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  1. #1
    Ospite

    Predefinito Operazione Distruggiamo L'italia!

    30-12-2002

    Scioperi, perse 30 milioni di ore
    Sono il 400% in più rispetto al 2001
    Ore di sciopero record nei primi undici mesi dell'anno, con una quantità di ore perse pari al 407,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2001. Nel complesso sono state 30,5 milioni le ore di astensione dal lavoro per motivi di conflittualità, secondo i dati dell'Istat.

    L'Istituto di statistiche ha fatto questa rilevazione registrando l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie dei lavoratori dipendenti. L'elevato numero di ore perse registrate, precisa l'Istat, non è direttamente riconducibile a vertenze e trattative per i rinnovi contrattuali. Circa il 90% (27,4 milioni di ore), infatti, "è dovuto a vertenze non originate dal rapporto di lavoro". Fra queste, un peso preponderante, con ogni probabilità, va attribuito agli scioperi per l'articolo 18.

    "Le ore perse" sottolinea l'Istat "si sono concentrate nei mesi di gennaio, per 3,5 milioni di ore (12,7% del totale nel periodo gennaio-novembre), aprile per 16,2 milioni di ore (58,9% del totale) e ottobre per 4,5 milioni di ore (16,4%)".

    Le ore perse per motivi originati dal rapporto di lavoro (3,2 milioni) sono state determinate prevalentemente da rivendicazioni economico-normative (1 milione) e da vertenze per rinnovi contrattuali (876 mila). Nel periodo gennaio-novembre 2002 le ore perse per tali motivi sono diminuiti del 46,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

    Dall'esame delle singole attività economiche, limitatamente alle sole ore perse per conflitti originati dal rapporto di lavoro emerge una concentrazione nel comparto delle industrie metallurgiche e meccaniche pari a 865 mila ore (il 27,3% del totale), in quello trasporti e telecomunicazioni per 459mila ore (il 14,5% del totale) e in quello del credito.

    Quanto alle retribuzioni, a novembre 2002 l'indice per i lavoratori dipendenti è aumentato del 2,1% su base annua e dello 0,1% su base mensile. L'incremento registrato nel periodo gennaio-novembre, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, è invece risultato pari a più 2,5%.

    L'aumento congiunturale delle retribuzioni contrattuali rilevato in novembre è stato determinato dagli aumenti tabellari previsti dal contratto del credito e dall'applicazione dell'indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti delle industrie della ceramica e per quelli delle imprese di assicurazione.

    La variazione tendenziale dell'indice delle retribuzioni orarie e contrattuali è risultata, in novembre, pari al 2,1%, inferiore cioè di 6 decimi di punto percentuale a quella registrata per lo stesso mese dall'indice dei prezzi al consumo. "L'indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l' intera economia" precisa l'Istat "proiettato per l'anno 2002 in base all'applicazione di contratti in vigore alle fine di novembre 2002, e a esclusione di eventuali ulteriori rinnovi contrattuali, registrerebbe in media annua, un incremento del 2,5%, superiore al valore del tasso d'inflazione programmato (1,7%). Più di metà dell'aumento complessivo (1,4 punti percentuali) sarebbe determinata dai miglioramenti previsti per l'anno 2002, mentre la parte restante è dovuta alla dinamica registrata nell'anno 2001".

    La quota dei contratti vigenti alle fine di novembre, relativa all'intera economia, risulta pari al 62%. Nei rami dell'agricoltura e dell'industria, precisa l'Istat, è in vigore la quasi totalità dei contratti osservati; un grado di copertura contrattuale abbastanza elevato si riscontra anche nel ramo dei servizi destinabili alla vendita (62%), nonostante nel settore dei trasporti, comunicazioni ed attivita' connesse la quota di contratti in vigore sia molto contenuta (7,2%). Nel ramo attività della pubblica amministrazione, infine, i contratti in vigore coprono una quota modesta del comparto (18,7%).

    Alla fine di novembre, risultano in attesa di rinnovo 32 accordi collettivi nazionali i quali rappresentano, in termini di monte retributivo contrattuale, il 38% di quelli osservati e sono relativi a 4,1 milioni di lavoratori dipendenti.

    Le novità dell'attività contrattuale in novembre, sottolinea l'Istat, sono piuttosto contenute e si limitano agli aumenti tabellari relativi al credito (per 300mila bancari lo scorso mese ha trovato applicazione la terza tranche di aumento) ed ha applicazione dell'indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti della ceramica (ai quali è stata corrisposta la prima rata di indennità) e per le imprese assicuratrici Ania (per le quali è dovuto il pagamento della seconda tranche). Per i dipendenti delle imprese della ceramica l'incremento risulta in media di circa 12 euro mensili, con una variazione congiunturale del relativo indice dello 0,9% e dello 0,2% dell'indice orario della branca lavorazioni minerali non metallifere alla quale il contratto appartiene. Per i dipendenti regolati dal contratto assicurazioni l'aumento medio mensile è di 12,6 euro e la corrispondente variazione congiunturale dell'indice orario delle retribuzioni è pari allo 0,5%.

    Lo scorso mese nel ramo dell'agricoltura si registra un consistente aumento tendenziale delle retribuzioni contrattuali orarie (più 4%). Incrementi significativi caratterizzano però anche numerosi settori dell'industria: alimentari (3,1%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (4,2%) e petrolifera (3,9%). Nel ramo dei servizi destinabili alla vendita si rilevano variazioni superiori alla media nelle branche commercio (3,8%), credito (3,7%) e servizi privati alle imprese (3%). Gli incrementi più contenuti si registrano invece nel settore trasporti, comunicazioni e attività connesse (più 0,6%) e nel ramo della pubblica amministrazione (più 0,9%).

    In assenza di ulteriori rinnovi, continua l'istituto, la situazione contrattuale rilevata nel mese di novembre rimarrà pressochè invariata in dicembre. Successivamente, in assenza di rinnovi, l'incidenza percentuale dei contratti complessivamente in vigore scenderebbe al 36,7% nei mesi di gennaio e febbraio, ed al 36,5% nei successivi tre mesi. E' soprattutto nel ramo dei servizi destinabili alla vendita che si osserverebbe, con il nuovo anno, una consistente riduzione della quota dei contratti in vigore. Nel ramo della pubblica amministrazione, in assenza di rinnovi, il grado di copertura rimarrebbe pari al 18,7% per tutto il semestre.

    "Se non ci fossero rinnovi, nel semestre dicembre 2002-maggio 2003 il tasso di crescita tendenziale dell'indice generale passerebbe" conclude l'Istat "da un valore del 2,1% nel mese di dicembre all' 1,6% a maggio 2003".

    L'Istat ha poi comunicato i dati sulle variazioni dei prezzi alla produzione dell'industria, aumentati a novembre 2002 dell'1,2% rispetto a novembre 2001 e diminuiti invece dello 0,2% rispetto a ottobre.

    Il dato congiunturale di novembre è il primo calo da febbraio 2002 e il risultato più negativo da novembre 2001 che si era chiuso con un meno 0,3%. In novembre, al netto delle componenti prodotti petroliferi ed energia elettrica, gas e acqua, la variazione congiunturale è nulla, mentre quella tendenziale è pari a più 1,4%. La variazione della media degli indici negli ultimi 12 mesi rispetto a quella dei 12 mesi precedenti è risultata pari a meno 0,4%. La variazione della media degli indici nei primi 11 mesi dell'anno 2002 rispetto a quella dei primi 11 mesi 2001 e' pari a meno 0,4%.

    In termini congiunturali, i prezzi dei beni finali di consumo hanno registrato una variazione nulla, mentre i beni finali di investimento ed i beni intermedi hanno registrato diminuzioni pari rispettivamente allo 0,1% ed allo 0,5%. Rispetto al mese di novembre 2001, le variazioni sono state pari a più 1,7% per i beni finali di consumo e più 0,9% per i beni finali di investimento e per i beni intermedi.

    La diminuzione congiunturale più significativa è stata registrata nel settore dei prodotti petroliferi raffinati (meno 3,4%). In diminuzione sono risultati anche i prezzi di energia elettrica, gas e acqua (meno 0,7% dovuto alla diminuzione del prezzo del gas). Degli articoli in gomma e materie plastiche e della carta e prodotti in carta, stampa ed editoria (per entrambe meno 0,2%). Gli unici aumenti congiunturali sono stati registrati nei settori della lavorazione di minerali non metalliferi (più 0,2%) dei mezzi di trasporto, dei mobili e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (per tutti più 0,1%).

    Rispetto a novembre 2001, gli incrementi più marcati si sono riscontrati nei settori del prodotti delle miniere e delle cave (più 5,6%), dei prodotti petroliferi raffinati (più 3,5%), della carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (più 3,2%) e dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (più 3%). La diminuzione tendenziale più significativa si registra infine nel settore di energia elettrica, gas e acqua (meno 1,6%).


    Dopo anni di riposo è ricominciata l'operazione politico sindacale della sinistra DISTRUGGIAMO IL PAESE!!!


    VERGOGNATEVI!!!

  2. #2
    Rosso è bello
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    Ahahahahahahahahah. Sei ridicolo.

  3. #3
    Re del Fondoscala
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    Originally posted by seurosia
    Ahahahahahahahahah. Sei ridicolo.
    perchè?

  4. #4
    Ospite

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    Originally posted by seurosia
    Ahahahahahahahahah. Sei ridicolo.

    Perchè sono ridicolo?


    Ancora un'offesa e lo segnalo all'Amministratore!

  5. #5
    Rosso è bello
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    Originally posted by J.P.Morgan



    Perchè sono ridicolo?


    Ancora un'offesa e lo segnalo all'Amministratore!
    Ecco, bravo, segnala, segnala.

    Ho letto prima il delirio di un marziano, "Nazionalizziamo la FIAT", di @giovanni@. E adesso leggo il tuo...Fa il paio con quello.

  6. #6
    Re del Fondoscala
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    Originally posted by seurosia


    Ecco, bravo, segnala, segnala.

    Ho letto prima il delirio di un marziano, "Nazionalizziamo la FIAT", di @giovanni@. E adesso leggo il tuo...Fa il paio con quello.
    Scioperi, perse 30 milioni di ore
    Sono il 400% in più rispetto al 2001
    Ore di sciopero record nei primi undici mesi dell'anno, con una quantità di ore perse pari al 407,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2001. Nel complesso sono state 30,5 milioni le ore di astensione dal lavoro per motivi di conflittualità, secondo i dati dell'Istat.


    dove sta la vergogna?

  7. #7
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    GIUSTO….. perché DISTRUGGERE subito L’ITALIA……SCEGLIAMO LA STRADA Più LUNGA.. DICONO I DESTRORSI…… distruggiamo prima gli italiani..
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #8
    Ospite

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    Originally posted by seurosia


    Ecco, bravo, segnala, segnala.

    Ho letto prima il delirio di un marziano, "Nazionalizziamo la FIAT", di @giovanni@. E adesso leggo il tuo...Fa il paio con quello.

    Scusa quale delirio?

    Io ho solo postato un'articolo su dati reali!

    Ti senti impunito che fai lo strafottente?

    Ho letto il post di cui parli anche lì dimostri poca intelligenza....pare sia Bertinotti che voglia nazionalizzarla!


    Bertinotti quello a cui leccate il culo voi diessini!

  9. #9
    Re del Fondoscala
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    Originally posted by cciappas
    GIUSTO….. perché DISTRUGGERE subito L’ITALIA……SCEGLIAMO LA STRADA Più LUNGA.. DICONO I DESTRORSI…… distruggiamo prima gli italiani..
    eh sì...invece con milioni di ore di sciopero gli italiani restano sani...

  10. #10
    Rosso è bello
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    Originally posted by O'Rei


    Scioperi, perse 30 milioni di ore
    Sono il 400% in più rispetto al 2001
    Ore di sciopero record nei primi undici mesi dell'anno, con una quantità di ore perse pari al 407,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2001. Nel complesso sono state 30,5 milioni le ore di astensione dal lavoro per motivi di conflittualità, secondo i dati dell'Istat.


    dove sta la vergogna?
    O'Rei, non ho parlato di vergogna in nessun post, non so dove lo hai visto. Ma già che ci sono...la vergogna sta nel dover scioperare per avere dei diritti, non dei favori, ma diritti. Ecco, questa è una vergogna.
    Ma comunque quello che ho scritto era riferito ai due thread, che sono all'estremo. Un marziano che chiede cose praticamente impossibili e che inneggia a personaggi che più nessuno ricorda e un altro che immediatamente arriva, come il cacio sui maccheroni.

 

 
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