler. E pure il significato letterale del cognome ha trovato interpretazioni diverse: guardiano di capanne, pastore, piccolo contadino. Secondo Konrad Heiden (Hitter. Das Leben eines Diktators, Europa Verlag, Zurigo 1936-37) « il raro e un po’ strano cognome Hitler s’incontra piú spesso tra gli ebrei orientali che non tra i tedeschi, e precisamente in Galazia, Bucovina, Romania e Polonia ».
All’inizio del 1938, Adolf ‘Hítler ordina ad Hans Frank, ministro del Reich, di raccogliere, tutta la documentazione riguardante la nonna, Maria Anna Schicklgruber.
Questi i risultati: « ... La signorina Schicklgruber, negli anni attorno al 1830, lavorava a Graz presso una famiglia di ebrei di nome Frankenberger. Quando, a un certo punto, la donna rimase incinta, Frankenberger padre cominciò a pagarle, per conto del proprio figlio che a quell’epoca aveva 19 anni una pensione per gli alimenti. La Famiglia Frankenberger e la nonna di Hitler hanno mantenuto per anni una corrispondenza dalla quale si deduce che gli interessati sapevano, e riconoscevano tacitamente, che il bimbo della domestica era stato concepito in circostanze tali che obbligavano i Frankeriberger a pagare quella pensione. (H. FranK, Im Angesicht des Galgens, Monacodi Baviera 1953).
Anche il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss, poco prima dei suo assassinio avvenuto il 25 luglio 1934, aveva ordinato un’inchiesta: sulla famiglia Hitler. Dai fascicoli della polizia austro-ungarica era risultato che la signorina Schicklgruber era rimasta incinta proprio nel periodo in cui aveva lavorato come domestica presso la famiglia del barone Rothschild, la casata di origine ebrea che nel giro di alcuni decenni sarebbe diventata una delle piu’ potenti famiglie d’Europa. «I Rothschíld non mancarono mai di una intelligenza anticipatrice, almeno negli affari. E questo è proprio il tipo di intelligenza che Hitler ha mostrato di possedere » (F. Thyssen, Il dittatore O.E.T., Roma).
Secondo alcuni storici molto ben documentati, come Alan Bullock e William Shirer, è «molto probabile» che il vero padre di Alois Schicklgruber Hitler (padre di Adolf), cioè il vero, nonno di Adolf, sia stato proprio Johann Georg Hiedler, il patrigno che piú tardi lo riconobbe legalmente.
Due mesi dopo l’Anschluss dell’Austria, nel maggio 1938, Hitler dispone che la regione del Waldviertel sia usata come campo di manovre dell’esercito. Appena tre mesi dopo alcuni reparti militari accerchiano il villaggio abbandonato di Dóllersheim e vi fanno irruzione coi carri armati pesanti: le case vengono tutte distrutte, e anche il cimitero è sconvolto e arato con particolare determinazione. In questo cimitero c’era la tomba della nonna di Hitler.
Può darsi che l’acceso ed eccitato interesse di Adolf Hitler per tutto quello che riguarda il passato di nonna Schicklgruber sia stato originato da una lettera inviatagli dal nipote William Patrick Hitler. Sembra infatti che in questa lettera il giovane figlio di Alois Jr abbia fatto allusioni a “talune circostanze molto precise” della storia della famiglia.




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