Dal "Corriere della Sera"
Mercoledi' 18 Dicembre 2002
Cellule staminali: ministro, la prego, ci ripensi
Il Corriere ha pubblicato qualche giorno fa un bellissimo articolo di Adriana Bazzi che raccontava come l’università californiana di Stanford avesse sfidato l’amministrazione Bush mettendo in cantiere un progetto di clonazione umana con l’obiettivo di ottenere cellule staminali per la ricerca e in particolare per lo studio di nuove terapie contro il cancro. Posso capire le obiezioni alla clonazione umana, ma alla fine dell’articolo veniva riportata una lapidaria dichiarazione del ministro della Salute Girolamo Sirchia: «E’ una cosa che finisce per scardinare la società e va contro natura».
Non ho capito il perché di parole tanto dure.
Francesca Rubini, Bologna ,
Cara signora Rubini, le parole del ministro Sirchia propongono un’obiezione di natura etica alla ricerca sulle cellule staminali. Io ho grande rispetto per questo genere di rilievi e forse li farei miei se non tenessi conto del fatto che quella sperimentazione promette risultati assai rilevanti non solo nel campo da lei ricordato delle terapie anticancro, ma anche per la cura dei danni al cervello provocati dal Parkinson o dall’Alzheimer, per rimettere (quasi) a nuovo aree del corpo umano danneggiate dall’infarto, dal diabete, dall’epatite dalle malattie renali. Ragion per cui considero un benemerito dell’umanità quell’Irving Weissman che dall’università di Stanford ha sfidato Bush su questo campo di battaglia. Ripeto: un benemerito dell’umanità.
Alla stessa maniera in cui sono grato per quel che sta facendo oggi, all’attore Christopher Reeve (nel 1978 impersonò Superman), che nel 1995 ebbe un grave incidente cadendo da cavallo e da allora sta su un letto, immobilizzato dalla testa in giù. Nel 2000 Reeve cominciò a riacquistare sensibilità agli arti e adesso, grazie agli studi sulle cellule staminali, potrebbe (probabilmente) tornare a camminare. Ma l’ostilità dell’amministrazione Bush a tale ricerca si fa sentire. John W. McDonald, lo specialista nella ricostruzione del midollo spinale che ha in cura Reeve, sostiene che la sperimentazione sulle cellule staminali («per ora solo in laboratorio e non ancora su esseri umani») va a rilento «a causa della controversia politica che fa sì che molti scienziati temano che il governo tagli loro i preziosi fondi di ricerca». E lo stesso Reeve ha aggiunto: «Ci sono religioni per cui una trasfusione di sangue è peccato; che cosa sarebbe accaduto se il presidente, invece che ai cattolici - il gruppo che ascolta quando deve decidere sulle staminali - avesse dato retta anche ai nemici delle trasfusioni?» Pregiudizio anti Bush? No. Anche Nancy moglie dell’ex presidente Ronald Reagan che fu gran mentore dei Bush padre e figlio e che oggi giace incosciente stroncato dal morbo di Alzheimer, allorché l’uomo della Casa Bianca ha disapprovato la legge californiana che autorizza gli studi sulle cellule embrionali, ha manifestato pubblicamente la sua stizza: «Molto tempo è stato sprecato; molte persone che avrebbero potuto essere aiutate dalla ricerca, sono state lasciate sole». A questo punto, lo so, il ministro Sirchia potrebbe replicarmi: Weissman sfida Bush perché questo fa parte del suo lavoro; l’attore Reeve e la signora Reagan parlano così perché sono direttamente colpiti da mali che forse potrebbero essere curati in seguito a questo genere di ricerca. Ma a chi, come me, ha un incarico politico spetta l’ingrato compito di farsi carico dei problemi etici...
Bene. Io non faccio il ricercatore né sono colpito da quel genere di malattie, però penso che ogni credo religioso dovrebbe darsi come primo comandamento quello di autorizzare e rendere più facile qualsiasi ricerca scientifica che aiuti chi soffre, se non a guarire, a soffrire un po’ meno. Qualsiasi ricerca scientifica.
Io capisco, davvero, chi ha un’obiezione di fondo nei confronti dei risultati di tali sperimentazioni, soprattutto se l’obiezione è dettata dalla religione in cui crede. E ritengo che a lui andrà sempre riconosciuta la libertà di non ricorrere, per quel che lo riguarda direttamente, alle terapie che sono frutto di quegli esperimenti scientifici.
Tutto il resto, però, non mi convince.




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