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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Angelica Di Giovanni, Surace, Jannuzzi e certa giustizia italiana

    ABC Flash per www.legnostorto.com


    I guai della Di Giovanni, presidente a Napoli del cosiddetto tribunale di sorveglianza (che avrebbe bisogno di essere sorvegliato) sono cominciati quando ha avuto l’imprudenza di prendersela con Stefano Surace, giornalista italo-francese particolarmente temibile, ordinando che... non doveva più scrivere.
    Avendone avuto da Surace una risposta piuttosto fulminante ("la buona donna ha bisogno di uno psichiatra”) ha cercato di rifarsi con un altro noto giornalista, Lino Jannuzzi, ingiungendogli la stessa cosa. Ma le è andata male anche con lui.
    Coperta da unanime ridicolo, la Di Giovanni ha allora lanciato querele, com’è noto, a dritta e manca, a tre deputati (Sgarbi, Cicchitto e Gargani) e perfino ad un presidente di Corte d'Assise d'Appello, Pietro Lignola.
    Non ha però osato querelare proprio l'avvocato di Surace, Vittorio Trupiano, che nelle sue numerose dichiarazioni a giornali, televisioni e radio aveva usato nei suoi confronti espressioni ben più severe che i querelati. Così, l'avv. Trupiano ha rimediato a quella lacuna, autodenunciandosi (riportiamo in fondo il testo dell’autodenuncia).Se ne vedranno, dunque, delle belle.

    Comunque il problema, per la dignità della magistratura italiana, non è solo questa signora. C'è tutta una galleria di personaggi che, istallatisi in punti chiave della magistratura, hanno sommerso di vergogna su scala mondiale la giustizia italiana, a seguito del "Suracegate".
    Ed ora, assillati dalla prospettiva di doverne rendere conto, tentano di criminalizzare non solo giornalisti e deputati, ma perfino la Corte di Cassazione che cerca di porre un freno alle loro gesta.

    E' gran tempo che la parte sana della magistratura italiana reagisca massicciamente nei confronti di questa gente, non solo per l'onore delle loro categoria, ma per quello dell'Italia come paese civile.
    Prendendo esempio da quei due giornalisti coraggiosi.
    Sembra che, comunque, se ne intravedano le prime avvisaglie... Affare da seguire....

  2. #2
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito

    http://www.legnostorto.com/node.php?id=1574


    Mandato da ABC Flash Domenica, 29 dicembre 2002, 17:13 uur.

    Angelica Di Giovanni, detta "la ballerina",sommersa di ridicolo per i casi Surace e Jannuzzi, querela deputati e magistrati. Dettagli e sviluppi

    Angelica Di Giovanni, detta "la ballerina", è presidente a Napoli del cosiddetto Tribunale di Sorveglianza (che un gran bisogno di essere sorvegliato).

    Quella carica deve averle dato un pò le vertigini poichè a un certo momento ha deciso di criminalizzare la libertà di stampa e quei giornalisti che ritengono, incredibile, di poterla esercitare.

    I suoi guai sono cominciati con Stefano Surace, giornalista italo-francese particolarmente temibile, quando ha avuto la bella idea di trattarlo né più né meno che come un delinquente.

    Per la cronaca, Surace è un uomo che da quasi mezzo secolo fa onore all'Italia anche all'estero, un intellettuale e filantropo dalle innumerevoli battaglie civili in cui non ha mai esitando ad esporsi in prima persona.

    Un eroe civile, come più volte sottolineato anche dalla stampa italiana.

    Tanto per fare una citazione fra le più recenti, il quotidiano «Il Giorno » ebbe a scrivere il 7 agosto 2002: "Anche in Italia Surace non veniva dimenticato: sia il ‘Corriere della Sera’ che il settimanale ‘Vie Nuove’, sia i colleghi della stampa napoletana lo definirono 'un eroe civile, un maitre à penser non violento ma micidiale quando si tratta di difendere la libertà e i diritti civili' ".

    La Corte d'appello di Napoli, presieduta da Vincenzo Schiano di Colella Lavina, insigne magistrato, tenne a sottolineare, in una sentenza confermata dalla Cassazione, "i motivi di alto valore sociale delle attività di Surace, i riconoscimenti ottenuti".

    Fra i quali riconoscimenti, innumerevoli e provenienti da mezzo mondo, ci limitiamo a ricordare che è stato decorato da Jacques Chirac per i suoi "meriti di giornalista, scrittore, maestro di arti marziali di rinomanza mondiale, educatore dei giovani e creatore di campioni".

    E ora se ne veniva quella lì con la pretesa di trattarlo come un criminale…

    Sicché ne ebbe, da Surace, una risposta fulminate : "Questa buona donna ha bisogno di uno psichiatra".

    Ma che era successo, perché costei si attirasse una tale lezione ?
    Il "criminale sfortunato"
    Era successo, com’è ormai ben noto, che Surace aveva denunciato, per abuso di potere ed altro, Gerardo D’Ambrosio, il Procuratore della Repubblica di Milano messo in pensione nei giorni scorsi.

    Ebbene, dopo appena qualche ora che il giornalista aveva depositato di persona quella denuncia, il D'Ambrosio aveva avuto la bella idea di farlo arrestare e rinchiudere abusivamente nel carcere di Poggioreale.

    Ma non avendo il minimo appiglio per incarcerarlo legalmente, data l'adamantina onestà di Surace, che aveva fatto ?

    Aveva inventato l'esistenza di una condanna "definitiva" a carico del giornalista per… traffico di droga, che in realtà non era mai stata emessa. In più, Surace non era mai stato mininimamente accusato di cose del genere...

    E, venuto fuori l’imbroglio, che fece il D'Ambrosio ? Si affrettò a liberarlo d'urgenza, quel giornalista-dinamite ?

    Macché. Preferì passare da un imbroglio all'altro, cercando di « giustificare » comunque quella detenzione abusiva, adducendo quattro articoli di Surace... pubblicati oltre 30 anni prima.

    E per i quali, oltre 20 anni prima, erano state erogate, in sua assenza e a sua insaputa, quattro condanne per pretesa diffamazione a mezzo stampa...

    Cioè il D'Ambrosio aveva inventato che quelle condanne erano « definitive ed esecutive » mentre invece, per legge, erano assolutamente nulle e comunque non definitive, appunto perché emesse in sua assenza.

    Come sancito fin dal 93, con estrema chiarezza, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione italiane, in perfetta concordanza con la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Tre "Corti Supreme" di cui D'Ambrosio aveva ritenuto di potersi tranquillamente infischiare.

    Senonché, a far uscire Surace provvide la reazione dell'intera stampa mondiale e degli ambienti politici e intellettuali di ogni orientamento, degli organismi rappresentativi dei giornalisti e di difesa dei diritti civili.

    Nonché della vice direttrice del carcere milanese di Opera, la dott.ssa Mussio.

    La quale non sentendosela di rendersi complice di quella detenzione insensata, pretese perentoriamente, da chi di dovere, che lo si scarcerasse e lo disse anche alla stampa.

    Così si dovette far uscire in gran fretta Surace, giusto tre giorni dopo quella richiesta della Mussio. Rapidità mai vista sotto il sole italico (compreso quello a scacchi).

    Il giudice di sorveglianza di Milano Andrea Pirola infatti, sollecitato da costei, cercò di attenuare come poteva quell'abuso.

    Non avendo la competenza per liberare Surace del tutto, quell'onesto giudice (incredibile, ne esistono ancora in Italia) aveva trovato modo di avvicinarlo alla libertà quanto più gli permettessero le proprie facoltà.

    Sostituendo la carcerazione con una detenzione domiciliare particolarmente larga. Non era la completa libertà cui Surace aveva diritto ma, intanto, quasi.
    La "ballerina" in azione
    Ebbene che fece la "ballerina" ? Dopo un pò intervenne sovvertendo totalmente, contro ogni legge, i criteri di quella detenzione domiciliare.

    Pretendendo addirittura che Surace non avesse contatti con chicchessia, non uscisse mai di casa, bloccandogli il telefono e ordinando a carabinieri e polizia di tenerlo sotto strettissima sorveglianza.

    "Mancava solo che gli mandasse gli ispettori dell'ONU" commentò qualcuno sulla stampa.

    E come giustificava tutto ciò ? Col fatto che quel maleducato di Surace non aveva preso nella minima considerazione la sua richiesta di... pentirsi della sua attività di giornalista. Che, benché particolarmente meritoria la brava donna, forse un pò strabica, vedeva come "illecita".

    A questo punto Surace, ritenendo tutto ciò piuttosto grottesco, aprì semplicemente la porta e se ne andò a Parigi, sua felice residenza da quasi trent'anni, con grande ulcerazione di chi aveva creduto di potergli mettere il sale sulla coda.

    E da lì rispose, e risponde, amabilmente alle chiamate dei media che gli provengono da mezzo mondo, spiegando come e perché la giustizia italiana è diventata la vergogna dell'Italia, dell'Europa e del mondo civile.

    L' "exploit" della Di Giovanni era dunque stato, come si vede, un vero boomerang.

    A questo punto certa giustizia italiana, colpita così crudelmente nel suo delirio di onnipotenza da quella irriverente fuoruscita di Surace, che da Parigi per di più se la rideva circondato dalla migliore stima, è sembrata letteralmente impazzire (come ha sottolineato persino il Capo del governo) infilando in pochi giorni follie su follie.

    Dall'arresto dei giovani no global "per attentato alla sicurezza dello Stato" (roba da ergastolo) ai 24 anni a Andreotti (come preteso mandante di un delitto di cui non era riuscita a trovare neanche l'esecutore materiale) al caso Iannuzzi.
    Il caso Jannuzzi
    E proprio con Lino Iannuzzi la "ballerina" aveva tentato di rifarsi della smacco ricevuto da Surace.

    Ben decisa a mettere in galera e a far tacere almeno lui, che riteneva evidentemente più vulnerabile di Surace, gli aveva rifiutato perfino la detenzione domiciliare allo scopo - dichiarato in tutte lettere nella sua "sentenza" - di impedirgli di scrivere.

    Quella signora aveva proprio deciso di sopprimere la libertà di stampa in Italia.
    Evidentemente non aveva ancora seguito il prezioso consiglio di consultare uno psichiatra.

    Così, le andò male anche con Iannuzzi… Che a Parigi si incontrò proprio con Surace.

    La Di Giovanni non aveva tenuto conto, nel suo sublime distacco dalla realtà, che Iannuzzi, pur non essendo coperto da immunità parlamentare dal fatto di essere anche senatore (poiché i politici italiani, alcuni anni fa, avevano avuto la bella idea di rinunciare all’immunità addirittura di loro iniziativa, mettendosi così nelle mani di una qualsiasi Di Giovanni) era però anche membro dell'UEO.

    E quell’organismo, più accorta, l'immunità l'aveva conservata ai propri membri, per tutta l'Europa compresa l'Italia.

    Così Surace mise a contatto Iannuzzi con "Journalistes sans Frontières", che provvide subito a denunciare l'abuso "urbi et orbi", in varie lingue.

    Dopodiché anche il presidente del Senato, Pera, che all'inizio sembrava distratto, è intervenuto denunciando a sua volta la faccenda.

    Seguìto dalla stampa e perfino da alcuni di quei magistrati che avevano ormai cominciato a realizzare quanto fosse necessario prendere le distanze da certi "colleghi" e "colleghe" che, istallatisi in punti chiave della magistratura, avevano ormai gettato fin troppo fango sull'intera categoria, oltre che sulll’Italia.

    Perfino Pietro Lignola, presidente della Corte di assise d'Appello di Napoli, che conosceva bene la Di Giovanni, tenne a prendere le difese di Iannuzzi. Ed anche un magistrato della Procura di Palermo, Nico Gozzo, benché fosse stato a suo tempo da lui attaccato nell'esercizio del proprio dovere di giornalista.

    Eppure, malgrado questa generale reazione, certa magistratura resisteva, resisteva, resisteva.
    Il Procuratore ingoia il rospo

    Finché ABCflash, dopo aver intervistato a Parigi Surace e Iannuzzi, diffuse massicciamente via e-mail un servizio dal titolo "I due latitanti", in cui si dava notizia del loro incontro a Parigi.

    E c'era anche una foto dove i due temibili giornalisti si stringevano la mano ridendolsela crassamente dei volenterosi ordini di cattura, del tutto illeciti, emessi nei loro confronti da certa giustizia italiana al di sotto di ogni sospetto.

    Fu, a quanto pare, un vero choc per i resistenti, resistenti, resistenti. Tanto che, appena qualche ora dopo il primo lancio massiccio di quel servizio, avvenuto la notte fra l’1 e il 2 dicembre, il procuratore generale di Napoli partorì precipitosamente, sia pure con dolore, un provvedimento di sospensione dei ben due ordini di cattura che erano stati emessi contro Lino Jannuzzi.

    Il rospo era stato duro da ingoiare ma, insomma, l’aveva ingoiato.

    E Iannuzzi è rientrato tranquillamente in Italia, lui e il suo sigaro.

    Incredibile come la stampa possa essere pedagogica… perfino per personaggi non molto dotati.

    E, nella folata, la pedagogia ha operato anche sui giudici di Cosenza i quali, subito dopo, hanno liberato Caruso e gli altri giovani no global che avevano messo in carcere per, nientemeno, attentato alla sicurezza dello Stato...

    Che certi magistrati abbiano cominciato a capire che con la libertà di stampa è meglio non scherzare ?

    Che comincino a rendersi conto di dove li ha portati il risibile delirio di onnipotenza di certi loro "colleghi" ?

    Che abbiano realizzato che sono semplicemente dei pubblici funzionari, a cui i cittadini danno uno stipendio perché applichino correttamente le leggi emanate dal Parlamento?

    E che il loro operato - come di chiunque occupi incarichi pubblici - in un paese democratico è sottoposto al controllo del pubblico attraverso la stampa?

    Pubblico che, non si dimentichi, è sovrano, e ha il diritto-dovere di controllare come si comportano coloro a cui affida delle funzioni, o che operano in suo nome ?

    E che si tratta, semplicemente, della ragione stessa per cui esiste la libertà di stampa?
    L’avv. Trupiano si autodenuncia
    A questo punto lo smacco per la Di Giovanni era divennuto insostenibile. Vedere lesa così la propria sacralità !

    Prima Surace e poi Jannuzzi... Un vero uno-due da kappaò per quella signora, fino allora convintissima di essere una super-potenza.

    E allora che fece? Si mise a minacciare querele. Credeva, evidentemente, di far paura. Sennonché tutti se ne infischiavano, ed anzi le critiche si fecero al vetriolo.

    Così, ormai prigioniera delle proprie minacce, si è trovata a dover presentare davvero delle querele.

    E contro chi le ha presentate ? Contro Vittorio Sgarbi, Giuseppe Gargani, e Fabrizio Cicchitto, tutti deputati (già, senza immunità...) nonché contro quel presidente di Corte d'Assise d'appello che aveva preso anch'esso le parti di Iannuzzi, Pietro Lignola.

    Il quale diede subito alla "ballerina" un buon insegnamento osservando, dalla rubrica che cura sul quotidiano "Roma", che essa aveva proprio sbagliato bersaglio. E che era quindi bene che la smettesse, se non voleva rispondere di calunnia.

    Chi invece quella signora non aveva osato querelare era proprio Surace, che pure l'aveva classificata nella categoria dei giudici « a caratteristiche criminali» (e magari anche un pò tocca, con quella suo irrefrenabile bisogno di sopprimere la libertà di stampa e criminalizzare i giornalisti).

    E non aveva osato querelare neppure il difensore di Surace, avv. Vittorio Trupiano, che nelle sue dichiarazioni ai giornali, alle televisioni e alle radio aveva usato nei suoi confronti espressioni ben più dure che i querelati.

    Così, l'avv. Trupiano ha rimediato alla lacuna, autodenunciandosi (il testo dell’autodenuncia lo riportiamo in fondo).

    Se ne vedranno, dunque, delle belle.

    Ma, a proposito, da dove proveniva alla Di Giovanni il nomignolo di "ballerina"?

    Le era stato applicato negli stessi ambienti della magistratura poiché aveva tenuto ad affermare in pubblico che, se non avesse fatto il magistrato avrebbe fatto, appunto, la ballerina.

    Orbene, alla luce degli avvenimenti di cui sopra, bisogna convenire che forse la signora avrebbe fatto meglio a a seguire quella sua vocazione. Sarebbe magari riuscita meglio che come magistrato. Ma non è mai troppo tardi. Potrebbe ancora trovare un lavoro, in qualche balera di periferia.
    I cinquemila deportati...

    Comunque la triste vicenda della Di Giovanni non è stata che il seguito del "colpo" nei riguardi di Surace, tentato e fallito dal Gerardo D'Ambrosio.

    Per cui quel maleducato giornalista l’aveva definito "criminale sfortunato".

    Bisogna in effetti convenire che il D'Ambrosio non è stato davvero fortunato, come criminale. Almeno con Surace.

    Ma, certo, non aveva molte chances di riuscita, visto che questo gran maestro di Arti Marziali dal carattere d'acciaio (nutrito, sostengono i sui allievi, dai principi di Sun Zu e Minamoto Musashi…) ha come hobby, da quasi mezzo secolo, di far ballare tranquillamente alla sua musica un certo tipo di magistrati della Penisola.

    Ma su quanti altri cittadini meno temprati di lui, non dotati della sua penna al vetriolo e delle sue fulminanti capacità di reazione, ha potuto impunemente infierire, il D'Ambrosio ?

    Vengono in mente, fa le vittime "eccellenti", Sergio Moroni, Gabriele Cagliari, Raul Gardini, suicidatisi dopo essere stati fatti segno ad accuse da lui o dai suoi bravi colleghi della Procura di Milano…

    O la morte di Bettino Craxi, al quale con accuse e “condanne” (fasulle, come sancito di recente dalla Corte europea, condannando per questo l'Italia) avevano impedito di curarsi adeguatamente in patria, e quindi di essere probabilmente, oggi, ancora ben vivo e particolarmente scomodo... Una vera condanna a morte.

    E le vittime "non eccellenti" quante sono state ?

    Basti pensare ai più di 5000 cittadini che si trovano tuttora nelle galere italiane come "definitivi", per starci anni ed anni, senza aver mai visto i tribunali che li hanno condannati. Senza quindi che abbiano mai potuto difendersi, e senza che possano farlo dopo…

    Il tutto malgrado le civili sentenze delle suddette tre Corti Supreme... Almeno fino al Suracegate.

    Un vero insulto al diritto e alla civiltà che, messo in evidenza da Surace, ha suscitato l'indignazione unanime delle magistrature di tutto l'Occidente (e non solo) verso questa caricatura di giustizia che gli Italiani si ritrovano.

    Quale attendibilità può attribuirsi a una magistratura che deporta abusivamente in massa in galera migliaia di cittadini senza processi validi ?

    E se essa è capace di questo, di quante altre cose è capace ?

    E il più forte è poi che uno come D'Ambrosio, in un suo intervento alla cerimonia di presentazione dell’ultimo numero di Micromega, a cui gli organizzatori l’avevano storditamente invitato, ha avuto la faccia di dichiarare (citiamo testualmente da « La Stampa » del 4 dicembre ): "La democrazia è in pericolo. La Cirami (che, com'è noto, riguarda il legittimo sospetto su certi magistrati, n.d.r.) non è una legge garantista, e non riguarda singoli giudici ma l'intero corpo della magistratura. E' una cosa mostruosa, neppure il fascismo era arrivato a tanto".

    E' sperabile che a Micromega, e altrove, ci penseranno su due volte prima di invitare un tale gentleman.

    E la Irma criminalizza pure la Cassazione...

    Ma non è giusto parlare solo del D'Ambrosio e della Di Giovanni.

    Ce ne sono tanti altri degni di menzione. Per esempio Giulio Benedetti, Fabrizio Poppi ed Irma Boccassini.

    Cominciamo, per galanteria, con la Boccassini, detta "Irma la Rossa".

    Se Surace aveva potuto dimostrare che il comportamento del D'Ambrosio era illecito, era stato grazie alle civili sentenze della Corte di Cassazione (perfettamente conformi a quelle della Corte Costituzionale italiana e della Corte europea dei diritti dell'uomo) che il D'Ambrosio e colleghi avevano preso, come si sente dire in certe aule, "in non cale"…

    E sempre quelle sentenze avevano permesso agli avvocati Vittorio Trupiano e Sergio Simpatico di denunciare tutti i personaggi implicati nel Suracegate.

    A questo punto i membri della Procura di Milano avevano cominciato a non trovare tranquillizzante l’idea di dover render conto dei loro "exploits". Visto che già il loro capo D'Ambrosio era stato preso con le mani nel sacco da Surace con la storia della condanna inesistente per traffico di droga e tutto il resto.

    E che ha fatto allora l’Irma ? Se l'è presa con chi vedeva all'origine dei loro guai. Cioè con la Cassazione che, come massimo organo italiano di legittimità, cercava di mettere un freno ai loro arbitrii.

    E, siccome non sa far altro che criminalizzare (caso da manuale di criminale- criminalizzatore) ha provato a criminalizzare pure quella Suprema Corte !!!

    E così si è lanciata, nel corso addirittura di una pubblica udienza, a una vera aggressione intimidatoria nei confronti dei giudici di quella Corte. Definirendoli, perfino, "corrotti".

    Cioé una Procura - che col caso Surace si trova in pratica del tutto delegittimata - ha tentato né più né meno che di criminalizzare la Corte di Cassazione, massimo organo italiano di legittimità.

    Mica male, l’Irma la Rossa.


    E occupiamoci ora doverosamente anche di Giulio Benedetti e Fabrizio Poppi.

    L’uno membro della suddetta Procura meneghina e l’altro presidente, incredibile ma vero, di una sezione del Tribunale di Milano.

    Ritendosi evidentemente al di sopra di tutto e di tutti (sembra sia in atto una vera epidemia di deliri di onnipotenza in questa categoria già così malmessa) avevano ritenuto di poter prescindere dalle leggi italiane, dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dalla Cassazione, dalla Corte Costituzionale, della Corte europea, e così via…

    Non ebbero dunque difficoltà a dichiarare definitive quelle quattro condanne cui abbiamo accennato per articoli di Surace di oltre 30 anni fa, che erano invece ben nulle.

    Gettando, tanto per cambiare, altra vergogna sull'intera giustizia italiana.

    Da notare che poche settimane fa l'Italia è stata condannata dalla Corte europea proprio per colpa dei magistrati milanesi, che avevano emesso contro Craxi quella condanna fasulla che, come abbiamo accennato, era diventata una vera condana a morte.

    Che aspettano i magistrati seri a buttar fuori questa gente dai loro ranghi ?

    E' gran tempo che la parte sana della magistratura italiana reagisca massicciamente nei confronti di questa gente, non solo per l'onore delle loro categoria, ma per quello dell'Italia come paese civile.

    Prendendo esempio da quei due giornalisti coraggiosi.

    Un pò di coraggio fa bene anche alla salute, afferma sorridendo Surace au suoi quattromila allievi di Ju Jitsu…

    E dev’esser vero, almeno a giudicare dalla sua forma straordinariamente giovanile, ben recuperata dopo il suo pericoloso sciopero della fame ad oltranza in carcere.

    Affare da seguire...
    ABC Flash

  3. #3
    Super Troll
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    FIGURIAMOCI .... ABC....
    ORA è DIVENTATO UN ORACOLO??? EPPURE NON MOLTO TEMPO FA SE LA PRENDEVA SOLO CON I COMUNISTI...
    QUANTO A JANNZZI BASTA VEDERLO E sentirlo in televisione per chiedersi come abbia fatto a diventare senatore. chi l’abbia votato e chi possa stare ad ascoltarlo…..
    Quanto agli altri citati, perchè pare che se fra 7000 giudici uno sbaglia, sempre ammettendo lo sbaglio, tutti hanno sbagliato ......
    mi dispiace ricordare che Craxi era reo confesso. Quindi giusta la sua condanna…..qualche altro si è ucciso per la vergogna e per non parlare , come scritto in lettere autografe, e Raul Gardini si è ucciso perché convocato per essere interrogato……
    Mi domando se anche Osterreich , se venisse convocato per essere interrogato, sceglierebbe di uccidersi…considerato il tenore di questo post….. e la malafede evidente del testo ……forse dovrebbe farlo……


    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by cciappas
    FIGURIAMOCI .... ABC....
    ORA è DIVENTATO UN ORACOLO??? EPPURE NON MOLTO TEMPO FA SE LA PRENDEVA SOLO CON I COMUNISTI...
    QUANTO A JANNZZI BASTA VEDERLO E sentirlo in televisione per chiedersi come abbia fatto a diventare senatore. chi l’abbia votato e chi possa stare ad ascoltarlo…..
    Quanto agli altri citati, perchè pare che se fra 7000 giudici uno sbaglia, sempre ammettendo lo sbaglio, tutti hanno sbagliato ......
    mi dispiace ricordare che Craxi era reo confesso. Quindi giusta la sua condanna…..qualche altro si è ucciso per la vergogna e per non parlare , come scritto in lettere autografe, e Raul Gardini si è ucciso perché convocato per essere interrogato……
    Mi domando se anche Osterreich , se venisse convocato per essere interrogato, sceglierebbe di uccidersi…considerato il tenore di questo post….. e la malafede evidente del testo ……forse dovrebbe farlo……


    Malafede di questo post? A quanto pare il tuo cervello è sempre più prigioniero del rincoglionimento galoppante che ormai ha colpito tanti di POL e vi impedisce di partecipare alle discussioni in modo costruttivo. Sempre e solo offese da parte di dementi patentati. Questo è il problema di un forum che ha grandi potenzialità.

    Quanto al Craxi reo confesso,,,, di cosa? In Parlamento nessuno osò contestare le sue parole e quel silenzio vale tante confessioni. Reo confesso di finanziamento illecito ai partiti? Un reato che ha visto puniti solo in pochi e solo per un arco temporale. PErché mai il finanziamento illecito non ha portato a condanne per reati commessi prima del 1989? Ti dice qualcosa questa particolarità?

    Io non ti invito a sopprimerti, anche se offriresti un grande dono al forumismo del nuovo anno.

    Saluti e tanti auguri

  5. #5
    Super Troll
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    Originally posted by Österreicher


    Malafede di questo post? A quanto pare il tuo cervello è sempre più prigioniero del rincoglionimento galoppante che ormai ha colpito tanti di POL e vi impedisce di partecipare alle discussioni in modo costruttivo. Sempre e solo offese da parte di dementi patentati. Questo è il problema di un forum che ha grandi potenzialità.

    Quanto al Craxi reo confesso,,,, di cosa? In Parlamento nessuno osò contestare le sue parole e quel silenzio vale tante confessioni. Reo confesso di finanziamento illecito ai partiti? Un reato che ha visto puniti solo in pochi e solo per un arco temporale. PErché mai il finanziamento illecito non ha portato a condanne per reati commessi prima del 1989? Ti dice qualcosa questa particolarità?

    Io non ti invito a sopprimerti, anche se offriresti un grande dono al forumismo del nuovo anno.
    ===========
    TI INVITO A DIRMI DOVE TI HO OFFESO.... SE TI RIFERISCE ALLA MALAFEDE COME MINIMO METTERE RAGUL GARDINI TRA I MORTI PER COCLPA DEI GIUDICI COSA è???

    Se poi mani pulite l'hanno fatta finire d'imperio i giornali e i politici che avevano paura ...perchè in italia si era scatenata una epidemia di suicidi che avrebbe privato l'itlaia di almeno una buona metà dei èpolitici italiani .... la colpa è dei giudici???
    Io poi non ti ho invitato ad ucciderti.. ti ho solo chiesto se tu convocato dai giudici ti saresti suicidato come ha fatto gardini..
    Ora capisco la deformazioni delle tue convinzioni... visto che ciò cheleggi lo interpreti a modo tuo.. e questa è un'offesa che ti rivolgo ..... ma come vedi molto più signorile e intelligente del tuo "rincoglionimneto".


    Saluti e tanti auguri
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    Pauler, chi l'ha scritta tutta quella roba che hai riportato? Surace?

    Già stimavo molto Gerardo D'Ambrosio, adesso vedendo che tipo di gente ha davanti, lo stimo ancora di più. Ha avuto molto coraggio e controllo di sè.

    Non conoscevo il nome di Angelica Di Giovanni, donna e magistrato.

    Grazie per avermelo fatto conoscere.

 

 

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