Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Cellule staminali: il parere di Paolo Mieli

    Dal "Corriere della Sera"

    Mercoledi' 18 Dicembre 2002



    Cellule staminali: ministro, la prego, ci ripensi

    Il Corriere ha pubblicato qualche giorno fa un bellissimo articolo di Adriana Bazzi che raccontava come l’università californiana di Stanford avesse sfidato l’amministrazione Bush mettendo in cantiere un progetto di clonazione umana con l’obiettivo di ottenere cellule staminali per la ricerca e in particolare per lo studio di nuove terapie contro il cancro. Posso capire le obiezioni alla clonazione umana, ma alla fine dell’articolo veniva riportata una lapidaria dichiarazione del ministro della Salute Girolamo Sirchia: «E’ una cosa che finisce per scardinare la società e va contro natura».
    Non ho capito il perché di parole tanto dure.

    Francesca Rubini, Bologna ,
    Cara signora Rubini, le parole del ministro Sirchia propongono un’obiezione di natura etica alla ricerca sulle cellule staminali. Io ho grande rispetto per questo genere di rilievi e forse li farei miei se non tenessi conto del fatto che quella sperimentazione promette risultati assai rilevanti non solo nel campo da lei ricordato delle terapie anticancro, ma anche per la cura dei danni al cervello provocati dal Parkinson o dall’Alzheimer, per rimettere (quasi) a nuovo aree del corpo umano danneggiate dall’infarto, dal diabete, dall’epatite dalle malattie renali. Ragion per cui considero un benemerito dell’umanità quell’Irving Weissman che dall’università di Stanford ha sfidato Bush su questo campo di battaglia. Ripeto: un benemerito dell’umanità.
    Alla stessa maniera in cui sono grato per quel che sta facendo oggi, all’attore Christopher Reeve (nel 1978 impersonò Superman), che nel 1995 ebbe un grave incidente cadendo da cavallo e da allora sta su un letto, immobilizzato dalla testa in giù. Nel 2000 Reeve cominciò a riacquistare sensibilità agli arti e adesso, grazie agli studi sulle cellule staminali, potrebbe (probabilmente) tornare a camminare. Ma l’ostilità dell’amministrazione Bush a tale ricerca si fa sentire. John W. McDonald, lo specialista nella ricostruzione del midollo spinale che ha in cura Reeve, sostiene che la sperimentazione sulle cellule staminali («per ora solo in laboratorio e non ancora su esseri umani») va a rilento «a causa della controversia politica che fa sì che molti scienziati temano che il governo tagli loro i preziosi fondi di ricerca». E lo stesso Reeve ha aggiunto: «Ci sono religioni per cui una trasfusione di sangue è peccato; che cosa sarebbe accaduto se il presidente, invece che ai cattolici - il gruppo che ascolta quando deve decidere sulle staminali - avesse dato retta anche ai nemici delle trasfusioni?» Pregiudizio anti Bush? No. Anche Nancy moglie dell’ex presidente Ronald Reagan che fu gran mentore dei Bush padre e figlio e che oggi giace incosciente stroncato dal morbo di Alzheimer, allorché l’uomo della Casa Bianca ha disapprovato la legge californiana che autorizza gli studi sulle cellule embrionali, ha manifestato pubblicamente la sua stizza: «Molto tempo è stato sprecato; molte persone che avrebbero potuto essere aiutate dalla ricerca, sono state lasciate sole». A questo punto, lo so, il ministro Sirchia potrebbe replicarmi: Weissman sfida Bush perché questo fa parte del suo lavoro; l’attore Reeve e la signora Reagan parlano così perché sono direttamente colpiti da mali che forse potrebbero essere curati in seguito a questo genere di ricerca. Ma a chi, come me, ha un incarico politico spetta l’ingrato compito di farsi carico dei problemi etici...
    Bene. Io non faccio il ricercatore né sono colpito da quel genere di malattie, però penso che ogni credo religioso dovrebbe darsi come primo comandamento quello di autorizzare e rendere più facile qualsiasi ricerca scientifica che aiuti chi soffre, se non a guarire, a soffrire un po’ meno. Qualsiasi ricerca scientifica.
    Io capisco, davvero, chi ha un’obiezione di fondo nei confronti dei risultati di tali sperimentazioni, soprattutto se l’obiezione è dettata dalla religione in cui crede. E ritengo che a lui andrà sempre riconosciuta la libertà di non ricorrere, per quel che lo riguarda direttamente, alle terapie che sono frutto di quegli esperimenti scientifici.
    Tutto il resto, però, non mi convince.

  2. #2
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Risposta a Paolo Mieli

    Caro Mieli,

    sulle cellule staminali siamo al solito sofisma: chi è contrario non è costretto a ricorrervi, però non può impedirlo agli altri, e bla bla... Lo stesso sofisma usato a suo tempo per introdurre il divorzio e l'aborto. Ma proviamo a sostituire alle parole "aborto" e "clonazione" quella "omicidio": dunque io non sono tenuto a commettere omicidio ma non posso impedire agli altri di commetterlo se lo credono lecito...Mostruoso, no? Vediamo qui tutti i guasti della neolingua e della rinuncia al buon senso. Il quale mi dice, prima ancora che me lo dica la fede, che se io ammetto che gli altri possano fare una cosa cattiva, devo permetterlo anche a me stesso. E il buon senso, prima ancora della fede, mi avverte che non ho il diritto di approvare il male da chiunque fatto. Su questo tacito accordo si basano tutte le società civili. L'opposizione della Chiesa alla clonazione e all'uso delle cellule staminali non è dovuto, come lei lascia intendere, a uno sciocco puntiglio religioso, ma lala considerazione del vero bene dell'uomo. Non me ne intendo granchè, ma quelle "cellule staminali" non sono altro che un feto in formazione, cioè un essere vivente. Quando quel "grumo di cellule" (per usare la triste espressione di Dacia Maraini al tempo del referndum sull'aborto) diventerebbe uomo, e quindi meritevole di tutela giuridica? Certo, ogni credo religioso dovrebbe proporsi di aiutare chi soffre, ma non a spese della vita altrui, un bene indisponibile perché appartiene solo a Dio.

    Franco Damiani

    Venezia-Mestre

  3. #3
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il dramma di Luca Coscioni

    Dal "Corriere della Sera"


    Venerdi' 20 Dicembre 2002
    Libera scienza: la «maratona» di Luca Coscioni

    Ho letto con piacere, caro Mieli, il suo intervento a proposito della ricerca sulle cellule staminali. Ci sono infatti così poche voci in Italia che si alzano a difesa della libertà di ricerca e di cura, al contrario di quanto avviene negli Usa dove per altro nessuno si sogna neanche lontanamente di vietare la ricerca sugli embrioni se finanziata da fondi privati. Non so cosa mi risponderebbe il ministro Sirchia, perché non ha mai avuto il coraggio di rispondere alle domande che pure più volte gli ho posto. Io rappresento infatti uno di quei dieci milioni di malati (questa la cifra individuata dal rapporto della Commissione presieduta dal Premio Nobel Renato Dulbecco e istituita dall’allora ministro della Sanità Umberto Veronesi) che potrebbero essere curati (o quantomeno «soffrire un po’ meno») grazie alla ricerca sulle cellule staminali, comprese quelle derivate dalle migliaia di embrioni congelati conservati nei centri per la fecondazione assistita e attualmente destinanti alla spazzatura.Nel 1995, infatti, sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurologica degenerativa che mi ha già portato alla paralisi e a potermi esprimere soltanto grazie a un sintetizzatore vocale collegato al mio computer. Armato soltanto del mio corpo e delle mie parole tentai, candidandomi con le liste radicali di Emma Bonino, di portare il problema della libertà di ricerca scientifica al centro della campagna elettorale. Il sistema lottizzato dei media mi impedì di parlare, più di quanto non riuscisse e riesca a fare già la mia malattia, e il risultato elettorale non mi consentì di portare questo problema in Parlamento. Nonostante la sconfitta elettorale, l’indifferenza di tutti i partiti rispetto a questa questione, gli anatemi del Vaticano e del ministro Sirchia, il disegno di legge oscurantista sulla procreazione assistita attualmente in discussione in Senato che vieta ogni ricerca sugli embrioni, nonostante tutto ciò io non mi sono arreso.
    Ho appena pubblicato un libro con la prefazione di Umberto Veronesi intitolato «Il maratoneta - Da caso pietoso a caso pericoloso - Storia di una battaglia di libertà». Prima di ammalarmi, infatti, correvo la maratona, oltre a essere professore di politica economica all’Università di Viterbo. Una maratona che continuo a correre, anche se in modo diverso. Domani e domenica 22 dicembre prossimi, infatti, si terrà il primo congresso dall’associazione per la libertà di ricerca scientifica che porta il mio nome, è presieduta dallo scrittore José Saramago e raccoglie ricercatori, malati, medici ed esponenti laici di varie forze politiche (a Roma, Hotel Visconti Palace, Via Federico Cesi 37).
    Chi oggi lotta per la libertà di ricerca e di cura in Italia non può contare, purtroppo, su grandi nomi del cinema, mogli di ex presidenti, centri di ricerca di avanguardia. Non esistono nel nostro Paese quelle contraddizioni e quegli interessi che possono rompere il muro di silenzio che è il primo responsabile della morte della libertà e poi anche delle vite. Possiamo quindi soltanto contare sull’informazione, sulla fiducia nel dialogo, sulla forza delle nostre parole e dei nostri corpi, seppure costretti su una sedia a rotelle. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimo papi.

    Luca Coscioni ,


    --------------------------------------------------------------------------------
    Caro Coscioni, la sua è una grande battaglia di civiltà e, per quel che vale, mi iscrivo anch’io alla corsa della «maratona» al suo fianco.
    Il vostro congresso purtroppo cade in un giorno di sciopero dei giornali. Per questo ritengo sia giusto affidare a lei, oggi, l’intero spazio della mia rubrica, informando nel contempo i lettori che tra qualche dì risponderò a una lettera di seria critica alla mia presa di posizione sulle cellule staminali.
    La libertà della ricerca scientifica è qualcosa di molto importante: non c'è da essere ottimisti ma, la prego caro Coscioni, stamane non si senta solo.

  4. #4
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Nuova puntata: l'intervento di Paolo Musso

    Cellule staminali: ricerca, etica e democrazia

    E’ in atto, caro Mieli, una vera e propria campagna di disinformazione di cui, purtroppo, sono responsabili, per basse ragioni ideologiche e per ancor più basse ragioni pecuniarie, anche fior di scienziati e della quale, alla faccia di quanto viene ossessivamente ripetuto, le prime vittime rischiano proprio di essere i malati. Lei dice che bisognerà sempre permettere, a chi non è d’accordo con queste tecniche di ricerca sulle cellule staminali, la libertà di non ricorrervi. Le chiedo: come? Una volta che la ricerca si fosse indirizzata tutta in questa direzione, queste persone (che sono milioni e la cui motivazione non è necessariamente la religione perché per opporsi basta la convinzione che l’embrione sia un essere umano da subito: per esempio la pensa così, da laico, Sergio Ricossa) non avrebbero, in realtà, altra scelta che ricorrervi, rinnegando le proprie convinzioni più profonde, o rinunciare a curarsi (cioè, di fatto, morire). Il ministro Sirchia, quindi, ha completamente ragione. Le chiedo infine: perché mai dovremmo rinunciare ad una tecnica in cui l’Italia è all’avanguardia, che non dà problemi etici di alcun tipo e che è molto più promettente anche per i malati per buttarci su un’altra inferiore da tutti i punti di vista e in cui saremmo gli ultimi arrivati?

    Paolo Musso , musso&nous.unige.it
    Caro signor Musso, prima di tutto la ringrazio per i giudizi che ha espresso sul mio lavoro nelle righe della lettera che sono stato costretto - per ragioni di spazio - a tagliare. Ma, bando ai convenevoli, rispondo partendo dalla sua ultima domanda. Cosa le fa pensare che qualcuno voglia «rinunciare ad una tecnica in cui l’Italia è all’avanguardia»? Lei si riferisce alle ricerche del professor Angelo Vescovi dell’Istituto San Raffaele di Milano che sta studiando una terapia del morbo di Parkinson che non ricorre a sperimentazioni su cellule embrionali «totipotenti», cioè capaci di generare qualsiasi tipo di tessuto. Benissimo: mi auguro che Vescovi abbia successo e sono disponibile ad impegnarmi anche al suo fianco. Guardi che nessuno vuole una ricerca indirizzata «tutta» (come lei scrive) in un’unica direzione. Ma non vedo perché il sostegno, per dire, al professor Vescovi debba implicare un divieto nei confronti di altri tipi di studio e di ricerca. Studino tutti, ricerchino tutti in una nobile competizione che abbia come unico traguardo quello della messa a punto di terapie efficaci. Senza esprimere (lo dico, per inciso, anche al lettore Mauro Zanzi) giudizi aprioristici su tecniche superiori o inferiori; senza frapporre alcun impedimento a coloro che vorrebbero compiere esperimenti sulle cellule staminali embrionali. Giudicheremo dai risultati.
    E veniamo ai problemi etici. Lei mi chiede: come fa il malato, una volta che la ricerca abbia dato risultati, a non ricorrervi sulla base di un’obiezione morale al punto di partenza della ricerca stessa? La mia risposta è semplice: può farlo, chi si rivolge abitualmente alla medicina omeopatica in qualche modo già oggi lo fa. Ma è probabile che, a fronte di esiti soddisfacenti dello studio su quel tipo di cellule, la gran parte dei malati accantonerà l’obiezione etica. Allo stesso modo in cui io e, presumo, lei quando stiamo male ricorriamo a cure che sono il frutto di leciti esperimenti su cavie animali sui quali, prendendoli in considerazione a sé stanti, entrambi avremmo molto da ridire. E allora? La mia risposta è: si faccia in modo che siano disponibili le terapie più efficaci; il medico abbia l’obbligo di chiarire al paziente per quale via si è giunti a quei risultati - limitatamente, è ovvio, a ciò che può essere controverso sotto il profilo etico - e il malato decida. Sia lui a scegliere. A poter scegliere.
    Ho letto, caro Musso, il suo libro «Convivere con la bomba» (Edizioni scientifiche italiane) prefato dal cardinal Tettamanzi e conosco perciò la sua sensibilità per le complicazioni del matrimonio tra i principi dell’etica e quelli della democrazia liberale. In gran parte il suo punto di vista - come quello del da lei citato Sergio Ricossa - è anche il mio. Ma in questo caso la morale che è dentro di me mi dice che non c’è una sola ragione valida per frapporre ostacoli alla libera ricerca scientifica sulle cellule staminali. Neanche una.









    © Corriere della Sera

  5. #5
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Una domandina

    Neanche una ragione lei trova, caro Mieli, per rifiutare l'uso delle cellule staminali provenienti da embrione congelato. Provo a dargliene una io: e se quell'embrione fosse stato lei?

    Franco Damiani

    Venezia-Mestre

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    appunto, che rinunciassero a farsi curare. tanto li aspetta il paradiso, no?

  7. #7
    Cattolico Resiliente
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
    Messaggi
    6,174
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by shambler
    appunto, che rinunciassero a farsi curare. tanto li aspetta il paradiso, no?
    shambler, sei veramente un tipaccio!

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    la placenta è una fonte di cellule staminali,per esempio. dopo qualche anno di ricerca si troverà la maniera di trattare le cellule a partire da qualle adulte del paziente o del donatore.
    la cosa fastidiosa è che questo genere di obbiezioni viene sollevata da persone assolutamente sane.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 257
    Ultimo Messaggio: 11-02-14, 13:19
  2. Cellule staminali adulte
    Di pietro nel forum Salute e Medicina
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-09-07, 12:04
  3. Cellule Staminali...in Cina
    Di Neva nel forum Salute e Medicina
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-06-07, 18:48
  4. Commissione Cellule Staminali
    Di lele15 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 10-11-06, 11:51
  5. Cellule staminali
    Di wehrwolf (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-12-05, 20:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito