Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    ennerre
    Ospite

    Predefinito nè fronte rosso nè reazione - Lotta Studentesca - anni 70

    Il 25 aprile come ogni anni l'Italia si raccoglierà attorno alle più alte carice dello Stato per la celebrazione della resistenza.
    E pù che mai quest'anno i discorsi commemorativi saranno un momento in cui si inviterà il popolo italiano all'unità nella libertà e nella democrazia , e a respingere l'attacco fascista continuamente portato alle istituzioni. Ma coloro che realmente RESISTONO da anni a prezzo del proprio sangue e della propria libertà dall'ingiustizia del sistema, sanno bene che la celebrazione della caduta della caduta del fascismo e gli appelli contro il persistente pericolo sovversivo spesso rappresentano solo il pretesto grazie al quale le forze del fronte rosso e della reazione ogni anno consolidano il potere.
    Ma il gioco degli equilibristi democratici e antifascisti si fa sempre più difficile se si pensa all'insoddisfazione presente in tutti gli strati sociali, alle conntinue esplosioni di rivolte, agli scandali, sintomo di un governo corrotto che tutti sono stanchi di avallare.
    Lo stesso fronte rosso che aveva in questi trent'anni dato prova di monoliticità, di saldezza e di unità, evidenzia oggi la spaccatura di un mondo in continua contraddizione che vuole stare al potere e all'opposizione o che perlomeno tenta di raccogliere i frutti del potere e dell'opposizione.
    Lama è contestato, il Pci viene ormai identificato nella corruzione del potere, gli extraparlamentari sono definiti infantili, gli autonomi dei provocatori. In questa lotta intestina il fronte rosso si sta disgregando ed emerge ine quivocabilmente che se il potere comunista si farà ancora più palese, lo scontro fra Pci e forze ribelli sarà inevitabile.
    La reazione tenta disperatamente di non cedere alla violenza dei tempi; ma è in ongi momento costretta a venire a pattii. Tenta di difendere i Rumor, i Gui e i Tanassi ma viene battuta; riesce a dilaniare l'estrema appendice di destra per potere avere quei venti voti in parlamento che le consentano di tenere alla meno peggio.
    Ma, come una barca che sta per essere sommersa dalle onde, spostandosi ora a sinistra ora a destra, non riesce a salvarsi dalla furia che la investe.
    E questi patetici politicanti che ci appaiono sorridenti al televisore per dirci che la sistuazione, in fondo, non eè disperata, ama "occorrono sacrifici", non incantano più nessuno, e appaiono il segno più tangibile della cracrena del potere.
    Una cancrena che le forze migliori del popolo, le avanguardie di un futuro che incomincia a delinearsi, hanno la volontà di combattere fino in fondo.
    Noi, che a trent'anni dalla resistenza che ancora si celebra, oggi resistiamo compatti contro tutto ciò che ci circonda , abbiamo la presunczione di dire che la loro epoca è ormai morta e noi saremo gli artefici del domani.
    La profonda notte in cui è stato immerso il mondo mostra già i primi segni dell'aurora; e la nostra sarà quanto mai bella.

    IL DOMANI CI APPARTIENE!

  2. #2
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    Ho pensato di pubblicare documenti e articoli di Terza Posizione - Lotta Studentesca per creare un dibattito su questa esperienza nazionalrivoluzionaria che spesso viene trascurata dai mass-media e dalla destra ufficiale.

    Invito tutti i camerati a partecipare.

    Saluti antagonisti

  3. #3
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    AUTONOMIA TOTALE


    A meno di un anno dal patto governativo PCI-DC, le università italiane sono esplose in una protesta rabbiosa che ha avuto come obiettivi non solo i consueti gruppi politici della reazione ma anche la classe dirigente del fronte rosso da Berlinguer a Lama.
    La protesta si è poi estesa sanguinosamente nelle piazze ma è risultata inconcludente per mancanza di contenuti.
    Gli studenti proclamatisi autonomi, eluso il tentativo di totale recupero agli schemi della sinistra perpetuato da Lotta Continua, hanno urlato e manifestato la propria rabbia contro coloro che da nove anni ipocritamente strumentalizzano in larga parte la rabbia giovanile.
    Ma da una ribellione che è risultata nichilista e apparentemente senza sbocchi si ricava una necessità vitale sentita dall'intero mondo studentesco: la necessità dell'autonomia. Ma l'autonomia si costruisce intorno ad un centro ideale e politico.
    Si è autonomi se si posseggono idee chiare e valori precisi da difendere ed affermare in una società che tende alla disintegrazione. Si è autonomi quando la protesta possiede contenuti reali, quando si hanno programmi politici.
    Dunque se si vuole attualizzare una reale autonomia, bisogna che questa autonomia si definisca. Ottenere l'autonomia dallo strapotere dei partiti da sempre volto in funzione e a vantaggio dei gruppi dirigenti degli stessi, significa opporre una partecipazione diretta. Significa organizzarsi nei quartieri, nelle circoscrizioni, nei paesi, isolando i politicanti ed esprìmendo realtà unitarie alla faccia delle divisioni artificiali (dogmatiche, partitiche). Significa fare dei consigli di quartiere e di circoscrizione, delle giunte comunali, un'espressione diretta di ogni realtà locale protesa verso la realizzazione delle proprie necessità civiche, urbanistiche, ecologiche, in perfetta armonia con le realtà delle altre circoscrizioni, degli altri quartieri, delle altre giunte. Significa lottare perché queste realtà influiscono direttamente sulle scelte del paese insieme a quelle espresse dalle categorie sindacali, dalle cooperative aziendali, dalle rappresentanze militari. Significa svuotare la «triplice» che vive in funzione del proprio apparato dirigente sulle spalle dei lavoratori e rilanciare un'alternativa sindacale che esprima globalmente le rivendicazioni e dirima già nel seno stesso del sindacato le contraddizioni delle varie categorie del mondo del lavoro e delle singole cooperative di azienda. Significa possedere il controllo diretto sull'operato delle industrie perché non esista mai più un'altra Seveso. Significa avere il controllo sull'impostazione della nostra economia, perché non si debbano più distruggere i pomodori e le arancie del meridione, per importare gli agrumi di Israele ed esportare Italiani sotto la voce: mano d'opera. Signifìca permettere ad ogni campagna italiana di essere autonoma e produttiva. Significa concedere ad ogni famiglia l'opportunità di possedere una casa e non di vivere in un formicaio con il cancro sempre in agguato. Significa specializzare e volontarizzare l'esercito. Significa costruire una scuola educativa e non addestrativa, perché ne escano degli uomini e non solo dei tecnici, peraltro spesso squalificati.
    Significa essere padroni di un'etica con la quale vivere e da insegnare e sulla quale rieducare e non emarginare. E, dunque, significa anche rivoluzionare i concetti detentivi e penali che, cosi strutturati, sono assurdi.
    E perché tutto questo si attui bisogna essere autonomi dalle ingerenze economiche, politiche, militari.
    Dobbiamo, dunque, affermare l'autonomia esterna insieme a quella interna. Dare all'Italia un suo ruolo autonomo nell'Europa e nel Mediterraneo e all'Europa la sua autonomia respingendo ogni tentativo imperialista sovietico, americano, o di qualunque tipo.
    Tutto questo si chiama autonomia. Perché l'autonomia, per definizione, o è totale, o non è.

  4. #4
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    CONTRO TUTTI I PARTITI CONTRO TUTTI I CORROTTI

    Oggi non ci si riconosce più. Non ci si riconosce nel governo delle supertasse e delle leggi speciali, nei dirigenti politici degli scandali e delle corruzioni, nelle opposizioni partitiche e sindacali che mal hanno agito in profondità proponendo un diverso modello di vita.
    Non ci si riconosce nelle culture importate: nel jazz, nella disco-music, nei modelli dei "guerrieri della notte" e dei borghesi annoiati.
    Non ci si riconosce nella gioventù che si buca ed è già vecchia a quindici anni. Non ci si riconosce nelle teste di cuoio di Cossiga e Dalla Chiesa ne' nei brigatisti rossi di ieri, di oggi, di domani.
    Non ci si riconosce in un governo di schiavi che accetta supinamente di servire la Casa Bianca nel Braccio di ferro con il popolo iraniano.
    Non ci si riconosce con chi viceversa a parole appoggia Teheran ma tace sull'oppressione sovietica contro il popolo afgano.
    Non ci si riconosce in un sistema che insegna a delegare e a non partecipare creativamente alla vita sociale, in un sistema che ritualmente propone i suoi pescicani multicolori agli appuntamenti elettorali.
    Non ci si riconosce nelle fiere preelettorali, nelle parole vuote, nelle figure meschine, nelle maschere e nei volti del burocrati al soldo dei mercanti che vengono ipocritamente ad elemosinare il proprio lauto stipendio.
    Non ci si riconosce negli organismi amministrativi e nella logica clientelare nella quale questi agiscono.
    Non ci si riconosce negli amministratori di ogni colore, di ogni fazione che sempre e comunque hanno tradito le aspirazioni del popolo.
    Vi è oggi, ovunque, crisi di identità.
    Noi vogliamo trovarla questa identità che è la principale tappa verso la libertà e l'autodeterminazione.
    Vogliamo recuperare la nostra antica, nuova, attuale cultura, le radici che collegano le nostre genti con il passato più antico e con il futuro prossimo e lontano.
    Vogliamo dare vita ad una comunità normale regolata secondo natura e quindi secondo giustizia.
    Non ci rivolgiamo a sterili intellettuali in grado di schematizzare società perfette ma incapaci di educare i propri figli.
    Non ci rivolgiamo a masse diseredate per affondare demagogicamente nella disperazione e stimolare gli istinti più bassi al fine di facili ma caduche vittorie.
    Non ci rivolgiamo ad emarginati impotenti per offrire in cambio di manovalanza un qualsiasi inserimento sociale.
    Ci rivolgiamo ad ogni uomo, ad ogni donna, ad ogni ragazzo della nostra terra e non offriamo loro promesse ma li poniamo di fronte ad una scelta, assoluta.
    O spegnere i propri giorni tra comode critiche e deleghe sbiadite lasciando morire ogni speranza di risveglio di un popolo oppresso, sbandato, lacerato neIl'anima, o incendiare la propria vita in una lotta lunga, difficile, ma sacrosanta, la cui bellezza è già una vittoria

  5. #5
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    Alternativa di popolo


    Da anni la «triplice» sindacale rappresenta un'entità uniforme. Da mesi la DC e il PCI hanno raggiunto un'intesa di collaborazione che si manifesta negli interventi unitari nella vita pubblica. Anche gli enti parastatali, stanno gradualmente diventando un unico massiccio organismo.
    In pratica è in atto, favorito dalle leggi per la sicurezza interna, il consolidamento di un unico colosso articolato, amministratore del potere multinazionale, garante dei privilegi e delle lottizzazioni. Ma mentre il potere va amalgamandosi ed organizzandosi si evidenziano sempre più l'estraneità dei suoi detentori alle aspirazioni del paese, e l'ostilità nutrita ogni giorno di più nei loro confronti da tutti.
    Dovunque nelle scuole si allarga l'area dell'opposizione e del rifiuto sempre più qualificati idealmente e politicamente. E su quest'area non attecchisce il recupero intellettuale ai filoni filosofici interni alla logica del sistema. Recupero intellettuale che riuscì a sconfiggere il 68. Contemporaneamente l'opposizione dilaga nelle campagne dove solo la difficoltà d'organizzazione ha permesso la neutralizzazione degli effetti.
    Nel mondo del lavoro dove la «triplice» perde sempre più colpi e vede le sue tessere strappate a migliaia, avanzano le ali libere e spregiudicate dei sindacati autonomi, dei CUB, della Cisnal. E talvolta combattono fianco a fianco. Da questa pedana di lancio è vitale sviluppare un vero e proprio sindacalismo rivoluzionario che combatta il monopolio filocapitalista di CGIL-CISL-UIL e la «tregua sociale» basata sulle sperequazioni e sull'ingiustizia. E bisogna integrare questo processo rivoluzionario alla crescita politica nelle scuole, nelle università, nei quartieri, nelle campagne. Così da imporre definitivamente la nostra alternativa.
    Quest'alternativa cresce giorno dopo giorno con l'allargamento della lotta in ogni angolo del paese, nel suo coordinamento, nelle sue vittorie. E in questo processo incalzante si forma il popolo che trova coscienza di sé, identità, unità. E ognuno da e darà sempre più il suo contributo nel ruolo che ogni istante riveste. Lo da e lo darà come studente, come operaio, come contadino, come soldato, in relazione alle sue capacità, alle sue competenze, alla sua esperienza, al suo valore, alle sue molteplici condizioni contingenti. Così prendono organicamente forma la Nazione e lo Stato. Così prende forma il nostro futuro. Noi ne saremo i protagonisti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    molto interessante Ennerre , mi chiedo cosa sia rimasto di queste idee e di questa voglia di lotta nella "destra radicale" di oggi che sembra essere ritornata agli anni cinquanta su posizioni reazionarie.Qui piu' che ne' Fronte Rosso ne' reazione, mi sembra di assistere alla reazione e basta.....

    Ciao

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,666
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non proprio, Pietro. Credo che, come Nr, abbiamo molti giovani di ottima volontà, disposti a superare molto della reazione...

    Saluti.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lo spero tanto, Caro Angelo, e se lo dici tu ci credo.Auguri a te ed a chi come te sei sicuramente contro la reazione.Ciao

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,666
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ricambio con piacere.
    Un abbraccio

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 13-03-08, 14:11
  2. Torino Che Lotta - Lotta Studentesca
    Di bzzt! nel forum Destra Radicale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 03-03-08, 10:48
  3. Lotta Studentesca Inizia La Sua Lotta A Treviso!
    Di Trevigi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-05-07, 13:14
  4. bandiamo sia il fronte nero che il fronte rosso
    Di elizabeth nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 28-09-06, 21:09

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito