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  1. #1
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    Predefinito Il personaggio dell'anno 2002

    Chi scegliereste tra i seguenti 15 personaggi proposti ai lettori dal Corriere della Sera?

    1 - Carlo Azeglio Ciampi
    Il presidente della Repubblica si è distinto, nel rispetto del suo ruolo, per la sua intensa attività in difesa della Costituzione e dei valori del dialogo e della pace. Un presidente super partes ma non indifferente.

    2 - Silvio Berlusconi
    Il presidente del Consiglio è ormai da quasi due anni sulla breccia. Ha incassato diversi successi internazionali, come la firma dell'allargamento della Nato a Pratica di Mare, e qualche gaffe. Ma la sua leadership appare integra.

    4 - Fiorello
    Il mattatore televisivo non ha bisogno di presentazioni: il suo varietà, «Stasera pago io», ha fatto il pieno di telespettatori. Nel nome del divertimento.

    5 - Sergio Cofferati
    Dopo otto anni alla guida della Cgil, il «Cinese», lascia la sua carica di segretario del più grande sindacato italiano e torna al suo lavoro alla Pirelli. Pochi, però, credono al ritiro di Cofferati dalla scena politica.

    6 - Paolo Foglia morto per salvare tre albanesi caduti nel Ticino
    Non ha esitato un attimo: un bambino e due adulti stavano per affogare. Lui, che nemmeno sapeva chi fossero, li ha salvati. Ma ha perso la vita: a 35 anni. Un eroe.

    7 - Riccardo Giacconi (Nobel per la fisica)
    Un premio conquistato da lontano: l'astrofisico genovese, dal 1977 cittadino americano, ha cercato negli Stati Uniti un percorso d'eccellenza che nel suo paese, purtroppo, gli era precluso.

    8 - I girotondini
    Criticati da destra, ma anche da sinistra, sono la «novità» dell'anno. Promossi da un regista celebre, Moretti, si propongono di cambiare la politica da «fuori», recuperandola alla società civile.

    9 - Maestre di San Giuliano
    Una di loro è morta con i suoi alunni nel crollo della scuola molisana. Altre hanno fatto tutto quello che potevano per salvare i loro bambini dal terremoto. Un esempio alto di amore e coraggio civile.

    10 - Nazionale femminile pallavolo
    La loro è un'impresa storica: le ragazze del volley italiano battono le fortissime americane e conquistano la Coppa del mondo. Per la prima volta.

    11 - Operai Fiat
    Sono, loro malgrado, i protagonisti di una crisi senza precedenti per la più importante impresa industriale italiana. Una lotta disperata per non perdere il posto di lavoro. E la dignità.

    12 - Soldati italiani in missione di Pace
    Non si contano ormai i militari impegnati in operazioni di «peace keeping» all'estero. Presto gli alpini partiranno per l'Afghanistan, per sostituire gli americani nella caccia ai terroristi. Compiti delicati, difficili e pericolosi.

    13 - Varenne
    E' il cavallo italiano più conosciuto e amato nel mondo. Il Capitano è uscito dalle piste con l'aura di imbattibile. Nato nel 1995, è entrato nella storia.

    14 - Team Ferrari
    Il 2002 sarà ricordato come l'anno dei record per la scuderia di Maranello: mai le Ferrari hanno vinto tanto e con così naturale facilità.

    15 - Melchiorre Cirami
    E' il senatore che ha dato il nome alla legge più discussa dell'anno, quella che ripristina il «legittimo sospetto». Molto criticata perché, dicono i detrattori, è stata concepita per «aiutare» gli amici del premier Berlusconi ma finirà con il rendere impossibile la gestione della giustizia.

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  2. #2
    lsu
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    6 - Paolo Foglia morto per salvare tre albanesi caduti nel Ticino
    Non ha esitato un attimo: un bambino e due adulti stavano per affogare. Lui, che nemmeno sapeva chi fossero, li ha salvati. Ma ha perso la vita: a 35 anni. Un eroe.

    Lui e tutti coloro che dànno la vita o gran parte del proprio tempo (missionari, volontari di ogni tipo) per il bene di persone estranee, non conosciute.
    Nel 2002 altruismo e generosità sono beni sempre più rari e preziosi.
    Chi ha dato tutto se stesso per amore del prossimo non deve essere dimenticato mai. Questi sono gli unici, veri eroi.

    Alessandro

  3. #3
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    Originally posted by lsu
    6 - Paolo Foglia morto per salvare tre albanesi caduti nel Ticino
    Non ha esitato un attimo: un bambino e due adulti stavano per affogare. Lui, che nemmeno sapeva chi fossero, li ha salvati. Ma ha perso la vita: a 35 anni. Un eroe.

    Lui e tutti coloro che dànno la vita o gran parte del proprio tempo (missionari, volontari di ogni tipo) per il bene di persone estranee, non conosciute.
    Nel 2002 altruismo e generosità sono beni sempre più rari e preziosi.
    Chi ha dato tutto se stesso per amore del prossimo non deve essere dimenticato mai. Questi sono gli unici, veri eroi.

    Alessandro
    Su questo non c’è dubbio… Ma, volendo essere un po’ più superficiale, è Silvio Berlusconi il personaggio che, nell’ultimo anno, mi ha dato le emozioni più intense: speranza, entusiasmo e fiducia, ma anche delusione, avvilimento e tanta, tanta rabbia…

  4. #4
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    Originally posted by Silvia


    ...volendo essere un po’ più superficiale, è Silvio Berlusconi ...

    Alla faccia del superficiale! Se scrivevi Fiorello ne uscivi meglio.


  5. #5
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    Originally posted by Sant'Eusebio



    Alla faccia del superficiale! Se scrivevi Fiorello ne uscivi meglio.

    Eheheh... Può darsi, eppure trovo che Silvio Berlusconi, nel bene e nel male, sia un candidato davvero eccezionale a Mister Personaggio 2002… Nessuno come lui è riuscito a riscaldare gli animi, al punto di dividere gli italiani in due grandi categorie: le persone pensanti e illuminate e i beceri, spregevoli "berlusconiani"… A costoro, sulla stessa POL, è stato dedicato un campionario di epiteti da far invidia al Grande Dizionario Battaglia (da "burino" a "cerebroleso", passando per "inetto", "lacchè", "connivente mafioso" e "povero idiota plagiato dalla Tv del capo"... ). Addirittura Michele Serra, tempo fa, ha vaneggiato di estraneità antropologica (leggi inferiorità intellettuale… e poi il razzismo starebbe a destra… ) fra chi ha votato Berlusconi e il resto del mondo… E, da quando Silvio è presidente del Consiglio, la politica ha subito una vera e propria mutazione genetica... Non più la destra contro la sinistra, non più un'idea contro l'altra: una volta vinco io, la prossima, se ci riesci, vinci tu... No, qui c'è una parte che coltiva la democrazia, ed un'altra che la ignora, una parte che rappresenta il Bene, e l'altra che incarna il Male.
    E tutto questo per merito di Silvio: più Personaggio di così…






    P.S. Scusate lo sfogo...

  6. #6
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    Salvò tre persone, è «l' uomo dell' anno»

    Paolo Foglia, annegato nel Ticino, è stato eletto dal sondaggio di Corriere.it



    MILANO - Alle 10.30 del giorno di Ferragosto, Paolo Foglia vede il suo cane che entra nel Ticino per inseguire una papera che nuota là in mezzo. Lui è in costume, sdraiato su un piccolo asciugamano che divide con la fidanzata Francesca. «Tienilo al g uinzaglio - le dice -. Perché se per caso ti scappa ancora e va giù, io non mi tuffo per salvarlo». Due ore più tardi, Paolo Foglia, 35 anni, milanese di Bruzzano, commesso in un supermercato, quasi marito, muore. Annegato. E' successo che si è spost ato di una trentina di metri, per abbronzarsi davanti all' unico bar, in previsione del pranzo. E' il primo giorno di sole dopo l' ennesima settimana di pioggia di un' estate bagnatissima. Sta sonnecchiando, quando sente delle urla si tira su. Vede q ualcuno che si agita in mezzo all' acqua. «Ci sono dei momenti in cui vorresti aver sentito qualcosa, una frase da ricordare», dice adesso Francesca. Invece da ricordare c' è solo un sorriso. Nè triste, nè allegro. Rassicurante. Qualcosa che signific a: «Stai tranquilla». Paolo le sorride, fa tre passi di corsa e si butta in acqua, con le ciabatte da spiaggia ancora ai piedi. Nuota veloce, perché a nuotare era bravo, da bambino, in vacanza con i genitori a Viserba, succursale di Rimini, gli piace va stupire i bagnanti andando dal bagnasciuga fino alla diga del porticciolo e ritorno, vasche di trecento metri. Nuota, raggiunge Eglison Jahelezi, 10 anni, albanese, lo porta agli altri soccorritori che intanto sono entrati in acqua. Si gira, ripar te, recupera Shklezen, 31 anni, il papà del bimbo, che è svenuto. Poi ancora un' altra volta in mezzo al fiume, per Raffaella Lippi, milanese, che era entrata in acqua per aiutare padre e figlio e adesso è lei che ha bisogno di aiuto. L' unico che no n ce la fa è Paolo. La corrente se lo riprende, la stanchezza, forse i crampi, i gorghi. L' ultima immagine negli occhi di Francesca è un braccio che gira su se stesso, a cerchi sempre più stretti. Dopo un pomeriggio di sedativi, alle 17 nella casa d i Francesca e Paolo - che avevano già fatto il corso prematrimoniale, che dovevano solo scegliere il ristorante per il ricevimento - suona il telefono. L' ha ritrovato un pescatore, un chilometro più in giù. Dopo poco più di quattro mesi, per i letto ri del Corriere.it Paolo Foglia è il «personaggio dell' anno». Undici punti percentuali davanti a Silvio Berlusconi. Eppure non lo conosceva nessuno. Ed è morto a Ferragosto, quando la gente sta in spiaggia, e giornali e tg non se li fila nessuno. L' hanno chiamato eroe. Ai suoi genitori quella definizione non piace: «Era uno di tutti i giorni», dice suo padre. «Era un bambinone», dice Francesca, che lo amava (e lo ama) tanto. FAMIGLIA - Nasce nel dicembre 1967 a Bruzzano, figlio di Romeo e Brun a. Entrambi della provincia di Cremona, entrambi operai. Sono arrivati a Milano a metà degli anni Cinquanta, figli di povera gente. Il papà di Romeo fa il calzolaio, quello di Bruna è contadino con sei figli a carico. Loro due si conoscono nel 1965. Si sposano subito. Lui comincia come muratore, poi passa una vita alla Oerlicon, quartiere Affori, vicino a casa. Lei, prima in un nastrificio, poi in una officina meccanica. A vederli adesso, nella casa dove sono cresciuti Paolo e Simona (nata nel 1 974): due pensionati di 68 (lui) e 62 anni, piccoli, dignitosi, di un' onestà che sta scritta nelle loro parole, nell' arredamento semplice dell' appartamento al secondo piano di una palazzina popolare di Bruzzano, con vista sulla stazione di Milano Nord. SCUOLA - A Paolo la scuola faceva abbastanza schifo. Il senso delle parole della signora Bruna è questo. Elementari e medie così così. Superiori, un disastro. Elettromeccanica, all' istituto Marelli. Un giorno la preside chiama a casa: «Signora , io capisco che i ragazzi possano ogni tanto "bigiare" la scuola. Ma suo figlio, più che assente, ormai lo consideriamo latitante». Bocciato. L' anno dopo - ride Bruna - al Marelli arriva una telefonata anonima: «Evacuate la scuola, c' è una bomba». Tutti a casa, a metà mattinata. Era Paolo, che aveva trovato un modo per evitare di essere interrogato. Lo confesserà solo a sua sorella, ma dieci anni più tardi. A 17 anni, Paolo si siede in cucina con suo padre: «Papà, io non ho voglia di studiare , vado al lavoro». In fabbrica, come tornitore. «Un po' dispiaceva - dice Bruna -, ci tenevamo ad avere un diplomato in casa». Nel 1993, sorpresa. Stessa cucina, stesso tavolo: «Papà, ma io devo fare questa vita qua?». Si rimette a studiare, all' ini zio è lavoro e scuola. Poi solo libri, fino al diploma. «Abbiamo fatto un sacrificio - racconta Bruna -. Ma poverino, non ce la faceva a lavorare e studiare, si addormentava». PASSIONI - Gli piaceva dormire, e tanto. «Uno di quei pigri nel privato ch e per contrasto sul lavoro diventano delle belve», dice il suo amico Luca Romano. Inizia a lavorare nei supermercati, fa anche il vicedirettore al «Puntomarket» di Bruzzano. Dopo qualche anno, va al «Gigante» di Vimercate, sempre periferia milanese, commesso, due milioni e mezzo al mese. E più tempo libero. Per la Juve, passione ereditata dal nonno paterno. «Un "gobbo" atipico», raccontano i suoi amici. La sua stella cometa non è Platini, ma Liam Brady, che segna il rigore decisivo per lo scudet to del 1982 pur sapendo che sarebbe stato cacciato per fare posto al francese. Anche l' altra passione è bianconera. Gli scacchi. Giocava anche su Internet, dove si era ribattezzato «Yamato», come l' astronave dei cartoni animati. «Era un nostalgico di "Capitan Harlock" e "Jeeg robot d' acciaio", i telefilm della sua gioventù», ride Francesca. Altri eroi, quelli dei fumetti. Tex, Diabolik. PUGNI - «Papà, ho vinto». «Porca miseria, se tu hai vinto allora chissà com' è conciato quello che ha perso ». La sua carriera (segreta) di pugile era finita lì, nel tinello di casa. Era tornato a casa dopo il primo incontro. «La faccia tutta rossa, il petto pieno di lividi. "Io non ti ho messo al mondo così bello per farti rovinare pezzo per pezzo", gli a vevo detto». Bruna ricorda ogni parola di quella ramanzina. Paolo le aveva obbedito. Nella palestra del quartiere Affori ci tornava solo per lavorare sui pesi. «Era un po' sbruffoncello - dice suo padre -. Scherzando, mi mostrava le braccia: "Hai vis to che roba?"». DELUSIONI - «Mio fratello non era un eroe. Però era buono come il pane», dice Simona. Alla Volante che controllava il marocchino davanti al supermercato, rispondeva: «Ragazzi, garantisco io per lui». Uno così, dice Simona, anche se si corazza di muscoli e si dà come soprannome quello di un super eroe, è facile che nella vita vera qualche schiaffo lo prende. Nel 1999 viene mollato dalla fidanzata. Decide di curarsi con una vacanza, Cuba. Anticipa i soldi per biglietto e due settim ane di albergo al suo migliore amico, ex compagno di scuola. Al ritorno, quello sparisce. «Lui non è mai andato a cercarlo, ma la delusione gli bruciava», racconta Francesca. FRANCESCA - Ecco, poi era arrivata lei. Milanese di Porta Romana, 28 anni, pubblicitaria. Piccola, bionda, occhialini, voce e modi timidi. Il suo opposto. «La donna che ti cambia la vita», aveva sintetizzato con Luca. Una sera dell' agosto ' 99, sui Navigli. Mai visti prima. Lui la nota in un bar. Per caso, la rivede dopo q ualche ora, in una discoteca lontana chilometri. «Ci siamo sempre detti che era destino», dice lei. Qualche mese dopo decidono di comprare casa. Scelgono Bresso, vicino al Parco Nord, uno dei pochi polmoni verdi di Milano. Mutuo di vent' anni. E' la donna alla quale confida fragilità («Aiutami ad annullare in te le mie paure», le scrive in un Sms), debolezze («Aveva il terrore di rimanere solo», dice), e sogni («Giocava di nascosto al Superenalotto, voleva diventare ricco»). Lei ha ricopiato su un quaderno tutti i suoi Sms. Il primo è del 6 settembre 1999: «Apro gli occhi e il primo pensiero è per te». L' ultimo è del 12 agosto 2002, tre giorni prima di quella gita sul Ticino: «In un istante compaiono mille pensieri, uno solo è eterno: ti a mo». DOPO - Lui adesso sta al cimitero di Bruzzano, a metà strada tra le case della sua vita. I suoi genitori hanno fatto fare un ritratto di Paolo e lo hanno appeso nel tinello. Nelle bacheche della credenza tengono tutte le medaglie e le onorificen ze del figlio. «Ci fanno sentire un po' come se lui fosse ancora qui». Il Comune di Bresso gli ha dedicato la piscina comunale. Il sindaco ha chiesto ai familiari se volevano una frase sulla targa all' ingresso. Francesca e Simona ci hanno pensato, s i sono ricordate di quella sera, pioggia a dirotto, davanti all' ospedale di Niguarda, in macchina con Paolo. Aveva visto un' auto ferma, e una donna china a cambiare una ruota bucata. Era sceso. Quando era risalito, un po' per spiegare, un po' per f arsi bello, aveva detto le parole che adesso sono su quella targa. La frase era questa: «Quando qualcuno grida aiuto, non si deve pensare, si deve correre». Marco Imarisio IL PADRE Andava in palestra. Scherzando mi mostrava le braccia: hai visto? Pao lo era uno di tutti i giorni LA FIDANZATA Era un bambinone. Una volta mi scrisse un sms: apro gli occhi e il primo pensiero è per te La tragedia a Ferragosto LE URLA Il giorno di Ferragosto, Paolo Foglia, 35 anni, commesso di un supermercato di Vimer cate, è in riva al Ticino con la fidanzata. Sente delle urla e si accorge che un bimbo sta annegando I SALVATAGGI Si tuffa e porta a riva il piccolo Eglison, 10 anni, albanese, suo padre Shklezen Jahelezi, e una donna, Raffaella Lippi, che si era get tata per aiutare il piccolo. Ormai senza forze, Paolo Foglia viene inghiottito dal fiume Le medaglie alla memoria CIAMPI Il 9 novembre il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi consegna ai parenti di Paolo Foglia una medaglia d' oro alla me moria ALBANIA Il 14 ottobre il console albanese Hasan Mucostepa dona una medaglia d' oro al valor civile ai genitori e alla fidanzata di Paolo BRESSO La piscina comunale viene intitolata a Paolo Foglia. Sulla targa c' è una sua frase: «Quando qualcun o grida aiuto, non si deve pensare, si deve correre»

    Fonte: Corriere della Sera 28/12/2002

  7. #7
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    I lettori del Corriere hanno dimostrato, con la loro scelta, di considerare "uomo dell'anno 2002" un eroe e non il solito personaggio importante solo perchè sotto i riflettori che contano. Un eroe per caso, il cittadino qualunque capace di dimostrarsi diverso nel momento del pericolo.
    In un clima d'odio razziale che infanga la nostra società in questi ultimi anni in particolare, credo che il risultato di questo sondaggio debba farci riflette. La mia speranza è che, in futuro, discorsi di stampo razzista proferiti da idioti autoclassificatisi "esseri superiori" rimangano inascoltati ed isolati.
    Cordiali saluti a tutti

  8. #8
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  9. #9
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    Originally posted by Sant'Eusebio
    Salvò tre persone, è «l' uomo dell' anno»

    Paolo Foglia, annegato nel Ticino, è stato eletto dal sondaggio di Corriere.it



    MILANO - Alle 10.30 del giorno di Ferragosto, Paolo Foglia vede il suo cane che entra nel Ticino per inseguire una papera che nuota là in mezzo. Lui è in costume, sdraiato su un piccolo asciugamano che divide con la fidanzata Francesca. «Tienilo al g uinzaglio - le dice -. Perché se per caso ti scappa ancora e va giù, io non mi tuffo per salvarlo». Due ore più tardi, Paolo Foglia, 35 anni, milanese di Bruzzano, commesso in un supermercato, quasi marito, muore. Annegato. E' successo che si è spost ato di una trentina di metri, per abbronzarsi davanti all' unico bar, in previsione del pranzo. E' il primo giorno di sole dopo l' ennesima settimana di pioggia di un' estate bagnatissima. Sta sonnecchiando, quando sente delle urla si tira su. Vede q ualcuno che si agita in mezzo all' acqua. «Ci sono dei momenti in cui vorresti aver sentito qualcosa, una frase da ricordare», dice adesso Francesca. Invece da ricordare c' è solo un sorriso. Nè triste, nè allegro. Rassicurante. Qualcosa che signific a: «Stai tranquilla». Paolo le sorride, fa tre passi di corsa e si butta in acqua, con le ciabatte da spiaggia ancora ai piedi. Nuota veloce, perché a nuotare era bravo, da bambino, in vacanza con i genitori a Viserba, succursale di Rimini, gli piace va stupire i bagnanti andando dal bagnasciuga fino alla diga del porticciolo e ritorno, vasche di trecento metri. Nuota, raggiunge Eglison Jahelezi, 10 anni, albanese, lo porta agli altri soccorritori che intanto sono entrati in acqua. Si gira, ripar te, recupera Shklezen, 31 anni, il papà del bimbo, che è svenuto. Poi ancora un' altra volta in mezzo al fiume, per Raffaella Lippi, milanese, che era entrata in acqua per aiutare padre e figlio e adesso è lei che ha bisogno di aiuto. L' unico che no n ce la fa è Paolo. La corrente se lo riprende, la stanchezza, forse i crampi, i gorghi. L' ultima immagine negli occhi di Francesca è un braccio che gira su se stesso, a cerchi sempre più stretti. Dopo un pomeriggio di sedativi, alle 17 nella casa d i Francesca e Paolo - che avevano già fatto il corso prematrimoniale, che dovevano solo scegliere il ristorante per il ricevimento - suona il telefono. L' ha ritrovato un pescatore, un chilometro più in giù. Dopo poco più di quattro mesi, per i letto ri del Corriere.it Paolo Foglia è il «personaggio dell' anno». Undici punti percentuali davanti a Silvio Berlusconi. Eppure non lo conosceva nessuno. Ed è morto a Ferragosto, quando la gente sta in spiaggia, e giornali e tg non se li fila nessuno. L' hanno chiamato eroe. Ai suoi genitori quella definizione non piace: «Era uno di tutti i giorni», dice suo padre. «Era un bambinone», dice Francesca, che lo amava (e lo ama) tanto. FAMIGLIA - Nasce nel dicembre 1967 a Bruzzano, figlio di Romeo e Brun a. Entrambi della provincia di Cremona, entrambi operai. Sono arrivati a Milano a metà degli anni Cinquanta, figli di povera gente. Il papà di Romeo fa il calzolaio, quello di Bruna è contadino con sei figli a carico. Loro due si conoscono nel 1965. Si sposano subito. Lui comincia come muratore, poi passa una vita alla Oerlicon, quartiere Affori, vicino a casa. Lei, prima in un nastrificio, poi in una officina meccanica. A vederli adesso, nella casa dove sono cresciuti Paolo e Simona (nata nel 1 974): due pensionati di 68 (lui) e 62 anni, piccoli, dignitosi, di un' onestà che sta scritta nelle loro parole, nell' arredamento semplice dell' appartamento al secondo piano di una palazzina popolare di Bruzzano, con vista sulla stazione di Milano Nord. SCUOLA - A Paolo la scuola faceva abbastanza schifo. Il senso delle parole della signora Bruna è questo. Elementari e medie così così. Superiori, un disastro. Elettromeccanica, all' istituto Marelli. Un giorno la preside chiama a casa: «Signora , io capisco che i ragazzi possano ogni tanto "bigiare" la scuola. Ma suo figlio, più che assente, ormai lo consideriamo latitante». Bocciato. L' anno dopo - ride Bruna - al Marelli arriva una telefonata anonima: «Evacuate la scuola, c' è una bomba». Tutti a casa, a metà mattinata. Era Paolo, che aveva trovato un modo per evitare di essere interrogato. Lo confesserà solo a sua sorella, ma dieci anni più tardi. A 17 anni, Paolo si siede in cucina con suo padre: «Papà, io non ho voglia di studiare , vado al lavoro». In fabbrica, come tornitore. «Un po' dispiaceva - dice Bruna -, ci tenevamo ad avere un diplomato in casa». Nel 1993, sorpresa. Stessa cucina, stesso tavolo: «Papà, ma io devo fare questa vita qua?». Si rimette a studiare, all' ini zio è lavoro e scuola. Poi solo libri, fino al diploma. «Abbiamo fatto un sacrificio - racconta Bruna -. Ma poverino, non ce la faceva a lavorare e studiare, si addormentava». PASSIONI - Gli piaceva dormire, e tanto. «Uno di quei pigri nel privato ch e per contrasto sul lavoro diventano delle belve», dice il suo amico Luca Romano. Inizia a lavorare nei supermercati, fa anche il vicedirettore al «Puntomarket» di Bruzzano. Dopo qualche anno, va al «Gigante» di Vimercate, sempre periferia milanese, commesso, due milioni e mezzo al mese. E più tempo libero. Per la Juve, passione ereditata dal nonno paterno. «Un "gobbo" atipico», raccontano i suoi amici. La sua stella cometa non è Platini, ma Liam Brady, che segna il rigore decisivo per lo scudet to del 1982 pur sapendo che sarebbe stato cacciato per fare posto al francese. Anche l' altra passione è bianconera. Gli scacchi. Giocava anche su Internet, dove si era ribattezzato «Yamato», come l' astronave dei cartoni animati. «Era un nostalgico di "Capitan Harlock" e "Jeeg robot d' acciaio", i telefilm della sua gioventù», ride Francesca. Altri eroi, quelli dei fumetti. Tex, Diabolik. PUGNI - «Papà, ho vinto». «Porca miseria, se tu hai vinto allora chissà com' è conciato quello che ha perso ». La sua carriera (segreta) di pugile era finita lì, nel tinello di casa. Era tornato a casa dopo il primo incontro. «La faccia tutta rossa, il petto pieno di lividi. "Io non ti ho messo al mondo così bello per farti rovinare pezzo per pezzo", gli a vevo detto». Bruna ricorda ogni parola di quella ramanzina. Paolo le aveva obbedito. Nella palestra del quartiere Affori ci tornava solo per lavorare sui pesi. «Era un po' sbruffoncello - dice suo padre -. Scherzando, mi mostrava le braccia: "Hai vis to che roba?"». DELUSIONI - «Mio fratello non era un eroe. Però era buono come il pane», dice Simona. Alla Volante che controllava il marocchino davanti al supermercato, rispondeva: «Ragazzi, garantisco io per lui». Uno così, dice Simona, anche se si corazza di muscoli e si dà come soprannome quello di un super eroe, è facile che nella vita vera qualche schiaffo lo prende. Nel 1999 viene mollato dalla fidanzata. Decide di curarsi con una vacanza, Cuba. Anticipa i soldi per biglietto e due settim ane di albergo al suo migliore amico, ex compagno di scuola. Al ritorno, quello sparisce. «Lui non è mai andato a cercarlo, ma la delusione gli bruciava», racconta Francesca. FRANCESCA - Ecco, poi era arrivata lei. Milanese di Porta Romana, 28 anni, pubblicitaria. Piccola, bionda, occhialini, voce e modi timidi. Il suo opposto. «La donna che ti cambia la vita», aveva sintetizzato con Luca. Una sera dell' agosto ' 99, sui Navigli. Mai visti prima. Lui la nota in un bar. Per caso, la rivede dopo q ualche ora, in una discoteca lontana chilometri. «Ci siamo sempre detti che era destino», dice lei. Qualche mese dopo decidono di comprare casa. Scelgono Bresso, vicino al Parco Nord, uno dei pochi polmoni verdi di Milano. Mutuo di vent' anni. E' la donna alla quale confida fragilità («Aiutami ad annullare in te le mie paure», le scrive in un Sms), debolezze («Aveva il terrore di rimanere solo», dice), e sogni («Giocava di nascosto al Superenalotto, voleva diventare ricco»). Lei ha ricopiato su un quaderno tutti i suoi Sms. Il primo è del 6 settembre 1999: «Apro gli occhi e il primo pensiero è per te». L' ultimo è del 12 agosto 2002, tre giorni prima di quella gita sul Ticino: «In un istante compaiono mille pensieri, uno solo è eterno: ti a mo». DOPO - Lui adesso sta al cimitero di Bruzzano, a metà strada tra le case della sua vita. I suoi genitori hanno fatto fare un ritratto di Paolo e lo hanno appeso nel tinello. Nelle bacheche della credenza tengono tutte le medaglie e le onorificen ze del figlio. «Ci fanno sentire un po' come se lui fosse ancora qui». Il Comune di Bresso gli ha dedicato la piscina comunale. Il sindaco ha chiesto ai familiari se volevano una frase sulla targa all' ingresso. Francesca e Simona ci hanno pensato, s i sono ricordate di quella sera, pioggia a dirotto, davanti all' ospedale di Niguarda, in macchina con Paolo. Aveva visto un' auto ferma, e una donna china a cambiare una ruota bucata. Era sceso. Quando era risalito, un po' per spiegare, un po' per f arsi bello, aveva detto le parole che adesso sono su quella targa. La frase era questa: «Quando qualcuno grida aiuto, non si deve pensare, si deve correre». Marco Imarisio IL PADRE Andava in palestra. Scherzando mi mostrava le braccia: hai visto? Pao lo era uno di tutti i giorni LA FIDANZATA Era un bambinone. Una volta mi scrisse un sms: apro gli occhi e il primo pensiero è per te La tragedia a Ferragosto LE URLA Il giorno di Ferragosto, Paolo Foglia, 35 anni, commesso di un supermercato di Vimer cate, è in riva al Ticino con la fidanzata. Sente delle urla e si accorge che un bimbo sta annegando I SALVATAGGI Si tuffa e porta a riva il piccolo Eglison, 10 anni, albanese, suo padre Shklezen Jahelezi, e una donna, Raffaella Lippi, che si era get tata per aiutare il piccolo. Ormai senza forze, Paolo Foglia viene inghiottito dal fiume Le medaglie alla memoria CIAMPI Il 9 novembre il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi consegna ai parenti di Paolo Foglia una medaglia d' oro alla me moria ALBANIA Il 14 ottobre il console albanese Hasan Mucostepa dona una medaglia d' oro al valor civile ai genitori e alla fidanzata di Paolo BRESSO La piscina comunale viene intitolata a Paolo Foglia. Sulla targa c' è una sua frase: «Quando qualcun o grida aiuto, non si deve pensare, si deve correre»

    Fonte: Corriere della Sera 28/12/2002
    Commovente, dico sul serio.
    Alessandro

  10. #10
    fui lsu
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    Originally posted by Antonio Banderas
    Io mi candido a uomo (super - macho - motard - imprenditore) 2003 !!
    hahahahah motard???

    HAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHHHHA

    HAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHA

 

 

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