Robert Steuckers
1869-1946
Nato il 27 agosto 1869 a Monaco, Karl Haushofer scelse la carriera militare a
partire dal 1887. Ufficiale di artiglieria nell¹esercito bavarese nel 1890, egli sposa
l¹8 luglio 1896, Martha Mayer-Doss, uscita da una famiglia di Monaco di origine
israelita. Ella gli darà due figli, Albrecht (nato nel 1903) e Heinz (nato nel 1906).
Salendo rapidamente tutti i gradi della gerarchia militare, Haushofer diviene
professore all¹Accademia di guerra nel 1904. Nel 1908 viene inviato in
Giappone per organizzarvi l¹esercito imperiale. Egli incontra in India Lord
Kitchener, il quale gli predice che tutto il confronto tra Gran Bretagna e Germania
costerà alle due potenze le loro posizioni nel Pacifico a vantaggio degli Stati Uniti
e del Giappone; avvertimento profetico che Haushofer ricorderà sempre,
soprattutto quando elaborerà le sue tesi sull¹area pacifica. Dopo il suo lungo
periplo, egli è destinato al Reggimento di artiglieria di campagna della 16a
Divisione giapponese. Il 19 novembre 1909, egli viene presentato all¹Imperatore
Mutsushito (1852-1912), iniziatore dell¹era Meiji e all¹Imperatrice Haruko. Nel
ritorno in Germania, passa per la Siberia servendosi della transiberiana, si rende
conto de visu delle immensità continentali dell¹Eurasia russa. Nel 1913, compare
la sua prima opera destinata al grande pubblico, Dai Nihon (Il Grande
Giappone), bilancio della sua esperienza giapponese che conoscerà un grande
successo. Nell¹aprile del 1913, comincia a seguire i corsi di geografia
all¹Università di Monaco, in vista di ottenere il titolo di dottore che egli
raggiungerà di fatto otto il patronato del Professor August von Drygalski.
Mobilitato nel 1914, egli parte dapprima per il fronte occidentale, dove
combatterà in Lorena e in Piccardia. Nel 1915, è trasferito in Galizia per ritornare
rapidamente in Alsazia e nella Champagne. Nel 1916, egli è sui Carpazi. Egli
conclude la guerra in Alsazia. Durante le ostilità, si precisa il suo pensiero
(geo)politico: gli storici inglesi Macaulay e Gibbon, il teorico tedesco della politica
Albrecht Roscher gli forniscono il quadro in cui si inscriveranno le sue riflessioni
storiche e politiche, mentre Ratzel e Kjellen gli procureranno l¹armatura del suo
pensiero geografico. Dopo l¹armistizio, egli è nominato comandante della 1a
Brigata di Artiglieria bavarese. Si reiscrive all¹università, presenta una tesi sui mari
interni del Giappone (17 luglio 1919), è nominato professore di geografia a
Monaco e tiene il suo primo corso sull¹antropogeografia dell¹Asia orientale. Egli
fa la conoscenza di Rudolf Hess il 4 aprile 1919; un¹amicizia indefettibile legherà i
due uomini. In quanto dirigente nazionalsocialista, Hess estenderà sempre la sua
ala protettrice sulla sposa di Haushofer, discendente da parte di padre da
un antico lignaggio sefardita, e sui suoi figli, considerati come "semi-giudei" dopo
la promulgazione delle leggi di Norimberga.
Durante gli anni 20, Haushofer fonda la celebre Zeitschrift für Geopolitik
(Rivista di geopolitica), destinata a fornire ai diplomatici tedeschi una conoscenza
pratica dei movimenti politici, economici e sociali che animano il mondo. I più
gradi specialisti di relazioni internazionali vi hanno collaborato, dalla comparsa del
primo numero nel gennaio 1924. Parallelamente a questa attività, egli organizza
un¹associazione, la Verein für das Deutschtum im Ausland (Associazione per i
Tedeschi all¹estero), che si pone come obiettivo di difendere e illustrare la cultura
delle minoranze tedesche al di fuori del Reich. Dal 1923, Haushofer accetta di
organizzare i lavori preparatori per la fondazione di una ³Accademia tedesca²,
pendant delle accademie francese, italiana e svedese. Quest¹accademia sarà
ufficialmente fondata il 5 maggio 1925. Nel 1927, compare a Berlino il suo studio
magistrale sulle frontiere. Durante questo decennio, Haushofer incontra parecchi
importanti personaggi: Ludendorff, Spengler, i Colonnelli e diplomatici giapponesi
Kashyi, Oshima e Koozuki, l'Ammiraglio Tirpitz, il Generale svizzero U. Wille, il
Cardinale Schulte (Cologne), Konrad Adenauer, Hitler e il Conte
Coudenhove-Kalergi, fondatore del concetto di "Paneuropa".
I suoi figli iniziano una brillante carriera; il primogenito, Albrecht, compie un
viaggio in Brasile dopo aver acquisito il suo titolo di dottore in filosofia a Monaco.
Egli sarà il segretario del padre durante i lavori preparatori alla fondazione dell¹
³Accademia tedesca², poi diventerà il segretario della Gesellschaft für
Erdkunde (Società di geografia) di Berlino. Il figlio cadetto, Heinz, ottiene il
diploma di ingegnere agronomo.
Nel 1930, Karl Haushofer deviene Membro dell¹American Geographical
Society. Egli effettua numerosi giri di conferenze in Austria, in Cecoslovacchia, in
Polonia, in Italia e nei Paesi Baltici. Il 10 marzo 1933, un commando
nazionalsocialista perquisisce la casa di Haushofer alla ricerca di armi. Godendo
della protezione di Hess, che accorda loro una ³lettera di protezione² il 19 agosto
1933, Haushofer e i suoi figli conservano i loro posti universitari e ne acquisiranno
di nuovi, malgrado le proteste degli ³arrabbiati² riguardo l¹ascendenza della loro
moglie e madre. L¹11 marzo 1934, Haushofer è nominato Presidente dell¹
³Accademia tedesca². Egli vi resterà fino all¹aprile del 1937. Nel corso di questo
decennio caratterizzato dall¹hitlerismo, Haushofer incontra, oltre ai dignitari del
nuovo regime, tra cui lo stesso Hitler, lo storico Hans Kohn, il sindaco
indipendentista indiano di Calcutta, Subra Chandra Bose, il Primo ministro
ungherese Gömbös, l'ambasciatore a Roma Ulrich von Hassell, Monsignor Hudal,
Pio XI, Konrad Henlein, leader dei Tedeschi dei Sudeti, l'ambasciatore del
Giappone, il Conte Mushakoji, l'Ammiraglio Canaris, il Cardinale Pacelli, etc.
E¹ soprattutto il suo primogenito, Albrecht Haushofer, che occupa un posto
importante nella diplomazia tedesca a partire dal 1935. In quell¹anno, da febbraio
a dicembre, Albrecht effettua, per conto della diplomazia tedesca, sei viaggi in
Inghilterra. Egli vi ritorna l¹anno seguente. Sempre nel 1936, egli è inviato in
³missione segreta² a Praga ed incontra Benes. Nel 1937, egli è negli Stati Uniti e
in Giappone.
Quando scoppia la guerra, Haushofer entra in una profonda depressione: egli
avrebbe voluto evitarla. Ma la sorte della famiglia è segnata quando Hess s¹invola
verso l¹Inghilterra nel maggio 1941. Albrecht è arrestato a Berlino e Karl
Haushofer è convocato alla Gestapo. Nel 1944, dopo il fallito attentato a Hitler
del 20 luglio, la Gestapo perquisisce la casa del geopolitico e lo interna a Dachau.
Albrecht Haushofer entra in clandestinità e non è arrestato che in dicembre.
Heinz, il minore, viene incarcerato nella prigione di Moabit a Berlino con sua
moglie. Il 22 o 23 aprile 1945, un commando uccide Albrecht con un colpo alla
nuca. Heinz viene liberato.
Dopo il crollo del III Reich, Haushofer è interrogato da ufficiali americani, tra i
quali il professor Walsh che tenta di proteggerlo. Il 21 novembre 1945, un
decreto delle autorità di occupazione americane gli ritira il suo titolo di professore
onorario e i suoi diritti alla pensione. Depressi, Martha e Karl Haushofer si
suicidano il 10 marzo 1946. La geopolitica di Haushofer era essenzialmente
anti-imperialista, nel senso che essa si opponeva agli intrighi di dominio delle
potenze talassocratiche anglosassoni. Queste ultime impedivano l¹armonioso
sviluppo dei popoli da loro sottomessi e dividevano inutilmente i continenti.
Affascinato dalle idee panasiatiche e paneuropee (Coudenhove-Kalergi),
Haushofer intendeva superare i nazionalismi e voleva contribuire, con i suoi scritti,
alla comparsa di ³grandi spazi continentali² formati da nazioni solidali. In seguito,
egli sostenne la collaborazione di Europei, Russi e Giapponesi in una grande
alleanza eurasiana, chiusa alle influenze inglesi e americane.
Le frontiere e il loro significato geografico e politico (1927)
In questo studio generale sul fenomeno storico/geografici delle frontiere,
Haushofer esorta i suoi compatrioti ad avere infine un¹idea chiara e viva di quello
che sono le loro frontiere. Una coscienza concreta, quasi istintuale, delle frontiere
s¹impone in modo completamente naturale presso i popoli forti, contro ò¹assenza
di forme territoriali che implicano le ideologie cosmopolite, astratte e che ignorano
i fattori tempo e spazio. In concreto, le frontiere sono dei fatti biogeografici che
fanno scricchiolare le ingessature giuridiche in cui si vogliano rinchiudere i flussi
viventi. Le ingessature giuridiche, che corrispondono forse a delle antiche
frontiere, sono dei residui, divenuti, con il passare del tempo, ostili alla Vita.
Haushofer deduce la sua teoria delle frontiere dalle opere di Ratzel, Penck,
Sieger, Volz e dai protagonisti della scuola inglese (Holdich, Curzon, Fawcett,
Lyde) e francese (E. Ténot). Sir Thomas Holdich è colui che, agli occhi di
Haushofer, ha meglio saputo teorizzare l¹arte di disegnare frontiere giuste e
durevoli. Il mare non separa, ma unisce, nel senso che il litorale opposto attira
sempre, è l¹attrazione provoca comunicazione.
Le frontiere biologicamente giuste sono quelle pensate, concepite e tracciate
partendo da un approccio pluridisciplinare e non strettamente giuridico.
L'approccio pluridsciplinare scientifico permette di concepire e tracciare frontiere
stabili, in grado di corrispondere ai flussi del reale e, all¹occorrenza di cambiare.
Senza una concezione vivente delle frontiere, certi popoli, specialmente quelli che
non hanno colonie, dunque senza riserve territoriali, sono costretti, talvolta, a
ricorrere al controllo delle nascite in modo da mantenere costante il numero della
loro popolazione. Haushofer denuncia l¹egoismo delle nazioni colonialiste che
condannano alla regressione e addirittura alla scomparsa i popoli che non hanno
lasciato la loro area di stanziamento primario. Questa ineguaglianza dei popoli in
materia di spazio è un¹ingiustizia e, pertanto, bisogna ormai concepire i confini in
uno spirito di evoluzione e non più statico/giuridico. Haushofer classifica i
differenti tipi di frontiere (frontiere naturali, frontiere che sono il risultato di un
equilibrio diplomatico, frontiere difensive, fluviali, litorali, etc.), insistendo, sulla
scia del geografo francese Eugène Ténot, sulle frontiere smembrate che
permettono la penetrazione militare del territorio del vicino ostile. La Francia e la
Germania, senza la fascia dell¹Alsazia-Lorena, hanno delle frontiere frazionate.
Haushofer critica le volontà (specialmente la volontà francese, ereditata da
Cesare) di voler stabilire frontiere stabili lungo i fiumi: i fiumi, come i mari,
uniscono e non dividono. Uno studio oggettivo e geopolitico delle frontiere è utile
per tutti gli uomini politici, quale che sia la loro appartenenza ideologica.
Geopolitica delle idee continentaliste (Geopolitik der Pan-Ideen) 1931
All¹inizio degli anni 30, Haushofer si fa portavoce delle idee che cercano di
promuovere de grandi raggruppamenti continentali, superando la limitatezza
territoriale ed economica degli Stati di tipo classico. Come dimensioni, solo gli
imperi mongoli, unificatori della massa continentale eurasiana, hanno già realizzato
prima della sua formulazione, questa Panidea. Nel 1900, il continente australiano
è unificato in un solo Stato ma senza il suo complemento insulare della Nuova
Zelanda. L'idea panafricana si basa su una volontà di emancipazione razziale.
L'idea panamericana si è data all¹inizio del secolo delle strutture giuridiche
(Dottrina di Monroe del 1823, assemblee regolari degli Stati americani,
fondazione di un Ufficio panamericano). La Paneuropa non è rimasta che un
sogno. La storia ha egualmente conosciuto delle Panidee ³circum-marine² come
Roma e l¹Islam nel Mediterraneo. L'Impero britannico è ³circum-marino²
all¹Oceano Indiano. Gli Stati Uniti da una parte, il Giappone dall¹altra, tentano di
unificare sotto la loro egida tutte le rive del Pacifico. Specialista di questioni
nipponiche e del Pacifico, Haushofer insiste molto sulle sinergie in opera sulla
circonferenza e sulle acque di questa immensità oceanica. L'idea panpacifica risale
a 400 anni: Nunez de Balboa, nel 1513, la rivendica per la Corona di Spagna.
Sir Francis Drake raccoglierà la sfida nel 1578, riducendo al nulla questa pretesa.
Gli Americani prenderanno il testimone dagli Spagnoli nel XIX secolo, dopo che il
Giappone aveva rinunciato a popolare la Micronesia, la Russia aveva
abbandonato l¹Alaska e il Mare di Bering e la tacita alleanza tra Russi e Spagnoli
per contenere la potenza americana era fallita. Il Pacific Institute di Honolulu
getta ormai le basi di una amministrazione americana della più grande zona
oceanica del globo. Per Haushofer, l'organizzazione di un tale impero
circum-marino è l¹idea politica più grandiosa della storia. Ma essa segna allo
stesso tempo il destino del Giappone che, per aver trascurato il popolamento
della Micronesia, è giunto in corsa troppo tardi e dovrà opporsi agli Stati Uniti
per acquisire libertà di movimento.
Le idee pan-pacifiche e panamericane sono evolutive, mentre le idee panasiatiche
sono rivoluzionarie e sostenute dai movimenti comunisti russi o indipendentisti
cinesi (Sun Ya-Tsen) e indiani (B.K. Sarkar; Rabindranath Tagore).
L'organizzazione in grande scala delle idee circum-marine non è stata possibile
nell¹antichità perché le tecniche di comunicazione erano insufficienti. Alessandro
non poté mantenere il suo impero, non fu ingrado di assorbire lo spazio
sarmatico-scita, popolato da nomadi ribelli ad ogni tentativo di organizzazione.
Quanto all¹idea eurasiana, essa si suddivide in due correnti: la corrente
grande-eurasiana, in cui l¹Europa è considerata come una semplice penisola della
grande massa territoriale che è l¹Eurasia, e la corrente piccolo-eurasiana, nata in
Russia, che intende semplicemente distogliere l¹attenzione della Russia
dall¹Occidente e dirigere il flusso di energie russo verso Est. E¹ impossibile
tracciare una frontiera netta e definitiva tra l¹Europa e l¹Asia, poiché l¹immenso
territorio che si estende dalla Manciuria ai Carpazi, strada delle migrazioni, forma
una unità indivisibile. Haushofer si ricollega in qualche modo agli Eurasisti russi
(Nicolas S. Timachev e N. de Boubnov), sottolineando con essi che lo spazio
ucraino polacco è una zona di transizione e di confronto tra la Russia a base
sarmatica e l¹Europa a base romano-germanica. L'Eurasia dei teorici ³eurasisti²
russi corrisponde in ultima istanza allo spazio che McKinder chiamava il ³perno
centrale della storia². Gli ³Eurasisti² russi, spiega Haushofer, sviluppo un progetto
geopolitico russo-sarmatico, ostile alle culture decadenti dell¹Europa e dell¹Asia,
assimilabile al progetto autarchico, autoritario e collegiale dei Bolscevichi, salvo
che nel dominio religioso, dove essi prevedono uno zar prescelto e un¹adesione
obbligatoria alla religione ortodossa. Di fronte a questa volontà dinamica, i
Panasiatici cinesi e indiani oppongono un¹altra volontà rivoluzionaria e la
Paneuropa di Briand e di Coudenhove-Kalergi si rifugia troppo prudentemente
nella difesa dello statu quo, sull¹esempio della Santa Alleanza di Metternich. Il
panislamismo, l'idea grand-araba, le idee panindiane e gran-cinese sono altre idee
raggruppatrici che si muovono nello spazio eurasiatico. Soluzione per evitare ogni
conflitto ritardatore e divisore: conciliare le idee paneuropee, eurasiane e
panasiatiche.
Per Haushofer, la marcia dell¹umanità verso delle entità di dimensioni continentali
è ineluttabile; una prima tappa potrebbero essere i raggruppamenti
³subcontinentali², teorizzati dal geografo E. Banse nel 1912. Questi parlava di 12
aree: Europa, Grande Siberia (Russia compresa), Australia, India, Asia orientale,
³Nigrizia², Mongolia (con accesso ai mari attraverso la Cina centrale, l¹Indocina e
l¹Indonesia), Gran-California, Terre andine (rivolte verso il Pacifico), America (la
parte di America del Nord rivolta verso l¹Atlantico) e Amazzonia. Questa
classificazione permette di pensare un¹organizzazione dei popoli su base
subcontinentale.
La dinamica che porta tutti questi progetti rende nulla la pretesa di voler irrigidire
parti del mondo entro frontiere esigue e inviolabili.
Politica mondiale attuale (Weltpolitik von heute) 1934
Analisi delle grandi molle della politica mondiale del dopo Versailles, Weltpolitik
von heute comincia col definire lo spazio centro-europeo (Mitteleuropa): per
Haushofer come per Mackinder, la Mitteleuropa è l¹adizione degli spazi renano e
danubiano. Per i Francesi di Martonne, in risposta, essa è il cordone sanitario
slavo-occidentale alleato alla Francia e strumentalizzato contro la Germania e la
Russia. Questo cordone sanitario è una costruzione artificiale, afferma Hashofer,
mantenuto in vita dalle regole astratte della Società delle Nazioni. Al di fuori
dell¹Europa, il mondo è stato europeizzato. L¹America del Sud è stata
³de-indigenizzata²; il Medio Oriente arabo-persiano è stato diviso in entità
antagoniste a beneficio degli Inglesi; l¹India è sotto tutela inglese, etc. Le principali
conseguenze della prima guerra mondiale sono: 1) la divisione dell¹Europa tra
nazioni colonizzatrici e detentrici di vasti spazi di riserva, da una parte, e nazioni
senza spazio di riserva, confinate sulla loro area iniziale di popolamento, dall¹altra;
2) l'impero britannico si sfascia; 3) i popoli colonizzati d¹Asia reclamano la loro
indipendenza. Di fronte a questi dati, Haushofer preconizza una politica che miri a
liberare dello spazio sul pianeta per gli Europei che ne sono privi (Tedeschi,
Ungheresi, Polacchi, Cechi, Slovacchi, Greci, Bulgari e Jugoslavi, la cui sorte è
legata a quella della Germania, a dispetto della ³Piccola Intesa² teleguidata da
Parigi; ad accelerare la decomposizione dell¹impero britannico; a spalleggiare i
colonizzati in rivolta contro i loro dominatori. Questa politica impone di opporre la
lex feranda alla lex lata., il divenire naturale alla staticità dei paragrafi e dei
trattati imposti da vincitori egoisti.
Per acquisire lo statuto di grande potenza, si deve, spiega Haushofer, mirare
all¹autarchia e rifiutare le monoculture. L'autarchia, realizzabile ormai nei grandi
spazi federati e non più nel quadro troppo esiguo degli Stati Nazionali classici,
permette l¹indipendenza alimentare e industriale, grazie ad un¹agricoltura e ad
un¹industria diversificate, rispondenti a tutti i bisogni della popolazione. La
tentazione di costruire delle ³monoculture² ultraspecializzate deforma l¹economia
e la rende fragile in caso di crisi. Weltpolitik von heute definisce inoltre la
nozione di ³grande potenza², enumera i tipi di dipendenza politica (vassallaggio,
clientelismo, protettorati virtuali, etc.), esplicita le forma di appropriazione di spazi
non ancora dominati (i poli) e di dominazione degli spazi dalle difese smantellate
(la Germania dopo Versailles).
Mari del mondo e potenze mondiali (Weltmeere und Weltmächte) 1937
Opera interamente dedicata al rapporto tra la dominazione delle zone oceaniche e
la potenza politica e militare delle nazioni, Weltmeere und Weltmächte comincia
col recensire i lavori di oceanografia fisica che hanno accresciuto il sapere
dell¹uomo sui mari. Queste conoscenze fattuali sono sfociate in una pratica
politica di dominio degli oceani. L¹alto mare, dopo i Greci e i Romani, è il ³bene
di tutti gli uomini² (koinon panton anthropon, diceva Teofo) o "per sua natura
aperto a tutti" (mare omnibus natura patere). Sir Thomas Barclay inaugura il
dibattito giuridico per sapere se il mare appartiene a tutti o a nessuno (se esso è
res communis o res nullius).
Nel 1894, E.W. Hall nel suo Treatise on International Law, ricorda che, tra i
principi indiscutibili del diritto internazionale moderno, vi è quello che interdice alle
potenze di appropriarsi in esclusiva delle zone marittime (l'idea del mare liberum
formulata da Hugo Grotius nel 1609). Per Haushofer, questa visione è ipocrita:
quando la Gran Bretagna applica la sua strategia di blocco o si accaparra i cavi
sottomarini delle telecomunicazioni, essa s¹impadronisce di fatto di vaste porzioni
del territorio marino. L'idea di mare libero, difesa dai giuristi inglesi, ha dunque
condotto ad una dominazione quasi esclusiva dei mari del mondo da parte della
Gran Bretagna, sola potenza in grado di utilizzare efficacemente l¹arma del
blocco. Le altre potenze sono di fatto delle emarginate in questa lotta per il
controllo degli spazi marini.
La dominazione dei mari sopraggiunge quando una potenza arriva a dotarsi di
³organi oceanici² efficaci (flotte). Le talassocrazie, come l¹illustre esempio
veneziano, dispiegano la loro potenza a partire da un territorio limitato e
conquistano delle basi, delle fasce litorali, una sorta di ³ventose aspiranti²
collegate alla metropoli attraverso dei tentacoli mobili ed elastici. Le talassocrazie
cominciano spesso dal dominio di mari interni (l¹Egeo per Atene, il Mediterraneo
per Roma, il Mar del Giappone per il Giappone moderno). Esse sono sia degli
Stati litorali sia degli Stati insulari. Le talassocrazie litorali sono più fragili, perché
direttamente minacciate dal loro hinterland. Le talassocrazie insulari dispongono di
più carte vincenti per passare dal dominio di un mare interno al controllo delle
grandi vie di comunicazione transoceaniche. Le talassocrazie litorali sono delle
costruzioni ibride, obbligate a condurre congiuntamente due tipi di politiche
differenti, una continentale, l¹altra marittima (Olanda, Portogallo), cosa che logora
le loro risorse e fa loro perdere la competizione contro le talassocrazie insulari. Gli
stati continentali, come la Germania, sono svantaggiati dalla loro geografia e non
possono dare il meglio di se stessi in un mondo ormai chiuso, interamente
esplorato, dove le talassocrazie hanno avuto una lunghezza di vantaggio per
controllare delle basi d¹oltremare, delle zone economiche che assicurino la
sussistenza e degli spazi di colonizzazione dove poter riversare la loro
popolazione eccedente.
La talassocrazia britannica è ostile ai canali interni e al taglio degli istmi perché
queste opere relativizzano ipso facto l¹importanza delle vie marittime che essa
controlla. Lord Palmerston è stato contrario allo scavo del Canale di Suez perché
la Francia ne aveva il dominio. L¹Inghilterra ha egualmente criticato la costruzione
del Canale di Midi, tra Bordeaux e il Mediterraneo, perché esso riduceva
considerevolmente l¹importanza strategica di Gibilterra.
Dal momento che la politica non può più essere altro che mondiale, i popoli che
vogliono sopravvivere devono necessariamente ricorrere al largo, agli oceani, o
organizzare i loro spazi continentali in modo da sfuggire alla dominazione dell¹una
o dell¹altra potenza marittima. Questa organizzazione continentale passa
attraverso la costruzione di strade, di vie ferroviarie, di sistemi di navigazione
fluviale, etc., controllati dalle sole potenze continentali.
Il blocco continentale: Mitteleuropa, Eurasia, Giappone 1941
Redatto dopo il patto germano-sovietico, questo lavoro persegue due obiettivi: 1)
gettare le basi di un¹alleanza germano-italo-sovietico-nipponica, che riorganizzerà
la massa continentale eurasiatica e africana; e 2) rivendicare per la Germania la
restituzione delle sue colonie africane, tolte dopo Versailles.
Analizzando i testi editi dagli istituti britannici e americani, Haushofer vi scopre un
timore ricorrente, specialmente in Lord Palmerston e nel geografo Homer Lea, di
veder nascere un¹alleanza tra la Germania, la Russia e il Giappone. Una tale
alleanza sfuggirebbe totalmente al controllo delle talassocrazie britannica e
americana. Le talassocrazie, scrive Haushofer, praticano la politica dell¹anaconda:
esse stringono le loro prede e le soffocano lentamente. La massa eurasiatica, se è
debitamente organizzata, è una preda troppo grande per l¹anaconda
anglo-americano, una massa territoriale tale, da sfuggire ad ogni blocco. L'idea di
una tale alleanza è germogliata nelle menti russe e giapponesi, piuttosto che in
quelle tedesche o europee. Al momento della guerra russo-giapponese del 1905,
quando Britannici e Giapponesi uniscono le loro forze per tenere i Russi in
iscacco, una parte del corpo diplomatico giapponese, tra cui l¹Ambasciatore a
Londra Hayashi, il Principe Ito, il Primo Ministro Katsura e il Conte Goto,
sostiene un¹alleanza tra Tedeschi, Russi e Giapponesi contro i tentativi inglesi di
controllare tutto il traffico marittimo mondiale. Di fronte a tali propositi, la
Germania di Guglielmo II, deplora Haushofer, resta prigioniera del mito del
³pericolo giallo², non avvertendo che gli Asiatici sono meno pericolosi per
l¹avvenire della Germania dei Britannici e degli Americani. In Russia, l¹idea
eurasiatica è stata impersonata dal Ministro Witte, creatore della linea ferroviaria
transiberiana e sostenitore di una pace separata con la Germania nel 1915. Il
giapponese Goto parlava della necessità di una troïka, il cui cavallo centrale, più
corpulento e più robusto, sarebbe stato la Russia, fiancheggiata dai due cavalli più
snelli, la Germania e il Giappone.
In Africa, la pessima gestione britannica, ha lasciato andare a rotoli l¹opera
costruttrice degli agricoltori coloniali tedeschi; alla volontà di sviluppare culture
alimentari, gli Inglesi hanno sostituito lo sfruttamento capitalista, provocando
l¹urbanizzazione delle masse africane, abbandonando l¹agricoltura, cosa che
provoca desertificazione e carestie. I Giapponesi, invece, hanno gestito molto
bene la Micronesia ex tedesca.
La "troïka", completata dall¹Italia mussoliniana, deve sostenere gli indipendentisti
arabi e indù; la Russia, in particolare, si deve porre come la protettrice degli
Armeni e dei Curdi in modo da collegare Mossul al blocco continentale in
gestazione.
Bibliografia
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rielaborata da Haushofer e completa di cartine); Japans Reichserneuerung,
Berlino, 1930; Geopolitik der Panideen, Berlino, 1931; Deutschlands Weg an der
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neuzeitlichen Wehrwissenschaften, Berlino, 1936; Welt in Gärung, Lipsia, 1936
(en collaboration avec le Dr. Gustav Fochler-Hauke); Weltmeere und
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in Wort und Bild, 1939 (in collaborazione con il Dr. Gustav Fochler-Hauke);
Deutsche Kulturpolitik im Indo-Pazifischen Raum, Amburgo, 1939; Das Werden
des deutschen Volkes von der Vielfalt der Stämme zur Einheit der Nation,
Berlino, 1939 (in collaborazione con Hans Roeseler); Erdenmacht und
Völkerschicksal, Stoccarda, 1940 (antologia di testi di Friedrich Ratzel, con
prefazione di K.H.); Japan baut sein Reich, Berlino, 1941; Der Kontinentalblock.
Mitteleuropa, Eurasien, Japan, Munico, 1941 (trad. Franc., cf. infra: Karl
Haushofer, De la géopolitique); Japans Kulturpolitik, s.l., 1944; De la
géopolitique, Fayard, 1986 (prefazione di Jean Klein e introduzione di
Hans-Adolf Jacobsen).
Principali articoli per la Zeitschrift für Geopolitik (di seguito: ZfG):
"Die Einheit der Monsunländer", ZfG, 1924, pp. 20-27; "Das japanische Erdbeben und seine politischen Folgen", ZfG, 1924, pp. 82-89; "Geopolitische Einflüße bei den Verkörperungsversuchen von nationalem Sozialismus und sozialer Aristokratie", ZfG, 1924, pp. 127-134; "Der Ost-Eurasiatische Zukunftsblock", ZfG, 2, 1925, pp. 81-87; "Des deutsche Volk und sein Südseereich", ZfG, 3, 1926, pp. 201-206; ""Physische Erdkunde" als Grundmauer der Geopolitik", ZfG, 5, 1928, pp. 441-445; "Vizekönige als geopolitische Größen", ZfG, 7, 1928, pp. 600-601; "Die Länderfrage in Ostasien und ihre Lehren für Europa", ZfG, 12, 1929, pp. 1081-1092; "Hermann Lautensach", ZfG, 4, 1929, pp. 265-267; "Deutsche und romanische Geopolitik", ZfG, 6, 1930, pp. 503-504; "Ost- und Südafrika im Indischen Lichte", ZfG, 8, 1930, pp. 631-636; "Wanderwucht der Monsunländer", ZfG, 3, 1931, pp. 224-234; "Das asiatische Antlitz der Sowjets", ZfG, 6, 1931, pp. 473-481; "Kurt Wiedenfeld zum 60. Geburtstag", ZfG, 10, 1931, pp. 721-723; "Großasiatische Dynamik", ZfG, 3, 1932, pp. 129-135; "Shanghai. Die wehrgeographische Problematik der Großstadt im Kriegsgetriebe", ZfG, 4, 1932, pp. 250-254; "Geopolitik in Abwehr und auf Wacht", ZfG, 10, 1932, pp. 591-594; "Die Mandschureifrage", ZfG, 10, 1932, pp. 620-624; "Rationalisierung und Weltwirtschaft in geopolitischem Lichte", ZfG, 12, 1932, pp. 767-768 (recension d'un livre d'Ernst Streeruwitz); "Rückblick und Vorschau auf das geopolitische Kartenwesen", ZfG, 12, 1932, pp. 735-745; "Fromme Wünsche... Die slawische Idee der Absperrung des Deutschtums vom Osten", ZfG, 6, 1933, pp. 330-333; "Literatur zum Auslanddeutschtum", ZfG, 2, 1933, p. 126 (recencion d'un ouvrage lexicographique de Hugo Grothe); "Auftakt zu einem Ostasienheft", ZfG, 12, 1933, pp. 701-706; "Ein Bilderbogen", ZfG, 12, 1933, pp. 722-724; "Die erste geopolitische Weltwandkarte", ZfG, 8, 1933, p. 505; "Georg Wegener zum 70. Geburtstag", ZfG, 7, 1933, p. 436; "Atemweite, Lebensraum und Gleichberechtigung auf Erden", ZfG, 1934, 1, pp. 1-14; "Hans Spethmanns Werk und die Geopolitik", ZfG, 1934, 2, p. 142; "Geopolitische Anmerkungen zum Reichserbhofgesetz", ZfG, 1934, 4, pp. 211-214; "Einem verstummten Fernost-Forscher zum Gedächtnis! Oskar Nachod", ZfG, 1934, 4, p. 261; "Geopolitik in den Handbüchern des Wissens", ZfG, 1934, 8, pp. 525-526; "Fern-Ost und Naher Osten", ZfG, 1934, 12, pp. 721-724; "Hochbild als Helfer der Geopolitik", ZfG, 1935, 1, p. 48/49; "Deutschland von Norden gesehen", ZfG, 1935, 1, pp. 54-55; "Geopolitik in Hanbüchern des Wissens", ZfG, 1935, 1, pp. 56-57; "Dem Siebziger Sven von Hedin", ZfG, 1935, 2, p. 126; "Dem Siebziger Erich von Drygalski", ZfG, 1935, 2, pp. 126-127; "Iran statt Persien!", ZfG, 1935, 3, pp. 158-160; "Zum Schrifttum. Geopolitische und wehrgeographische Notizen", ZfG, 1935, 3, pp. 192-196; "Dem Fünfziger Colin Ross", ZfG, 1935, 4, p. 383; "Weiter Raum wirkt lebenserhaltend", ZfG, 1935, 7, p. 454; "Pflicht und Anspruch der Geopolitik als Wissenschaft", ZfG, 1935, 8, pp. 443-448; "Geopolitik als Grundlage jeder Raumordnung", ZfG, 1936, 2, pp. 128-130; "Zur Ehrentafel der Geopolitik", ZfG, 1936, 3, p. 182; "Aus der Totantafel der Geopolitik", ZfG, 1936, 3, p. 182; "Stimme der Geopolitik zum 29. März 1936", ZfG, 1936, 4, p. 247; "Geopolitisches Schrifttum", ZfG, 1936, 4, pp. 285-291; "Ein geopolitisches Werkzeug ersten Ranges zur Erkenntnis von Chinas Geschichte, Macht- und Wirtschaftsaufbau", ZfG, 1936, 7, p. 491; "Abschlüße und Krönungen von Handbüchern des Wissens in ihrem Verhältnis zur Geopolitik", ZfG, 1936, 8, pp. 561-563; "Chiang Kaishek als geopolitische Persönlichkeit im eigenen und im deutschen Lichte", ZfG, 1936, 10, p. 694; "Ernst Erich Wunderlichs Zusammenbau von Erdkunde, Geopolitik und Auslandswissen", 1936, ZfG, 10, pp. 694-695; "Mitteleuropa und die Welt", ZfG, 1937, 1, pp. 1-4; "Ein Führer und sein Werk", ZfG, 1937, 2, pp. 138-139 (étude sur George Washington); "Raumüberwindende Männer", ZfG, 1937, 3, pp. 186-188; "Zur Statik und Dynamik Amerikas", ZfG, 1937, 3, pp. 249-251; "Schrifttumsproben geopolitischer Dynamik", ZfG, 1937, 3, pp. 251-253; "Drei Frauenbücher", ZfG, 1937, 4, p. 419; "Malaya und sein Zerrungsgebiet", ZfG, 1937, 7, pp. 580-581; "Kulturbewegung und Machterneuerung am Indischen Ozean", ZfG, 1937, 7, pp. 581-583; "Fernost-Schrifttums-Auslese", ZfG, 1937, 8, pp. 675-678; "Berichterstattung aus der atlantischen Welt", ZfG, 1937, 9, pp. 738-744; 10, pp. 843-848; 11, pp. 937-944 (Karl Haushofer reprend ici la rubrique de son fils Albrecht, en misson diplomatique à Tokyo); "Der Probepfeil im Fernen Osten", ZfG, 1937, 9, p. 768; "Aus den mittelasiatischen Pufferzonen", ZfG, 1937, 12, pp. 1043-1044; "In fremdem Licht!", ZfG, 1938, 1, pp. 52-54; "Aus der mittelasiatischen Pufferzonen", ZfG, 1938, 2, pp. 129-131; "Geopolitisch Führendes aus dem Schrifttum", ZfG, 1938, 2, pp. 131-133; "Geopolitik um Neapel und Sizilischen Frühling", ZfG, 1938, 6, pp. 425-427; "Unentbehrliches aus dem Schrifttum", ZfG, 1938, 7, pp. 576-578; "Mitteleuropas Westdrehscheibe", ZfG, 1938, 9, pp. 693-704 (avec jeu de cartes établi par H. Diehl); "Geopolitischer Erntedank 1938!", ZfG, 1938, 10, pp. 781-782; "Militärische und seelische Kräfte im Fernen Osten", ZfG, 1938, 12, pp. 937-942; "Eurafrika?", ZfG, 1938, 11, pp. 888; "Weltblick in Bücher", ZfG, 3, 1939, pp. 211-219 (recensions de livres); "Zur Geopolitik der mitteleuropäischen Wasserwege", ZfG, 6, 1939, p. 466; "Der Nahe Osten im Vorschatten eurasiatischer Festlandpolitik", ZfG, 11, 1939, pp. 781-783; "Herbsten?", ZfG, 10, 1939, p. 741; "Schrifttumsauswahl zum indopazifischen Raum", ZfG, 8/9, 1939, pp. 687-691; "Wie stark ist England? Ein Sonder-Schriftums-Bericht", ZfG, 7, 1939, p. 537; "Geopolitischer Neujahrs-Ausblick 1940", ZfG, 1940, 1, pp. 1-5; "Strebepfeiler zur Geopolitik", ZfG, 1940, 3, pp. 149-151; "Eine neue Grundlage der Geopolitik von Indien", ZfG, 1940, 4, p. 200; "Geopolitische Dynamik im jüngsten Schrifttum", ZfG, 1940, 5, pp. 242-244; "Um Leben und Tod in Flandern", ZfG, 1940, 8, p. 347; "Spanische Geopolitik", ZfG, 1940, 8, p. 347; "Gestaltwandel durch Berührung?", ZfG, 1940, 9, pp. 446-447; "Eine geopolitische Dreiecks-Vollendung", ZfG, 1940, 10, pp. 455-456; "Vom Buchwert transatlantischer Wachstumspitzen", ZfG, 1940, 10, pp. 484-486; "Einzelbesprechungen", ZfG, 1940, 10, pp. 507-508; "Ernsthafte Ostasien- und Tropenbücher", ZfG, 1941, 1, pp. 52-53; "Imperialismen, ihre Träger und Deuter", ZfG, 1941, 2, pp. 123-124; "Reichsgenick oder Fluchtröhre?", ZfG, 1941, 4, pp. 237-239 (sur le Canal de Suez); "Regionales Schrifttum mit geopolitischem Einschlag", ZfG, 1941, 5, pp. 303-305; ""Kieler Blätter" und Geopolitik", ZfG, 1941, 6, p. 366; "Die größte Aufgabe", ZfG, 1941, 7, pp. 369-370; "Geopolitik und Zeitgeschichte", ZfG, 1941, 8, pp. 421-422; "Schrifttum über das Mittelmeer", ZfG, 1941, 9, pp. 476-479; "Groß-Ostasien als Wunschziel", ZfG, 1941, 10, pp. 543-546; "Eindeutige Standpunkte auf geopolitischem Boden I", ZfG, 1941, 10, pp. 589-590; "Eindeutige Standpunkte auf geopolitischem Boden II", ZfG, 1941, 11, pp. 639-641; "Zur Entwicklungsgeschichte von Kaiser- und Reichsgedanken", ZfG, 1941, 12, pp. 689-690; "Zwei unentbehrliche Japanbücher", ZfG, 1941, 12, pp. 690-691; "Aus befreundeten italienischen Geopolitik-Werkstätten", ZfG, 1941, 12, p. 691; "Lothar Stengel von Rutkowski: "Was ist ein Volk?"", ZfG, 1941, 12, pp. 693-694; "Gold und das Erbe des Empire", ZfG, 1941, 12, p. 694; "Der Kriegsausbruch im Pazifik", ZfG, 1942, 1, pp. 24-28; "Fritz Machatscheks Bildnis von Turkestan", ZfG, 1942, 2, pp. 74-82; "Schrifttum", ZfG, 1942, 2, pp. 105-106; "Das Vielerlei des "Ost"-Begriffe", ZfG, 1942, 3, pp. 144-147; "Ozeanische Anfänge von Japans Wehrgeopolitik", ZfG, 1942, 4, pp. 167-169; "Eine Indienreihe", ZfG, 1942, 5, pp. 259-260; "Lebensraumfragen", ZfG, 1942, 6, pp. 301-307 (recensions sur les problèmes géopolitiques en général, la géopolitique défensive en Extrême-Orient, la raciologie de Egon von Eickstedt, la géopolitique de la Scandinavie); "Hemisphärenpolitik und Forderungen des Tags", ZfG, 1942, 8, pp. 391-392; "Großmogul Akbar, Indiens größte geopolitische Kraft", ZfG, 1942, 10, pp. 467-469; "Geopolitischer Aufbau in Südostasien" & "Tiefenschau in schweizer Kulturlandschaft und Volksseele", ZfG, 1942, 10, pp. 477-478; "Schrifttum", ZfG, 1942, 11, pp. 516-522 (recensions sur les voies de pénétration culturelle, l'Inde, la géopolitique des steppes et des déserts, la géopolitique coloniale italienne, la géopolitique dans l'enseignement, la notion de grand-espace); "Schrifttum", ZfG, 1942, 12, pp. 558-562 (recensions sur l'Amérique dans la confrontation entre les continents, sur les petits espaces face à la constitution de grands espaces, sur l'accès aux mers libres, sur la géopolitique bulgare de la Méditerranée, sur les grandes religions comme forces actives de la géopolitique); "Verpflichtung zum klaren Weltbild. Der Großostasiengedanke in der deutschen Geopolitik", ZfG, 1943, 1, pp. 1-7; "Zeitgemäße Spätlese", ZfG, 1943, 1, p. 44; "Iran-Geopolitik", ZfG, 1943, 2, pp. 80-81; "Rasse und Raum", ZfG, 1943, 2, p. 81; "Hochland-Geopolitik. Ein Nachlaßwunsch an die jüngere Geschlechtsfolge", ZfG, 1943, 3, pp. 85-89; "Erfahrungen über Erhaltung von Volks- und Stammesart", ZfG, 1943, 3, pp. 119-120; "Mechanische und organische Raumordnung", ZfG, 1943, 3, pp. 120-121; "Vom Werden des natürlichen Raums bis zu seiner Kulturpolitischen Umwerbung", ZfG, 1943, 3, pp. 121-123; "Aus Rumäniens kulturpolitischen Werkstätten", ZfG, 1943, 3, pp. 123-125; "Ein Schlüssel zur Geopolitik der Türkei", ZfG, 1943, 3, pp. 125-126; "Kraftfeldverwandlung im amerikanischen Mittelmeer", ZfG, 1943, 4/5, pp. 145-146; "Ein Satyrspiel zu den USA - Auseinandersetzungen", ZfG, 1943, 4/5, p. 170; "Druckveränderungen am geopolitischen Seismographen- und Manometer-Dienst", ZfG, 1943, 4/5, p. 171; "Weltpolitik im auslandswissenschaftlichen Lichte", ZfG, 1943, 4/5, pp. 171-172; "Gestaltwandel und Dauer-Leitmotive als deutsche Forschungsziele im geopolitischen Licht", ZfG, 1943, 4/5, pp. 172-174; "Neuere Zeugnisse zur Geopolitik von Afrika", ZfG, 1943, 4/5, pp. 174-176; "Geopolitische Feinkunst und Großraumtechnik", ZfG, 1943, 4/5, p. 176; "Formprägende Japanbücher zur Großostasienfrage", ZfG, 1943, 4/5, pp. 176-177; "Zwei Jahrzehnte Geopolitik", ZfG, 1943, 6, pp. 183-184; "Die Südfront Großostasiens", ZfG, 1943, 6, pp. 195-196; "Das politische Schuldkonto der Demokratie in der Verstädterungsfrage und Landflucht", ZfG, 1943, 6, p. 215; "Der Werdegang Großostasiens als Beweis für die Prognosefähigkeit der Geopolitik", ZfG, 1943, 6, p. 219; "Bausteine zur Großostasien Geopolitik", ZfG, 1943, 6, p. 220; "Eisgrenzen der Geopolitik", ZfG, 1943, 6, pp. 220-222; "Vom Ringen um die Geopolitik europäischer Ostgrenzen", ZfG, 1943, 6, pp. 222-223; "Die russische Gleichung, "Den ryska Ekvationen"", ZfG, 1943, 6, pp. 223-224; "Freies Meer, Ozeanopolitik, Seegeltung und Geopolitik von Meeresbecken I", ZfG, 1943, 6, pp. 224-225; "Bauern in den Bergen", ZfG, 1943, 6, pp. 225-226; "Das Dorfbuch von Rauris in der Agrarpolitik der Welt", ZfG, 1943, 6, pp. 226; "Eurafrikas Atlantikfront", ZfG, 1943, 7, pp. 250-251; "Krisen von Reichen in Streulagen. Geopolitisch-historische Skizzen I", ZfG, 1943, 7, pp. 229-232; "Zur Geopolitik der pazifischen Großraumfischerei", ZfG, 1943, 7, p. 269; "Historische Belege zur Religions-Geopolitik. Geopolitisch-historische Skizzen II", ZfG, 1943, 8, pp. 278-281; "Geopolitische Breiten- und Längsdynamik", ZfG, 1943, 8, pp. 291-293; "Handliches Werkzeug zur Auslandkunde und Geopolitik", ZfG, 1943, 8, p. 312; "Irans geopolitische Öl-Schwerlinie Baku-Bahrein-Ormus im Zeitenspiel", ZfG, 1943, 8, p. 313; "Freies Meer, Ozeanopolitik, Seegeltung und Geopolitik von Meeresbecken II", ZfG, 1943, 8, pp. 313-314; "Grundzüge der Geopolitik von Groß-Südostasien", ZfG, 1943, 9, pp. 328-330; "Die Kraft der ungebrochenen Linie: Reichserziehung in Japan auf geopolitischem und geopsychischem Grunde. Geopolitisch-historische Skizzen III", ZfG, 1943, 9, pp. 334-339; "Wehrgeopolitische Dynamik zwischen Indien und China", ZfG, 1943, 9, pp. 356-357; "Und doch: Eurafrika-Gedanke; wissenschaftliche Weltpolitik; Raumverantwortung und Landschaftspflege weltüber!", ZfG, 1943, 9, pp. 357-358; "Die zerstörten Kulturfronten Europas und ihre geopolitischen Wiederaufbau-Chancen", ZfG, 1944, 1, pp. 1-3; "Binnenbau, Raumordnung und Staatsführung in der Geschichte", ZfG, 1944, 1, pp. 9-11; "Geopolitische US-Amerikana", ZfG, 1944, 1, pp. 38-39; "Zur Krise der kapitalistischen und sozialen Standfestigkeit der englisch-sprechenden Völker", ZfG, 1944, 1, pp. 39-40; "Wehrgeopolitik im Sowjet-Wintersumpf: "Schijäger am Feind"", ZfG, 1944, 1, p. 40; "Brückenköpfe und Wachstumspitzen", ZfG, 1944, 2, pp. 41-43; "Zur Vorbereitung der geopolitischen Sprungbretter des "dritten Weltkrieges" der Achsengegner", ZfG, 1944, 2, pp. 48-49; "Betrachtungen zum Zeitgeschehen", ZfG, 1944, 2, pp. 70-72; "Großraum-Grenzlandschaften in ihrem geopolitischen Bewußtsein", ZfG, 1944, 2, pp. 77-78; "Aus dem Instrumentarium der Auslandskunde und Wehrwissenschaft", ZfG, 1944, 2, pp. 79-80; "Unterwanderung und Überschiebung", ZfG, 1944, 3, pp. 81-84; "Die russische Gleichung und Großostasiens Festlandfront", ZfG, 1944, 3, pp. 104-106; "Unterströmungen und Unterwanderung", ZfG, 1944, 3, p. 119; "Japan first?", ZfG, 1944, 3, p. 119; "Die soziale Frage in Indien", ZfG, 1944, 3, p. 120; "Volk und Boden", ZfG, 1944, 3, p. 120; "Stammbaum-Blätter der Geopolitik", ZfG, 1944, 4, pp. 121-123; "Bodenechte Kulturpolitik und Zivilisationsbarbaren", ZfG, 1944, 4, pp. 144-145; "Weltbild in Ordnung halten!", ZfG, 1944, 4, pp. 160-163; "Seehaftes Denken, Schreiben und Tun", ZfG, 1944, 4, pp. 163-164.
In ogni numerio della ZfG, Haushofer pubblicava due cronache dal titolo "Bericht über den indopazifischen Raum" e "Literaturbericht über den Indopazifischen Raum".
Prefazioni di Haushofer a importanti opere (géo)politiche :
in Scott Nearing and Joseph Freeman, Dollarimperialismus, 1927; in Hans Kohn, Geschichte der nationalen Bewegungen im Orient, 1928; in Gustav Amann, Sun Yatsens Vermächtnis. Geschichte der chinesischen Revolution, 1928; in Heinrich Gattineau, Verstädterung und Arbeiterherrschaft. Ergebnisse einer kritischen Betrachtung der australischen Verhältnisse, 1929; in James Fairgrieve, Geographie und Macht, 1930 (traduction de Martha Haushofer); in A.L. Carthill, Verlorene Herrschaft, 1930 (?), traduction de Martha Haushofer; in Karl Springenschmid, Die Staaten als Lebewesen. Geopolitisches Skizzenbuch, 1933; in J. März, Die Adriafrage, 1933; in Oskar von Niedermayer u. J. Semjonow, Die Sowjetunion, 1934. - Sur Karl Haushofer: E. Obst, "Karl Haushofer zum 60. Geburtstag", ZfG, 1929, 9, pp. 709-713; M. Trautz, "Karl Haushofer in Japan 1908/1910", ZfG, 1929, 9, pp. 717-720; A. von Ruith, "Das militärische Wirken Karl Haushofers", ZfG, 1929, 9, pp. 715-717; Walther Vogel, "Politische Geographie und Geopolitik (1909-1934)", Geograph. Jahrbuch, 1934, pp. 79-304; P. Grassmann, "Professor Karl Haushofer in Skandinavien", ZfG, 1935, 12, pp. 740-747 (article illustré de nombreuses cartes); A.E. Johann, "Zum siebzigsten Geburtstage Karl Haushofers! Von einem Nur-Journalisten", ZfG, 1939, 8/9, pp. 543-546; Andreas Dorpalen, The World of General Haushofer. Geopolitics in Action, New York, 1942; Gustav Fochler-Hauke, "Karl Haushofer 75 Jahre", ZfG, 1944, 4, pp. 130-135; Russel H. Fifield & G. Etzel Percy, Geopolitics in Principle and Action, Boston, 1944; Edmund Aloysius Walsh, Wahre anstatt falsche Geopolitik für Deutschland, Schriftenreihe des Forum Academicum, 4, 1946; E.A. Walsh, "Die Tragödie Karl Haushofers", Neue Auslese aus dem Schrifttum der Gegenwart, Allierter Informationsdienst, 2, 1947, Cahier 3; Carl Troll, "Die geographische Wissenschaft in Deutschland in den Jahren 1933 bis 1945", Die Erdkunde, Bd. 1, 1947, pp. 3-48; Peter Schöller, "Wege und Irrwege der politischen Geographie und Geopolitik", Die Erdkunde, Bd. XI, 1957, pp. 1-20; Karl-Heinz Harbeck, Die Zeitschrift für Geopolitik 1924 bis 1944, Thèse de l'université de Kiel, 1963; Yung-Hwan Jo, Japanese Geopolitics and the Greater East-Asia-Co-Prosperity Sphere, Thèse de l'université de Washington, 1964 (analyse de l'impact des idées de Haushofer sur la pratique politique et militaire japonaise); Ursula Laack-Michel, Albrecht Haushofer und der Nationalsozialismus, Stuttgart, 1974; Alain de Benoist, "La géopolitique", in Le Spectacle du monde, août 1975 (repris dans une anthologie de l'auteur, Vu de droite, Copernic, 1978, pp. 237-252); Rainer Matern, Karl Haushofer und seine Geopolitik, Karlsruhe, 1978; Armin Mohler, "Karl Haushofer", Criticón, 56, nov.-déc. 1979; Hans-Adolf Jacobsen, Karl Haushofer, Leben und Werk, 2 vol. (Vol. I: Lebensweg 1869-1946 und ausgewählte Texte zur Geopolitik; Vol. II: Ausgewählter Schriftwechsel 1917-1946), Harald Boldt, Boppard, 1979 (cet ouvrage est le plus complet sur Haushofer; sauf la bibliographie, dont la plus complète, à notre connaissance et d'après A. Mohler, est la nôtre; des extraits de l'anthologie réalisée par Jacobsen ont été traduits en français dans le volume De la géopolitique, cf. supra); Derwent Whittlesey, "Haushofer: les géopoliticiens", in Edward Mead Earle, Les maîtres de la stratégie, vol. 2, Berger-Levrault, 1980; Michel Korinman, "Friedrich Ratzel, Karl Haushofer: "Politische Ozeanographie"", in Hérodote, n°32, 1984; Ange Sampieru, "Le retour de la géopolitique de Haushofer", Vouloir, 31, juillet 1986; Michel Korinman, Quand l'Allemagne pensait le monde. Grandeur et décadence d'une géopolitique, Fayard, 1990; Pierre M. Gallois, Géopolitique. Les voies de la puissance, Plon, 1990; Robert Steuckers, "Panorama théorique de la géopolitique", Orientations, 12, 1990/91.
Per una bibliografia di testi geopolitici, con riferimento ad Haushofer, cfr. Armin Mohler, Die Konservative Revolution in Deutschland 1918-1932, Darmstadt, 1989 (3a ed.), pp. 237-240.
SYNERGIES EUROPÉENNES Febbraio 1992




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