CAPEZZONE. AUGURI AI PRESIDENTI CIAMPI E BERLUSCONI.
AL PRIMO L’AUGURIO DI UN ANNO SENZA ESTERNAZIONI; AL SECONDO DI UN ANNO IN CUI RECUPERI -NON SOLO A PAROLE- LA VOLONTA’ RIFORMATRICE DEL 1994
Al Presidente Ciampi l’augurio di abbandonare la scia aperta da Francesco Cossiga, da Oscar Luigi Scalfaro e da lui stesso. A Silvio Berlusconi di abbandonare il percorso segnato da Bossi e Tremonti. Scelga la Riforma americana e una linea liberale: incontrerà il movimento radicale e il consenso della maggioranza dei cittadini.
Roma, 31 dicembre 2003
Desidero, anche a nome di Radicali italiani, rivolgere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai loro cari i migliori auguri per il 2003 che sta per aprirsi.
Voglio anche rivolgere un augurio meno personale, e più pubblico.
Al Capo dello Stato, auguro, nel 2003, di interrompere una tradizione, aperta da Franceco Cossiga e da Oscar Luigi Scalfaro e confermata da lui stesso, che porta il Presidente della Repubblica a intervenire e a interferire con il dibattito politico. Solo nell’ultimo mese, ecco un’antologia di 15 interventi di Carlo Azeglio Ciampi, in rigoroso ordine alfabetico:
-Azioni di polizia internazionale (imprescindibile il ruolo dell’Onu);
-condanna di Giulio Andreotti (che genera turbamento);
-concertazione (indispensabile);
-Convenzione europea (per l’Europa non basta un’area di libero scambio);
-federalismo (che deve essere solidale):
-fumo (contro cui si deve lottare);
-memoria storica italiana (che deve essere unitaria e condivisa);
-politica estera (no all’unilateralismo);
-posti di lavoro al Sud (occorrono agevolazioni nazionali e comunitarie per gli investimenti nel Mezzogiorno);
-prefetti (ineliminabili);
-provvedimenti di clemenza (necessari);
-riforme istituzionali (che si devono fare tutti insieme, con un dialogo intenso);
-scuola (che deve esser pubblica);
-sequestro nel teatro di Mosca (violenza insensata dei ceceni);
-sindacati (invito all’unità sindacale);
-solidarietà (dovere morale del singolo e della collettività, principio cardine della Costituzione repubblicana).
Quel che conta non è il merito delle posizioni scelte dal Capo dello Stato -su cui si può di volta in volta dissentire o concordare- ma il metodo, che lo porta, nel silenzio generale (anzi: nell’approvazione di quanti lo ringraziano per il suo “alto monito”) a prendere parte, a scegliere, contro il dettato costituzionale che lo vorrebbe “super partes”, una posizione politica che parte del paese non condivide.
Al Presidente Berlusconi auguro di tutto cuore che il 2003 sia l’anno in cui deciderà di recuperare, non solo a parole (dalle istituzioni all’economia alla giustizia, e senza trascurare la privatizzazione della Rai e la libertà di ricerca), il respiro liberale e riformatore della campagna elettorale che lo portò al successo del 1994. Torni a scegliere la Riforma americana; recuperi la rotta liberale e liberista; lasci la strada sciaguratamente tracciata da Bossi e Tremonti: incontrerà il movimento radicale, e, soprattutto, il consenso della larga maggioranza dei cittadini.
Wolare
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