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  1. #1
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    ttp://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/31/Woody_Allen_tramontato_Oggi_ebreo_co_9_090731038.s html

    «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»
    Josh Bazell: l' intellettuale timido figlio della Shoah? Non basta più

    I n sette pagine - le prime sette, tanto per far capire al lettore di che pasta è fatto - il protagonista di Vedi di non morire di Josh Bazell (Einaudi Stile libero, pp. 322, 18,50, traduzione di Luca Conti) picchia un rapinatore, gli ruba la pistola, cede alle avances della rappresentante di una casa farmaceutica dotata di anfetamine e guanti sterili omaggio, glutei da cubista e denti bianchissimi. Il protagonista si chiama Pietro Brnwa (non è un refuso) alias dottor Peter Brown, medico (come l' autore) ma anche ex killer della mafia braccato dagli ex colleghi e sotto la protezione del Fbi, manesco e sicuro di sé. E ebreo (come l' autore). Vedi di non morire ha un bel sito Internet dalla grafica accattivante (Beat The Reaper - by Josh Bazell) realizzato dall' editore americano, un trailer di genere cinematografico, una serie di video su YouTube dove il dottor Bazell dà opinioni tutte da ridere su una serie di leggende metropolitane di genere medico (donne che partoriscono un gemello bianco e nero figli di due padri diversi, scarafaggi che entrano nelle orecchie durante il sonno, eccetera) diventerà presto un film. E Leonardo DiCaprio è interessato a interpretare la parte di Pietro. Bazell, intanto, sta già scrivendo il seguito. «Un successo non pianificato a tavolino - spiega il quarantenne Bazell -. Il protagonista non è nato già con un elenco di storie belle e pronte a lui collegate. Questo è avvenuto più tardi. E poi non credo che sia il solito eroe da noir o poliziesco seriale, che attraversa i libri sempre immutabile. Pietro porta con sé i segni - i danni - di quello che gli capita (letteralmente, come sanno i lettori di Vedi di non morire: ma non è giusto anticipare il finale, già celebre, a chi non l' ha letto, ndr). Come nella vita vera. Probabilmente, però - scherza Bazell -, finirò per trasformarlo in un automa senza più credibilità soltanto per fare un po' di soldi, chissà». Uno dei motivi del successo di Pietro Brnwa, sostiene Bazell, è che quell' ex sicario dalla morale combattuta «che cerca di mantenere una sua moralità senza essere sentimentale», è il contrario dell' archetipo ebraico americano reso celebre nel mondo da Woody Allen: quello dell' intellettuale timido, gracile, insicuro, autoironico, nevrotico. «Pietro fa certamente riflettere su molti temi legati all' ebraismo: perché l' "età dell' oro" cominciata nel secondo dopoguerra, quella del rimorso del mondo per l' Olocausto, negli ultimi anni è terminata. E quel che significa essere ebreo è cambiato drasticamente. Perché, nonostante quel che si pensa, l' Olocausto ha avuto successo: oggi ci sono due milioni di ebrei in meno, al mondo, di quanti ce ne fossero nel 1933, quando Hitler prese il potere. Anche se il resto della popolazione mondiale è triplicato. Per decenni il mondo è stato così condizionato dall' orrore dell' Olocausto che in qualche modo ha cercato di porre freno al proprio naturale, millenario antisemitismo. Ed ecco l' affermazione dell' archetipo dell' ebreo visto come vittima, incarnato al cinema e nell' immaginario collettivo dall' intellettuale con gli occhiali alla Woody Allen, timido, debole. Un archetipo che finalmente veniva apprezzato dai non ebrei - magari spinti anche da un certo senso di colpa - grazie ai suoi successi nell' arte, nella scienza, nella cultura popolare. Quest' epoca è finita ormai. È tornata la voglia di dire agli ebrei quello che devono fare, un' attenzione che definisco psicotica ai crimini - reali o immaginari - di Israele che, con tutti i suoi errori, pare però doversi scusare con il mondo per non essere ancora stato annientato. In quanti Paesi si può ancora aprire un ristorante ebraico, per non dire una sinagoga, senza la polizia a fare la guardia fuori? Dico tutto questo da ebreo non credente né praticante che considera la religione un fatto irrazionale. Io, come il protagonista del mio libro, mi considero ebreo perché gli egizi, i romani, i crociati, gli inglesi, gli arabi mi avrebbero considerato ebreo, a prescindere dalla mia personale fede. E mi avrebbero perseguitato, o ucciso. La definizione stessa di ebreo che dà lo Stato di Israele? È quella delle leggi razziali hitleriane. Non c' entra con la fede spirituale ma con la sopravvivenza. È necessario, se vogliamo sottrarci all' estinzione. Ebreo è chi in quegli anni sarebbe stato rastrellato dai nazisti, punto: credente o ateo. Naturalmente questo tentativo di non scomparire dalla faccia della Terra è considerato, da chi ci odia, una forma di razzismo. Ecco perché il mio protagonista, che dà mazzate senza paura, rappresenta un nuovo tipo di ebreo capace di difendersi: perché Woody Allen è il passato, l' uso della forza è necessario». Nel libro, Bazell si diverte a inventare citazioni letterarie, note a piè pagina da libro di testo («Mi sono iscritto a medicina a trent' anni: chi ha già conosciuto il mondo del lavoro sa che c' è di peggio nella vita, rispetto a dover leggere un libro su come funzionano i polmoni»), e ha creato un improponibile ospedale lurido e malconcio dove lavora il suo protagonista. Tra colpi di scena e un finale ai confini della realtà che, con lodevole sprezzatura, l' autore elargisce al lettore, che a quel punto si sta chiedendo come Brown/Brnwa possa uscire vivo dal romanzo. «Sì, certo, il finale è esagerato, over the top, è metaforico, è tante cose che io generalmente come lettore non sopporto. Ma scrivendolo pensai che calzasse a pennello, e lo penso ancora. Qualcuno dice che non è realistico? Beh, loro non c' erano, quando è successo...». Bazell, furbetto del noir, mescola il pop - i telefilm ospedalieri, i film di mafia, l' horror-sanguinaccio di genere splatter - con riflessioni serie ma anche tanto humour senza fingere, lodevolmente, di essere lo scrittore che non è. «Perché scrivere significa ricoprire il veleno per topi con il cioccolato: amo scrittori come Jim Thompson e James Ellroy esattamente per questo. Ma l' autore che più di tutti riesce a essere privo di sentimentalismo è un italiano, che vorrei fosse tradotto di più in inglese: Massimo Carlotto. È uno scrittore di noir al quadrato, di quelli che ti mettono alla prova. In America uno come lui non c' è. Neanch' io potrei leggere Carlotto tutto il tempo. Non ce la farei». L' Olocausto ha funzionato: stiamo scomparendo, Israele è sotto attacco Lo scrittore che amo? Massimo Carlotto, negli Usa manca uno come lui Medico Josh Bazell (qui sotto) è laureato in letteratura inglese e scrittura e in medicina. Vive a San Francisco, dove si sta specializzando in psichiatria. «Vedi di non morire» è il suo primo romanzo. A sinistra, Woody Allen (foto Medusa)

    Persivale Matteo

    (31 luglio 2009) - Corriere della Sera
    Ultima modifica di Strapaesano; 18-09-09 alle 17:54
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  2. #2
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Bene, se abbandonano la loro aura di "vittime eterne della storia" la loro fine e' prossima. :sofico:

  3. #3
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    «Oggi un ebreo deve combattere»
    Mi viene in mente la pubblicità "ti piace vincere facile?".

    Dopo aver umiliato, fiaccato, reso indifese le identità europee (politicamente, economicamente, culturalmente), scendi in campo.

    La dottrina arioeuropea di lotta e vittoria insegnava una certa etica anche nel scegliere ed affrontare il nemico.

  4. #4
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Citazione Originariamente Scritto da Anton Hanga Visualizza Messaggio
    Bene, se abbandonano la loro aura di "vittime eterne della storia" la loro fine e' prossima. :sofico:
    un pò quello che prevedeva H. nel suo testamento...
    io sò io e voi nun siete un cazzo !

  5. #5
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Tutti questi scrittori statunitensi di origine ebraica di ultima generazione (di solito newyorchesi) sono di una noia e banalità mortale.

    Almeno Woody qualche risata la regalava (30 anni fa)
    Passata la buriana facciamo i conti

  6. #6
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Tutti questi scrittori statunitensi di origine ebraica di ultima generazione (di solito newyorchesi) sono di una noia e banalità mortale.

    Almeno Woody qualche risata la regalava (30 anni fa)
    Infatti, almeno Allen criticava anche gli ebrei mettendo in evidenza i loro vizi e le loro fisime, mentre questi quà mi sembrano delle femministe acide...
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  7. #7
    Stalinismo Berlusconiano
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Io più che voglia di combattere in quell'articolo leggo le solite lamentele e i soliti vittimismi

  8. #8
    Il fustigatore.
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Per quanto io sia eufemisticamente "critico" verso gli ebrei, devo dire che Woody Allen con la sua autoironia mi è sempre stato molto simpatico e direi anche che, senza dubbio, è un genio della macchina da presa.

  9. #9
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    Predefinito Rif: «Woody Allen è tramontato Oggi un ebreo deve combattere»

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    ttp://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/31/Woody_Allen_tramontato_Oggi_ebreo_co_9_090731038.s html

    La definizione stessa di ebreo che dà lo Stato di Israele? È quella delle leggi razziali hitleriane. Non c' entra con la fede spirituale ma con la sopravvivenza. È necessario, se vogliamo sottrarci all' estinzione. Ebreo è chi in quegli anni sarebbe stato rastrellato dai nazisti, punto: credente o ateo. Naturalmente questo tentativo di non scomparire dalla faccia della Terra è considerato, da chi ci odia, una forma di razzismo. Ecco perché il mio protagonista, che dà mazzate senza paura, rappresenta un nuovo tipo di ebreo capace di difendersi: perché Woody Allen è il passato, l' uso della forza è necessario».
    Potremmo dire la stessa cosa noi bianchi-ariani-europei. O noi non ne abbiamo il diritto?

 

 

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