Da: http://lanazione.quotidiano.net/chan...98:/2002/10/14



Streghe, Chiesa, Olocausto: le pietre dello scandalo

BERLINO — Dove si trova il centro d'Europa? Una domanda dalle molte risposte, magari tutte giuste, come quella dove siano le sorgenti del Danubio. Un po' qua un po' là. I lituani sostengono che si trova a 25 km. a nord della loro capitale Vilnius. L'allargamento della Comunità a est ci costringerà a rivedere molte certezze, anche geografiche. E la Buchmesse 2002, dedicata per l'appunto alla Lituania, potrebbe esserci utile.
Goldhagen il terribile
La star dei lituani è la scandalosa Jurga Ivanauskaites. Il suo La strega della pioggia, uscito nel '93, è la storia crudele e erotica di tre donne: Maria Maddalena, una strega medioevale e una ragazza di oggi. A Vilnius, da poco indipendente, ne furono sconvolti e permisero la vendita solo nei pornoshop. Il successo, anche da noi, è garantito.
A fare scandalo dovrebbe essere il nuovo saggio di Donald Goldhagen, La Chiesa cattolica e l'Olocausto, in uscita a primavera da Mondadori. Non bisogna fissarsi sul ruolo di Pio XII, scrive il discusso storico americano (ma è un sociologo), la Chiesa non ha solo taciuto, ha contribuito all'Olocausto con entusiasmo. Goldhagen chiede addirittura la censura di brani del Vecchio e Nuovo Testamento che considera antisemiti.
Non dice nulla di nuovo, e lo infarcisce di gravi errori storici (almeno un centinaio) per suffragare la sua tesi. La Chiesa in Germania ha chiesto che il libro venga proibito. Ma è un errore. Il saggio è men che modesto. Si riferisce anche a Goldhagen, l'ungherese Imre Kertész, fresco di Nobel, quando denuncia la "pornografia" di certa mitizzazione dell'Olocausto, sfruttato per scalare la lista dei best sellers o per vincere un Oscar.
Il potere degli agenti
Alla Buchmesse la ribalta è stata di Goldhagen, della strega lituana o di Marcel Reich-Ranicki, il principe dei critici tedeschi, affiancati dai loro editori, corteggiati dalle telecamere. Ma il gioco che conta è condotto dietro le quinte dagli agenti letterari e dai librai. Cinque anni fa gli agenti in Germania erano mezza dozzina, oggi sono circa 65. Il segno della trasformazione dell'industria culturale. Le case editrici tagliano le spese, riducono i redattori e lasciano agli agenti il compito di selezionare e di rivedere. Lo fanno bene ma non è sempre un bene. L'agente, giustamente, si preoccupa degli anticipi, delle tirature e delle sue percentuali. Gioca sul sicuro, cerca di ripetere il successo già ottenuto. Scrittori ottimi ma di difficile marketing trovano sempre meno spazio. Spazio vitale anche per i librai. Ogni metro sugli scaffali costa e deve rendere. Il fiuto di Juergen Rieper vale quanto un Nobel. Dirige gli acquisti della catena di librerie Thalia, la prima in Germania, 265 milioni di euro di fatturato. Ad ogni stagione sceglie 3-400 titoli; per gestirli ne deve ordinare almeno 15mila copie, e poi ne forzerà la vendita. Piccole case editrici e scrittori schivi da lui hanno poche chances.
Controcorrente
All'altra estremità, troviamo Thomas Kuehne, direttore della "Autorenbuchandlung", la libreria degli autori, fondata dal 1976 a Berlino da cento scrittori che si tassarono ognuno per mille marchi. Mentre altre librerie chiudono, la sua sopravvive grazie a un metodo controcorrente. Acquista una sola copia dei titoli che ama, al massimo due o tre, per avere un'offerta più vasta.«Avere tutto di tutto significa non avere nulla, spiega, la letteratura non è spettacolo». E ai fedeli clienti consiglia romanzi e saggi che ha letto di persona. Un lusso impensabile per un grande magazzino del libro.
Nella foto: da un manifesto due occhi orientali scrutano un lettore della Buchmesse


di Roberto Giardina