Il crollo delle ideologie, dei totalitarismi ha proiettato l'europa indubbiamente verso un futuro ed un presente liberale.
L'Europa e gli USA sono uniti dalla stessa civiltà libera e democratica in un reciproco riconoscimento di intenti e prospettive.
Mentre l'Europa appare ancora ancorata a vecchi residui burocratici, è vero che si afferma e si respira nel vecchio continente un atmosfera liberale molto simile a quella made USA.
Anche l'orientamento elettorale, a parte la Germania rossoverde, sembra spostare il suo baricentro verso un modello liberale e popolare di sviluppo socioeconomico.
le spese degli armamenti dell'unione europea restano ancora inferiori a quelle USA, e questo gap è più voluto forse per un senso di non fiducia nei propri mezzi di superpotenza, comunque alleata degli USA.
E' crollata anche la concezione marxista che vedeva le classi subalterne tra loro, e si và verso unaCommunity Trade sempre più aperta ed organica.
A questo si aggiunde la liberalizzazione di molti mercati asiatici.
Inoltre in europa, l'unificazione monetaria, portando con se molti disagi, ha anche il pregio di aver unificato la circolazione del denaro.
Le prospettive quindi sono quelle di Europa sempre più vicina per valori ed economia agli USA e ad un modello democratico che và universalizzandosi.
Inoltre le radici Cristiane del vecchio continente riflettono quello humus dell'inviolabilità dell'individuo come essre unico ed universale.
L'Europa è sempre più liberale, ed è miope colui che non si accorge di tale assestamento.
Per questo, anche il Governo di centrodestra Italiano, in un ottica liberale e popolare rappresenta una garanzia, e Berlusconi rimane l'uomo che ha saputo evitare alla nostra penisola un deriva verso la socialdemocrazia D'alemiana, che ci appare sempre più ancorata alla difesa del potere per il potere, che non aperta ad un respiro ampio di prospettiva liberale.
reporter




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