CHE ASSURDITA'!!!
GIUSTIZIA: LINO JANNUZZI LATITANTE COME PANNELLA
L'ex direttore di Radio Radicale,
Lino Jannuzzi
Le interviste di Lino Jannuzzi (possono essere ascoltate le registrazione... http://servizi.radioradicale.it/newsrr/view.asp?q=25408 )
Dallo speciale giustizia:
Lino Jannuzzi: «Io come Pannella» (registrazione come sopra)
Il sottosegretario Vietti: «La mia solidarietà» (come sopra)
Dall'archivio multimediale sul processo Andreotti:
(02-12-2000) - «Il processo del secolo»(come sopra)
(14-03-2002) - «Un processo ridicolo» (come sopra)
Sul carcere duro:
(30-09-2002) - La storia dell'art.41-bis (come sopra)
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(RadioRadicale.it, 21Nov - 17:11) - Dopo Marco Pannella, condannato ad otto mesi di libertà vigilata, e costretto alla «latitanza» per poter esercitare le proprie funzioni di europarlamentare, Lino Jannuzzi, senatore di Forza Italia ed autorevole giornalista, condannato alla reclusione per reati di opinione commessi anni fa. «Posso rappresentare l'Italia in tutti i consessi europei, - spiega Jannuzzi - ma non posso rappresentare l'Italia in Italia. Per adesso non torno, resto a Parigi».
Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha deciso che l'ex direttore di Radio Radicale dovrà andare in carcere. Il provvedimento esegue alcune condanne definitive per diffamazione che risalgono al periodo in cui Jannuzzi era il direttore responsabile del quotidiano Il giornale di Napoli. «Tutte le richieste presentate dagli avvocati di Lino Jannuzzi - si legge sul sito Il Velino - per impedire che il senatore venisse privato della libertà personale sono state respinte dai giudici di Napoli. L'ordine di carcerazione potrà essere immediatamente eseguito non appena il senatore rientrerà da Parigi, dove si era recato alla fine della settimana scorsa per seguire, da parlamentare, i lavori dell'Ocse.
In difesa della funzione di parlamentare
La vicenda di Jannuzzi segue alcuni provvedimenti della magistratura che hanno fatto assai discutere. Come sottolinea Ottaviano Del Turco, dello Sdi: «Mi chiedo, dopo i fatti di Cosenza, dopo la condanna del senatore Giulio Andreotti e l'esilio volontario del senatore Lino Jannuzzi a Parigi, cosa deve accadere di così grave e irreparabile da indurre maggioranza ed opposizione a trovare la forza e il coraggio politico per affrontare il nodo Giustizia». Bobo Craxi, del Nuovo Psi, si schiera in difesa dell'immunità parlamentare: «Si approvi in Parlamento al più presto la riforma, anche da noi presentata, della Autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari, che impedisce la loro detenzione nell'esercizio delle loro funzioni». Mentre, il presidente della Giunta delle Immunità di Palazzo Madama, Giovanni Cremalo spiega che lo stesso destino potrebbe toccare anche a Vittorio Sgarbi, a Umberto Bossi, a esponenti della sinistra liberale e riformista e addirittura anche a Marcello Pera. «Se la Corte costituzionale - osserva Crema - annullasse le delibere con le quali il Senato dichiarò non sindacabili alcune sue affermazioni rese come responsabile Giustizia di Forza Italia e poi venisse processato e condannato, fra alcuni anni potrebbe ritrovarsi associato alla casa circondariale competente».
In difesa della libertà di stampa
Molti gli interventi in difesa della libertà di stampa. Tra i più duri, quello di Fabrizio Cicchitto, vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia: «Un assoluto scandalo, ma anche una operazione liberticida volta ad evitare che una serie di notizie o di commenti scomodi compaiano sui giornali. Né la classe politica, né alcuna altra categoria godono di questo privilegio feudale». Concorda Enzo Fragalà, capogruppo di An in Commissione giustizia: «Non possiamo che definire sconcertante il fatto che un anziano signore di 74 anni debba finire in carcere per cose scritte nel corso degli anni e considerate diffamanti. Fa benissimo Jannuzzi a fare il 'latitante' in Francia per creare il caso. E' arrivata l'ora delle riforme radicali che impediscano certa magistratura e ristabiliscano l'armonia e l'efficienza necessarie all'amministrazione della giurisdizione». Giuliano Ferrara, porta la sua esperienza: «La logica italiana è quella della decimazione. Uno viene condannato, un altro viene assolto, un terzo va alla gogna. Io, per esempio, pur avendo attaccato i giudici del caso Tortora, me la sono cavata». Per Tiziana Maiolo occorre rivedere la normativa dei reati di opinione: «In particolare la diffamazione a mezzo stampa, che è estranea alla cultura giuridica liberale».
Chiesta una grazia esemplare
Della questione stamani ha discusso anche la Camera dei Deputati. Non ne non vuole parlare invece il ministro della Giustizia, Roberto Castelli: «Non commento mai le sentenze, non conosco gli atti». Vittorio Sgarbi, da parte sua, scrive al Presidente della Repubblica chiedendo una «grazia esemplare». «Le chiedo - afferma l'ex sottosegretario - di intervenire immediatamente per consentire al senatore Jannuzzi di rientrare in Italia e riprendere il suo lavoro nelle aule parlamentari, attraverso la concessione di una grazia esemplare». (RRRI)
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