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    Patrie dal Friul
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    Predefinito Sanita' all'italiana Corriere della sera 27.12

    Sulla carta, oltre sette dipendenti per ogni malato. In realtà, uno scandalo. E non solo della Sanità


    Il «miracolo» di Gioia Tauro: 7 ospedali per 200 posti letto


    GIOIA TAURO - Se volete vedere come sta sprofondando un pezzo d'Italia, a pochi chilometri da dove vogliono piantare i piloni dello strabiliante Ponte di Messina, fatevi un giro tra i sette ospedali della Piana di Gioia Tauro. L'unico posto al mondo dove i malati rischiano di restare soffocati dalla mancanza di aria dovuta alla torma di dipendenti che gli si affollano intorno: 7,5 per ogni letto. Sulla carta. In realtà non solo esistono oltre 10 medici e infermieri e impiegati per ogni ricoverato reale, ma il poveretto è spesso abbandonato in condizioni di fetido degrado. Uno sfasciume ammorbante. Che ha inghiottito nel 2001 (per quest'anno già finito non esiste manco il bilancio preventivo) 364 miliardi di vecchie lire. Cioè 1.153 euro per ogni abitante: più di quanto ha assorbito un altoatesino per avere cliniche e laboratori pubblici tirati a lucido, macchinari d’eccellenza e servizi da Grand Hotel.
    All’ospedale di Taurianova, dove si arriva solcando un bosco di ulivi sopravvissuti miracolosamente (per ora) alla cementificazione sgangherata e cancerosa che ha stravolto la piana, erano ricoverati l’altra settimana 2 bambini in pediatria e 18 adulti in medicina. Fine. Tutti così sfortunati (economicamente) da non potersi permettere un letto in una clinica privata e insieme così fortunati (fisicamente) da non essere costretti a uno di quei viaggi della speranza che nel 2000 hanno costretto 56.686 calabresi (uno ogni 36 abitanti) a peregrinare per curarsi lontano dalla loro regione. Una quota mostruosa: quasi doppia di quella dei campani (uno su 65 abitanti) e più che doppia rispetto a quella dei siciliani (uno su 74) nonostante le vistose carenze delle rispettive strutture sanitarie.
    Le madonnine che, da capitelli stracolmi di candele e luminarie, presidiano i due reparti rimasti aperti, non hanno evidentemente potuto fare molto. Tutto l’ospedale, fatta eccezione per la dialisi (l’unico gioiello del panorama: un fiore nel fango), pare un lazzaretto evacuato. Chiuso per lavori, dicono. Da anni. Ma quali lavori? Quando? Con che soldi? Boh. A pediatria lavorano in una quindicina, a medicina in una ventina. Ma ogni ipotesi di chiudere l’ospedale semivuoto è sdegnosamente respinta: cosa ne direbbe l’anima del compianto Francesco Macrì, detto don Ciccio Mazzetta, che ai bei tempi arrivò ad assumere nell’allora Usl 27 un migliaio di dipendenti? Ai suoi funerali, mesi fa, c’era tutto il paese. E la Gazzetta del Sud arrivò a elogiarlo come un «eroico antieroe» per la «grandissima dignità» con la quale aveva saputo «affrontare e sopportare una detenzione lunga e ingiusta» dovuta al fatto che i giudici, che schifo, l’avevano condannato per una miriade di reati senza riconoscergli quel «ritenuto medesimo disegno criminoso» che avrebbe portato «all’irrogazione di una sola o di poche condanne».
    Povero don Ciccio! Una vittima fu: di un complotto per «nascondere la corruttela lombarda e nordista» e infangare un uomo che a forza di assumere aveva «creato una generazione benestante di famiglie spesso a doppio reddito e oggi a doppia pensione». Un popolo di centinaia di reduci indifferenti alle accuse di collusione del loro eroe con gli ambienti mafiosi. Fedeli al ricordo di don Ciccio almeno quanto i parenti: la sorella Ada primario a pediatria, la sorella Olga (già sindaco, di una giunta sciolta per mafia) ufficiale sanitario, la sorella Antonella medico a psichiatria, il cognato Totò camice bianco a medicina, il nipote Orlando specialista in dialisi. Decisi tutti a resistere a ogni ipotesi di ristrutturazione degli ospedali della Piana che non veda come cuore pulsante la loro cittadella: Taurianova, già sede degli Ospedali Riuniti della Piana. Vuoto involucro di un incerto futuro.
    Per non parlare degli altri ospedali, fotografati dal Tribunale per i diritti del malato con rapporti rimasti negli anni tragicamente attuali.
    Quello di Polistena ha «la peggior cucina del mondo» (chiusa dal Nas) e «la peggior lavanderia del mondo».
    Quello di Oppido Mamertina ha «un parcheggio che è una discarica», «condizioni strutturali fatiscenti e pericolose», «stanze di degenza fino a 12 posti letto con mura scrostate».
    Quello di Cittanova, dopo essere stato totalmente rinnovato, non è mai stata riaperto.
    Quello di Palmi ha una camera iperbarica assediata da pazienti ma, smantellati per degrado un reparto dopo l’altro, è tutto intorno fatiscente e i lavori di ristrutturazione sono sospesi da anni anche se troneggia un cartello con la data di scadenza scaduta: 2000.
    Quello di Gioia Tauro, prima ancora che si decidesse se doveva restare aperto o essere chiuso, è stato rifatto nuovo nuovo ma si sono scordati di metterci il riscaldamento: i malati stanno imbacuccati sotto le coltri al gelo, i parenti portano coperte di rinforzo da casa e la sala operatoria di chirurgia, come ha denunciato il primario Domenico Saraceno, non ha neppure l’acqua calda.
    Quanto a quello di Rosarno, l’ultima volta che il sindaco Giuseppe Lavorato (un signore di stampo antico sempre più sofferente in un paese asfissiato dalle cosche) ci ha portato l’assessore alla Sanità Giovanni Luzzo, pochi giorni fa, non aveva neppure le chiavi del cancello: iniziato nel 1965 e costato decine di miliardi, non è mai stato aperto perché, sul più bello che era pronto con il suo avveniristico eliporto e le sue sale operatorie attrezzate, fu svuotato degli arredi, dei macchinari, degli infissi, dei servizi igienici e totalmente cannibalizzato.
    Tiriamo le somme? La gente di questa povera Piana ha teoricamente 7 ospedali nel raggio di una trentina di chilometri e cioè uno ogni 23 mila abitanti contro un rapporto di uno ogni 52 mila in Lombardia oppure uno ogni 55 mila in Umbria, dove è già in corso la riduzione a 2 ospedali d’eccellenza più 3 piccoli così che ce ne saranno uno ogni 167 mila. Sette ospedali virtuali (più Villa Fazzari, requisita per una cifra stratosferica come «centro per disabili mentali» ma mai aperta e abbandonata allo sfascio, più una clinica privata profumatamente convenzionata) ma in realtà un po’ mezzi chiusi, un po’ chiusi del tutto, un po’ mai aperti.
    E tutti (con rare isole specialistiche) in condizioni pessime. Segnate da scandali che gridano vendetta a Dio.
    Il conto dei dipendenti, vi sembrerà impossibile, non si conosce. Sulla carta sono 1.758 per un totale fra tutti gli ospedali (poi ci sono gli ambulatori e il resto, si capisce, ma questo vale per tutta l’Italia) di 234 posti letto: 7,5 a letto, contro una media nazionale di 2,9 che scende al 2,3 in Puglia e sale al 3,6 nell’intera Calabria. Ma è tutto teorico. In realtà i posti letto reali sono circa 200 (contro i 708 previsti dal vecchio piano sanitario) e dei dipendenti lo stesso sindacato dice di aver perso il conto: «Dovremmo essere oltre duemila perché abbiamo continuato ad assumere gente talvolta senza che manco fossero aperti dei reparti», denuncia Vincenzo Fidale, segretario della Cgil. «Ma non ce lo vogliono dire, quanti siamo. L’abbiamo chiesto mille volte e di questi silenzi abbiamo informato anche la Finanza: niente».
    Eppure, nonostante gli esuberi, la pulizia dei nosocomi è stata affidata per più di 3.000 euro al giorno (i risultati ve li raccomando) a una società esterna e gli oltre trecento ausiliari che dovrebbero occuparsene sono a concorso per passare a mansioni superiori. A un’altra società esterna, nonostante la massa di 180 «amministrativi», è appaltata la stesura del bilancio e a un’altra ancora la composizione delle buste paga. Così come a una ditta esterna, per 667 mila euro l’anno, è stata delegata la lavanderia, che pure poteva contare su 35 persone che evidentemente non ce la facevano a buttare in lavatrice sette paia di lenzuola ciascuno al giorno. Quanto al servizio mensa centralizzato, è stato dato in appalto a un privato per quasi quattro miliardi di vecchie lire l’anno e una spesa di 45 mila lire al giorno a paziente: avrebbero potuto occuparsene le sole cucine dell’ospedale di Gioia Tauro ma 27 cuochi diplomati (8 ricoverati a testa) erano evidentemente pochi.
    Per non parlare degli altri sprechi. Uno per tutti: l’acquisto di sei emogasanalizzatori, uno per ospedale tranne Rosarno. Quando il magistrato ha voluto vederci chiaro, sono saltate fuori tre cose. Primo: l’acquisto non era stato deliberato dalla direzione ma proposto dalla ditta (la «Medinex») venditrice delle macchine. Secondo: l’appalto era finto. Terzo: ogni nosocomio aveva già gli emogasanalizzatori, e perfettamente funzionanti. Risultato: soldi buttati per inutili doppioni. Mentre manca ancora in tutta la Piana la macchina della risonanza magnetica, delegata ai privati di Villa Elisa.
    Direte: chissà il baccano sui giornali locali! Oddio, non su tutti.
    Alla Gazzetta del Sud , per esempio, sono assai ottimisti. Fanno «speciali» con titoli tipo: «Asl 10, è arrivata l’ora del cambiamento».
    Danno spazio a ringhiose autodifese dell’Asl: «Il "buco" di 80 miliardi è solo un’illazione». Pubblicano pezzi che annunciano favolosi miglioramenti, si congratulano con «i favorevoli risultati raggiunti» e attaccano i soliti criticoni mossi dal «piacere di spargere allarme, strumentalizzando per altri fini le normali difficoltà riscontrabili nella sanità regionale e nazionale».
    Grata di tanto fervore, la direzione dell’Asl ha preso qualche mese fa una decisione: stanziare oltre un centinaio di milioni di vecchie lire per cominciare a distribuire l’amato quotidiano, gratis, ai ricoverati.
    Meravigliosa la motivazione: «Al fine di offrire ai degenti e ai pazienti in attesa di prestazioni un utile mezzo di informazione, nonché per alleviare la loro disagiata condizione di salute, permettendo di mantenere i rapporti con il mondo esterno e di esercitare un impegno mentale utile a rendere meno pesanti l’attesa e la preoccupazione».
    Perché mai preoccuparsi, con una Asl così?

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  2. #2
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    Razzista,nazista,leghista!

  3. #3
    Patrie dal Friul
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    Originally posted by Dragonball
    Razzista,nazista,leghista!


    E' Savoini che ha fatto una trasmissione su RPL, in mattinata. Ci sono state delle interessanti telefonate, specie al signore cche detiene il record di "presenza",non so se lavorativa, in un ospedale

  4. #4
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    Predefinito Re: Sanita' all'italiana Corriere della sera 27.12

    Originally posted by friuli Sulla carta, oltre sette dipendenti per ogni malato. In realtà, uno scandalo. E non solo della Sanità

    Il «miracolo» di Gioia Tauro: 7 ospedali per 200 posti letto

    GIOIA TAURO -

    Se volete vedere come sta sprofondando un pezzo d'Italia, a pochi chilometri da dove vogliono piantare i piloni dello strabiliante Ponte di Messina, fatevi un giro tra i sette ospedali della Piana di Gioia Tauro. L'unico posto al mondo dove i malati rischiano di restare soffocati dalla mancanza di aria dovuta alla torma di dipendenti che gli si affollano intorno: 7,5 per ogni letto. Sulla carta. In realtà non solo esistono oltre 10 medici e infermieri e impiegati per ogni ricoverato reale, ma il poveretto è spesso abbandonato in condizioni di fetido degrado. Uno sfasciume ammorbante. Che ha inghiottito nel 2001 (per quest'anno già finito non esiste manco il bilancio preventivo) 364 miliardi di vecchie lire. Cioè 1.153 euro per ogni abitante: più di quanto ha assorbito un altoatesino per avere cliniche e laboratori pubblici tirati a lucido, macchinari d’eccellenza e servizi da Grand Hotel.

    All’ospedale di Taurianova, dove si arriva solcando un bosco di ulivi sopravvissuti miracolosamente (per ora) alla cementificazione sgangherata e cancerosa che ha stravolto la piana, erano ricoverati l’altra settimana 2 bambini in pediatria e 18 adulti in medicina. Fine. Tutti così sfortunati (economicamente) da non potersi permettere un letto in una clinica privata e insieme così fortunati (fisicamente) da non essere costretti a uno di quei viaggi della speranza che nel 2000 hanno costretto 56.686 calabresi (uno ogni 36 abitanti) a peregrinare per curarsi lontano dalla loro regione. Una quota mostruosa: quasi doppia di quella dei campani (uno su 65 abitanti) e più che doppia rispetto a quella dei siciliani (uno su 74) nonostante le vistose carenze delle rispettive strutture sanitarie.

    Le madonnine che, da capitelli stracolmi di candele e luminarie, presidiano i due reparti rimasti aperti, non hanno evidentemente potuto fare molto. Tutto l’ospedale, fatta eccezione per la dialisi (l’unico gioiello del panorama: un fiore nel fango), pare un lazzaretto evacuato. Chiuso per lavori, dicono. Da anni. Ma quali lavori? Quando? Con che soldi? Boh. A pediatria lavorano in una quindicina, a medicina in una ventina. Ma ogni ipotesi di chiudere l’ospedale semivuoto è sdegnosamente respinta:
    cosa ne direbbe l’anima del compianto Francesco Macrì, detto don Ciccio Mazzetta, che ai bei tempi arrivò ad assumere nell’allora Usl 27 un migliaio di dipendenti? Ai suoi funerali, mesi fa, c’era tutto il paese. E la Gazzetta del Sud arrivò a elogiarlo come un «eroico antieroe» per la «grandissima dignità» con la quale aveva saputo «affrontare e sopportare una detenzione lunga e ingiusta» dovuta al fatto che i giudici, che schifo, l’avevano condannato per una miriade di reati senza riconoscergli quel «ritenuto medesimo disegno criminoso» che avrebbe portato «all’irrogazione di una sola o di poche condanne».

    Povero don Ciccio! Una vittima fu: di un complotto per «nascondere la corruttela lombarda e nordista» e infangare un uomo che a forza di assumere aveva «creato una generazione benestante di famiglie spesso a doppio reddito e oggi a doppia pensione». Un popolo di centinaia di reduci indifferenti alle accuse di collusione del loro eroe con gli ambienti mafiosi. Fedeli al ricordo di don Ciccio almeno quanto i parenti: la sorella Ada primario a pediatria, la sorella Olga (già sindaco, di una giunta sciolta per mafia) ufficiale sanitario, la sorella Antonella medico a psichiatria, il cognato Totò camice bianco a medicina, il nipote Orlando specialista in dialisi. Decisi tutti a resistere a ogni ipotesi di ristrutturazione degli ospedali della Piana che non veda come cuore pulsante la loro cittadella: Taurianova, già sede degli Ospedali Riuniti della Piana. Vuoto involucro di un incerto futuro.
    Per non parlare degli altri ospedali, fotografati dal Tribunale per i diritti del malato con rapporti rimasti negli anni tragicamente attuali.

    Quello di Polistena ha «la peggior cucina del mondo» (chiusa dal Nas) e «la peggior lavanderia del mondo».
    Quello di Oppido Mamertina ha «un parcheggio che è una discarica», «condizioni strutturali fatiscenti e pericolose», «stanze di degenza fino a 12 posti letto con mura scrostate».
    Quello di Cittanova, dopo essere stato totalmente rinnovato, non è mai stata riaperto.

    Quello di Palmi ha una camera iperbarica assediata da pazienti ma, smantellati per degrado un reparto dopo l’altro, è tutto intorno fatiscente e i lavori di ristrutturazione sono sospesi da anni anche se troneggia un cartello con la data di scadenza scaduta: 2000.

    Quello di Gioia Tauro, prima ancora che si decidesse se doveva restare aperto o essere chiuso, è stato rifatto nuovo nuovo ma si sono scordati di metterci il riscaldamento: i malati stanno imbacuccati sotto le coltri al gelo, i parenti portano coperte di rinforzo da casa e la sala operatoria di chirurgia, come ha denunciato il primario Domenico Saraceno, non ha neppure l’acqua calda.

    Quanto a quello di Rosarno, l’ultima volta che il sindaco Giuseppe Lavorato (un signore di stampo antico sempre più sofferente in un paese asfissiato dalle cosche) ci ha portato l’assessore alla Sanità Giovanni Luzzo, pochi giorni fa, non aveva neppure le chiavi del cancello: iniziato nel 1965 e costato decine di miliardi, non è mai stato aperto perché, sul più bello che era pronto con il suo avveniristico eliporto e le sue sale operatorie attrezzate, fu svuotato degli arredi, dei macchinari, degli infissi, dei servizi igienici e totalmente cannibalizzato.

    Tiriamo le somme? La gente di questa povera Piana ha teoricamente 7 ospedali nel raggio di una trentina di chilometri e cioè uno ogni 23 mila abitanti contro un rapporto di uno ogni 52 mila in Lombardia oppure uno ogni 55 mila in Umbria, dove è già in corso la riduzione a 2 ospedali d’eccellenza più 3 piccoli così che ce ne saranno uno ogni 167 mila. Sette ospedali virtuali (più Villa Fazzari, requisita per una cifra stratosferica come «centro per disabili mentali» ma mai aperta e abbandonata allo sfascio, più una clinica privata profumatamente convenzionata) ma in realtà un po’ mezzi chiusi, un po’ chiusi del tutto, un po’ mai aperti.
    E tutti (con rare isole specialistiche) in condizioni pessime. Segnate da scandali che gridano vendetta a Dio.

    Il conto dei dipendenti, vi sembrerà impossibile, non si conosce. Sulla carta sono 1.758 per un totale fra tutti gli ospedali (poi ci sono gli ambulatori e il resto, si capisce, ma questo vale per tutta l’Italia) di 234 posti letto: 7,5 a letto, contro una media nazionale di 2,9 che scende al 2,3 in Puglia e sale al 3,6 nell’intera Calabria. Ma è tutto teorico. In realtà i posti letto reali sono circa 200 (contro i 708 previsti dal vecchio piano sanitario) e dei dipendenti lo stesso sindacato dice di aver perso il conto: «Dovremmo essere oltre duemila perché abbiamo continuato ad assumere gente talvolta senza che manco fossero aperti dei reparti», denuncia Vincenzo Fidale, segretario della Cgil. «Ma non ce lo vogliono dire, quanti siamo. L’abbiamo chiesto mille volte e di questi silenzi abbiamo informato anche la Finanza: niente».
    Eppure, nonostante gli esuberi, la pulizia dei nosocomi è stata affidata per più di 3.000 euro al giorno (i risultati ve li raccomando) a una società esterna e gli oltre trecento ausiliari che dovrebbero occuparsene sono a concorso per passare a mansioni superiori.
    A un’altra società esterna, nonostante la massa di 180 «amministrativi», è appaltata la stesura del bilancio e a un’altra ancora la composizione delle buste paga. Così come a una ditta esterna, per 667 mila euro l’anno, è stata delegata la lavanderia, che pure poteva contare su 35 persone che evidentemente non ce la facevano a buttare in lavatrice sette paia di lenzuola ciascuno al giorno.

    Quanto al servizio mensa centralizzato, è stato dato in appalto a un privato per quasi quattro miliardi di vecchie lire l’anno e una spesa di 45 mila lire al giorno a paziente: avrebbero potuto occuparsene le sole cucine dell’ospedale di Gioia Tauro ma 27 cuochi diplomati (8 ricoverati a testa) erano evidentemente pochi.
    Per non parlare degli altri sprechi. Uno per tutti: l’acquisto di sei emogasanalizzatori, uno per ospedale tranne Rosarno.
    Quando il magistrato ha voluto vederci chiaro, sono saltate fuori tre cose. Primo: l’acquisto non era stato deliberato dalla direzione ma proposto dalla ditta (la «Medinex») venditrice delle macchine. Secondo: l’appalto era finto. Terzo: ogni nosocomio aveva già gli emogasanalizzatori, e perfettamente funzionanti.
    Risultato: soldi buttati per inutili doppioni. Mentre manca ancora in tutta la Piana la macchina della risonanza magnetica, delegata ai privati di Villa Elisa.

    Direte: chissà il baccano sui giornali locali! Oddio, non su tutti.
    Alla Gazzetta del Sud , per esempio, sono assai ottimisti. Fanno «speciali» con titoli tipo: «Asl 10, è arrivata l’ora del cambiamento».
    Danno spazio a ringhiose autodifese dell’Asl: «Il "buco" di 80 miliardi è solo un’illazione». Pubblicano pezzi che annunciano favolosi miglioramenti, si congratulano con «i favorevoli risultati raggiunti» e attaccano i soliti criticoni mossi dal «piacere di spargere allarme, strumentalizzando per altri fini le normali difficoltà riscontrabili nella sanità regionale e nazionale».

    Grata di tanto fervore, la direzione dell’Asl ha preso qualche mese fa una decisione: stanziare oltre un centinaio di milioni di vecchie lire per cominciare a distribuire l’amato quotidiano, gratis, ai ricoverati.
    Meravigliosa la motivazione: «Al fine di offrire ai degenti e ai pazienti in attesa di prestazioni un utile mezzo di informazione, nonché per alleviare la loro disagiata condizione di salute, permettendo di mantenere i rapporti con il mondo esterno e di esercitare un impegno mentale utile a rendere meno pesanti l’attesa e la preoccupazione».

    Perché mai preoccuparsi, con una Asl così?
    padania -
    LA SICILIA E' RAZZISTA
    LA SICILIA E' RAZZISTA
    LA SICILIA E' RAZZISTA


    La SICILIA è RAZZISTA !
    rispondo a Paladino ed a Ichthys -
    Moderatore
    Registrato il: Mar 2002
    Provenienza: Messina - Sicilia - Regno delle Due Sicilie - Magna Graecia - Italia

    Ichthys - Questi stronzi hanno la memoria corta, mi pare che siano stati proprio i loro antenati ad invadere il regno del Sud senza dichiarazione di guerra e a depredarlo... l'antico Banco di Napoli ne sa qualcosa!
    Abrezio - Nessuno ha invaso il "Regno delle 2 Sikulie" ... la gente stava talmente male e tanta era la sua povertà e skiavitù, k'è bastato un Garibaldi con poki uomini x infiammare il popolo e liberamente (direi... naturalmente) unirsi ad essi e da lì partire x una storia nuova di progresso ke, xò, s'è rivelata + ostica di kuanto si pensasse nonostante gli sforzi valorosi compiuti dai Padani (Piemontesi) x estirpare la mafia, causa prima del degrado socio economico e culturale della regione siciliana, di kùi tu ne sei sostenitore, specie nell'orgoglio deleterio suprematico e razzista ke ti rivela ed in kùi ti compiaci.-
    I forzieri Borbonici del Banco di Napoli, kuando sono arrivati i Padani, erano vuoti e rimettere in moto kuell'economia ci è costato e ci costa ancora (ma voglio sperare x poco) sacrifici incredibili !


    Ichthys - E ancora continuano a rubare.
    A tal proposito non so se hai letto questo articolo a proposito del petrolio siciliano:
    estratto da:
    http://www.messinacity.com/News/Arc...04-Petrolio.htm
    Abrezio - te lo raccomando come fonte ! ... veramente guarda !

    Ichthys - Il PETROLIO di terra, è di proprietà ESCLUSIVA della SICILIA, a norma dell'art.14 dello STATUTO di AUTONOMIA del 1946, estratto nei GIACIMENTI sull'isola di SICILIA,
    Abrezio - Norma errata, discriminatoria e razzista, giackè non vale anke x il petrolio e gas estratto in Padania.- Noi dobbiamo conteggiare il tutto nel "pentolone comune", i siculiani invece no ! ... kuestione di mafia e suo carattere... ke s'è imposto alla fine della guerra kuando volevano secedere imponendoci kuel pizzo x avere noi l'onore e l'orgoglio di averli uniti in un'unica Nazione... ahahahahahah ... kredo bene ke l'indipendentismo sikulo non attizzi, la mafia non lo vuole, il pizzo salato ke i Padani pagano (attraverso il governo centrale ke elargisce impudicamente) è ricca tangente versata a tutta kuella comunità ke, visto l'impiego fatto di tante sostanze ed il risultato ottenuto, NON SE LO MERITAVA PROPRIO !... meglio era destinare kuei fondi ingenti ai Paesi poveri e veramente bisognosi d'America Centro/Sud ed Africa.-

    Ichthys - DATI dell'AGIP del 1985, il petrolio estratto sul territorio dell'Isola ammontava a 993.044 tonnellate (4 milioni di BARILI) per un valore di 130 milioni di DOLLARI mentre il petrolio IN MARE appartiene all' ITALIA ed era, nel 1985, quantificato in 1.077.379 tonnellate (8 milioni di barili) per un valore di 235 milioni di DOLLARI
    Abrezio - Sapete benissimo ke gli italiani hanno la cultura dell'imbroglio (Totò insegna), non diverso è ichtys il kuale manipolando a suo piacimento i dati, vuol convincersi d'essere virtuoso e ke la miseria morale e materiale ke pervade le sue Terre, è colpa di ki, nel lavoro ed emancipazione ha trovato le proprie fortune materiali, civili e morali .-

    Dico subito ke solamente l'ENI (AGIP e SNAM) poteva voler sfruttare i giacimenti al largo della Sicilia (ackue internazionali !?) dato il costo ALTISSIMO d'estrazione ke rendeva inappetibile a kualsiasi altra compagnia la sua estrazione ma ke, x kuestioni strategike, si decise di ricercarlo ed estrarlo; ... ora diventa una colpa ! ahahahahahahah

    Nell'85 la produzione petrolifera raggiungeva il suo apice, partendo da produzione 0 nel 45 x scendere oggi, a meno della metà, x kùi, l'operazione ke fa di moltiplicare 130 milioni di $ x ciascun anno, non è veritiera e tra l'altro non vanno calcolate x come egli evidenzia, e cioè a 32 $ al barile ma, in media a 12 x kùi non sono 130 milioni di $ annuali, ma 48.-
    Se ai 130 sommiamo i 235 raccolti dalle perforazioni in mare (mi pare ke i pozzi marini siano collocati in ackue internazionali... kuindi non sicule) arriviamo, secondo ichtys, ai 365 milioni di $ = a 7.500 miliardi attuali di lire ke, xò, realmente, scendono a 96 milioni di $ = a poco meno di 2.000 miliardi di lirette ke, moltiplicate x anni 60 danno un totale di Lit. 120.000 miliardi.-

    Se considerate ke non pagano un solo centesimo di tasse allo stato nazionale itagliamolo, esso popolo non ha mai contribuito alla solidarietà nazionale, ricevendone xò in cambio,
    tra finanziamenti x il mezzogiorno, industrializzazione agevolata, x infrastrutture, strade, ferrovie, dighe, riordini fondiari rurali, edifici scolastici ed ospedali a iosa (molti non comompletati a distanza di decenni e costati MIGLIAIA DI MILIARDI) ponti, catastrofi e terremoti, ecc., dal 45 in poi, almeno a 1.800.000 miliardi (cosa sono i 120.000 di cui si vanta o lamenta il sikulo !?) di versamenti statali extra pagati dai padani ...( e sì, xkè se non versano un centesimo alle casse comuni, ki ne è il finaziatore !? la Campania, la Calabria, la Puglia, la Sardegna ... !?)

    Va aggiunto, inoltre e lo rimarco xkè fatto S.C.A.N.D.A.L.O.S.O., ke i posti pubblici in Sikùlia sono riservati al personale locale, mentre essi possono, come fanno, invadere anke kuelli itagliamoli ... vi sembra poco l'esportazione capillare della loro cultura mafiosa e clientelare con kùi hanno inkuinato ed inkuinano il sistema amministrativo pubblico, specie in Padania !? ... Micicchè poi ! ... spacciatori di droga in parlamento... cosè kuel parlamento itagliamolo, centro di smistamento e consumo di stupefacenti !? ...



    Ichthys -
    Secondo dati pubblicati recentemente dai giornali, LE RAFFINERIE sono queste:
    7 raffinerie in ITALIA, 5 in SICILIA, totale 12.
    ISAB di Priolo, capacità di raffinazione di 12 milioni di tonnellate all'anno
    AGIP di Priolo, 8 milioni
    ESSO di Augusta 11 milioni
    Mediterranea di Milazzo (50% Kuwait Petroleum) 8 milioni
    AGIP di Gela 5 milioni
    A Gela si raffina tutto il petrolio estratto in Sicilia che contiene zolfo e carbonio.
    Le altre raffinerie importano petrolio da IRAN, IRAQ, KUWAIT per un totale di 39 milioni di tonnellate,
    se fossero tutte petroliere da 40.000 tonnellate, in un anno almeno 1.000 petroliere sbarcherebbero il petrolio in SICILIA
    se fossero petroliere da 20.000 tonnellate, in un anno almeno 2.000 petroliere sbarcherebbero petrolio in SICILIA ........
    Abrezio - Le raffinerie in Sikulia hanno un costo di raffinazione doppio di kuello ke si registra a Ravenna, ad esempio, e contribuisce con un buon 10% (anzikè 5%) ad incidere nel costo di produzione di tutto il combustibile venduto in Itaglia ke, moltiplicato x i milioni di litri consumati, sono un altro ed ennesimo pizzo ke dobbiamo pagare loro... ma IL PESCE riesce a convertirlo in debito nostro nei suoi confronti ! ... ma ke mente distorta ha kuesta gente ! kuanto distanti sono le regole di civile convivenza tra la Padania e l'Itaglia, Sikulia compresa !

    Ho un amico capostazione il kuale mi diceva ke l'esubero di personale, pagato dallo stato, nelle ferrovie, in Sicilia, è pari al triplo di kuello necessario a tal punto ke x impedire l'afflusso contemporaneo di tutti kuesti "extra impiegati" sui posti di lavoro (ke avrebbero solo intralciato il normale svlgimento dello stesso) s'è dovuto rendere obbligatorio il "TURNO MALATTIA" (oltre al periodo delle ferie ed alle assenze cronike ke si verificano)... il ke è tutto dire sulla bontà della cultura, di kuella del lavoro e senso civico dei siciliani.-


    Ichthys - ELETTRICITA' prodotta in SICILIA bruciando olii di scarto della raffinazione del PETROLIO:
    DATI pubblicati dall'ISTAT nel 1992
    SICILIA Produzione 1992 : 20 miliardi di Kwh; Consumo 15 miliardi; ATTIVO 5 miliardi di kwh (ASPORTATO)
    SICILIA Prod. 1982 14 mld Kwh Cons. 10 mld ATTIVO 4 mld di kwh (ASPORTATO)
    CALABRIA 1982 9 mld Kwh 2 mld ATTIVO 7
    Abrezio - La produzione eccedente meridionale va a compensare parzialmente i deficit Campani, Laziali, Molisani, Abruzzesi, Basilicatensi ecc (Regno delle 2 Sikulie) ke, tra l'altro, anke kueste attività colà (di produzione d'energia) hanno costi sempre doppi di kuelli registrati in Padania.-

    Ichthys - LOMBARDIA 1992 PASSIVO 9 miliardi di Kwh
    PIEMONTE 1992 PASSIVO 10 miliardi di Kwh, ecco dove finisce l'energia che inquina la Sicilia.
    Abrezio - Ke balle, sikuliano ! il deficit energetico Padano è compensato dall'energia comprata in Francia ed in Svizzera, kuindi il tuo inkuinamento te lo tieni e prenditela con la tua gente e suoi amministratori ke, x costume e "furbizia" (credono d'essere + intelligenti e scaltri... loro), sono i causanti dei vostri stessi mali.-

    Ichthys - La SICILIA deve incassare le tasse per il petrolio estratto da compagnie petrolifere sul territorio dell'Isola,
    art. 14 e art. 36 STATUTO AUTONOMIA
    Solo lo stabilimento ISAB di Priolo dovrebbe versare alla SICILIA , art.36 dello STATUTO di AUTONOMIA,
    36.000 miliardi di lire ogni anno
    di tasse sui prodotti petroliferi importati e raffinati. Calcolando per tutti i 39 milioni di tonnellate delle 4 raffinerie
    (oltre Gela) si ha una cifra presumibile di lire di 117.000 miliardi ogni anno (oltre Gela che raffina solo petrolio SICILIANO).
    Queste tasse sono incassate dall'ITALIA.
    Abrezio - Cosa cazzo t'inventi ora !? il petrolio estratto non è kuello raffinato, su kùi, come visto, ci marcite assai !

    Ichthys - LA SICILIA HA UN BILANCIO ANNUO INTORNO AI 30.000 miliardi di lire.
    CON 117.000 miliardi di tasse che NON INCASSA.
    Abrezio - NON SPARARE CAZZATE... I CONTI TE LI HO FATTI SOPRA.-


    Ichthys - IL SUO TERRITORIO è desertificato da centrali termoelettriche che bruciano scarti della raffinazione del Petrolio;
    L'ARIA è inquinata dai fumi delle centrali termoelettriche e dalle raffinerie fino alle mutazioni genetiche nelle nascite;
    L'ACQUA POTABILE disponibile è per il 50% assorbita dall'industria CHIMICA e DI RAFFINAZIONE (140 impianti);
    I SICILIANI vivono senza acqua anche nelle città come CALTANISSETTA che, grazie a GELA, è al 7° posto per
    l'esportazione di prodotti mentre Siracusa con Priolo è al 12° posto.
    Abrezio - La produzione industriale in Padania, s'essa avvenisse in Siculia con la di loro mentalità, l'avrebbe ridotta ad unico immondezzaio putrescente... invece in Padania, pur subendo gravi danni, riusciamo a contenere l'effetto deleterio delle produzioni altamente nocive (inclusa la centrale atomica di Caorso... ve lo immaginate un impianto atomico in mano ai sikuliani !?).-
    Cerca di non scaricare su altri colpe ke sono solo tue e della tua incultura sociale del vivere comunitario... x forza, con le FAMIGLIE MAFIOSE E TESSUTO SOCIALE KE PRATICATE, siete rimasti, ancor oggi e nonostante i Piemontesi, ke immani sforzi hanno fatto in kuesto senso, al FEUDALESIMO... dei signorotti (famiglie mafiose ed padrinamenti, protezioni e servilismo ... ke col beneplacito del "Don Porkone, il Caloggero locale, combinano tutto corrompendo ogni cosa)


    Ichthys - Le Ferrovie, nel 2002, sono ancora ad un binario, con UN milione di TIR che ogni anno passano dal centro di MESSINA, hanno già lasciato diverse vittime sulla strada. 4.000 TIR e 8.000 auto passano quotidianamente lo Stretto ed il Centro Storico di Messina.
    Abrezio - Ma x piacere ! non sconfinare nel ridicolo, vieni a vedere i milioni e milioni di transiti delle svariate centinaia di migliaia di tir ke percorrono diariamente le nostre strade e t'accorgerai !
    Siete autonomi e pieni di soldi ke incassate da tutte le parti in migliaia di rivoli ke vi finanziano ed ora anke dall'Europa (un tantino diffidente x i vostri imbrogli ke ben sapete imbastire; vi conoscono anke a Bruxelles), buona parte anke provenienti dai trasferimenti ke non fate dei soldi ke raccogliete...; ma i soldi non bastano a fare la felicità, ci vuole decoro, decenza ed amore verso il prossimo, kuello ke a voi manca, specie nelle vostre autonome Autorità mangiasoldi e sudori dei poveri... le famiglie mafiose ed il klero sono i veri responsabili; denunciateli ed estirpateli dal tessuto sociale assieme alla cultura e comportamento k'essa piaga produce in seno alla comunità e società, come volevano fare i Piemontesi (altro ke assassini di rivoltosi, come vanilokuiate ... ma persecutori d'infami ed assassini organizzati !... come il presente ancor riafferma ... la realtà d'oggi è poco diversa da kuella d'allora), se volete riemergere a decenza e decoro.-


    Ichthys - L'INDUSTRIA di trasformazione dei prodotti dell'agricoltura e della pesca è ancora ferma a Garibaldi (le industrie fondate dagli inglesi).
    LE BANCHE italiane hanno applicato interessi che superavano di 10 punti quelli applicati a Milano e arrivavano anche al 30% annuo.
    Gli OSPEDALI, le SCUOLE, gli UFFICI, i MUSEI .......lasciati alla deriva in attesa che l'isola sprofondi.
    Abrezio - Ouh, ma continui a lamentarti delle tue inefficenze eh ! come vedi sono tante le responsabilità ke avete e ke mal compite.-

    Ichthys - LA SICILIA E' L'UNICO PAESE D'EUROPA AD AVERE RISORSE ENERGETICHE,
    SUL PROPRIO TERRITORIO, SUPERIORI AI PROPRI CONSUMI E RISORSE FINANZIARIE, SOLO DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO,
    4 VOLTE SUPERIORI AI PROPRI BISOGNI
    Abrezio - Patetico... ti racconti balle e poi ti sforzi di crederci affinkè se le bevano gli altri, specialmente i tuoi compatrioti ! Smettila di dire coglionate e comincia a lavorare sul serio... costa sacrificio il costruire, ed il costruire bene ancor di + ma alla lunga PAGA !

    Sono proprio le furbizie, pretestuosità ed arroganza di gente come te ke ispira la voglia di secessione in noi Padani, ben coscienti, ke duro è il pane di tanta gente siciliana ke lavora con grande sacrificio ed onestà e xò, compressa nel meccanismo del vostro vivere sociale, sono utilizzati dai furbi, x perpetuarsi farabutti come ben sappiamo, a scapito della maggioranza dei siculi stessi e noi tutti.-

    27-07-2002 222



    Originally posted by Nanths
    abrezio mandi fradi aziendaliist/economiist!!
    su una sola cosa devo però obiettare: pare ke i forzieri del banco di sicilia fossero in effetti davvero colmi di ricchezze, delle kuali una buona metà venne rekuisita dal garibaldo al suo passaggio con la kausale "spese di guerra". Ora, quali spese kiederai? Nient'altro ke tangenti alla mafia e corruzione degli alti ufficiali borobonici...praticamente i soldi sono tornati indietro per "conkuistare" il regno delle due sicilie (ottima conkuista davvero...era meglio il kurdistan forse...)...è con kuei soldi, insieme ai congrui finanziamenti di inghilterra massonica e francia ke il galibardo (come lo chiamavano al suo passaggio...) compì la famosa "impresa"...
    mandi fradi banko di siciiil
    Caro nanths,
    se rileggi il pezzo tuo scoprirai ke t'ho corretto e censurato e xò voglio dirti ke Garrubbaldo non era kuella figura ke i ventrilokui suoi nemici, preti e suprematici, t'hanno inkulcakato;

    Se vai da Nuvolarossa su "REPUBBLICANESIMO" lì troverai assessoria x studiare e comprendere appieno kuali fossero gli ideali, stimoli e pensiero ke animava il Mazzini ed anke il Garibaldi ke, cmq, puoi ritrovare nel Syllabo d'infame NoNò Pia memoria, in accettazione contraria alla negazione o proibizione con kùi vengono enumerati.-

    Eroe di 2 mondi, amato dai Popoli, massone ideale e Gran Maestro
    (studiati la massoneria non facendo mediare i testi dai soliti KRETINI kristokrociati kattokncussi... Licio Gelli, sta certo, non sarà innalzato agli onori massonici nè tenuto a mo' d'esempio... anzi si è denunciato e deprecato il suo comportamento !),
    fu parlamentare in Francia (non dimenticare k'era un Nizzardo)assieme al suo amico e biografo Victor Hugò, studioso del Beccaria, discepolo di Voltaire, Rousseau, Montesqieu ... come puoi accettare, ascoltando i suoi detrattori preti e Vatekanaglia, di farlo apparire rozzo ed inculturato, kuando non analfabeta o kriminale !?
    La sua famosa impresa riuscì xkè "... la gente stava talmente male e tanta era la sua povertà e skiavitù, k'è bastato un Garibaldi con poki uomini x infiammare il popolo e liberamente (direi... naturalmente) unirsi ad essi e da lì partire x una storia nuova di progresso ke, xò, s'è rivelata + ostica di kuanto si pensasse nonostante gli sforzi valorosi compiuti dai Padani (Piemontesi) x estirpare la mafia, causa prima del degrado socio economico e culturale della regione siciliana..".-

    Il risorgimento italiano, fu l'ultima propaggine rivoluzionaria iniziata con l'indipendentismo Americano Liberale e Democratico, proseguita in Francia poi ed esportata in Europa (ma non solo) da Napoleone ed infine approdata in Italia, nel Risorgimento Illuminista Mazzinian-Garibaldino in kùi parte primaria ebbero sia Cavour ma soprattutto Vittorio Emanuele II°... come vedi, tutti Alpino-padani, incluso kuel magnifico VERDI loro sostenitore ed il tanto amato tricolore, di kùi sai, sono amante anke xkè il simbolo della Repubblica Cisalpina prima e poi Cispadana.-
    Il Giacobinismo si rifà ai Domenicani ke, come vedi, preti bastardi furono (kuelli dell'inkuisizione) e continuano ad essere.-
    Ricordati ke i peggiori nemici ke il popolo ha sono I PRETI (Garibaldi non perdeva occasione x ricordalo a tutti).-

    Cerca di relegare il Cattaneo a servitor di padroni estranei, (succube del Pappismo Vatekanaglista romano) ke oggi così citato tanto, lo è x oscurare l'opera emerita di tutti coloro ke t'ho menzionato.-

    mandi fradi... e ricorda "talians, no teruns"
    Abrezio
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  5. #5
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    Dragonball - Razzista, nazista, leghista!
    friuli - E' Savoini che ha fatto una trasmissione su RPL, in mattinata. Ci sono state delle interessanti telefonate, specie al signore che detiene il record di "presenza", non so se lavorativa, in un ospedale
    Abrezio - Savoini è un nazista... fanatico, razzista, kretinista, kattoconkusso; personamente non lo stimo x nulla...
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