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  1. #41
    Resistente
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    LA RELIGIONE E' CONSIDERATA VERA DALLA GENTE COMUNE, FALSA DAI SAGGI E UTILE DAI GOVERNANTI.
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    Che durante il famoso ventennio vi siano stati degli appartenenti al pfi che si siano distinti per atti di umana pieta' e di solidarieta' verso quelle che dovevano essere le loro vittime, e' un dato di fatto incontestabile. Ed e' proprio per la sua unicita' che queste eroiche azioni sono la classica cartina di tornasole che mette in evidenza la tragicita' ed il completo fallimento di un progetto atto a privare l'individuo delle garanzie di liberta' e di democrazia. Il fascismo da come si e' presentato con azioni di forza e repressive ha fatto nascere inevitabilmente nell'individuo sentimenti diversi in continua lotta tra di loro. Se da una parte vi era l'ammirazione per l'individuo forte che garantiva l'ordine e la disciplina in un Paese reduce dalla grande guerra ed avviato ad una depressione che non ha avuto eguali, dall'altra c'era la paura di dover irritare il regime subendone come era successo a molti, l'azione repressiva. Un regime nato e aiutato dai paesi capitalisti con in testa la Francia e l'Inghilterra ed in secondo momento dagli Usa. Certo il bolscevismo aveva spaventato piu' di un Paese e la possibilita' che il comunismo attecchisse in Europa per propagarsi in seguito nel resto del mondo era abbastanza alta. Mussolini prima, ed hitler in seguito, grazie ai loro progetti "rivoluzionari" erano la diga giusta contro il socialismo rivoluzionario vero. Fino al 1943 fatta eccezzione per l'assassinio di Matteotti, di quello di Amendola, dei fratelli Rosselli, e di don Sturzo, il regime fascista si era "limitato" ad azioni dimostrative che al confronto del biennio 43/45 appaiono come "normali" marachelle d'esagitati. Non dimentichiamo a tal proposito che nello stesso pfi vivevano delle anime in continuo conflitto tra di loro; vi erano infatti i moderati come Grandi, Ciano, Marinetti, Gentile; e i duri e puri, come Farinacci, Pavolini, Borghese, fautori dell'infelice alleanza con le bestie naziste. Nel mezzo stava Mussolini uomo costantemente dibattuto tra angosciosi dubbi e che non vedeva di buon occhio la facilita' con cui certi gerarchi ricorrevano alla violenza gratuita. Fu per il 25 luglio che Mussolini diede su un piatto d'argento l'occasione ai moderati di "farsi mettere da parte" in quanto aveva capito che il suo progetto era fallito, ma c'era l'alleanza con i nazisti da rispettare. Sappiamo tutti come fini' per i "traditori" del 25 luglio con in testa il genero del duce, Ciano. Ed e' dall' 8 settembre del 43,che il volto piu' violento del fascismo viene fuori e con esso la parte diciamo migliore, quelli cioe' che non volevano essere i complici e servi degli assassini nazisti. Ecco, e' da li in poi che bisogna fare distinzione tra chi aveva capito che l'alleanza con la Germania era foriera di lutti e di rovine ( Mussolini lo aveva capito ma non aveva piu' la forza per tirarsi indietro)) e chi ha continuato imperterrito a fare il valletto di hitler, assassinando e torturando i propri connazionali.

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  2. #42
    Anti-Obama
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    Originally posted by "Il Ventennio"


    certe volte penso , che vogliate a proposito creare lo spauracchio fascista, per giustificare la Vs. becera esistenza.
    Anzi ne sono certo!
    le leggi razziali, la fuga del Re, la RSI, la lotta al fianco della germania.......
    va bene, possono essere giudicate oggi, con buon margine di ragionevoezza , e giudicarle un "errore".
    sicuramente fatte per il Bene dell'Italia, o di quel che ne rimaneva.
    Ben diverse le porcherie, tipo le Foibe, l'Epurazione degli Italiani da Trieste, la rivolta terroristica a favore dell'Unione Sovietica, da parte di "cittadini" Italiani, e poi tutte le vendette protrattesi per anni, nel famoso triangolo della Morte (emilia romagna), dove i carabinieri riuscirono a daprire le caserme solo nel 1948.
    E tutto quello che avete partorito negl'anni a venire, per sfociare nel vostro terrorismo Rosso....
    Quante porcherie, avete fatto subire alla Patria, per 20 anni di onore portato dal fascismo.
    fascismo che ha portato l'Italia, da un livello di ignoranza dilagante e e povertà, a Nazione tra le prime al mondo, poi come tutti gli adolescenti ha peccato di presunzione, ed è successo quello che sappiamo.
    E' comunque grazie al fascismo, se tanti nostri progenitori, hanno potuto dare un futuro a filgi e nipoti come Noi.
    Tra i quali ci siete anche Voi...vera vergogna nazionale.
    Concordo.

  3. #43
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    Originally posted by "Il Ventennio"
    comunisti non capiscono che il comunismo porta solo povertà e malcontento. Tutti vengono standarizzati, ma non diventano tutti ricchi. DIVENTANO TUTTI POVERI! Il comunismo non alza, ma abbassa.
    in verità in verità ti dico che c'hai ragione.

    La mancanza della proprietà privata e di ogni riconoscenza è mancanza di stimolo a migliorare se stessi e quello che ci circonda. Se lavori come uno schiavo e ti danno 1, ma se lavori poco e svogliato di danno comunque 1, cosa farai? Donerai il sudore e il sangue alla patria che li userà per sottomettere altri popoli attraverso i tank e la minaccia nucleare? Naturalmente farai il massimo.
    mah più che altro il comunismo si basa sulla redistribuzione del surplus. Tutto qua. che poi questo ammazzi la concorrenza interna e la voglia di emergere anche questo è vero. Ecco perché i principali paesi comunisti avevano una burocrazia elefantiaca

    Scusatemi, ma io non credo a questi falsi sentimentalismi che i rossi vanno in giro a predicare come fossero la risposta a tutte le domande, non riuscirò mai a credere che dei poveracci senza identità, senza dignità e senza motivazione si spacchino la schiena per Il Partito, un partito illusorio, di magnoni, di false promesse, di padri padroni e ladroni. Lo ripeto, non ci credo, e la dimostrazione di tutto questo è la Russia, che il comunismo ha lacerato dall'interno, con politiche stupide ed insensate, mascherate da illusorie promesse di ricchezza interna, sparizione della povertà e delle piaghe dello "Sporco Capitalismo". A quanto pare non è stato così, e la storia ne è testmone, ma è testimone anche dei Gulag (acronimo del russo Glavnoye uproavleniye ispravitelno-trudovykh lagerej, "Amministrazione generale dei campi di rieducazione e lavoro") , campi di concentramento in Siberia, fratelli minori ma non troppo di Auschwitz e compagni di morte. Questo è il comunismo?
    in effetti fra la teoria e la pratica corre un abisso. Tutte le grandi ideologie non sono esenti da questa aporia. La Chiesa cattolica parla di libertà e eguaglianza, ma ha fatto anche gli auto da fè e i tribunali dell'inquisizione. Questa è la Chiesa?

    La libertà dei rossi, che hanno anche osato chiamare il loro giornale "Libertà", è la libertà di un uccello in gabbia.
    ??? Se ti riferisci a "pravda", in russo significa "verità", non "libertà". Certo, che poi su quelle pagine ci sia scritta la verità ne dubito anch'io, ma la tua traduzione, se si riferisce all'ex house organ del Pcus russo, è questa.

    Niente libertà di parola, di stampa, di pensiero. Non si può neanche andare a lamentarsi dagli sporchi capitalisti, che intanto vivono bene, che un cecchino dell'armata rossa ti fa un buco in testa.
    altro problema dei regimi comunisti: massa indistinta che viveva in povertà e 1% di dirigenti di partito e parentado che vivevano nel lusso. Privilegi di casta.

    Se questa è la libertà che Dio mi fulmini sul posto.
    Mancato!!!

    Chiedo scusa alle anime dei martiri, che pur non volendo il comunismo sono stati costretti a subirlo, e sono stati uccisi per le loro idee politiche, chiedo veramente scusa per averli citati, ma almeno la loro morte non è stata invana, ma servirà ai posteri per non fare gli stessi errori che sono stati compiuti da Lenin, Stalin e compagni.
    vero.

    E' bello fare il comunista in Occidente, nell'occidente capitalista, dove sei libero, dove ci sono belle macchine, belle tv, bei sogni, dove ci sono i soldi, è bello predicare agli altri di seguire le idee di Marx e Lenin, è bello dire queste cose quando non le devi subire.
    altro annoso problema dell'intellettuale di sinistra occidentale. Vedi Feltrinelli, Pasolini, Picasso, che abitava a Parigi, il prof. Bianchi-Bandinelli, quadro dirigente del Pci ma anche professore di storia dell'arte nonché nobile e possessore di una vasta tenuta in Chianti. Quando gli chiesero se, in quanto comunista, avesse voluto regalare la sua tenuta alla servitù, rispose di no perché "è moralmente diseducativo..."

    Perchè i comunisti non vanno a Cuba, in Cina, o magari in Laos, dove c'è il mondo che dovrebbe essere, dove la gente è tutta felice, dove si è liberi, perchè non vanno in quei meravigliosi posti?
    perché è terzo mondo. si preferisce discettar di marxismo qui nella ricca e vecchia europa, con la panza piena di panettone ed il portafogli di euro...

    Perchè sono meravigliosi solo nelle loro menti propagandistiche, infatti Cuba è bella solo per i turisti e per Fidel Castro che ha una nazione di poveri e ammalati ai suoi piedi, la Cina è una grande gabbia dove i cinesi DEVONO (non "VOGLIONO", è diverso) vestirsi come Il Partito(con la lettera maiuscola perchè esiste solo quello... Che libertà!) decide, dove c'è il "controllo delle nascite"(ha un nome inquietante, ma il suo significato è ancora peggiore),
    tutto vero, ma il controllo delle nascite in Cina, pur discutibile, ha una sua logica immediata. Sai, se devi gestire uno stato con un miliardo e trecento milioni di sudditi... per quanto riguarda Cuba, è certamente vero che sono tutti poveri, ma non che siano anche altrettanto ammalati. a La habana c'è una clinica cardiologica all'avanguardia, tanto all'avanguardia che pure Maradona, anni fa, la preferì alle strutture ospedaliere argentine e anche molti vanno a farsi operare là da Messico, Brasile, ecc...

    il Laos invece è semplicemente un paese di schiavi del Partito. Il Partito, nome più inquietante di Grande Fratello...
    Concludendo, posso affermare che i comunisti si fanno male da soli, inseguendo un'illusoria idea di libertà, di uguaglianza, un idea che ha portato, porta tuttora, e porterà sempre solo il collasso di società umane intere.
    vero anche qui, ma il partito-leviatano non è un'esclusiva comunista. Prova a pensare all'Italia fascista od alla Germania hitleriana...

  4. #44
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    Originally posted by DrugoLebowsky

    vero anche qui, ma il partito-leviatano non è un'esclusiva comunista. Prova a pensare all'Italia fascista od alla Germania hitleriana...


    ecco che dovrebbero sparire tutti i partiti e il falso concetto di liberta , fraternita e ugualgianza come fu inteso dai giacobini e da tutti coloro che vollero attuare quei principi sul piano sociale .

  5. #45
    SENATORE di POL
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    Nostalgico dell'Antico Regime pre-ottantanovista?

  6. #46
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    Originally posted by Pieffebi
    Il PCI nel 45 combatteva per dare una mano a Stalin a sconfiggere Hitler (e il suo fido alleato Mussolini) che aveva tradito l'alleanza iniziale del patto Molotov e Ribbentrop (patto di non aggressione, spartizione della Polonia e successivo trattato di amicizia). In quel contesto lottò per liberare l'Italia dal "nazi-fascismo" e, non avendo la possibilità immediata di una rivoluzione comunista, ripiegò sulla tattica della "democrazia progressiva" (che nell'est abbiamo visto come è finita).
    Purtroppo per Togliatti in Italia c'erano le truppe anglo-americane a combattere contro tedeschi e fascisti repubblicani, non i sovietici.
    Ovviamente ciò non significa minimamente che il PCI avesse archiviato definitivamente le speranze rivoluzionarie, e ancor meno che si fosse convertito alla democrazia liberale pluralista, che accettava tatticamente come terreno di avanzata e di scontro di classe.

    Saluti liberali
    Caro pfb, la storia contemporanea non bisogna raccontarla a "pizzichi e bocconi" come si dice a Roma, ma bisogna avere il coraggio di citare tutte le fonti , non solo quelle piu' convenienti. La mia pur modesta conoscenza del periodo non e' frutto solo di libri di Candeloro oppure di Battaglia, o di Bocca, ma annovera anche testi interessantissimi come quelli di Petacco (uno dei miei preferiti) e di Montanelli e Cervi. Quest'ultimi si possono tacciare di tutto, tranne quello di essere simpatizzanti comunisti. Eppure, leggendo alcuni libri scritti dagli stessi si puo' dedurre che si, la politica del pci era legata a Mosca, ma anche che Togliatti (nonostante abbia commesso dei tragici errori,come quello di schierarsi con Tito invece che con gli italiani della Venezia Giulia),specie dopo Yalta non aveva nessuna intenzione, nonostante la retorica di partito, di "soviettizzare" l'Italia, anche perche' alla luce della spartizione di Yalta il nostro Paese non poteva in nessun modo entrare nell'orbita sovietica. La Svolta di Salerno e la "democrazia progressiva" erano nel complesso tentativi autenticamente democratici per far entrare il pci nell'orbita di governo. Solo la base ancora credeva e per lungo tempo all'illusione dell' "addaveni' baffone" ! Infatti quando Togliatti spiego' quelo che intendeva fare, non furono pochi quelli che in seno al partito lo presero per matto. Comunque caro pfb dimentichi che il ventennio come conseguentemente il secondo conflitto mondiale sono state caratterizzate da vere e proprie lotte di classe. Tu citi spesso l'alleanza o meglio il patto di non belligeranza tra Stalin ed Hitler ma dimentichi di citare anche quello tra Churcill e il dittatore tedesco. E perche' non menzioni l'attesismo americano che sperava in un conflitto limitato tra Urss e Germania quest'ultima fortemente foraggiata dagli americani filonazisti del sud. E perche' non parli del mancato aiuto da parte degli alleati alla Russia, quando questa fu attaccata da hitler. E la complicita' del mondo occidentale nel nascondere l'orrore delle foibe? Gia', faceva comodo la Yugoslavia di Tito in funzione anti Urss, perche' quindi irritare un prezioso alleato e per di piu' comunista, rivelando al mondo intero le atrocita' dell'esercito titino? Vedi caro pfb l'ultimo conflitto mondiale ha avuto la caratteristica di assimilare tutto il peggio che l'Essere Umano possa esprimere. L'ideologia ha prevalso sul senso del dovere e dell'onore coinvolgendo in un vortice senza fine un po' tutti. Una cosa non bisogna mai dimenticare che chi ha comincato per prima e' il vero responsabile di quella tragedia. Le risposte che ne sono conseguite, potranno magari essere indubbiamente discutibili , ma la guerra porta con se lo ripeto, il peggio ed il meglio nell'uomo. Bastava che hitler e mussolini, invece di sognare la conquista di altri Paesi, sottomettendoli, avessero inseguito le proprie vocazioni, e una delle piu' grandi tragedie dell'umanita' non avrebbe mai avuto luogo.

  7. #47
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    Originally posted by Pieffebi
    Nostalgico dell'Antico Regime pre-ottantanovista?
    Nostalgico del sacro romano impero

  8. #48
    SENATORE di POL
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    Originally posted by un uomo libero


    Caro pfb, la storia contemporanea non bisogna raccontarla a "pizzichi e bocconi" come si dice a Roma, ma bisogna avere il coraggio di citare tutte le fonti , non solo quelle piu' convenienti. La mia pur modesta conoscenza del periodo non e' frutto solo di libri di Candeloro oppure di Battaglia, o di Bocca, ma annovera anche testi interessantissimi come quelli di Petacco (uno dei miei preferiti) e di Montanelli e Cervi. Quest'ultimi si possono tacciare di tutto, tranne quello di essere simpatizzanti comunisti. Eppure, leggendo alcuni libri scritti dagli stessi si puo' dedurre che si, la politica del pci era legata a Mosca, ma anche che Togliatti (nonostante abbia commesso dei tragici errori,come quello di schierarsi con Tito invece che con gli italiani della Venezia Giulia),specie dopo Yalta non aveva nessuna intenzione, nonostante la retorica di partito, di "soviettizzare" l'Italia, anche perche' alla luce della spartizione di Yalta il nostro Paese non poteva in nessun modo entrare nell'orbita sovietica. La Svolta di Salerno e la "democrazia progressiva" erano nel complesso tentativi autenticamente democratici per far entrare il pci nell'orbita di governo. Solo la base ancora credeva e per lungo tempo all'illusione dell' "addaveni' baffone" ! Infatti quando Togliatti spiego' quelo che intendeva fare, non furono pochi quelli che in seno al partito lo presero per matto. Comunque caro pfb dimentichi che il ventennio come conseguentemente il secondo conflitto mondiale sono state caratterizzate da vere e proprie lotte di classe. Tu citi spesso l'alleanza o meglio il patto di non belligeranza tra Stalin ed Hitler ma dimentichi di citare anche quello tra Churcill e il dittatore tedesco. E perche' non menzioni l'attesismo americano che sperava in un conflitto limitato tra Urss e Germania quest'ultima fortemente foraggiata dagli americani filonazisti del sud. E perche' non parli del mancato aiuto da parte degli alleati alla Russia, quando questa fu attaccata da hitler. E la complicita' del mondo occidentale nel nascondere l'orrore delle foibe? Gia', faceva comodo la Yugoslavia di Tito in funzione anti Urss, perche' quindi irritare un prezioso alleato e per di piu' comunista, rivelando al mondo intero le atrocita' dell'esercito titino? Vedi caro pfb l'ultimo conflitto mondiale ha avuto la caratteristica di assimilare tutto il peggio che l'Essere Umano possa esprimere. L'ideologia ha prevalso sul senso del dovere e dell'onore coinvolgendo in un vortice senza fine un po' tutti. Una cosa non bisogna mai dimenticare che chi ha comincato per prima e' il vero responsabile di quella tragedia. Le risposte che ne sono conseguite, potranno magari essere indubbiamente discutibili , ma la guerra porta con se lo ripeto, il peggio ed il meglio nell'uomo. Bastava che hitler e mussolini, invece di sognare la conquista di altri Paesi, sottomettendoli, avessero inseguito le proprie vocazioni, e una delle piu' grandi tragedie dell'umanita' non avrebbe mai avuto luogo.

    Carissimo uomo libero...questa sera sono già troppo brillo per risponderti nel merito. Per ora taglia-incollo la bibliografia essenziale dei miei post sul comunismo italiano e la sua storia....antica e vecchia....pubblicati sul forum cdl, quello della storia e in parte su quelli ulivista e rifondarolo....tanto perchè tu ti faccia almeno una piccola idea di una parte delle mie "fonti".

    testi principali di riferimento per i post sulla storia del comunismo italiano....

    Paolo Spriano : "Storia del Partito Comunista Italiano" - Einaudi;
    Arturo Peregalli : "L'Altra Resistenza - il Pci e le opposizioni di sinistra - 1943/1945" - Graphos;
    Gianni Oliva: "La Resa dei Conti - aprile/maggio 1945: foibe, piazzale loreto e giustizia partigiana" - Mondadori;
    Roberto Gremmo : "I Partigiani di Bandiera Rossa - Il Movimento Comunista d'Italia nella Resistenza Romana" - Edizioni ElF;
    Aldo Agosti : "Bandiere Rosse - un profilo dei comunismi europei" - Editori Riuniti;
    AA.VV. : "Lo stalinismo nella sinistra italiana - atti del convegno organizzato da Mondoperaio - Roma 16/17 marzo 1988" - Aesse libri;
    Alberto Cecchi : "Storia del PCI attraverso i congressi" - Newton Compton Editori;
    ---- "Il PCI e la svolta del 1956" - Edizioni Rinascita;
    Roberto Battaglia : "Storia della Resistenza Italiana" - Einaudi;
    Georgi Dimitrov: "Diario - gli anni di Mosca (1934-45) - Einaudi;
    Giorgio Napolitano: "Intervista sul PCI" - Laterza;
    Donald Sassoon: "Cento anni di socialismo - la sinistra nell'Europa Occidentale del XX secolo" - Editori Riuniti
    Sergio Bertelli - Francesco Bigazzi : "P.C.I - la storia dimenticata" - Mondadori;
    Gian Paolo Pelizzaro: "Gladio Rossa - Dossier sulla più potente banda armata esistita in Italia" - ed. Settimo Sigillo;
    Valerio Riva : "Oro da Mosca - i finanziamenti sovietici al PCI dalla rivoluzione d'ottobre al crollo dell'URSS" - Mondadori;
    Pietro Melograni : "Comunismo, fascismo, libertà" in nuova Storia Contemporanea n° 2/2002;
    Sergio Bertelli : "IL PCI : reticenze e mistificazioni" in nuova Storia Contemporanea n° 2/2002;
    Valeria Sgambati "Il lungo viaggio del PCI" in nuova Storia Contemporanea n° 6/2000;
    Michael Ledeen: "Gli Usa e il PCI" - in nuova Storia Contemporanea n° 4/2001;
    Gianni Donno : "Gladio Rossa - la storia fra magistratura e politica" in nuova Storia contemporanea n° 3/2001
    Victor Zaslawsky: "La Gladio Rossa" - in nuova Storia Contemporanea - m° 1/2001;
    Paolo Buchignani : "I fascisti rossi da Mussolini a Togliatti" - in nuova Storia Contemporanea - n° 1/1998;
    Renzo De Felice : "La resistenza e il Regno del Sud" - in nuova Storia Contemporana, n° 2/1999;
    Salvatore Sechi: "Gli americani e l'apparato militare del PCI" - in nuova Storia Contemporanea - n° 6/1999;
    Victor Zaslawsky : "I finanziamenti sovietici ai comunisti italiani" - in Nuova Storia Contemporanea - n° 6/1999;
    Roberto Massari/ALfonso Leonetti : "All'Opposizione nel PCI con Trotsky e Gramsci" - ed. Controcorrente;
    Bruno Fortichiari : "Comunismo e Revisionismo in Italia" - Tennerello editore;
    Luigi Cortesi : "Le Origini del PCI" - Laterza;
    Ruggero Giacomini : "Gramsci e la formazione del partito comunista d'Italia" - Ed. cultura operaia;
    AA.VV: "La liquidazione della sinistra del PCd'IT" - ed. l'Internazionale;
    Miriam Mafai : "Botteghe Oscure, addio - com'eravamo comunisti" - Mondadori;
    Enrico Berlinguer : "La politica internazionale dei comunisti italiani" - Editori Riuniti;
    Enrico Berlinguer : "Unità del popolo per salvare l'Italia" - Editori Riuniti;
    E. Ragionieri "Comunisti, azionisti e cattolici nella resistenza" - Editori riuniti;
    AA.VV. : "1943 - l'anno che cambiò l'Italia " in Ragionamenti sui fatti e le immagini della Storia - n° 26 del 1993;
    Piero Boni : "Mito e realtà della Resistenza" intervista a Ragionamenti sui fatti e le immagini della Storia - n° 26 del 1993;
    Salvatore Sechi : "L'esercito rosso - l'apparato militare del PCI" in nuova Storia Contemporanea, n° 3/2000;
    Giuseppe Galasso: "Il 48 e il tribunale della storia" - in nuova Storia Contemporanea n° 1/2001;
    Salvatori Sechi : "Gli Usa e la crisi italiana del 1947" - Luni;
    AA.VV. : "Stalin e Hitler e la seconda guerra mondiale" - in "Storia e Cultura" - 1979;

    E.Reale : "La nascista del Cominform" - ed. rinascita;
    S. Coutois : "La questione comunista - storia, memoria, giudizio" - in nuova Storia Contemporanea - n° 3/2000.
    (Amadeo Bordiga e compagni) : "Storia della sinistra Comunista" - edizioni il programma comunista.
    Domenico Settembrini : "Il Dramma Storico degli Eredi di Togliatti" - in "Nuova Storia Contemporanea" n° 5/2002;
    Raffaele Molinelli: "Totalitarismo e Storiografia" in "Nuova Storia Contemporanea" n: 1/2001 ;
    Piero Craveri : "Commissione Stragi: misteri e segreti" - ibidem;
    Lenin : "L'estremismo, malattia infantile del comunismo" - Editori Riuniti;
    Pietro Melograni: "Il mito della rivoluzione mondiale" - LaTerza;
    Giancarlo Lehner : "Palmiro Togliatti - biografia di un vero stalinista" - Sugarco Edizioni;
    Giorgio e Paolo Pisanò : "Il Triangolo della Morte - la politica della strage in Emilia durante e dopo la guerra civile" - Mursia;
    Lorenzo Bedeschi: "Cattolici e Comunisti" - Feltrinelli;
    Andrea Graziosi : "Guerra e Rivoluzione in Europa (1905-1956)" - Il Mulino;
    Giuseppe Are : "il lungo secolo del socialismo occidentale" - Luni;
    AA.VV "Nazismo, Fascismo, Comunismo - totalitarismi a confronto" - a cura di Marcello Flores - Bruno Mondadori;
    Indro Montanelli/ Mario Cervi : "L'Italia del Novecento" - Rizzoli;
    Martin Clark : "Storia dell'Italia Contemporanea (1871-1999)" - Bompiani;
    Giano Accame : "Una storia della Repubblica " - Rizzoli;
    Michele Prospero: "Storia delle istituzioni in Italia" - Editori Riuniti;
    L.Paggi/ M.D'Angelillo : " I comunisti italiani e il riformismo" - Einaudi;
    Orlando Tambosi : "Perchè il marxismo ha fallito" - Mondadori;
    Robert Service : "Storia della Russia del XX secolo" - Editori Riuniti;
    Carlo Pinzani: "Il secolo della paura - breve storia del novecento" - Editori Riuniti;
    R. Conquest : "Il Secolo delle idee assassine" - Mondadori;
    G. Lehner - F. Bigazzi: "La tragedia dei comunisti italiani" - Mondadori;
    Eric J. Hobsbawm: "Il Secolo Breve (1914/1991)" - Rizzoli;
    Renzo De Felice : "Rosso e Nero" - Baldini e Castoldi;
    Palmiro Togliatti: "Lezioni sul Fascismo" - Editori Riuniti;
    N. Tranfaglia : "Un passato scomodo - fascismo e postfascismo" - LaTerza;
    Massimo Teodori : "Una storia tutta in rosso e nero" - in "nuova Storia Contemporanea" - n. 4/1998
    Michel Vovelle: "Giacobini e Giacobinismo" - LaTerza;
    AA.VV " Il revisionismo del PCI dallo stalinismo alla Socialdemocrazia" - In "Falcemartello" - 3/1976;
    D. Mack Smith "Storia D'Italia dal 1861 al 1969" - Rizzoli;
    R.A. Medvedev : "Lo stalinismo, origini, storia e conseguenze" - Mondadori;
    Paolo Spriano: "I comunisti europei e Stalin" - Einaudi;
    Claudio Pavone : "Una guerra civile" - Bollati Boringhieri.

    ....



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    26-11-2002 22 53


    Buon Anno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. #49
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    Originally posted by Socialista
    Il fascismo, come il popolo italiano, non fu mai razzista, xenofobo, antisemita. Tuttavia, anche quando il regime fu costretto, per varie ragioni, ad approvare le leggi razziali, volle sempre distinguere la sua politica della razza da quella del regime nazista
    con la formula: "discriminare, non perseguitare". Il razzismo italico, improvviso, direi improvvisato anche e dettato da contingenze , era, infatti, di tipo spirituale; il secondo materialista e darwiniano. Peraltro lo stesso Mussolini mise, fino al '38, più volte a tacere pulsioni xenofobe del tutto minoritarie all'interno del PNF e del mondo culturale italiano. La stessa rivista scentifica Gerarchia, la più autorevole e, forse più influente del regime, non affrontò mai, se non in rarissimi casi ed in modo sommario e superficiale, discorsi xenofobi nè mai il fascismo si dotò di una compiuta dottrina della razza. Il popolo fascista, infine, mai condivise le scelte che si imposero in questa direzione. La legge fu diffusamente disapplicata, applicata parzialmente, quasi mai rigorosamente osservata. Di fascisti deputati alla registrazione ed al censimento assai di essi chiusero un occhio, assai più ne chiusero due. Di fascisti che si incaricarono di rischiare la libertà e, in certi casi la vita, pur di rispondere al sentimento cristiano di pietà, ce ne furono assai più di quanti la retorica comunista e resistenziale ne abbia ricordati. Questa destra italiana, concludendo, è molto più lontana dalle sue peggiori radici storiche e culturali di quanto non sia questa sinistra giacobina, antagonista, razzista ed antisistema. Cordialmente.
    proprio così.

    Saluti

  10. #50
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    Caro pfb, io al contrario di te non sono brillo, sia perche' l'anno nuovo per me deve ancora arrivare, e sia perche' non e' che ci sia poi molto da festeggiare. Comunque, ti ringrazio per la tua generosa lista di testi dove attingi la tua indubbia conoscenza storica. Noto molti libri che gia' fanno parte della mia libreria, ( altri ne ho ordinati). Certo non e' la "gara" a chi ha letto di piu' che mi interessa; quello che mi preme sottolineare caro pfb e' che certe verita' o le si dice per intero oppure non le si dice per niente. Dalle variegate "fonti" dalle quali attingi il tuo nozionismo puoi qualora lo voglia, riportare per intero e senza mutilazioni i periodi storici nella loro interezza, faresti senz'altro un favore alla Storia, senza fare un'affronto all'intelligenza di chi ti segue.


    Con stima e auguri.

 

 
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