Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito Hitler ebbe origini ebraiche?

    Più che contraddizioni è noto che c'è il dubbio che Adolf Hitler fosse di origine ebrea.
    L’ albero genealogico compilato nel '34 dagli esperti nazisti fa risalire al XV secolo la comparsa della famiglia Hitler: un certo Mattheux Hydler figurerebbe come acquirente di un podere nei registri dell’Abbazia di Hurzenburg nel 1445. Piú tardi il nome si trasmise in varie grafie : Hytler, Hietle Huetler, Hútter, Hittler. E pure il significato letterale del cognome ha trovato interpretazioni diverse: guardiano di capanne, pastore, piccolo contadino. Secondo Konrad Heiden (Hitter. Das Leben eines Diktators, Europa Verlag, Zurigo 1936-37) « il raro e un po’ strano cognome Hitler s’incontra piú spesso tra gli ebrei orientali che non tra i tedeschi, e precisamente in Galazia, Bucovina, Romania e Polonia ».

    All’inizio del 1938, Adolf ‘Hítler ordina ad Hans Frank, ministro del Reich, di raccogliere, tutta la documentazione riguardante la nonna, Maria Anna Schicklgruber.
    Questi i risultati: « ... La signorina Schicklgruber, negli anni attorno al 1830, lavorava a Graz presso una famiglia di ebrei di nome Frankenberger. Quando, a un certo punto, la donna rimase incinta, Frankenberger padre cominciò a pagarle, per conto del proprio figlio che a quell’epoca aveva 19 anni una pensione per gli alimenti. La Famiglia Frankenberger e la nonna di Hitler hanno mantenuto per anni una corrispondenza dalla quale si deduce che gli interessati sapevano, e riconoscevano tacitamente, che il bimbo della domestica era stato concepito in circostanze tali che obbligavano i Frankeriberger a pagare quella pensione. (H. FranK, Im Angesicht des Galgens, Monacodi Baviera 1953).

    Anche il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss, poco prima dei suo assassinio avvenuto il 25 luglio 1934, aveva ordinato un’inchiesta: sulla famiglia Hitler. Dai fascicoli della polizia austro-ungarica era risultato che la signorina Schicklgruber era rimasta incinta proprio nel periodo in cui aveva lavorato come domestica presso la famiglia del barone Rothschild, la casata di origine ebrea che nel giro di alcuni decenni sarebbe diventata una delle piu’ potenti famiglie d’Europa. «I Rothschíld non mancarono mai di una intelligenza anticipatrice, almeno negli affari. E questo è proprio il tipo di intelligenza che Hitler ha mostrato di possedere » (F. Thyssen, Il dittatore O.E.T., Roma).

    Secondo alcuni storici molto ben documentati, come Alan Bullock e William Shirer, è «molto probabile» che il vero padre di Alois Schicklgruber Hitler (padre di Adolf), cioè il vero, nonno di Adolf, sia stato proprio Johann Georg Hiedler, il patrigno che piú tardi lo riconobbe legalmente.

    Due mesi dopo l’Anschluss dell’Austria, nel maggio 1938, Hitler dispone che la regione del Waldviertel sia usata come campo di manovre dell’esercito. Appena tre mesi dopo alcuni reparti militari accerchiano il villaggio abbandonato di Dóllersheim e vi fanno irruzione coi carri armati pesanti: le case vengono tutte distrutte, e anche il cimitero è sconvolto e arato con particolare determinazione. In questo cimitero c’era la tomba della nonna di Hitler.

    Può darsi che l’acceso ed eccitato interesse di Adolf Hitler per tutto quello che riguarda il passato di nonna Schicklgruber sia stato originato da una lettera inviatagli dal nipote William Patrick Hitler. Sembra infatti che in questa lettera il giovane figlio di Alois Jr abbia fatto allusioni a “talune circostanze molto precise” della storia della famiglia.

  2. #2
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    Predefinito sionismo e nazionalsocialismo

    Nel 1922 Vladimir Jabotinsky si ritirò dall’esecutivo dell’Organizzazione sionistica e fondò nel 1924 il Partito Revisionista. Il Nuovo schieramento combatteva la politica dell’Esecutivo sionista troppo disponibile al compromesso con gli inglesi e con gli arabi e «in campo sociale… palesava una certa simpatia per il corporativismo teorizzato in Italia dal fascismo». A questo proposito il Blondet è più esplicito e ricco di informazioni: «Vladimir Z. Jabotinsky (1880-1940) propugnò uno Stato armato e razzista e voleva che Israele si costituisse come “Stato autoritario e corporativo”. Finì per aderire al fascismo e simpatizzò apertamente per il Terzo Reich». «Jabotinsky sembra aver subito l’influenza di Ahad Ha’am, grande ammiratore, come Herzl, di Nietzske, da cui prese in prestito l’idea di superuomo, associandola a quella di NAZIONE SUPERIORE». Conobbe poi un ex ufficiale zarista, mutilato, certo Joseph Trumpeldor e con lui ideò l’organizzazione di una “legione ebrea” all’interno di non importa quale esercito alleato. Proprio Trumpeldor ha dato il suo nome alla principale organizzazione di gioventù sionista revisionista, il BÉTAR o B’RITH TRUMPELDOR (Alleanza di Trumpeldor). Bétar è anche il nome della fortezza dove Bar Kochba condusse la rivolta contro le legioni di Roma nel secondo secolo. Durante il dodicesimo Congresso sionista del settembre 1921 a Karlovy Vary, Jabotinsky, senza informare i dirigenti sionisti, firmò un accordo con Maxime Slavinsky, rappresentante del leader del governo ucraino in esilio, Simon Petlioura (accusato oggi di antisemitismo). Questo accordo con un regime che favoriva i pogrom, fu giustificato da Jabotinsky con l’affermazione che se l’Armata Rossa gli avesse fatto la stessa proposta, l’avrebbe egualmente accettata. L’alleanza con l’Ucraina costrinse Jabotinsky a dimettersi dall’Esecutivo sionista e dall’Organizzazione sionista. Nel 1923 pubblicò una serie di articoli in cui mirava ad intraprendere una sorta di REVISIONE del Sionismo, affermando che si trattava di un ritorno alle tesi originarie di Herzl. Sostenne così posizioni di ACCESO NAZIONALISMO, il cui unico fine era di trasferire milioni di ebrei in Israele facendo della Palestina uno Stato ebraico di fatto. Gli arabi, «per Jabotinsky non avevano nessun diritto sulla Palestina e dovevano essere espulsi. Ancor oggi, per i suoi discepoli… “non esistono territori occupati in Israele”». Jabotinsky è convinto che lo stato abbia il primato sull’individuo, per cui non bisogna assolutamente rifarsi all’etica biblica ma attingere le proprie forze alle teorie del NAZIONALISMO INTEGRALE; «ciò lo farà passare agli occhi di numerosi dirigenti ebrei come un ebreo fascista». Jabotinsky è assolutamente contrario alla diaspora e PER IMPEDIRE L’ASSIMILAZIONE degli ebrei, SARÀ ANCHE PRONTO AD ACCOGLIERE favorevolmente LE IDEE ANTISEMITE, che avrebbero spinto gli ebrei a ritornare nella loro terra e a riscoprire l’identità che stavano perdendo. «Per Jabotinsky ogni assimilazione ai goyim è non solo infausta ma impossibile… “La fonte del sentimento nazionale si trova nel SANGUE dell’uomo… nel suo TIPO FISICO-RAZZIALE… È inconcepibile che un ebreo… possa adattarsi alla visione spirituale di un tedesco o di un francese”». Inoltre elimina l’idea di un Dio trascendente e la sostituisce con quella di nazione, minando alla base le fondamenta stesse del Giudaismo ortodosso. A tutto ciò unisce un odio viscerale per il socialcomunismo, mentre vede, di conseguenza, la forza principale del Sionismo nel supercapitalismo. a)

    Il Bétar
    Nel 1923 Jabotinsky fondò il braccio armato del Revisionismo sionista il Bétar B’rith Trumpeldor, i cui membri «portano la camicia bruna, e saranno denunciati come fascisti dai loro avversari». Dal 1934 al 1937 una scuola navale del Bétar funzionerà in Italia, a Civitavecchia, con 153 cadetti diplomati. Per Marius Schattner «tutta la filosofia del Bétar consiste in ciò: dalla fossa alla luce, dal ghetto a Israele. Essa intrattiene il mito di una razza spiritualmente ebrea …Saltando diciannove secoli di diaspora, il Bétar annuncia il ritorno del tipo ebreo antico». Il Bétar è un’organizzazione rigida, con un rituale stretto e severo: ogni betariano deve impegnarsi a consacrare i due primi anni del suo insediamento in Palestina alla militanza a tempo pieno nel Bétar, il quale si fonda sostanzialmente sul mito della forza, sulla potenza del cerimoniale, su una struttura paramilitare. Negli anni 1931-32 Jabotinsky visse a Parigi, «dove sembra essere stato iniziato alla Loggia Stella del Nord del Grande Oriente di Francia». Nel 1935 fondò a Vienna, durante un congresso, la Nuova Organizzazione Sionista (N.O.S.), che inaugurava una politica molto discussa con tutti i governi (anche antisemiti) PURCHÉ FOSSERO INTENZIONATI A REGOLARE LA QUESTIONE EBRAICA IN SENSO SIONISTA, consentendo cioè l’emigrazione ebraica in Palestina. Ciò non impedirà per altro a Jabotinsky di pronunciarsi, negli anni della guerra, a favore della creazione di un esercito ebreo destinato a combattere la Germania hitleriana. b)

    Menahem Begin
    Fino alla vittoria di Begin nel 1977 a capo del Likud, formazione politica erede del Bétar di Jabotinsky, la maggior parte degli storici del Sionismo avevano relegato il Revisionismo nel ghetto spirituale dei fanatici o addirittura dei lunatici esaltati. Ma nel 1977 il “fascista” Begin sale al potere in Israele e, fin dal suo primo discorso, si rifà esplicitamente alle idee di Jabotinsky, anche se aveva fatto parte dell’ala più radicale del Revisionismo, quella più vicina al fascismo e associata al B’ritj Ha Biryonim (il gruppo dei bruti), scavalcando a destra lo stesso Jabotinsky! Dopo la seconda guerra mondiale Begin come leader del partito Hérout (Libertà) farà lavorare al quotidiano del partito il suo amico Abba Ahimert, ideologo estremista revisionista, che aveva scritto:
    «Sì, NOI REVISIONISTI ABBIAMO UNA GRANDE AMMIRAZIONE PER HITLER. Hitler ha salvato la Germania… E SE ABBANDONA IL SUO ANTISEMITISMO, NOI POTREMO FARE UN PO’ DI STRADA CON LUI». Quando Begin si recò per la prima volta negli USA nel 1948, alcuni intellettuali ebrei, tra cui Einstein, Hannah Arendt e Sydney Hook, scrissero una lettera aperta al New York Times (4 dicembre 1948) in cui affermavano che il partito di Begin era «un partito politico assai vicino, quanto alla sua organizzazione, ai suoi metodi, alla sua filosofia politica e alla sua dottrina sociale, ai partiti nazista e fascista». Begin non rinnegherà in nulla le sua vecchie idee estremiste: dopo di lui diverrà primo ministro di Israele il suo amico (e terrorista) Yitzhak Shamir, per il quale «Eretz Israel appartiene solo e soltanto al popolo di Israele».

    c) Revisionismo e nazismo
    Nella primavera del 1936 una coppia di ebrei, i Tuchler, inviati dalla Federazione Sionista di Germania, ed una coppia di nazisti, i von Mildenstein, inviati dal N.S.D.A.P. e dalle SS., si ritrovarono alla stazione di Berlino dove presero il treno per Trieste e s’imbarcarono sulla Martha Washington per la Palestina. Lo scopo del viaggio era quello di fare un’indagine il più possibile completa e documentata sulle POSSIBILITÀ DI INSEDIAMENTO DI EBREI TEDESCHI IN PALESTINA. «Malgrado le dichiarazioni di principio e diverse misure specifiche (boicottaggio degli ebrei tedeschi a partire dal 1 aprile 1933), tutti gli storici sono d’accordo nell’ammettere che Hitler non aveva una politica d’insieme precisa sulla questione ebraica fino alla notte dei cristalli del 9-10 novembre 1938. Ciò lasciò campo libero all’Ufficio degli Affari ebraici delle SS, per esplorare le diverse politiche attuabili. Il viaggio del barone von Mildenstein fu una di esse. Ora Mildenstein era ufficiale superiore delle SS… s’era interessato da molto tempo alla questione ebraica… Fervente sionista, entrò nelle SS. e fu reputato uno dei più qualificati specialisti del Giudaismo. Fu lui che vide per primo l’interesse che si poteva trarre dalle organizzazioni sioniste, specialmente revisioniste… Scrisse una serie di dodici lunghi articoli, molto documenteti, sul quotidiano berlinese Der Angrif di Goebbels, dal titolo Un nazista viaggia in Palestina. Vi esprimeva la sua ammirazione per il Sionismo… e concludeva che “il focolare nazionale” ebreo in Palestina “…indica un mezzo per guarire una ferita vecchia di molti secoli: la questione ebraica”. Per commemorare tale visita fu coniata una medaglia, su richiesta di Goebbels. Una faccia era ornata dalla svastica nazista e l’altra dalla stella di David… Le SS. erano divenute la componente più filosionista del partito nazista». In seguito a questo viaggio il giornale delle SS. Das schwarze Korps proclamò ufficialmente il suo appoggio al Sionismo. Il 26 novembre lo stesso quotidiano rinnovava il suo appoggio al Sionismo: «Il riconoscimento della comunità ebrea, come COMUNITÀ RAZZIALE FONDATA SUL SANGUE e non sulla religione conduce il giovane tedesco a garantire senza riserve l’integrità razziale di questa comunità ». Ancora, nel maggio 1935 Heyndrich in un articolo distingueva gli ebrei in due categorie dimostrando una forte predilezione per quelli che «professano una concezione strettamente razziale» e Alfred Rosemberg scriveva che «il Sionismo deve essere vigorosamente (31) sostenuto». Con l’avvento al potere di Hitler il Bétar fu la sola organizzazione a continuare ad uscire in parata in uniforme nelle strade di Berlino. Il 13 aprile 1935 la polizia della Baviera (feudo di Himmler e di Heyndrich) ammetteva eccezionalmente che gli aderenti al Bétar potessero indossare la loro uniforme. Questi cercavano così di spingere gli ebrei di Germania a CESSARE DI IDENTIFICARSI COME TEDESCHI e a farli innamorare della loro nuova identità nazionale israeliana (104). La Gestapo fece tutto il possibile per favorire l’emigrazione verso la Palestina; ancora nel settembre 1939 autorizzò una delegazione di sionisti tedeschi a partecipare al 21° Congresso sionista di Ginevra. Jabotinsky invece si era pronunciato per il boicottaggio della Germania, mentre Kareski, membro del movimento revisionista, perseguiva una politica di collaborazione con la Germania in vista di poter costituire lo Heretz Israel. Nel 1942 restava ancora in attività nella Germania un Kibbutz a Nevendorf per esercitare dei potenziali emigranti verso la Palestina. «Il Mossad… dispose di un centro di circa quaranta campi e centri agricoli, ove i futuri coloni si preparavano per lo sbarco in Palestina».

    d) Un patto segreto tra la banda Stern e il terzo Reich
    I dirigenti ebrei della gang Stern – incredibile ma vero - fecero ai nazisti una proposta di alleanza nel 1941 per lottare contro gli inglesi: la cosa che più colpisce è che uno di essi era Yitzhak Shamir, futuro primo ministro di Israele. «Lo scarso equipaggiamento militare dell’Italia, sia in Libia che in Grecia, convinse Stern che l’Italia non aveva i mezzi per condurre a termine la sua politica, mentre la Germania nel 1940, riportava vittoria su vittoria. Tali successi impressionarono Stern, che si lanciò in un’avventura folle e senza uscita: formare un’alleanza con la Germania hitleriana. Stern lavora fino al febbraio 1941 (quando fu ucciso dagli inglesi) a concretizzare questo obiettivo,
    fondandosi su un’analisi insolita della situazione del Giudaismo. Per lui l’Inghilterra è il vero nemico, mentre la Germania è solo un OPPRESSORE che appartiene alla linea dei PERSECUTORI che il popolo ebreo ha incontrato durante la sua storia. Questo è l’errore più grande di Stern: vede nel Nazismo un movimento animato da un antisemitismo ragionevole…». All’inizio del 1941 Lubentchik, agente segreto della banda Stern, propone un patto militare tra l’Organizzazione militare sionista Irgun (una scissione della stessa banda) e la Germania, proposta nota col nome di testo di Ankara, trasmesso a Berlino l’11 gennaio 1941 e ritrovato tempo fa negli archivi dell’ambasciata tedesca in Turchia. In esso si legge: «…I principali uomini di stato della Germania nazionalsocialista hanno spesso insistito sul fatto che un Ordine Nuovo in Europa richiede come condizione previa una soluzione radicale della questione ebraica, mediante l’emigrazione. L’evacuazione di masse ebree d’Europa è la prima tappa della soluzione della questione ebraica. Tuttavia, il solo mezzo per cogliere tale fine è l’installazione di queste masse nella patria del popolo ebraico, la Palestina, mediante lo stabilimento di uno Stato ebraico nelle sue frontiere storiche… ». Lo Stato maggiore tedesco, tuttavia, decise di appoggiarsi nella lotta alla Gran Bretagna, agli arabi che erano milioni, piuttosto che agli ebrei, che non erano che un pugno di uomini. La veridicità di questo documento è stata messa in dubbio, ma Israël Eldadsnab, uno dei capi storici del gruppo Stern, ha confermato la verità dei fatti e il settimanale Hotam affermò che tale documento era stato consegnato personalmente da Shamir e Stern. Quando il 10 ottobre Shamir divenne primo ministro dello Stato di Israele dopo il dicastero Begin, l’Associazione Israeliana dei combattenti antifascisti e delle vittime del Nazismo manifestò la sua indignazione in un telegramma al presidente Herzog nel vedere il posto di primo ministro occupato da «uno di quelli che tentarono di arrivare ad un’alleanza con dei rappresentanti ufficiali della Germania nazista». Se la banda Stern fu l’unico gruppo sionista revisionista a negoziare col Terzo Reich in piena guerra, le organizzazioni sioniste moderate non avevano esitato a farlo prima della guerra, in gran segreto. «I circoli nazionalisti ebrei sono molto soddisfatti della politica della Germania, poiché la popolazione ebrea in Palestina sarà da tale linea politica talmente accresciuta che in un futuro prossimo gli ebrei potranno contare su una superiorità numerica di fronte agli arabi».

  3. #3
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    Predefinito Strani rapporti tra sionisti e nazionalsocialisti

    Nel 1941 Itzak Shamir commise "un crimine imperdonabile dal punto di vista morale: proporre un'alleanza con Hitler, con la Germania nazista contro la gran Bretagna".

    Fonte: M. Bar Zohar, Ben Gurion. Le Prophèt armé,
    Parigi, Fayard, 1966, p. 9


    L'obiettivo essenziale dei sionisti non era, infatti, salvare la vita degli ebrei, ma creare uno Stato ebraico in Palestina.

    Il primo dirigente dello Stato d'Israele, Ben Gurion, il 7 dicembre 1938 affermò senza esitazioni davanti ai vertici sionisti: "Se sapessi che è possibile salvare tutti i bambini della Germania portandoli in Inghilterra, e solamente la metà di essi portandoli in Eretz Israel, sceglierei la seconda soluzione. Perché non dobbiamo pensare solamente alla vita di questi bambini, ma anche alla storia del popolo d'Israele".

    Fonte: Yvon Gelbner, Zionist policy and the fate of European Jewry,
    in "Yad Vashem Studies", XII, p. 199, Gerusalemme



    La Federazione sionista tedesca il 21 giugno 1933 indirizzò al partito nazista un memorandum che dichiarava specificamente:

    "Nella formazione di un nuovo Stato, che ha proclamato il principio della razza, noi desideriamo adattare la nostra comunità a queste nuove strutture [...] il nostro riconoscimento della nazionalità ebraica ci permette di stabilire relazioni chiare e sincere con il popolo tedesco e le sue realtà nazionali e razziali. Proprio perché non vogliamo sottovalutare questi principi fondamentali, perché anche noi siamo contro i matrimoni misti e per la conservazione della purezza del gruppo ebraico [...].

    "Gli ebrei coscienti della loro identità, a nome dei quali parliamo, possono trovare posto all'interno della struttura dello Stato tedesco perché sono liberati dal risentimento che devono provare gli ebrei assimilati. [...] noi crediamo nella possibilità di relazioni leali tra gli ebrei consapevoli della loro comunità e lo Stato tedesco.

    "Per raggiungere questi obiettivi pratici, il sionismo spera di essere in grado di collaborare anche con un governo fondamentalmente ostile agli ebrei [...]. La realizzazione del sionismo non è ostacolata che dal risentimento degli ebrei all'estero contro l'orientamento tedesco attuale.

    "La propaganda per il boicottaggio attualmente diretta contro la Germania è essenzialmente non sionista [...]".

    Fonte: Lucy Davidowicz, A Holocaust reader, p. 155


    Il memorandum aggiungeva: "Nel caso in cui i tedeschi accettassero questa cooperazione i sionisti si sforzeranno di dissuadere gli ebrei all'estero dal progetto di boicottaggio antitedesco".

    Fonte: Lucy Davidowicz, The war against jews (1933-1945),
    Londra, Penguin, 1977, pp. 231-232


    I dirigenti hitleriani accolsero favorevolmente l'orientamento dei capi sionisti che, con la loro preoccupazione esclusiva di costituire uno Stato in Palestina, non andavano contro il loro desiderio di sbarazzarsi degli ebrei.

    Il principale teorico nazista Alfred Rosenberg scriveva: "Il sionismo deve essere rigorosamente sostenuto, di modo che un contingente annuale di ebrei tedeschi sia trasferito in Palestina".

    Fonte: A. Rosenberg, Die Spur des juden im Wandel der Zeiten,
    Monaco, Lehmann, 1937, p. 153


    Reinhardt Heydrich, più tardi Gauleiter in Cecoslovacchia, scriveva nel 1935, quando era capo dei servizi di sicurezza SS: "Dobbiamo separare gli ebrei in due categorie, i sionisti e i sostenitori dell'assimilazione. I sionisti professano una concezione strettamente razziale e sono favorevoli all'emigrazione in Palestina, essi aiutano a costruire il loro proprio Stato ebraico [...] le nostre buone intenzioni e la nostra buona volontà ufficiale sono dalla loro parte".

    Fonte: H. Höhne, Order of the Death's Head,
    New York, Ballantine, 1971, p. 333


    "Al Betar tedesco fu assegnato un nuovo nome: Herzlia. Le attività del movimento in Germania ottennero certamente l'approvazione della Gestapo.

    "Un giorno un gruppo di SS attaccò un campo estivo del Betar. Il capo del movimento si lamentò allora presso la Gestapo e qualche giorno più tardi, la polizia segreta fece sapere che le SS in questione erano state punite. La Gestapo domandò al Betar quale poteva essere il risarcimento più adeguato. Il movimento domandò che fosse abolito il recente divieto di indossare camicie brune: la richiesta fu esaudita".

    Fonte: Ben Yeruham, Sefer Betar, Korot u-Mekorot, 1969

    Una circolare della Wilhelmstrasse spiega: "Gli obiettivi di questa categoria di ebrei che si oppongono all'assimilazione e che sono favorevoli a un raggruppamento di loro correligionari in seno a un focolare nazionale, nelle prime file dei quali si trovano i sionisti, sono quelli che meno si preoccupano degli scopi che in realtà persegue la politica tedesca riguardo agli ebrei".

    Fonte: Lettera circolare di Bülow-Schwante a tutte l
    e missioni diplomatiche del Reich, n. 83, 28 febbraio 1934


    "Non c'è alcuna ragione scriveva Bülow-Schwante al ministro degli interni di ostacolare con misure amministrative l'attività sionista in Germania, poiché il sionismo non è in contraddizione con il programma del nazionalsocialismo, il cui obiettivo è quello di allontanare progressivamente gli ebrei dalla Germania".

    Fonte: Lettera n. ZU 83-21.28/8 del 13 aprile 1935

    Questo era anche il punto di vista di Ben Gurion: "Il compito del sionista non è quello di salvare il "resto" d'Israele che si trova in Eu-ropa, ma quello di salvare la terra d'Israele per il popolo ebraico".

    Fonte: Tom Segev, op. cit., p. 158

    "I dirigenti dell'Agenzia ebraica sono d'accordo sul fatto che la minoranza che potrà essere salvata dovrà essere scelta in funzione dei bisogni del progetto sionista in Palestina".

    I dirigenti sionisti avevano preso contatto con Mussolini contando sulla sua opposizione all'Inghilterra. Egli li ricevette il 20 dicembre 1922, dopo la marcia su Roma.

    Fonte: Ruth Bondy, The Emissary: a life of Enzo Sereni, p. 45

    Weizmann fu ricevuto il 3 gennaio 1923, e un'altra volta il 17 settembre 1926; Nahum Goldmann il 26 ottobre 1927 si incontrò con Mussolini che gli disse: "Vi aiuterò a creare questo Stato ebraico".

    Fonte: Nahum Goldmann, Autobiographie, cit., p. 170

    Elizer Halevi, noto sindacalista laburista, membro del kibbutz Gueva, rivela il 19 agosto 1983, sul settimanale "Hotam" di Tel Aviv, l'esistenza di un documento firmato da Itzak Shamir (che allora si chiamava Jezernitsky) e da Abraham Stern, consegnato all'ambasciata tedesca ad Ankara quando la guerra in Europa infuriava e le truppe del maresciallo Rommel erano già in territorio egiziano. Vi era detto chiaramente: "In materia di concezione noi ci identifichiamo con voi. Perché, quindi, non collaborare l'uno con l'altro?". "Haaretz", il 31 gennaio 1983, cita una lettera contrassegnata dalla parola "secret", inviata nel gennaio 1941 dall'ambasciatore di Hitler ad Ankara, Franz von Papen, ai suoi superiori. Von Papen raccontava dei contatti con i membri del gruppo Stern. Vi è allegato un memorandum dell'agente dei servizi segreti nazisti a Damasco, Werner Otto von Hentig, sulle trattative con gli emissari di Stern e di Shamir in cui si dice che "la cooperazione tra il movimento di liberazione d'Israele e il nuovo ordine in Europa sarà conforme a uno dei discorsi del cancelliere del III Reich, nel quale Hitler sottolinea la necessità di utilizzare tutte le possibilità di coalizione per isolare e vincere l'Inghilterra". Vi è detto ancora che il gruppo Stern è "strettamente legato ai movimenti totalitari in Europa, alle loro ideologie e alle loro strutture".

    Questi documenti si trovano presso il Memoriale dell'olocausto (Yad Vashem) a Gerusalemme, classificati con il numero E 234151-8.

    Uno dei capi storici del gruppo Stern, Israel Eldad, in un articolo pubblicato sul quotidiano di Tel Aviv "Yediot Aharonoth" del 4 febbraio 1983, conferma l'autenticità di quelle trattative tra il suo movimento e i rappresentanti ufficiali della Germania nazista.

    Egli afferma con chiarezza che i suoi colleghi avevano spiegato ai nazisti che era probabile una comunanza di interessi tra il nuovo ordine in Europa secondo la concezione tedesca e le aspirazioni del popolo ebraico in Palestina, rappresentato dal gruppo Stern.

    Ecco i principali passaggi di questo testo intitolato Principi di base dell'Organizzazione militare nazionale (NMO) in Palestina (Irgun Zvai Leumi) sulla soluzione della questione ebraica in Europa e sulla partecipazione attiva dell'NMO alla guerra a fianco della Germania:

    "Risulta dai discorsi dei dirigenti dello Stato nazionalsocialista tedesco che una soluzione radicale della questione ebraica implica un'espulsione delle masse ebraiche dall'Europa (Judenreines Europa). Questa è la condizione primaria della soluzione del problema ebraico, ma non è realizzabile se non tramite il trasferimento di queste masse in Palestina, in uno Stato ebraico dotato di frontiere storiche. Risolve-re il problema ebraico in modo definitivo e liberare il popolo ebraico è l'obiettivo dell'attività politica e dei lunghi anni di lotta del Movimento per la libertà d'Israele (Lehi) e della sua Organizzazione militare nazionale in Palestina (Irgun Zevai Leumi). L'NMO, conoscendo la posizione benevola del governo del Reich verso l'attività sionista all'interno della Germania e i piani sionisti riguardanti l'emigrazione, stima che:

    "1) Potrebbero esistere degli interessi comuni tra l'instaurazione in Europa di un ordine nuovo secondo la concezione tedesca e le reali aspirazioni del popolo ebraico, così come sono incarnate dal Lehi.

    "2) Sarebbe possibile la cooperazione tra la nuova Germania e una rinnovata nazione ebraica (Volkish Nationalen Hebraertum).

    "3) La fondazione dello Stato storico ebraico su una base nazionale e totalitaria, legato con un trattato al Reich tedesco, potrebbe contribuire a mantenere e a rinforzare nell'avvenire la posizione della Germania nel Vicino Oriente.

    "A condizione che siano riconosciute, dal governo tedesco, le aspirazioni nazionali del Movimento per la libertà d'Israele (Lehi), l'Orga-nizzazione militare nazionale (NMO) offre la sua partecipazione alla guerra a fianco della Germania. La cooperazione del Movimento per la libertà d'Israele andrebbe nel senso dei recenti discorsi del Cancel-liere del Reich tedesco, nei quali il signor Hitler sottolinea che tutti i negoziati e tutte le alleanze devono contribuire a isolare l'Inghilterra e a sconfiggerla.

    "Secondo la sua struttura e la sua concezione del mondo, l'NMO è strettamente legato ai movimenti totalitari europei".

    Fonte: Testo in tedesco, Appendice n. 11, David Ysraeli,
    Le problème palestinien dans la politique allemande de 1889 à 1945,
    Bar Ilan University, Ramat Gan, Israele, 1974, pp. 315-317


    Secondo la stampa israeliana, che ha pubblicato una decina di articoli a questo proposito, in nessun momento i nazisti hanno preso sul serio le proposte di Stern, di Shamir e dei loro amici.

    Le trattative subirono una battuta d'arresto quando le truppe alleate catturarono, nel giugno 1941, Naftali Loubentchik, l'emissario di Abraham Stern e Itzak Shamir, nell'ufficio stesso dei servizi segreti a Damasco.

    Altri membri del gruppo mantennero i contatti fino all'arresto di Shamir da parte delle autorità britanniche nel dicembre 1941, con l'accusa di "terrorismo e collaborazione col nemico nazista".

    Un simile passato non ha impedito a Shamir di diventare primo ministro e di essere ancora oggi il capo di una potente "opposizione", quella che più si accanisce nell'occupazione della Cisgiordania. La realtà è che i dirigenti sionisti, nonostante le loro rivalità interne, perseguono lo stesso obiettivo razzista: cacciare con il terrore, l'esproprio o l'espulsione tutti gli autoctoni arabi dalla Palestina, per restarvi unici conquistatori e padroni.

    Ben Gurion dichiarava: "Begin appartiene incontestabilmente al tipo hitleriano. È un razzista disposto a distruggere tutti gli arabi nel suo sogno di unificazione d'Israele, pronto a usare tutti i mezzi per realizzare questo fine sacro".

    Fonte: E. Haber, Menahem Begin, the man and the legend,
    New York, Delle, 1979, p. 385

    Il 2 maggio 1948 il rabbino Klaussner, incaricato dei profughi, presentò un rapporto alla Conferenza ebraica americana: "Io sono convinto che è necessario costringere la gente ad andare in Palestina. Per essa un dollaro americano è il più grande degli obiettivi. Con la parola "costringere" intendo suggerire un programma. Esso è già servito, e molto recentemente. È servito nell'espulsione degli ebrei dalla Polonia e nella storia dell'Esodo. Per applicare questo programma bisogna, invece di dare conforto ai "profughi", creare loro il massimo della scomodità [...] e, in un secondo tempo, intervenire con una procedura che faccia appello all'Haganah per logorare gli ebrei".

    Fonte: Alfred H. Lilienthal, What price Israel? Chicago 1953, pp. 194-195

    Le varianti di questo metodo d'incitamento e di coercizione furono molteplici. Il 25 dicembre del 1940, per sollevare indignazione contro gli inglesi che avevano deciso di salvare gli ebrei minacciati da Hitler accogliendoli nelle isole Mauritius, la nave che li trasportava e che aveva fatto scalo nel porto di Haifa fu fatta esplodere, senza alcuna esitazione, dai dirigenti sionisti dell'Haganah (tra i quali Ben Gurion), provocando la morte di 252 ebrei e dei membri inglesi dell'equipaggio.

    Fonte: Rivelazione di Herzl Rosenblum, direttore di
    "Yediot Aharonoth", "Jewish Newsletter",
    New York, novembre 1958


    Un altro esempio è l'Iraq: la comunità ebraica (110.000 persone nel 1948) vi era ben radicata. Il gran rabbino del paese, Kheduri Sas-soon, aveva dichiarato: "Da mille anni, in questa nazione, gli ebrei e gli arabi hanno goduto degli stessi diritti e privilegi e non si considerano come elementi contrapposti".

    Cominciarono allora, nel 1950, azioni terroristiche israeliane a Baghdad. Di fronte alle reticenze degli ebrei iracheni a iscriversi sulle liste d'emigrazione verso Israele, i servizi segreti israeliani non esitarono a convincere gli ebrei che erano in pericolo, gettando delle bombe contro di loro. L'attacco contro la sinagoga Shem-Tov uccise tre persone e ne ferì alcune decine. Così cominciò l'esodo battezzato: "Operazione Ali Babà".

    Fonti: "Ha'olam hazeh", 20 aprile e 1o giugno 1966,
    e "Yediot Aharonoth", 8 novembre 1977


    La dottrina è la stessa da quando Theodor Herzl diede la definizione di ebreo non più in base alla religione, ma in base alla razza.

    L'articolo 4b della legge fondamentale dello Stato di Israele (che non ha costituzione), detta Legge del ritorno (n. 5710 del 1950), stipula: "è considerato ebreo un individuo nato da madre ebrea o convertita" (criterio razziale o criterio confessionale).

    Fonte: Klein, L'État juif, Parigi, Dunod, p. 156

    Ciò era in linea con la dottrina di Theodor Herzl. Egli vi ritornò sempre nei suoi Diaries. Nel 1895 specificò a un interlocutore tedesco (Speidel): "Io capisco l'antisemitismo, noi ebrei siamo restati, anche se non è colpa nostra, dei corpi estranei nelle diverse nazioni".

    Fonte: T. Herzl, Diaries, p. 9

  4. #4
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    Predefinito Nazionalsocialismo: una setta capeggiata da ebrei

    1) ADOLF FRANKENBERGER SCHICKLENGRUBER HITLER, ERA NIPOTE DELL'EBREO FRANKENBERGER, DI ORIGINI EBREE UNGHERESI.
    2) REINHARD HEYDRICH, ERA DI PADRE EBREO, UN MUSICISTA, HEYDRICH BRUNO...SUESS. HEYDRICH COLLABORAVA DIRETTAMENTE CON 'HAGANA', 'ORGANIZZAZIONE SIONISTA, I LORO CAPI VIVEVONO NELLA GERMANIA NAZISTA, CON TANTO DI PASSAPORTO DEL REICH TEDESCO. I PIÚ STRETTI COLLABORATORI ERANO, L'EBREO SCHKOLNIC E LEVI ESCHKOL, IL FUTURO MINISTRO DI ISRAELE. IL COMANDANTE DI 'HAGANA' L'EBREO FEIVEL POLKES, INVITÓ ADOLF EICHMAN IN PALESTINA, PER DISCUTERE LA "SOLUZIONE FINALE" LA ALIYAH, CIOÉ L'IMMIGRAZIONE DEGLI EBREI IN PALESTINA. AVEVANO PERFINO UNA VILLA, MESSA A LORO DISPOSIZIONE DA EICHMANN, A BERLINO, UNA VERA E PROPRIA AMBASCIATA, CON IL NOME "UNIONE DEGLI EBREI DELLA GERMANIA", CHE ERA IN PIENA COLLABORAZIONE CON L'UFFICIO DI EICHMANN, UNIONE DEL REICH. L'EBREO RAAMAN MELITZ, ERA RAPPRESENTANTE A GERUSALEMME, CON GOLDA MEIR. EICHMANN DOPO ANNESSIONE DELL'AUSTRIA, TRASFERI' IL SUO QUARTIERE GENERALE A VIENNA, NEL PALAZZO DEL FINANZIERE EBREO ROTHSCHILD.
    L'UFFICIO DI ADOLF EICHMANN, AVEVA CONTATTI DIRETTI CON LORD BEARSTED, ALIAS IL FINANZIERE EBREO MARCUS SAMUEL, CHAIM WEIZMAN, GOLDA MEIR, MENACHEN BEGIN, ISAK SHAMIR, IL MINISTRO DEGLI ESTERI INGLESE, L'EBREO BALFOUR (AMICO INTIMO DI LORD ROTHSHILD), ECC.ECC.

    3) ADOLF EICHMANN, EBREO NATO A HAIFA, PARLAVA YDDISH, LA SUA FAMIGLIA SI TRASFERÍ IN GERMANIA A SOLINGEN, POI A LINZ. L'ISTRUTTORE DI EICHMANN ERA L'EBREO LEOPOLD VON MILDENSTEIN, UN UFFICIALE DELLE SS, GRANDE AMMIRATORE DEL SIONISMO.
    4) LANZ VON LIEBENFELS, FIGLIO DELLA EBREA HOPFENREICH, LANZ ERA EDITORE DELLA RIVISTA ANTIEBRAICA 'OSTARA' DI VIENNA, (AVEVA UNA TIRATURA DI 100.000 COPIE) ED ERA FAVOREVOLE A UNO STATO PER GLI EBREI, IN PALESTINA. IL SUO MOTTO ERA: "NOI CONTRORIVOLUZIONARI CONCEDIAMO AGLI EBREI IL LORO DIRITTO DI UN STATO IN PALESTINA". LA RIVISTA ERA POI PUBBLICATA DALL'EBREO LANZ IN COMPAGNIA DELL'EBREA LIEBENFELS, SI CHIAMARONO POI: "NOBILI LANZ-LIEBENFELS".
    5) JULIUS STREICHER, MEZZO EBREO, EDITORE DELLA RIVISTA NAZISTA, 'DER STURMER'. IL DISEGNATORE DELLE VIGNETTE ANTIEBRAICHE DELLA RIVISTA ERA L'EBREO JONAS WOLK ALIAS FRITZ BRANDT.
    6) MOSES PINKELES, ALIAS, TREBITSCH-LINCON, EBREO E FINANZIATORE DEL QUOTIDIANO NAZISTA 'L'OSSERVATORE POPOLARE'. ERA FAMOSO PER IL SUO DETTO "I NAZIOLNALSOCIALISTI E I NAZIONALZIONISTI UNITI, NELLA LOTTA!"
    7) Dr. ERNST HANFSTSENGL, FIGLIO DI UNA EBREA DI NEW YORK, CAPO DELL'UFFICIO STAMPA ESTERO DEL PARTITO NAZISTA, FINO AL 1937. SCAPPÓ DALLA GERMANIA E DIVENTÓ POI CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE AMERICANO ROOSEVELT, ANCHE LUI EBREO DI ORIGINI ITALIANE EBREE, IL SUO VERO NOME ERA ROSSOCAMPOS.
    8) HANS FRANK, L'AVVOCATO DI HITLER, FIGLIO DI UN AVVOCATO EBREO DI BAMBERG. A NUREMBERG ALLA 'FESTA DEL PARTITO NAZISTA, DICHIARÓ: 'LA QUESTIONE EBRAICA PUÓ ESSERE SOLAMENTE RISOLTA, COSTRUENDO UNO STATO EBRAICO IN PALESTINA.
    9) ROBERT LEY, NIPOTE DELL'EBREO LEVY, CAPO DEL 'FRONTE DEL LAVORATORI TEDESCHI', PROPIETARIO DEL NEGOZIO 'FOTOGRAFICO' A MUNICH, CON L'EBREO HEINRICH HOFFMAN, DOVE HITLER INCONTRÓ LA 17 ENNE EBREA, EVA BRAUN, PER LA PRIMA VOLTA, QUEST'ULTIMA AVEVA I CAPELLI CASTANI SCURI, MA SI TINGEVA I CAPELLI BIONDI, PER ESSERE PIÚ "ARIANA".
    10) Dr. JOSEPH GOEBBELS, EBREO DI NASCITA, (DI ORIGINI SPAGNOLE-OLANDESI), ALL'UNIVERSITÁ VENIVA SOPRANOMINATO "IL RABBINO". SUA SUOCERA L'EBREA FRIEDLANDER, VISSE IN CASA SUA FINO ALLA FINE DELLA GUERRA.
    11) RUDOLF HESS, NATO IN EGITTO DA UNA MADRE EBREA CON PASSAPORTO BRITANNICO. ALLA UNIVERSITÁ DI MUNICH (SCIENZE) HESS ERA ASSISTENTE DEL PROFESSORE EBREO HANSHOFER (MARRANO) SPOSATO CON UNA EBREA. HESS E HANSHOFER ERANO MEMBRI DELLA SOCIETÁ SEGRETA "THULE".
    12) ALFRED ROSENBERG, EBREO.
    13) HERMAN GOERING, MEZZO EBREO, LA MOGLIE DI GOERING ERA EBREA, IL SUO NOME ERA SONNEMAN.
    14) HEINRICH HIMMLER, EBREO, DI ORIGINE EBREA ITALIANA, LA NONNA SI CHIAMAVA SARAH.
    PERFINO IL DOTTORE DI HITLER ERA EBREO, E SI CHIAMAVA MORELL, NELL'APRILE 21 DEL 1945, VENNE PREMIATO CON UNA MEDAGLIA AL VALOR MILITARE, COME EROE DELLA RESISTENZA, PER I SUOI MERITI FATTI AGLI ALLEATI, CIOÉ AVVELENARE (L'EBREO) HITLER.

    A PARIGI IL 7 NOVEMBRE 1938, L'EBREO HERSCHEL GRUENSPAN, EBBE L'IDEA, DI ASSASSINARE IL PRIMO SEGRETARIO DELL'AMBASCIATA TEDESCA, ERNST VON ROTH. PER QUESTO DELITTO, NON VENNE PUNITO, MA PROTETTO DALL'EBREO HEYDRICH, SOTTO CUSTODIA CAUTELARE. FU LIBERATO ALLA FINA DELLA GUERRA.

    IL GENERALE FRANCO, ERA EBREO, E FINANZIATO DAGLI EBREI DELL'ISOLA BELLARICA.
    L'AMMIRAGLIO TEDESCO CANARIS, ERA EBREO, DISCENDENTE DA EBREI GRECI.
    IL REICHMINISTRO RIBBENTROP, EBREO, VI VANTAVA DELLA SUA STRETTA AMICIZIA CON CHAIM WEIZMAN, L'EBREO ZIONISTA CHE DIVENTÓ IL PRIMO CAPO DI STATO D'ISRAELE.
    VON KEUDELL, EBREO.
    I COMANDANTI GLOBOCNIK , JORDAN E WILLEM HEBE (SOPRANOMINATI I DISTRUTTORI DEGLI EBREI), ERICH VON DEM BACH-ZELEWSKI E VON KEUDELL II, TUTTI EBREI.

    ALTRI EBREI SONO: SHRONERER, VIKTOR ADLER, HINRICH FRIEDJUNG, PORZER, Dr. LUEGER, FAMOSO PER IL SUO DETTO: "IO DECIDO CHI É EBREO"!, KARL WOLFF, TUTTI NAZISTI, E MEMBRI DELLA ORGANIZZAZZIONE SEGRETA "THULE", CHE AVEVA IL QUARTIERE GENERALE IN MUNICH, NELL'HOTEL "QUATTRO STAGIONI" FORTEMENTE FINANZIATI DAI "LOGEN BROTHERS" E ALTRI. QUI BISOGNA MENZIONARE ALTRI CAPI EBREI DELLA "THULE", Dr.BERGER, ADAM GLAUER, BARON VON SEBOTTENDORF FAMOSO PER IL SUO DETTO: "I MEMBRI DELLA THULE FURONO I PRIMI A MORIRE PER LA SVASTICA".

    I MAGGIORI FINANZIATORI DEL PARTITO NAZISTA TEDESCO ERANO TUTTI EBREI, ALCUNI DI LORO PERFINO 'ELETTI' A 'ARIANI ONORARI'. QUESTI SONO I NOMI DI ALCUNI DI LORO, E DELLE LORO BANCHE:

    BANK HOUSE MENDELSON & Co., KUHN - LOEB & Co., J. MORGAN &Co.;
    SAMUEL & SAMUEL, WARBURG, IL FINANZIATORE EBREO BARONE VON SCHRODER;
    IL FINANZIATORE EBREO PAUL SILVERBERG, IL FINANZIATORE LORD ROTHSCHILD;
    ROTHERMERE, UN EBREO DI NOME STERN, PROPETARIO IN INGLITERRA DI UNA CATENA DI GIORNALI;
    ERHARD MILCH, EBREO, DIRETTORE DELLA LUFTHANSA;
    PHILIP LENARD, EBREO, FIGLIO DI UN MERCANTE EBREO;
    DAVID LENARD, GAUSS, ABRAHAM ESAU, etc.

  5. #5
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    Predefinito NAZISMO: UNA SETTA NEOPAGANA GNOSTICO-MANICHEA

    Più di una volta ci siamo occupati dello studio della gnosi, fondamento panteista di tutte le grandi eresie che hanno flagellato la Cristianità dai tempi degli Apostoli. La gnosi è, per così dire, avvinghiata ai fianchi della Santa Chiesa; terribile errore religioso che, combattuto dalla verità cattolica e dalla stessa messo financo a ferro e fuoco, quando la sua presenza diventa insopportabile può dare l’illusione di scomparire dal quadro storico, per poi (assomigliando per questo a una brace accesa che vive sotto le ceneri) ricomparire e produrre nuove e indicibili devastazioni. Nel corso della storia la gnosi ha preso svariati aspetti. Occorre cosi distinguere il fondo gnostico che si incontra in tutte le eresie, ed i sistemi gnostici propriamente detti, nei quali quel fondo prese corpo durante i primi secoli del cristianesimo. Parlando in generale, bisogna distinguere una gnosi pagana e una gnosi detta "cristiana". L’origine della gnosi pagana si perde nella notte dei tempi. In essa era immersa l’antichità. Fra gli gnostici-manichei esiste la tradizione che la fa risalire a tempi precedenti il diluvio in Atlantide, Lemuria e Iperborea, antiche civiltà pagane che sarebbero state distrutte da quel tremendo castigo. Per riportarci a periodi più propriamente storici anteriori all’era cristiana, vediamo la gnosi pagana in Persia, in India, in Grecia e fra altri popoli. Dopo l’avvento del redentore si comincia a parlare di gnosi cristiana; designazione impropria, dato che le eresie gnostiche non sono altro che tentativi di coprire il vecchio errore pagano sotto vesti cattoliche. Infatti in seno alla S.Chiesa la gnosi cercò di infiltrarsi nel dogma cattolico usando a quel fine i più svariati stratagemmi. Nei primordi del cristianesimo la gnosi appare nelle eresie che da essa prendono il nome. A1 contrario di ciò che insegna la Rivelazione, secondo cui tutta la creazione è buona, sia quella degli esseri spirituali che quella degli esseri materiali lo gnosticismo afferma la opposizione fra lo spirito (principio del bene) e la materia (principio del male), quello imprigionato in questo a causa di un disastro cosmico. Evoluzionista, sospira l’avvento di un’era in cui, al termine di mutazione successive, lo spirito si liberi nuovamente dalle catene fisiche che lo legano. Panteista, lo gnosticismo confonde la Divinità con lo spirito prigioniero nella materia. Gli gnostici vanno contro il dogma della creazione confondendo il Creatore con la creatura. Essi ripudiano il dogma della Ss.ma Trinità e della Incarnazione del Verbo, dato che negano l’unione ipostatica del Verbo Divino con la natura umana in una stessa Persona. Nella logica del loro errore mostruoso rifiutano di riconoscere la Ss.ma Vergine come Madre di Dio, verità proclamata dal Simbolo di Nicea, che condannò gli gnostici del tempo e la tendenza esoterica che si stava infiltrando nella Cristianità. A questo proposito, un altro aspetto fondamentale e inseparabile di questa eresia è il suo carattere segreto, magico e occultista, che le fa assumere di volta in volta la fisionomia della magia bianca o della magia nera.

    I COROLLARI POLITICI E SOCIALI DELLA DOTTRINA GNOSTICA
    Fin dai tempi apostolici le conseguenze sociali e politiche di questo insieme di errori non si fecero aspettare. E’ molto significativo in questo senso, che fra i primi eretici gnostici sorti fra le file della S.Chiesa, alcuni capeggiati da Simon Mago e usando il nome di Ebioniti, cioè poveri, considerassero la povertà non come un consiglio evangelico ma come un precetto, e che questa negazione della proprietà privata li portasse all’ugualitarismo e al comunismo. Nel loro errore verso le cose materiali, gli gnostici giustificavano il suicidio rituale ed erano anche contro il sacramento del matrimonio, che santifica la procreazione di nuovi esseri, in cui, sempre secondo loro, lo spirito si troverebbe ancora ignominiosamente prigioniero della materia.

    RIPETIZIONE MONOTONA DEGLI STESSI ERRORI
    I1 fondo panteista che la gnosi porta con sé, emerge nell’era cristiana sotto i più diversi aspetti. In questo primo periodo vediamo le cosiddette eresie indo-elleniche negare il dogma dell’Incarnazione del Verbo, rigettando ora la divinità del Nostro Salvatore, ora la Sua umanità. Il manicheismo divenne allora il principale gruppo gnostico: esso sosteneva un duplice panteismo, il panteismo dello spirito il cui principio emanatore era il bene, e il panteismo della materia il cui principio emanatore era il male, entrambi necessari e facenti un gioco di antitesi. I manichei professavano il rifiuto delle cose materiali, si astenevano dal matrimonio perchè propagatore del male e dal possesso dei beni terreni come forma di attaccamento a un cattivo principio. Di questo periodo sono anche, fra gli altri, i neoplatonisti di Alessandria, i montanisti, i doceti, gli antitrinitari e i sabelliani. Vengono poi l’arianesimo, il pelagianesimo, il nestorianesimo, il quietismo, il monofisismo e il monotelismo. Il nestorianesimo inaugurò un nuovo filone eretico, quello che non toccava più l’esistenza di due nature in Nostro Signore Gesù Cristo, ma le loro relazioni e operazioni reciproche. L’unità della persona cominciò ad essere attaccata come lo era stata la dualità nella natura. Nella scia del nestorianesimo viene poi il quietismo, che sosteneva essere stata la natura in tal grado assorbita dalla Divinità, che il corpo di Nostro Signore sarebbe umano in quanto alla forma e all’apparenza esteriore, ma non in quanto a sostanza. I1 quietismo diede luogo al monofisismo, che ammetteva una sola natura in Nostro Signore: quella divina; ed al monotelismo che ammetteva una sola volontà in Gesù Cristo: la volontà Divina. Queste fantasie nel loro aspetto teologico, furono fulminate dal seguente decreto del IV Concilio di Calcedonia: «..Conformemente agli insegnamenti dei Santi Padri, dichiariamo con voce unanime che si deve confessare un solo e medesimo Gesù Cristo Nostro Signore; ugualmente perfetto nella Divinità come nella umanità; vero Dio e vero uomo, composto di un’anima razionale e di un corpo; consustanziale al Padre secondo la Divinità, consustanziale a noi secondo l’umanità; in tutto somigliante a noi tranne che nel peccato; generato dal Padre prima di tutti i secoli secondo la Divinità; ugualmente nato in questi ultimi tempi secondo l’umanità; un solo medesimo Cristo, figlio unigenito, Signore in due nature, senza confusione, senza cambiamento, senza divisione, senza separazione; senza che l’unione sopprima la differenza fra le due nature l’una e l’altra conservando e concorrendo in un’unica persona e sussistenza; di modo che non si trova separato o diviso in due persone, ma in un solo e medesimo Figlio unigenito, Dio o Verbo, Nostro Signore Gesù Cristo, come i Profeti e lo stesso Nostro Signore ci insegnarono, come il simbolo dei Padri ci ha trasmesso». Ricordiamo queste nozioni fondamentali e le caratteristiche dell'errore gnostico per accentuare ulteriormente che nel corso della storia vediamo semplicemente e monotamente risorgere questa vecchia idra travestita di nuove apparenze. Sempre combattuta e mai completamente estinta la gnosi cammina sottoterra attraverso i secoli, e nel pieno medio evo si manifesta nella Cristianità facendo sorgere uno dei suoi poderosi focolai della Francia meridionale, nella regione di Linguadoca, sotto il nome di catarismo o eresia albigese. I1 neomanicheismo cataro fu sterminato nel sud della Francia per mezzo di una vera crociata, che fu invocata dalla Chiesa, a causa delle devastazioni che l'errore stava causando fra i fedeli. «E’ innanzi tutto evidente che il potere civile si inquietò per l’esistenza delle eresie tanto quanto l’autorità religiosa e a volte di più. Le eresie che più lo preoccupavano non erano quelle che si mantenevano nel puro campo teologico, dato che non vediamo che si sia commosso per la negazione della transustanziazione fatta da Berenger di Tours. Quelle che lo inquietavano erano quelle in cui l'errore teologico si alleava con dottrine anarchiche e antisociali; queste erano perseguitate dai principi (esortati a farlo dalla Chiesa) per lo meno quanto lo erano dai Papi, perchè vedevano nell'eventuale loro trionfo "la rovina della Patria", secondo la ben nota espressione di Roberto il "Pietoso" (L’inquisition Medievale, di Jean Guiraud, Ed. Bernard Grasset, Parigi 1928, pag.81). Vediamo nuovamente, nel declino del Medio Evo, l’errore gnostico pullulare da tutte le parti sebbene in modo sempre nascosto; non solo i precursori dell'eresia protestante, come Wiclef e Giovanni Hus, ma lo stesso Lutero si dissero influenzati dalla gnosi. Fu anche gnostica, per esempio la facciata puritana di Cromwell in Inghilterra, e sopratutto a partire dai secoli XVIII e XIX vediamo il risorgere di un enorme movimento sotter-raneo di tendenza nitidamente gnostico-manichea, magica e occultistica da tutte le parti.

    UNA STRANA MISSIONE A MONTSEGUR
    Ciò che abbiamo testi detto a mò di preambolo, a materia pacifica per chi si disponga a studiare la storia religiosa del mondo in tutti i suoi risvolti. A molti può sembrare strano che moderne correnti neopagane come il nazismo si mostrino completamente immerse nella gnosi e nell'occultismo. Fra gli altri, nel libro il «Mattino dei maghi», Louis Pawels e Jacques Bergier sollevano una punta del velo che copre quel mistero sebbene lo facciano in forma un pò fiabesca. Esce adesso nella raccolta intitolata «Gli enigmi dell’universo», l’opera «Hitler e la tradizione catara» (Ed. Robert Laffont, Paris 1971), i cui autori Jean e Michel Angebert, dichiarandosi in posizione nettamente anti-cattolica, offrono un’impressionante documentazione sulle origini gnostiche e occultiste del Terzo Reich nazional-socialista. I1 capitolo preliminare di questo libro ha per titolo «Otto Rahn e la crociata contro il Graal». Vi si legge che nell’estate del 1931 un giovane tedesco, Otto Rahn, parti verso il sud della Francia per una missione misteriosa. Nella prossimità della parte provenzale di Lavenet, visitò lungamente le rovine del castello di Montsègur, il favoloso Montsalvat dei trovatori provenzali di cui dicono gli autori blasfemamente «Tabor dei catari di Occitania e ultimo rifugio dell'eresia albigese, a uno di cui luoghi alti in cui soffia lo spirito. Da tempo immemorabile il Pog, lo sperone roccioso sopra il quale fu costruito il castello, è stato considerato come un luogo sacro» (Pag.27). Le caratteristiche singolari di questo edificio fanno credere che esso sia stato costruito non in funzione di necessità militari, ma secondo un piano di architettura religiosa: è dunque lecito pensare, e tutta l’epopea albigese lo conferma, che Montsègur fu veramente un tempio, votato a un culto, luogo sacro destinato a offrire, in caso di invasione, «una resistenza a oltranza» (Pag.29). Otto Rahn passa tre mesi nella regione di Lavenat e, successivamente, nel 1937 vi ritornò per un periodo più breve. Nel periodo fra un escursione e l’altra, nel 1933 egli pubblicò il libro «Kreuzzug gegen den Gral» (La crociata contro il Graal) che ebbe grande ripercussione in Germania nel quale situava a Montsègur il misterioso Graal, indicando i catari come i suoi ultimi custodi. I1 fatto curioso è che ciò che spinse Rahn per due volte a fare accurate ricerche fra le rovine di Nontsègur e dintorni fu un ordine ricevuto da Alfred Rosenberg, il flamigerato teorico del Nazismo.

    IL GRAAL, CALICE SACRO DELL’ULTIMA CENA O MITO GNOSTICO?
    Secondo la leggenda medievale il Graal o Santo Graal sarebbe un calice sacro fatto con un enorme smeraldo del diadema di Lucifero, pietra preziosa che sarebbe caduta a terra nel momento in cui quell’arcangelo fu precipitato nell’inferno. I1 calice formato da questo smeraldo, tagliato in 144 facce, fu - ancora conformemente alla leggenda - usato da Nostro Signore durante l’Ultima Cena, e con esso Giuseppe d’Arimatea raccolse il prezioso sangue del Salvatore uscito dalla ferita aperta dalla lanciata di Longino. Questo recipiente sacro portatore di virtù straordinarie, sarebbe scomparso misteriosamente a partire da una certa epoca, dopo essere stato in possesso di uno dei cavalieri della tavola rotonda. Invece, secondo gli autori di «Hitler et la Tradition Cathare», «per i partigiani dell’unità della grande Tradizione, cioè dell’unità fondamentale e trascendente di tutte le religioni, le leggende e le diverse mitologie, è evidente che i cristiani si sono appropriati del mito del Graal per fare di esso la coppa di smeraldo che contenne il sangue di Cristo, sviando in questo modo il simbolo dal suo senso originario». In questo "senso originario", la perdita del Graal può essere paragonata alla perdita della Tradizione con tutto ciò che questo comporta in impoverimento spirituale. Cosi, «il mito del Graal è il riflesso di un insegnamento perduto. Questa fu l’interpretazione dei nazional-socialisti che svilupparono il loro pensiero vedendo nella pietra-Graal una legge di vita valida solo per certe razze» (pag.32-33). La missione di Otto Rahn nel Sud della Francia e soprattutto il suo cercare fra le rovine di Montsègur avevano per scopo la scoperta della pietra-Graal contenente il segreto della genesi del mondo: il Graal sarebbe il libro sacro degli ariani perso e poi ritrovato, infine nascosto, a Montsègur dai catari. «E’ a questo titolo che Otto Rahn, il grande specialista di catarismo, fu inviato dai pontefici del nazismo nella regione albigese al fine di scoprire la famosa pietra-Graal, evocata nelle sue poesie da Wolfram d’Eschenbach (vedere "Parsifal") che parla di una "pietra preziosa". Ora i manichei, originari della Persia (e perciò a questo titolo ariani), associavano alla parola "Gorr" (pietra preziosa) la parola "A1" (splendente), il che darebbe per contrazione "Graal", nel senso di "pietra preziosa incisa", e questa sarebbe quindi la nozione storicamente più fondata per la sua stessa origine etimologica. Questo ci permette di capire tutto l’interesse dei dirigenti hitleriani, con Rosenberg in testa, all’esito di queste ricerche» (Pag. 34). Lo stesso Rosenberg diceva enfaticamente nel suo famoso libro «I1 mito del XX secolo»: «Oggi si sveglia una nuova fede, il mito del sangue, la fede nel difendere egualmente col sangue l’essenza divina dell’uomo in genere» (apud "Hitler et la Tradition..." pag. 34). La stima entusiastica di Hitler per questo libro assume cosi tutto il suo significato: «Quando leggerete il nuovo libro di Rosenberg, capirete queste cose, perchè è l'opera più vigorosa nel genere, più di quelle di H. S. Chamberlain» (Otto Strassen, "Hitler et moi", Paris 1940, apud "Hitler et la Tradition...", pag. 35). H. S. Chamberlain e il conte de Gobineau possono, dal punto di vista razzista essere considerati come precursori del nazismo. Un altro grande filosofo nazista, A. Baumler, scriveva pensando al mito del Graal: «Il mito del sangue non è una mitologia al pari di altre mitologie, non pone una nuova religione, al pari di altre religioni. Ha per contenuto il fondo misterioso della propria formazione mitificante. E’ dal suo principio strutturatore che procedono tutte le mitologie; la conoscenza di questo principio strutturatore non è a sua volta una mitologia, ma il suo stesso mito, perchè è vita contemplata con venerazione. Lo sviluppo della sua realtà occulta è il punto di inflessione del nostro tempo». Dopo aver trascritto questo testo incalzano Jean e Michel Angebert: «Possiamo, alla luce di tali spiegazioni, penetrare in profondità il neognosticismo o, se si preferisce, il manicheismo dei dirigenti e degli intelletuali nazisti fondato su una gnosi razzista. L’addattamento di tutti questi miti al XX secolo doveva essere la grande preoccupazione dei nazisti» (Pag. 35).

    UN MOVIMENTO GUIDATO DA STREGONI E MAGHI
    Lo gnostico Otto Rahn godeva di un grande prestigio fra i capi hitleristi, e un suo libro, "La corte di Lucifero in Europa", fu imposto da Himmler «ai principali dignitari del nazismo, conferendogli cosi il valore dei Vangeli» (pag.64). Lo stesso Reichsfuehrer SS Himmler, vivamente interessato nelle ricerche di Otto Rahn in Montsègur, fece ricostruire il castello di Wewelsburg, vicino a Paderborn, in Westfalia. In esso, situato sotto una sala riunioni di dimensioni impressionanti, si trovava il "santo dei santi", un salone ad arcate a ogiva, il quale doveva ricevere il prestigioso Graal sopra un altare di marmo nero con incise le lettere SS in argento in alfabeto runico. «Le meditazioni degli ospiti di Wewelsburg vertevano sulla mistica biologica, sulla morale dell’onore, sul mito spirituale del sangue e altri temi gnostici e dualistici cari alle elites dell’oltre-Reno. Questi ritiri avevano per scenario una sala di quasi cinquecento metri quadrati situata sopra il locale in cui era l’altare della nuova religione» (pag.65). Si vede che qua il nazismo non appare come un fenomeno meramente politico, ma come un movimento condotto da stregoni e maghi, e ciò in uno dei paesi più avanzati in campo tecnico e scientifico, confermando la verità, già sperimentata dal Faust di Goethe, secondo cui l’estremo razionalismo scientifico conduce alla magia. E il proposito degli autori del libro che stiamo commentando sembra in questo senso molto chiaro: «E’ pertanto un’analisi del pensiero nazional-socialista fatta alla luce delle antiche tradizioni esoteriche che proponiamo ai lettori di questo libro: essendo il tema centrale la gnosi, con la sua più significativa concretizzazione dal tempo del profeta Mani, lo sviluppo si ordina naturalmente intorno al catarismo, caratteristica apparizione neo-gnostica del medio evo, e prosegue con lo studio dei templari. Subito la gnosi si nasconde, degenerando con i Rosa-croce e gli Illuminati di Baviera, per sfociare, dopo molti tentativi, nel misterioso gruppo Thule» (pag.72). Al contrario delle spiegazioni pseudo-storiche che vedono nel Terzo Reich la continuazione del Reich di Bismark e di Guglielmo II, la Germania di Hitler appariva agli occhi dei suoi fondatori e dei suoi iniziati come la terza epoca del genere umano (pag.193), secondo la dichiarazione dello stesso Fuehrer: «I tempi antichi furono. I1 nostro movimento è. Fra i due l’età di mezzo dell’umanità, il medio evo, che durò fino a prima di noi e che stiamo chiudendo» (Hermann Rauschning, "Hitler m’a dit", Parigi 1939 - apud "Hitler et la Tradition...", pag.193). Secondo alcuni autori, Hitler sarebbe stato portato da Rudolf Hess alla pratica dei metodi occultisti e appartenne anche a logge massoniche quali l'O.T.O. (Ordo Templi Orientis). Non la pensano così Jean e Michel Angebert. Per essi il capo nazista era già giunto a tali pratiche per una sua formaziove pseudomistica anteriore e per la sua affiliazione al gruppo Thule (pag.l95).

    SARA’ HITLER A BALLARE,
    MA SONO IO CHE HO SCRITTO LA MUSICA
    Fra i gruppi gnostici che diedero origine al nazismo, citiamo la "Societé del Vril" e il "Gruppo Thule" o "Thulegesel schaft", la prima fondata in Germania dal Barone von Sebottendorf. Ma pare sia stato Dietrich Eckart, scrittore e giornalista di fama e membro della Thulegeselschaft, che lanciò veramente Hitler, fornendogli i primi fondi necessari a sostenere la sua campagna politica inaugurale. Rudulf Hess, Alfred Rosenberg, Dietrich Eckart, Karl Haushofer, Nax Amann, «tutta quella gente, come abbiamo potuto verificare, apparteneva alle società segrete di stampo massonico, fossero un gruppo Thule o la società del Vril. Non meravigli inoltre, che la si incontri tutta sempre coinvolta nella realizzazione dei riti della nuova religione della croce uncinata. Disponendo da allora di una base politica, di appoggi finanziari importanti, e di un apparato segreto (che poteva essere guidato da Hitler), il partito nazional-socialista andava trasformandosi nella macchina da guerra di quei nuovi gnostici, avendo per capo un formidabile detonatore, Adolf Hitler, l’unico uomo che possedeva il carisma e le qualità sufficienti per svegliare la Germania dal suo sonno letargico e fare di essa lo strumento docile dei suoi disegni magici. Nel suo letto di morte, nel 1923, Dietrich Eckart confessava ai suoi intimi: «dovete seguire Hitler. Sarà egli a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Noi gli demmo i mezzi per comunicare con essi (chi saranno quei misteriosi "essi"? Forse i "superiori incogniti", sorta di demoni evocati durante questi riti luciferiani). Non vi lamentate, egli avrà influenzato la storia più di qualunque altro tedesco» (pag.209).

    RENAN, L’EX SEMINARISTA PRECURSORE DEL NAZISMO
    La gnosi hitlerista voleva agire sull’uomo per trasformare l’universo, nello stesso modo in cui, per processi mistico religiosi, ella protendeva agire sopra l’universo per trasformare l’uomo: «In questa prospettiva, la natura agisce sullo spirito e lo spirito sulla materia, in modo da provocare una trasmutazione di tutti i valori che, solo così, son capaci di generare il superuomo del punto omega, che è quello della perfezione. Tale è il significato della parola "io sono l’alfa e l'omega" e del mito gnostico del serpente che si morde la coda. Nel fondamento di una tale dottrina, destinata ad un piccolo numero di iniziati, si manifesta l’orgoglio demente che desidera fare dell’uomo il proprio Dio, calpestando sotto i piedi la morale tradizionale e disprezzando la quasi totalità degli uomini, destinata a ritornare (come per i manichei e i catari) al caos (hyle) delle origini» (pag.217). In codeste elucubrazioni gnostiche sulla razza, il nazismo trova un appoggio insperato in Renan, il blasfemo autore della "Vita di Gesù", il quale scriveva nei suoi "dialoghi filosofici" (Parigi 1876). «Una larga applicazione delle scoperte della fisiologia e del principio di selezione potrebbero portare alla creazione di una razza superiore, che avesse diritto al governo non solo per la sua scienza, ma per la superiorità del suo sangue, del suo cervello, dei suoi nervi. Sarebbero delle specie di dei o dee, esseri di valore dieci volte superiore a quel che noi siamo, che potrebbero esser fatti vivere in ambienti artificiali. La natura non fa nulla che non sopravviva in condizioni normali; ma la scienza potrebbe estendere i limiti della vitabilità». Renan conosceva il ciclo delle leggende ariane di Asgaard, paese mitico di uomini bianchi superiori, gli iperborei, antenati degli attuali indoeuropei. Perciò egli dice in continuazione: «Una fabbrica di "ases", una Asgaard potrebbe essere ricostruita al centro dell'Asia. Allo stesso modo in cui l’umanità salì dall'animalità cosi la divinità salirebbe dall’umanità. Ci sarebbero degli esseri che si servirebbero degli uomini come gli uomini si servono degli animali... Ma ripeto, la superiorità intellettuale porta con sè la superiorità religiosa, questi signori futuri li dobbiamo sognare come incarnazioni del bene e della verità: bisognerebbe sottomettersi ad essi». E prosegue: «In codesto modo si concepisce un’epoca in cui tutto ciò che un tempo regnò allo stato di preconcetto e di opinione vacua, regnerebbe allo stato di realtà e di verità: Dio, inferno, paradiso, potere spirituale, monarchia, nobiltà, legittimità, superiorità di razza, poteri soprannaturali, possono nascere nuovamente per opera dell’uomo e della ragione. Sembra che, se una tale ipotesi si debba realizzare in qualche grado sopra il pianeta terra, è in Germania che si verificherà» (apud "Hitler et la Tradition...", pag. 217-219). Ecco dunque il razionalista Renan diventare quasi profeta del nazismo... La cosmogonia hitlerista ricevette un gran contributo dalle teorie del profeta del gelo eterno, lo scienzato austriaco Hurbiger, alle cui elucubrazioni gnostiche i1 Fuehrer dava pieno appoggio. Hurbiger, che si è abbeverato nei miti profondi che si trovano nell’incosciente dell’umanità, è partigiano della teoria dei cicli adottata da Platone. La terra, la vita, l’umanità, non conobbero un'evoluzione continua, ma un’ascensione a denti di sega, interrotta da cadute che fanno retrocedere l’umanità al livello anteriore. Dopo le civiltà dei giganti, la terra avrebbe cosi conosciuto catastrofi senza nome che avrebbero inghiottito interi continenti (Atlantide, Hiperborea), portando con sè la degenerazione dell’uomo superiore. Per ritrovare l’uomo-dio è necessaria una nuova mutazione che è il segno di tutte le altre (pp. 224-225). All’inizio ritornerà a dar vita al nostro universo sotto un nuovo ciclo, qua ritroviamo il leit-motiv delle speculazioni hitleriste sull’uomo e sul mondo del XX secolo. Bergson profetizzava: «L’Universo è una macchina per fare dei». Theilard de Chardin doveva fargli eco ammettendo la possibilità di una "diriva" che darebbe origine a qualche "forma di ultra-umano": la famosa teoria dei mutanti biologici finiva appena di nascere (pag.230). I leaders nazisti vedranno in essa un appoggio per il loro desiderio di creare il super-uomo ariano. «L’uomo nuovo vive in mezzo a noi». Egli è qui - esclamava Hitler in tono trionfante - vi basta questo? Voglio dirvi un segreto: ho visto l’uomo nuovo. E’ intrepido e crudele. Ho avuto paura davanti a lui» (Hermann Rauschning, "Hitler mi ha detto" - apud "Hitler et la Tradition...", pag. 230). Dopo il millennio in cui impererebbe il nazismo e in cui l’evoluzione toccherebbe l’apice, la verità e il falso, lo spirito e la materia si separerebbero e tornerebbero alla loro radice, la luce ritornerebbe grande e l'oscurità tornerebbe ad essere tutta riunita. «Le ultime particelle di luce si riunirebbero in una gigantesca forma che salirebbe al cielo al tempo stesso in cui la materia formerebbe un enorme sfera (bolos) somigliante al caos originale. E’ cosi che alla fine dei tempi, come il fuoco e il gelo, i due principii antagonici saranno nuovamente separati l’uno dall’altro, così come si trovavano in origine» (pag.229).

    «LA NOSTRA UNICA FEDE RELIGIOSA E’ IL NAZISMO»
    I1 nazismo era una nuova religione simbolizzata dal "Volk", sfondo mitico della deificazione del sangue e della razza. Di conseguenza esso non poteva non scontrarsi con il cristianesimo. I1 capo del "Fronte del lavoro" hitlerista, dott. Ley, fu molto chiaro e preciso quando dichiarò: «la nostra fede quella che sola ci può salvare, è il nazional-socialismo, e questa fede religiosa non ne tollera nessun altra al suo fianco» (pag.245). L’antagonismo fra la chiesa e i nazisti non fu come vogliono gli osservatori ingenui o troppo sapienti, un conflitto politico, ma la lotta di una religione neopagana contro la vera religione di N.S. Gesù Cristo. I1 Concordato concluso fra la Santa Sede e il Terzo Reich grazie alla mediazione di von Papen, non fu niente di più che l’anestetico destinato ad addormentare l’avversario per poterlo più facilmente distruggere. Il cosiddetto "cristianesimo positivo" nazista era in realtà la religione della razza e del sangue, cioè 1a "Weltanschaung" nazional-socialista, uno dei peggiori pericoli che la Santa Chiesa dovette affrontare nel corso della storia. Questo "cristianesimo positivo", mai esplicitato in modo chiaro, era solo uno pseudo-cristianesimo nazionalista, socialista e gnostico, che prendeva dal Cattolicesimo, come già fece l’eresia americanista di P. Hecher, gli elementi che reputava positivi, le virtù "attive", ecc., respingendo le virtù "passive" e gli elementi "negativi", in particolare l’Antico Testamento e le lettere di San Paolo. I capi nazisti erano gli unici accreditati a definire il "cristianesimo positivo" come ben spiegò la rivista delle SS "Das Schwarze Korps" (I1 corpo nero); «Essendo il cristianesimo positivo un termine introdotto dal nazional-socialismo esso è l'unico accreditato per intrerpretarlo» (Pag.247). Diversamente non solo questo "cristianesimo", ma tutto il fondo della dottrina nazista rimane un mistero, poichè una cosa è ciò che si lasciava trasparire all'esterno e un’altra molto diversa era la vera dottrina professata dagli alti iniziati del nazional-socialismo. Nel settimanale francese "Carrefour", del 6 gennaio 1960, a proposito della detenzione del Prof. Heyde, accusato della eliminazione sistematica dei malati mentali al tempo del 3° Reich, il giornalista e storico Jacques Nobecourt dichiarava: «L’ipotesi di una comunità iniziatica si impose a poco, a poco. Una comunità veramente demoniaca, retta da dogmi occulti, molto più elaborati delle dottrine elementari del "Mein Kampf" e del "Mito del XX secolo", e servita da riti le cui tracce isolate non si notano, ma la cui esistenza appare inevitabile agli esperti» (apud "Hitler et la Tradition..." pag.258). Jean e Michel Angebert commentano: «In completa consonanza con questo giudizio possiamo affermare che, nonostante la scomparsa dei documenti concernenti l’insegnamento iniziatico dei quadri superiori delle SS, ci è dato di ricostruire facilmente, alla luce di quelle spiegazioni, lo spezzato puzzle magico necessario alla comprensione del fenomeno. La nostra spiegazione di conseguenza, ha il merito di riunire, intorno alle ricerche tedesche sull'origine dell’uomo bianco riguardanti il medio evo in generale e Montsègur in particolare, l’insieme storico, culturale, ed esoterico della "Weltanschaung" nazista» (Pag.259). E incalzano i due autori: «Nessuno studioso serio si è mai posto il problema che nonostante sia fondamentale il sapere che "La crociata contro il Graal" e la "Corte di Lucifero in Europa" (dell’autore tedesco colonello delle SS e per giunta membro della "Ahnenerbe" - organismo superiore di ricerca delle SS - Otto Rahn) fossero letture obbligatorie per gli ufficiali superiori di quel nuovo Ordine Teutonico, secondo il valore dello stesso Reichsfuehrer SS (Himmler), il quale agendo in questo modo conferiva ad esse il valore di Vangelo; nonostante ciò, le opere di questo genere non erano molto numerose e il fatto di rendere la loro lettura obbligatoria prova che esse contenevano la chiave della cosmogonia hitlerista per quanto poco qualcuno si desse da fare per cercarla...» (Pag.259). E precisano più avanti «per noi tutto si ordina intorno al tema centrale del Graal» (Pag.260).

    IL TEOSOFO ALFRED ROSENBERG E «IL MITO DEL XX SECOLO»
    Rosemberg fu davvero la testa pensante della gnosi nazista. Nato in Estonia da famiglia germano-baltica, ottenne a Mosca all’inizio del 1918 il diploma di architetto, e di 1ì fuggi in Germania all’esplosione della Rivoluzione comunista (e probabilmente anche a causa delle sue origini ebraiche). Datosi agli studi teosofici entrò nella Thulegeselschaft, il gruppo di carattere occultista di cui abbiamo fatto menzione più sopra, dove attirò l’attenzione di Dietrich Gekart per la sua cultura che sorpassava la mediocrità dell’ambiente. Eckart lo presentò a Hitler che stava cominciando la sua carriera politica. Rosemberg fu uno dei primi iscritti al partito nazista e «la sua influenza fu decisiva nella formazione spirituale del futuro signore della Germania, nel quale egli rafforza ancor di più l’anti-semitismo e il gusto per il mistero» (Pag.262). Nella sua opera principale ("I1 mito del XX secolo"), Rosemberg rigetta l’Antico Testamento e del Nuovo ripudia principalmente le opere di San Paolo. Per questo teorico del Nazismo «vi è un cristianesimo positivo e un cristianesimo negativo. I1 primo si rifà all’immagine di Gesù vivo, il secondo all’immagine di Gesù crocifisso» (apud "Hitler et la Tradition..." pag.264). Rosemberg non considera il cristianesimo delle origini come un avversario, dato che esalta la personalità di Gesù Cristo da vivo, ma sull’esempio degli gnositici, alla cui famiglia appartiene per numerose affinità, rigetta quello che definisce come una mistificazione orientale: il sapere, la Resurrezione, la Crocifissione del Salvatore. L’odio della Chiesa come corpo sociale si afferma nel corso del libro. L’idea di una Chiesa universale, unica, che deve determinare e coordinare tutta la vita dello Stato, la scienza, l’arte e la morale in virtù dei dogmi, per Rosemberg non è se non «un residuo di quelle idee di caos proprie dei popoli che avvelenarono la nostra essenza». Contro quella concezione si erse Martin Lutero che «oppose alla monarchia politica e universale del Papa l’idea di una politica nazionale» (apud "Hitler et la Tradition..." pag.264). Più ancora: «Per il filosofo (Rosemberg) tutti gli avvenimenti sono significativi e dimostrano la lotta eterna che oppone in questo mondo le forze della luce alle forze delle tenebre. In questa prospettiva tutti gli eretici e, in primo luogo i catari, sono considerati come eroi di una tragedia di dimensioni cosmiche. In questa lotta degli elementi germano-nordici d’Europa contro l’universalismo romano, contro il cattolicesimo dominatore, vi fu un combattimento gigantesco; è nella storia degli albigesi, dei valdesi, dei catari, degli ugonotti, dei protestanti, dei luterani, che si deve vedere il quadro entusiasmante di una lotta epica» (Pag.264-265). Ancora secondo il "Mito del XX secolo", l’anima germanica e nordica rigetta la concezione statica di un Dio unico, sovrano dell’universo, rompe con l’Antico Testamento fedele in ciò allo spirito di Lutero, che riguardo a questo fu, per altro molto tardi, «liberato dai giudei e dalle loro menzogne». Proseguendo nella sua cascata di falsità, il profeta del nazismo aggiunge che la morte non deve essere considerata come il salario del peccato, come vuole il cristianesimo, essa è al contrario un semplice fenomeno naturale «il quale non perturba la nostra eternità che era prima e continua ad essere poi» (apud "Hitler et la Tradition..." pag. 268). Non è tutto ciò una copia fedele dello gnosticismo della scuola neoplatonica di Alessandria?

    LA STRANA PERSONALITA’ DI HITLER
    Sulla personalità enigmatica di Hitler gli autori citati dicono: «Quel che è certo è che l’aspetto profetico, mistico e da veggente di questo moderno mago, può egualmente presentare al mondo la figura turpe di un cinico, di un essere duro e insensibile, capace di condannare a morte senza il minimo scrupolo tutte le persone che potrebbero metterglisi sul cammino» (pag. 279). Rivelando un grande potere ipnotico nel parlare tanto a una persona quanto a una moltitudine enorme, ci fu chi affermò che egli era manipolato da esseri invisibili, i «superiori sconosciuti» evocati da Hermann Rauschning, il quale descrive il Fuehrer come messo a contatto con esseri misteriosi che lo terrorizzavano: «Una persona di quelle della sua intimità mi disse che egli si sveglia la notte lanciando grida convulse. Chiama aiuto. Seduto sull’orlo del letto, si trova come paralizzato. E’ preso da un panico che lo fa tremare al punto che il letto si scuote. Proferisce vociferazioni confuse e incomprensibili. Si affanna come se fosse sul punto di soffocare. La stessa persona mi raccontò di una di queste crisi con particolari che io mi rifiuterei di credere se la fonte non fosse cosi sicura. Hitler era in piedi in camera sua, barcollando guardando intorno a sè con un’aria allucinata. "E’ lui! E’ lui! Lo vedo qui!" Egli borbottava. Le sue labbra erano azzurre. I1 sudore scorreva in grosse goccie. Repentinamente pronunciò delle cifre senza senso alcuno, poi parole, pezzi di frase. Era orribile. Egli impiegava termini bizzarramente allineati, completamente estranei. Dopo tornò nuovamente silenzioso continuando però a muovere le labbra. Gli si fecero frizioni, gli si diede da bere una bevanda. Poi, improvvisamente, egli ruggi: "Li, li! Nell’angolo. Cosa c'è li?" Batteva il piede sul pavimento di legno e urlava. Gli assicurarono che non succedeva niente di straordinario e allora egli, a poco, a poco, si calmò» (Hermann Rauschning, "Hitler m’a dit", apud “Hitler et la Tradition..." pag. 282) "I detti di Hitler: "Seguo il cammino che la provvidenza mi indica con la sicurezza di un sonnambulo", vanno nel senso delle ipotesi di poteri non naturali. Ma da dove avrebbe egli ricevuto tali poteri? Dal gruppo Thule che lo aveva iniziato all’esote-rismo orientale? Dal misterioso monaco dai guanti verdi inviato dai saggi del Tibet? O da una rivelazione più antica?" (Pag. 283). Fra l’altro, Hitler odiava i cacciatori che detestava. Egli credeva nella reincarnazione delle anime in corpi di animali come i buddisti e i catari, i quali sostenevano la metempsicosi (Pag. 287) egli dichiarò un giorno: «Chi si suicida ritorna fatalmente alla natura-corpo, anima e spirito» (Hitler Adolf, "Libres Prepos", Flammarion, Paris, 1952 - apud "Hitler et la Tradition..." pag. 291, nota). CONCLUSIONE Da tutto quanto si è detto sopra come riassunto del libro di Jean e Michel Angebert, ci viene una certezza: quella del carattere gnostico e occultista del nazional-socialismo nell’azione e nell’intenzione dei suoi principali capi. Ed abbiamo così una prova in più del fatto che la gnosi porta seco come conseguenza naturale il socialismo. Nella sua opera "Dal fondo della notte" sulla lotta fra comunisti e nazisti dopo la Grande Guerra, Jean Valtin, un marxista, descriveva la sorpresa e il disaccordo delle basi comuniste in Germania al ricevere dai loro vertici istruzioni di non resistere ai partigiani di Hitler. E Goebbels, poco prima della caduta di Berlino, diceva in un proclama alla radio che il nazional-socialismo, sebbene sconfitto dalle armi, sarebbe stato comunque vittorioso con l’instaurazione del socialismo nel mondo. Ora, considerate le origini hegeliane del socialismo marxista, non potrebbero le odierne correnti di sinistra essere derivate da una delle teste dell’idra gnostica e panteista che va spargendo il suo catarro sulle élites intellettuali del mondo moderno? Ecco una ricerca che potrà essere molto utile per spiegare i fenomeni politico-sociali e ... religiosi dei nostri giorni. Sopratutto se questo studio abbraccerà anche le attività dei partigiani della "New Age" e dei cosidetti gruppi "profetici", propugnatori di un falso ecumenismo sinistreggiante. Molto ancora ci sarebbe da dire dell’aspetto escatologico della gnosi e delle sue sembianze moderne. Scimmia di Dio, il demonio si propone di influire sui terribili avvenimenti che stanno per abbattersi sull’umanità come castigo per i suoi peccati di apostasia. Valga per noi, cattolici fedeli, il messaggio della Vergine di Fatima; la certezza che, dopo indicibili sofferenze e prove per i buoni, il Cuore Immacolato di Maria trionferà sopra il serpente antico, fomentatore della menzogna della gnosi e di tutte le altre trame dei suoi settari.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    WAS HITLER A ROTHSCHILD?
    by David Icke

    Official history is merely a veil to hide the truth of what really happened. When the veil is lifted, again and again we see that not only is the official version not true, it is often 100% wrong.

    Take the Rothschilds, the bloodline formerly known, among other names, as the Bauers, one of the most notorious black occult bloodlines of Middle Ages Germany. It became known as Rothschild (red-shield or rotes-schild in German) in the 18th century when a financial dynasty was founded in Frankfurt by Mayer Amschel Rothschild working in league with the Illuminati House of Hesse and others. They took their name from the red shield or hexagram/Star of David on the front of their house in Frankfurt. The Star of David or Seal of Solomon is an ancient esoteric symbol and only became associated with Jewish people after the Rothschilds adopted it for themselves. It has absolutely no connection to "David" or "Solomon", as Jewish historical sources confirm. The Rothschilds are one of the top Illuminati bloodlines on the planet and they are shape-shifting reptilians (see The Biggest Secret).

    Guy de Rothschild, of the French House, heads this bloodline dynasty today. He is one of the most grotesque exponents of trauma-based mind control, indeed the top man according to many of those who have suffered mercilessly under his torture. I am always loath to use the world evil, but if evil is the reverse of live, Guy de Rothschild is thoroughly evil. He stands for the opposite of life. He has been personally responsible for the torture and death of millions of children and adults, either directly or through those he controls. He conducts satanic rituals, as all these bloodlines have always done, and goodness knows how many human sacrifices he has been involved in.

    If what I am saying is wrong, Guy de Rothschild, then take me to court and lets reveal the evidence. You are a multi-billionaire and you control the courts and the media. I have next to nothing. I should, therefore, be a pushover. So come on, Mr. Rothschild, lets have you. Lets take these claims into the public arena and have you and me in the witness box. Make my day.

    Already I can hear the clamor gathering to condemn me as "anti-semitic" because the Rothschilds claim to be "Jewish." Organisations like the Anti-Defamation League and B'nai B'rith have already made strenuous efforts to label me in this way for exposing the Rothschilds and to stop me speaking in public. (See elsewhere on this website) How funny then that both organisations were created by, and continue to be bankrolled by, the Rothschilds. Just a co-incidence, nothing to worry about. B'nai Brith means, appropriately, "Sons of the Alliance" and was established by the Rothschilds in 1843 as an intelligence arm and to defame and destroy legitimate researchers with the label "anti semitic." Many of their speakers openly supported slavery during the American Civil War and today they seek to condemn some black leaders as "anti-semitic" or "racist! Every year, the Anti Defamation League award their "Torch of Liberty" (the classic Illuminati symbol) to the person they believe has served their cause the most. One year they gave it to Morris Dalitz, an intimate of the notorious Meyer Lansky crime syndicate which terrorised America. Perfect choice.

    Of course, the strength of feeling that fans the flames of condemnation against anyone dubbed "anti-semitic" today is the sickening persecution of Jewish people by the Nazis of Adolf Hitler. To expose or question the actions of the Rothschilds or any other Jewish person or organisation is to be called a "nazi" and "anti-semitic", that all-encompassing label which has discredited so many researchers and stopped them having the opportunity to speak in public because of protest by unthinking robot radicals and the refusal of venues to host their meetings. I have had this from time to time, not least in eastern Canada thanks to a campaign by B'nai B'rith and the Anti-Defamation League (which spends it's entire time trying to defame people). Both organisations, I repeat, are Rothschild created and controlled.

    How strange then, that as I have documented in And The Truth Shall Set You Free and The Biggest Secret, along with endless other researchers and scholars, Adolf Hitler and the Nazis were created and funded by…the Rothschilds. It was they who arranged for Hitler to come to power through the Illuminati secret societies in Germany like the Thule Society and the Vril Society which they created through their German networks; it was the Rothschilds who funded Hitler through the Bank of England and other British and American sources like the Rothschild's Kuhn, Loeb, bank which also funded the Russian Revolution.

    The very heart of Hitler's war machine was the chemical giant, I.G. Farben, which had an American arm that was controlled by the Rothschilds through their lackeys, the Warburgs. Paul Warburg, who manipulated into existence the privately-owned "central bank" of America, the Federal Reserve, in 1913, was on the board of American I.G. Indeed Hitler's I.G. Farben, which ran the slave labour camp at Auchwitz, was, in reality, a division of Standard Oil, officially owned by the Rockefellers, but in truth the Rockefeller empire was funded into existence by…the Rothschilds. See And The Truth Shall Set You Free and The Biggest Secret for the detailed background of this and other aspects of this story. The Rothschilds also owned the German news agencies during both World Wars and thus controlled the flow of "information" to Germans and the outside world. Incidentally, when Allied troops entered Germany they found that the I.G. Farben factories, the very core of Hitler's war operation, had not been hit by the mass bombing and neither had Ford factories - another Illuminati supporter of Hitler. Other factories nearby had been demolished by bombing raids.

    So the force behind Adolf Hitler, on behalf of the Illuminati, was the House of Rothschild, this "Jewish" bloodline which claims to support and protect the Jewish faith and people. In fact they use and sickeningly abuse the Jewish people for their own horrific ends. The Rothschilds, like the Illuminati in general, treat the mass of the Jewish people with utter contempt. They are, like the rest of the global population, just cattle to be used to advance the agenda of global control and mastery by a network of interbreeding bloodlines, impregnated with a reptilian genetic code, and known to researchers as the Illuminati.

    Indeed, the Illuminati are so utterly obsessed with bloodline, because of this reptilian genetic code, that there was no way that someone like Hitler would come to power in those vital circumstances for the Illuminati, unless he was of the reptilian bloodline. If you look elsewhere on this website you will see how the same bloodline has held the positions of royal, aristocratic, financial, political, military, and media power in the world for literally thousands of years. This is the bloodline that has produced ALL 42 of the Presidents of the United States since and including George Washington in 1789. It is the bloodline of the runaway favourite to win the 2000 election, George W. Bush. The World War Two leaders, Roosevelt, Churchill, and Stalin, were of the bloodline and also Freemasons and Satanists. They were manipulated into office, and their country's war effort funded, by the Rothschilds and the other Illuminati bloodlines.

    So are we to believe, therefore, that although this same group provably funded Adolf Hitler's rise to power and his war machine, that he would be the odd one out, a leader of crucial importance to the agenda who was NOT bloodline?

    But hold on. Hitler couldn't be the same bloodline as, say, the Rothschilds because, as we all know, the Rothschilds are defenders of Jewish people and Hitler slaughtered them, along with communists and gypsies and others who opposed him or he wanted to eliminate. The Rothschilds are Jewish, they'd never do that.

    Oh really.

    According to a book by a psychoanalyst, Walter Langer, called The Mind of Hitler, not only was Hitler supported by the Rothschilds, he WAS a Rothschild. This revelation fits like a glove with the actions of the Rothschilds and other Illuminati bloodlines in Germany who brought Hitler to the fore as dictator of that nation. He was also supported by the British Royal Family, the House of Windsor (in truth the German House of Saxe-Coburg-Gotha), and these included the British royal "war hero", Lord Mountbatten, a Rothschild and a Satanist. Their royal relatives in Germany, who you would never have thought would normally support an apparent guy from the street like Hitler, were among his most enthusiastic supporters. But, of course, they knew who he really was. There is no way in the world when you do any study of the Illuminati obsession with bloodline that Hitler would not have been one of them. Langer writes:

    "Adolf's father, Alois Hitler, was the illegitimate son of Maria Anna Schicklgruber. It was generally supposed that the father of Alois Hitler (Schicklgruber) was Johann Georg Hiedler.There are some people who seriously doubt that Johann Georg Hiedler was the father of Alois…(an Austrian document was) prepared that proved Maria Anna Schicklgruber was living in Vienna at the time she conceived. At that time she was employed as a servant in the home of Baron Rothschild. As soon as the family discovered her pregnancy she was sent back home..where Alois was born."

    Langer's information came from the high level Gestapo officer, Hansjurgen Koehler, published in 1940, under the title "Inside the Gestapo". He writes about the investigations into Hitler's background carried out by the Austrian Chancellor, Dolfuss, in the family files of Hitler.

    Koehler actually viewed a copy of the Dolfuss documents which were given to him by Heydrich, the overlord of the Nazi Secret Service. The file, he wrote, "caused such havoc as no file in the world ever caused before" (Inside the Gestapo, p 143). He also revealed that:

    "..The second bundle in the blue file contained the documents collected by Dolfuss. The small statured, but big-hearted Austrian Chancellor must have known by such a personal file he might be able to check Hitler…His task was not difficult; as ruler of Austria he could easily find out about the personal data and family of Adolf Hitler, who had been born on Austrian soil...Through the original birth certificates, police registration cards, protocols, etc., all contained in the original file, the Austrian Chancellor succeeded in piecing together the disjointed parts of the puzzle, creating a more or less logical entity..

    A little servant girl… (Hitler's grandmother)…came to Vienna and became a domestic servant, mostly working for rather rich families. But she was unlucky; having been seduced, she was about to bear a child. She went home to her village for her confinement…Where was the little maid serving in Vienna? This was not a very difficult problem. Very early Vienna had instituted the system of compulsory police registration. Both servants and the employers were exposed to heavy fines if they neglected this duty. Chancellor Dolfuss managed to discover the registration card. The little, innocent maid had been a servant at the…Rothschild mansion. ..and Hitler's unknown grandfather must be probably looked for in this magnificent house. The Dolfuss file stopped at this statement."

    Was Hitler's determination to take over Austria anything to do with his desire to destroy records of his lineage?

    A correspondent who has extensively researched this subject writes:

    "It appears to me that Hitler knew about his connection long before his Chancellorship. Like his father before him, when the going got rough, the Hitlers went to Vienna. Hitler's father left his home village at an early age to seek his fortune in Vienna. When Hitler was orphaned, after his mother died in December of 1907, he left for Vienna not long after the funeral. There he seemed to drop out of sight for ten months! What happened during this ten-month stay in Vienna is a complete mystery on which history sheds no light. It makes sense, now that it has become established that Hitler was a Rothschild, that he and his cousins were getting aquainted, and his potentiall for future family endeavors was being sized up".

    The Rothschilds and the Illuminati produce many offspring out of wedlock in their secret breeding programmes and these children are brought up under other names with other parents. Like Bill Clinton, who is almost certainly a Rockefeller produced in the same way, these "ordinary kids from ordinary backgrounds" go on to be extraordinarily successful in their chosen field. Hitler, too, would have produced unofficial children to maintain his strand of the bloodline and there will obviously be people of his bloodline alive today.

    So which Rothschild was the grandfather of Hitler? My thanks to a website correspondent for the additional, updated, information to this article, a man has researched this story in some detail. Alois, Hitler's father, was born in 1837 in the period when Salomon Mayer was the only Rothschild who lived at the Vienna mansion. Even his wife did not live there because their marriage was so bad that she stayed in Frankfurt. Their son, Anselm Salomon spent most of his working life in Paris and Frankfurt away from Vienna and his father.

    Father Salomon Mayer, living alone at the Vienna mansion where Hitler's grandmother worked, is the prime, most obvious candidate. And Hermann von Goldschmidt, the son of Salomon Mayer's senior clerk, wrote a book, published in 1917, which said of Salomon:

    "…by the 1840s he had developed a somewhat reckless enthusiasm for young girls.."

    and

    "He had a lecherous passion for very young girls, his adventures with whom had to be hushed up by the police."

    And Hitler's grandmother, a young girl working under the same roof would not have been the subject of Salomon's desire? And this same girl became pregnant while working there? And her grandson becomes the Chancellor of Germany, funded by the Rothschilds, and he started the Second World War which was so vital to the Rothschild-Illuminati agenda? And the Illuminati are obsessed with putting their bloodlines into power on all "sides" in a conflict? And the Rothschilds are one of their most key bloodlines? And it is all a co-incidence?

    HITLER WAS A ROTHSCHILD!!

    The Second World War was incredibly productive for the Illuminati agenda of global control. It led to an explosion of globally-centralised institutions, like the United Nations and the European Community, now Union, and many others in finance, business, and the military. Precisely what they wanted. It also put countries under an enormous burden of debt on loans provided to all sides by...the Rothschilds and the Illuminati.

    The Rothschilds had long had a plan to create a personal fiefdom for themselves and the Illuminati in Palestine and that plan involved manipulating Jewish people to settle the area as their "homeland." Charles Taze Russell, of the Illuminati-reptilian Russell bloodline, was the man who founded the Watchtower Society, better known as the Jehovah's Witnesses. He was a Satanist, a paedophile according to his wife, and most certainly Illuminati. His new "religion (mind-control cult) was funded by the Rothschilds and he was a friend of theirs, just like the founders of the Mormons who were also Rothschild-funded through Kuhn, Loeb, and Co. Russell and the Mormon founders were all Freemasons. In 1880, Charles Taze Russell, this friend of the Rothschilds, predicted that the Jews would return to their homeland. It was about the only prediction Russell ever got right. Why? Because he knew that was the plan. He wrote to the Rothschilds praising their efforts to establish a Jewish homeland in Palestine.

    Then, in 1917, came the famous Balfour Declaration, when the British Foreign Minister, Lord Balfour, stated on behalf of his government that they supported the creation of a Jewish homeland in Palestine. Now when you hear that phrase, the Balfour Declaration, you get the feeling that it was some kind of statement or public announcement. But not so.

    The Balfour declaration was a letter from Lord Balfour to…Lord Lionel Walter Rothschild. Researchers say that the letter was in fact WRITTEN by Lord Rothschild and his employee, the banker, Alfred Milner. Now get this. One of the most important secret societies of the 20th century is called the Round Table. It is based in Britain with branches across the world. It is the Round Table that ultimately orchestrates the network of the Bilderberg Group, Council on Foreign Relations, Trilateral Commission and the Royal Institute of International Affairs. See my books for details. How fascinating then, that Lord Balfour was an inner circle member of the Round Table, Alfred Milner was the Round Table's official leader after the death of Cecil Rhodes, and the Round Table was funded by..Lord Lionel Walter Rothschild. These were the very three people involved in the Balfour Declaration of 1917.

    Two years later, in 1919, came the Versailles Peace Conference near Paris when the elite of the Round Table from Britain and the United States, people like Alfred Milner, Edward Mandel House, and Bernard Baruch, were appointed to represent their countries at the meetings which decided how the world would be changed as a result of the war these same people had created. They decided to impose impossible reparations payments on Germany, so ensuring the collapse of the post-war Weimar Republic amid unbelievable ecomonic collapse and thus create the very circumstances that brought the Rothschild, Hitler, to power. It was while in Paris that these Illuminati, Round Table, members met at the Hotel Majestic to begin the process of creating the Bilderberg-CFR-RIIA-Trilateral Commission network. They also decided at Versailles that they now all supported the creation of a Jewish homeland in Palestine. As I show in my books, EVERY ONE of them was either a Rothschild bloodline or was controlled by them.

    The American President, Woodrow Wilson, was "advised" at Versailles by Colonel House and Bernard Baruch, both Rothschild clones and leaders of the Round Table in the United States; The British Prime Minister, Lloyd George, was "advised" by Alfred Milner, Rothschild employee and Round Table leader, and Sir Phillip Sassoon, a direct decendent of Mayer Amschel Rothschild, the founder of the dynasty; The French leader, Georges Clemenceau, was "advised" by his Minister for the Interior, Georges Mandel, whose real name was Jeroboam Rothschild.

    Who do you think was making the decisions here??

    But it went further. Also in the American delegation were the Dulles brothers, John Foster Dulles, who would become US Secretary of State, and Allen Dulles, who would become first head of the new CIA after World War Two. The Dulles brothers were bloodline, would later be supporters of Hitler, and were employed by the Rothschilds at Kuhn, Loeb, and Co. They were also involved in the assassination of John F. Kennedy and Allen Dulles would serve on the Warren Commission which investigated the assassination. The American delegation at Versailles was also represented by the Rothschild-controlled, Paul Warburg, of Kuhn, Loeb and the American branch of I.G. Farben, while the German delegation included his brother, Max Warburg, who would become Hitler's banker!! Their host in France during the "peace" conference was…Baron Edmond de Rothschild, the leading force at the time pressing for the creation of a Jewish homeland in Israel. See my books for fine detail.

    The Rothschilds have always been the true force behind the Zionist Movement. Zionism is in facr SIONism, Sion = the Sun, hence the name of the elite secret society behind the Merovingian bloodline, the Priory of Sion. Contrary to most people's understanding, Zionism is not the Jewish people. Many Jews are not Zionists and many non-Jews are. Zionism is a political movement, not a race. To say Zionism is the Jewish people is like saying the Democratic Party is the American people. Jewish people who oppose Zionism, however, have been given a very hard time.

    Now, having manipulated their puppet-governments to support their plan for a personal fiefdom in the Middle East, the Rothschilds began the process of settling Jewish people in Palestine. As always they treated their own people with contempt. Enter Baron Edmond de Rothschild, the "Father of Israel", who died in 1934, the man who hosted the Versailles "peace" delegations. Edmond was from the French House, like Guy de Rothschild. Edmond, in fact, began to settle Jews in Palestine as far back as the 1880s (when Charles Taze Russell was making his prediction). He financed Russian Jews to establish settlements in Palestine, but it was nothing to do with their freedom or birthright, it was to advance the Rothschild-Illuminati agenda. Edmond financed the creation of farms and factories and ran the whole operation with a rod of iron. The Jewish farmers were told what to grow and they soon found out who was in charge if they questioned his orders. In 1901, these Jewish people complained to Rothschild about this dictatorship over their settlement or "Yishuv". They asked him:

    "..if you wish to save the Yishuv, first take your hands from it, and…for once permit the colonists to have the possibility of correcting for themselves whatever needs correcting.."

    Baron Rothschild replied:

    "I created the Yishuv, I alone. Therefore no men, neither colonists nor organisations, have the right to interfere in my plans.."

    In one sentence, you have the true attitude of the Rothschilds to Jewish people, and indeed, the human population in general. These people are NOT Jews, they are a non-human bloodline with a reptilian genetic code who hide behind the Jewish people and use them as a screen and a means to an end. According to Simon Schama's book, Two Rothschilds and the Land of Israel (Collins, London, 1978), the Rothschilds acquired 80% of the land of Israel.

    Edmond de Rothschild worked closely with Theodore Herzl, who just happened to be the founder of Zionism, the political movement created to ensure a "Jewish" homeland in Palestine. Rothschild was also the power behind Chaim Weizmann, another leader of Zionism. As Rothschild told Weizmann:

    "Without me Zionism would not have succeeded, but without Zionism my work would have been stuck to death."

    So now with the Rothschilds increasing their financing of Jewish settlements in Palestine, and with their agents in governments officially supporting their plans for a Rothschild, sorry Jewish, homeland, they needed a catalyst which would demolish Arab protests at the take-over of their country. That catalyst was the horrific treatment of Jews in Germany and the countries they conquered by the Rothschild-funded Nazis and one of their own, a Rothschild called Adolf Hitler.

    The wave of revulsion at the Nazi concentration camps gave vital and, in the end, crucial impetus to the Rothschild agenda. It was they who funded the Jewish terrorist operations like the Stern Gang and Irgun, which committed mayhem and murder to bring the State of Rothschild (Israel) into being in 1948. These terrorist groups, who slaughtered Jewish people with equal enthusiasm, were led by the very people who later rose to lead the new Israel…people like Menachem Begin, David Ben-Gurion, Yitzhak Rabin, and Yitzhak Shamir. It was these Rothschild-controlled Zionist gangs who murdered the international mediator Count Bernadotte on September 17, 1948, apparently because he had been intending to present a new partition resolution to the United Nations.

    And the Rothschilds were not satisfied with causing the unimaginable suffering of Jewish people under the Nazis, they also stole their wealth when the war was over, just as they stole the Russian wealth during the revolution they had financed.

    In early 1998, during a speaking tour of South Africa, I had a personal meeting with P.W. Botha, the apartheid President of South Africa during the 1980s. The invitation came out of the blue when I was speaking a few miles from his home. We spoke for an hour and a half about the manipulation of South Africa and it was not long before names like Henry Kissinger, Lord Carrington, and the Rothschilds came up.

    "I had some strange dealings with the English Rothschilds in Cape Town when I was president", he said, and he went on to tell me a story that sums up the Rothschilds so perfectly. He said they had asked for a meeting with him and his foreign minister, the Illuminati operative, Pik Botha (no relation). At that meeting, he said, the Rothschilds told him there was massive wealth in Swiss bank accounts which once belonged to German Jews and it was available for investment in South Africa if they could agree an interest rate. This is the very wealth, stolen from German Jews who suffered under the Nazis, which has come to light amid great scandal in recent years. The Rothschilds have been making a fortune from it since the war!! Botha told me he refused to accept the money, but Pik Botha left the meeting with the Rothschilds and he could not be sure that they did not come to some arrangement.

    Breathtaking? Of course it is, but the world is not how we think it is.

    To this day the Rothschilds continue to control the State that has their family symbol on it's flag and it is they who use that country and its people to maintain the conflict, both within its borders and with surrounding Arab countries, which has allowed the Illuminati-Rothschilds to control their so called "Arc of Crisis" in the Middle East through divide, rule, and conquer. It has allowed them, not least, to control the oil-producing countries since the war when the oil really came on line.

    PLEASE, JEWISH PEOPLE OF ISRAEL AND THE WORLD, LOOK AT THIS.

    YOU ARE BEING PLAYED OFF AGAINST THE NON-JEWISH RACES AND VISA-VERSA. YOU AND ALL OF US WHO CARE ABOUT OUR CHILDREN AND THE FREEDOM OF THE WORLD MUST UNITE AND FOCUS ON THE FORCE THAT IS PLAYING ALL PEOPLE LIKE A VIOLIN. FEAR OF EACH OTHER AND DIVIDE AND RULE HAVE ALWAYS BEEN THE BASIC TOOLS OF DICTATORS, GLOBAL AND OTHERWISE.

    AND I SAY THIS TO ARAB PEOPLE:

    NEVER, NEVER, NEVER, DO THE ROTHSCHILDS AND THE ILLUMINATI CONTROL ONLY ONE SIDE IN A CONFLICT. IF THEY DID THEY COULD NOT BE SURE OF THE OUTCOME AND THAT'S NOT THE WAY THEY PLAY THE GAME. IN EVERY SIGNIFICANT CONFLICT THEY CONTROL THE LEADERSHIP OF ALL FACTIONS, EVEN THOUGH THEY MAY FIGHT AND BATTLE WITH EACH OTHER ON THE PUBLIC STAGE.

    SO WE KNOW WHO CONTROLS THE JEWISH LEADERSHIP IN ISRAEL. THE ROTHSCHILDS AND THE ILLUMINATI.

    BUT WHO,THEREFORE, CONTROLS YASSER ARAFAT? I'll GIVE YOU ONE GUESS.

    THE SAME PEOPLE WHO CONTROLLED MENACHEM BEGIN OF ISRAEL AND PRESIDENT SADAT OF EGYPT DURING THE "PEACE AGREEMENT" OF THE CARTER PRESIDENCY. BEGIN, SADAT, AND CARTER, WERE ALL ILLUMINATI PUPPETS, JUST AS THE ISRAEL LEADERSHIP, ARAFAT, AND CLINTON ARE TODAY. IT'S A SCAM, A SHAM, A MOVIE FOR PUBLIC CONSUMPTION ONLY.

    WHAT IS DONE IS DONE AND THE PEOPLE OF ISRAEL-PALESTINE NEED TO WORK AND LIVE TOGETHER IN HARMONY AND MUTUAL RESPECT. THERE IS NO OTHER WAY, EXCEPT MORE DEATHS, MORE SUFFERING, MORE CONFLICT - EXACTLY WHAT THE ILLUMINATI AND THE ROTHSCHILDS WANT. THEY HAVE HORRENDOUS PLANS FOR ISRAEL IN WHICH ALL SIDES WILL SUFFER, NOT LEAST THEIR PLANS FOR A MAJOR EVENT AT THE TEMPLE MOUNT MOSQUE, THE SITE OF THE SO CALLED "TEMPLE OF SOLOMON" ACCORDING TO THE JEWISH BELIEF SYSTEM

    COME ON PEOPLES OF THE WORLD, NO MATTER WHAT YOUR RACE, COLOUR, OR CULTURE. NO MATTER WHAT YOUR RELIGIOUS BELIEF OR YOUR SPIN ON LIFE. THE FREEDOM, WHAT REMAINS OF IT, FOR ALL OF US IS AT STAKE HERE AND WHILE WE ARE DIVIDED ON THESE IRRELEVANT GROUNDS, THAT FREEDOM IS DOOMED.

    LETS WORK TOGETHER
    WHILE THERE IS STILL TIME.

    WAR IS OVER WHEN WE WANT IT.
    THE WORLD IS WHATEVER WE ALLOW IT TO BE.

    WE WANT TO CHANGE THE WORLD. OK,
    LET'S CHANGE OURSELVES.


    PLEASE CIRCULATE THIS ARTICLE AS WIDELY AS POSSIBLE.

    THANK-YOU.

    DAVID ICKE

    NOTE: The book, The Bloodlines of the Illuminati, by Fritz Springmeier is another excellent source of information about these subjects.

    Blood Lines of the Illuminati by Fritz Springmeier
    (August 2001 - this book is out of print)


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    http://www.davidicke.com/icke/articles/hitler.html

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