Il 25 aprile come ogni anni l'Italia si raccoglierà attorno alle più alte carice dello Stato per la celebrazione della resistenza.
E pù che mai quest'anno i discorsi commemorativi saranno un momento in cui si inviterà il popolo italiano all'unità nella libertà e nella democrazia , e a respingere l'attacco fascista continuamente portato alle istituzioni. Ma coloro che realmente RESISTONO da anni a prezzo del proprio sangue e della propria libertà dall'ingiustizia del sistema, sanno bene che la celebrazione della caduta della caduta del fascismo e gli appelli contro il persistente pericolo sovversivo spesso rappresentano solo il pretesto grazie al quale le forze del fronte rosso e della reazione ogni anno consolidano il potere.
Ma il gioco degli equilibristi democratici e antifascisti si fa sempre più difficile se si pensa all'insoddisfazione presente in tutti gli strati sociali, alle conntinue esplosioni di rivolte, agli scandali, sintomo di un governo corrotto che tutti sono stanchi di avallare.
Lo stesso fronte rosso che aveva in questi trent'anni dato prova di monoliticità, di saldezza e di unità, evidenzia oggi la spaccatura di un mondo in continua contraddizione che vuole stare al potere e all'opposizione o che perlomeno tenta di raccogliere i frutti del potere e dell'opposizione.
Lama è contestato, il Pci viene ormai identificato nella corruzione del potere, gli extraparlamentari sono definiti infantili, gli autonomi dei provocatori. In questa lotta intestina il fronte rosso si sta disgregando ed emerge ine quivocabilmente che se il potere comunista si farà ancora più palese, lo scontro fra Pci e forze ribelli sarà inevitabile.
La reazione tenta disperatamente di non cedere alla violenza dei tempi; ma è in ongi momento costretta a venire a pattii. Tenta di difendere i Rumor, i Gui e i Tanassi ma viene battuta; riesce a dilaniare l'estrema appendice di destra per potere avere quei venti voti in parlamento che le consentano di tenere alla meno peggio.
Ma, come una barca che sta per essere sommersa dalle onde, spostandosi ora a sinistra ora a destra, non riesce a salvarsi dalla furia che la investe.
E questi patetici politicanti che ci appaiono sorridenti al televisore per dirci che la sistuazione, in fondo, non eè disperata, ama "occorrono sacrifici", non incantano più nessuno, e appaiono il segno più tangibile della cracrena del potere.
Una cancrena che le forze migliori del popolo, le avanguardie di un futuro che incomincia a delinearsi, hanno la volontà di combattere fino in fondo.
Noi, che a trent'anni dalla resistenza che ancora si celebra, oggi resistiamo compatti contro tutto ciò che ci circonda , abbiamo la presunczione di dire che la loro epoca è ormai morta e noi saremo gli artefici del domani.
La profonda notte in cui è stato immerso il mondo mostra già i primi segni dell'aurora; e la nostra sarà quanto mai bella.
IL DOMANI CI APPARTIENE!


Rispondi Citando


