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  1. #1
    scemo del villaggio
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    Predefinito Via i pagani dal Natale

    Da "Avvenire" del 20 dicembre

    POLEMICA
    Ma quale dio Mitra, macché tradizioni celtiche: ecco le vere radici del 25 dicembre. L'uso di ornare l'albero si deve a Lutero

    Via i pagani dal Natale


    Di Cecilia Gatto Trocchi


    Il santo Natale si avvicina. I dodici giorni che vanno dalla Vigilia all'Epifania hanno ruotato per secoli e secoli intorno all'evento grandioso della nascita del Salvatore. Questi giorni dalle lunghe notti sono come un'unica, grandiosa festa che conclude l'anno vecchio e apre il nuovo ciclo generativo della natura e degli uomini. Il fascino della festa squisitamente cristiana è talvolta distorto da luoghi comuni sulle «feste pagane», sul solstizio d'inverno, sul dio Mitra, sui Celti col ramo di vischio, sull'abete cosmico, sulle vergini capaci di partenogenesi, estratte a casaccio dalle religioni di mezzo mondo. Si dimentica che il cristianesimo non nacque in un deserto ma in un mondo ricco di una grande cultura religiosa, in cui fiorivano rituali maestosi. I Padri della Chiesa scelsero il 25 dicembre, giorno del dio Sole, per festeggiare la nascita del redentore «Sole del mondo». Il dio indo-persiano Mitra non c'entra nulla: la sua religione, vietata alle d onne, non oltrepassò mai gli ambienti militari e solo l'imperatore Commodo (il crudele tiranno del film Il gladiatore) ne era iniziato. Da Aureliano in poi, gli imperatori tentarono piuttosto di imporre un culto solare universale, che ebbe scarso successo tra le genti. I Padri della Chiesa scelsero proprio la festa imperiale del Sol Invictus per celebrare la Natività e conservarono l'immagine del Cristo come Sole di verità, di resurrezione e di salvezza. Furono gli intellettuali e i pubblicisti tardo-ottocenteschi a inquinare le tradizioni in Europa e in America, animati da uno zelo positivista e desacralizzante e spinti dall'incipiente e già florida industria del Natale. Oggi si percepisce ancora questa operazione pseudo-culturale: sono sempre più rari i biglietti con le sacre figure di Giuseppe, Maria e il Bambinello, i pastori e le pecorelle. Invadono il campo vischio e agrifoglio, abeti, candele, papere, angeli New Age e l'obeso Babbo Natale, una specie di guitto dell'aldilà, che impugna la Coca Cola o spinge antenne paraboliche. Pochi sanno che il grasso gnomo con le renne è una deformazione ormai incomprensibile di San Nicola (in inglese Santa Claus, da Saint Nicolaus) che fu vescovo di Mira e protettore di Bari e Venezia. Santa Claus ha mantenuto di San Nicola solo il rosso dell'abito vescovile, mentre dal Mediterraneo ove visse e predicò nel IV secolo si è spostato in zone gelide, ad indicare virtualmente l'egemonia economica del grande settentrione, americano e nord-europeo. Oggi ogni bottegaio può reclamizzare la sua merce vestendosi banalmente di rosso e di bianco con barba finta e berrettone. Ma quali sono le «radici pagane» delle feste natalizie? Durante le feste romane di dicembre, i Saturnali, la gente si scambiava i regali e la parola «strenna» deriva dalla dea Strenia che soprintendeva allo scambio. I l dono affonda le sue radici nelle più elementari regole sociali ma non è né pagano né cristiano, è la modalità culturale per allacciare e mantenere relazioni costanti. Nel grande gioco sociale non venivano dimenticati i defunti che dall'aldilà portavano regali ai bambini e ancora oggi in Sicilia sono i morti che portano i doni ai bimbi. L'uso di ornare l'abete con candele e nastri d'argento non risale all'albero cosmico o agli usi più remoti degli onnipresenti Celti, ma al cristianissimo Martin Lutero (era pur sempre un agostiniano) che andando a Wittenberg in una gelida e silenziosa notte di Vigilia vide gli abeti ghiacciati scintillare alla luce della luna e delle stelle e volle ricreare quell'incanto adornando di candeline un abete. L'usanza si radicò nei Paesi germanici e scandinavi luterani tra il Cinque e il Settecento, per poi passare in Inghilterra con la dinastia d egli Hannover. Più tardi si inventò la favola secondo cui l'abete sarebbe stato emblema dei culti arborei delle tribù nord-europee: sacralizzare un oggetto «naturale», un albero, ben si sposa con le manie paganeggianti. Peccato che nessuno preparasse, prima del Cinquecento, l'albero di Natale. Furono le scene della Natività il più antico modo di celebrare le feste cristiane. Santa Maria Maggiore all'Esquilino era chiamata Sancta Maria ad Praesepe, in quanto in essa si conservavano le assicelle della mangiatoia che fu la prima culla di Gesù. Nell'arco trionfale dell'altare vediamo Gesù Bambino in trono sormontato dalla stella e adorato dai Magi. Il simbolo del presepe fu recepito da san Francesco che ambientò il primo presepe plastico nella grotta di Greccio nel 1223. Fu una sacra rappresentazione, un evento «teatrale» in senso moderno che ottenne un successo senza pari. Da allora il presepe fu ripetu to ovunque nell'Europa cristiana.


    Cosa ne pensi

    Bello l'articolo, ma quel "cristianissimo" Lutero... L'autrice peraltro la conosciamo, no?

  2. #2
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    Predefinito a proposito di CECILIA GATTO TROCCHI

    L'articolo della Gatto Trocchi era certamente interessante ma, per maggior completezza di informazione, aggiungo qualche nota sull'autrice, frequentatrice urlante ed in guanti di pizzo dei salotti di Bruno Vespa.

    Nel n. 48 di Sodalitium era stato segnalato il dibattito su "Tradizione occidentale e New Age" tenuto a Roma il 9 giugno 1998. Tra i partecipanti, oltre a don Curzio Nitoglia dell’Istituto Mater Boni Consilii, e al senatore Pedrizzi, di Alleanza Nazionale, anche l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, dell’Università di Perugia
    (nonché membro del GRIS). Succesivamente, la professoressa Cecilia Gatto Trocchi fu relatrice al 7° Convegno di Studi Cattolici (Rimini, 29-31 ottobre 1999), organizzato dalla Fraternità san Pio X e dalla rivista La Tradizione Cattolica. Nel frattempo Cecilia Gatto Trocchi collaborava però alla rivista del Grande Oriente d’Italia, Massoneria Oggi e partecipava al Convegno “Giordano Bruno, Uomo Universale Martire del Libero Pensiero” (Roma, 18 marzo 1999), organizzato
    sempre dal Grande Oriente.
    Incalzata da Don Ricossa, l'antropologa ammetteva anche di aver frequentato le logge per "dovere scientifico" sul numero 51 di Sodalitium ma vantava piena libertà di ricerca, associandosi in questo al pessimo Introvigne e al Bouchet.
    Sodalitium ribadì allora (luglio 2000) la sua messa in guardia che permane ovviamente a tutt'oggi.

    un caro saluto

    guelfo Nero

  3. #3
    Mjollnir
    Ospite

    Talking Via i cristiani dal Natalis Solis Invicti

    [color=dark-blue]Ma quale nascita di Gesu', ma quale Lutero. Le radici del 25 Dicembre nel culto solare comune a tutto il mondo indoeuropeo.[/color]


    Il 25 dicembre fu, durante il periodo imperiale romano, una grande festa in onore di Mithra, il dio persiano del Sole. Il Mitraismo era una religione misterica dell’antichità, centrata sulla devozione al Dio Mitra, la figurazione indo-iranica del dio della luce e della giustizia. Per molti aspetti simile al cristianesimo, ne divenne il più acerrimo rivale.

    Dal secondo al quarto secolo, difatti, il Mitraismo fiorì nell’impero romano diventando infine il culto predominante, favorito probabilmente dallo stato e dalle classi lavoratrici, nonché dai soldati, come è evidente dai numerosi luoghi di culto che si trovano nelle frontiere. Il giorno del culto maggiore della religione mitraica, come già abbiamo accennato, era il 25 dicembre, giorno in cui culminavano i festeggiamenti del Natalis Solis Invicti, e tale rimase fino alla metà del quarto secolo, cioè fino a quando il cristianesimo, al tempo di Costantino, non fu abbastanza forte da eliminare quello che fino ad allora era stato il suo più acerrimo rivale. La conoscenza dei suoi riti e delle sue credenze dipende totalmente da ciò che ci viene tramandato dalle rovine archeologiche , poiché i testi erano quasi del tutto inesistenti, e i pochi che vi erano vennero distrutti dai primi cristiani.

    Originariamente la maggiore divinità nella Persia pre-zoroastriana e nell’India vedica nel secondo millennio prima di Cristo, Mithra (Mithra in sanscrito e Mithras in latino e greco) fu associato con il sole, il re, e per estensione alla giustizia, alla guerra e alla fratellanza. Il suo nome significa “sacrosanto contratto”. Temporaneamente offuscato dall’enfasi Zoroastriana di Ahura Mazda, il dio della luce e della bontà, Mithra riemerse nel periodo Achemenide come la divinità dei comandanti Persiani. Il suo culto si diffuse ad ovest, assorbendo elementi di astrologia babilonese e filosofia platonica, possedendo, come tutte le fedi migrate dall’est, anche una convinzione nell’immortalità, accompagnata da rituali comunitari segreti. Altra festività che veniva celebrata nell’antichità intorno al 25 dicembre erano i Saturnalia, in un periodo che si estendeva dal 17 al 23 di dicembre. Questa festività pagana si teneva nella celebrazione del solstizio d’inverno, durante il quale si avevano grandi festeggiamenti.

    Il Natale come lo conosciamo oggi ha perciò origine in antiche festività pagane come la grande festa di Yule norvegese, il culto del Sole Invitto e i Saturnalia romani. Estendendo dall’avvento che comincia dal 30 novembre o nelle domenica ad esso più vicina, sino al giorno della Candelora il 2 di febbraio, il Natale sembra scostarsi, seppure ciò avviene solo in parte, dal solstizio d’inverno, ma acquista molte altre associazioni, in particolare con la cerimonia norvegese (il ceppo di Yule), di cui acquisisce molti canoni estetici e da cui mutua molti oggetti simbolici (l’albero, il vischio, ecc.). Questi elementi combinati con quelli appartenenti ai Saturnalia romani fornirono le basi alla primitiva festività cristiana. Durante i Saturnalia, in particolare, venivano fatti dei doni da parte dei ricchi per i più poveri e ai servi era permesso di sedersi alla stessa tavola dei loro padroni, in onore ed in ricordo della mitica età dell’oro e della libertà, quando Saturno governava il mondo conosciuto. I Saturnalia poi implicavano apparentemente la più selvaggia dissolutezza e vennero considerati dai una festa degna di Pan stesso.

    Qualcuno nella nuova dottrina del Cristo, che era alla ricerca di adepti e seguaci, sentì che se tale celebrazione pagana non poteva essere soppressa; doveva allora essere preservata in onore del dio cristiano, tanto che gli elementi pagani vennero mantenuti, indisturbati, per un lungo periodo. Il giorno in cui viene celebrata la natività di Cristo, il Natale, e tutti i costumi che ad esso sono associati, hanno perciò la loro origine proprio in ciò che verrà definito più tardi dagli autori della nuova fede il culto degli idoli pagani. Nelle scritture in primo luogo, e nel nuovo testamento poi, del resto, non v’è alcuna allusione ad una tale commemorazione. Fu solo nel quarto secolo, difatti, che il 25 dicembre fu ufficialmente designato come data per la nascita di cristo, ma ci vorranno ancora 500 anni prima che venga abbandonati i vecchi riti e la nomenclatura di “Festa di Mezzoinverno”, propria in particolare alle regioni nordiche, in favore di quella di Natale. In tutta Europa, però, la festa continuò a mostrare molte caratteristiche ereditate dai Saturnalia, e più in generale dal paganesimo tutto. Del resto l’impossibilità di determinare la reale data di nascita del Cristo, giustificò il fatto di porla a ridosso della festa pagana più importante. Durante i primi tre secoli dell’era cristiana, comunque, considerevole fu l’opposizione al costume considerato pagano di festeggiare la nascita del cristo: nel 245 d.C. Origene ripudiò l’idea di festeggiare la nascita di Cristo “come”, egli scrisse, “se Egli fosse un re Faraone”.

    Dopo il trionfo di Costantino, la chiesa di Roma assegnò al 25 dicembre la data per la celebrazione della festa, all’incirca tra il 320 ed il 353 di quest’era. Dalla fine del quarto secolo l’intera cristianità aveva celebrato il Natale in questo giorno, con l’eccezione della chiesa dell’est, dove esso veniva celebrato il 6 di gennaio. La scelta del 25 di dicembre era influenzata probabilmente proprio dal fatto che in questo giorno i romani celebrassero la festa mitraica del dio Sole (Natalis Solis Invicti), e che i Saturnalia anch’essi venissero celebrati in questi giorni. Le indicazioni sono dovute al fatto che in questo modo la chiesa prendeva l’occasione di allontanare le persone dall’osservanza pagana del solstizio d’inverno e le indirizzava all’adorazione del Cristo. Entrambi i santi Cipriano e Giovanni Crisostomo nei loro scritti alludono a questo e la Nuova Enciclopedia Cattolica afferma che “la nascita del Cristo fu assegnata alla data del Solstizio d’Inverno (25 dicembre per il calendario giuliano e il 6 gennaio per quello egizio) perché in questo giorno come il Sole comincia il suo ritorno dai cieli nordici, i pagani devoti di Mitra celebravano il giorno natale del Sole Invincibile”. Il sincretismo con il paganesimo come missione strategica, del resto, è chiaramente rivelato anche dalle istruzioni date ai missionari di Papa Gregorio I : “Poiché i pagani continueranno a sacrificare al diavolo, altre celebrazioni dovranno prenderne il posto...”. Nel 354 d.C. Papa Liberio di Roma ordinerà la sostituzione della festività dei Saturnalia con la nascita di Cristo “perché il popolo di Roma già osservava questo come Festa di Saturno, celebrando la nascita del Sole”.

    Riguardo al sincretismo religioso c’è comunque da aggiungere che ben pochi culti sembrano potersi considerare del tutto ortodossi; e comunque molte sono le analogie e le similitudini riscontrabili nelle principali religioni. A questo proposito va ricordato che il 25 di dicembre è considerato un giorno di natività per i Buddisti, che in tale giorno ricordano il Santo Spettro che discende sopra la vergine Maya, madre di Siddharta; e ancora di Horus, il dio egiziano della luce, figlio di Iside la vergine come di Ercole, figlio di Zeus e della mortale Alcmene; mentre gli scandinavi lo festeggiavano come natività di Freyr, il figlio del supremo Odino, per i romani Bacco-Dioniso era nato in questo giorno, Brumalia: lo stesso giorno sacro che l'imperatore Aureliano, nel 274 d.C. dedicherà alla nascita del dio del sole, Natalis Solis Invicti. Il 25 dicembre come natività del cristo è perciò una festività né biblica e tantomeno apostolica, non praticata in alcun modo dalla chiesa nata il giorno della pentecoste. Fu, anzi, proprio l’imperatore romano Costantino, giunto al culmine del suo potere nei primi anni del quarto secolo, che, convocando il concilio di Nicea nel 316 d.C. (in vero il primo concilio della storia della chiesa), diede impulso a questo: il concilio decise che il 25 dicembre la festa mitraica del sole invitto, dovesse essere riconvertita e ridedicata per l’appunto alla celebrazione della nascita di Gesù.

    Così come la festa della nascita del Cristo si sovrappose agli antichi riti, così essa in qualche modo si appropriò dei simboli che a questi ultimi erano appartenuti: questa in sostanza è la storia di un simbolo fondamentale del natale, l’albero. Di inequivocabili radici nordiche (ricordiamo a questo proposito l’albero di Odino Yggdrasill) esso entrò in principio nei costumi inglesi con provenienza scandinava: il ceppo di Yule proveniva dall’antica usanza nordica di un immenso falò di frasche che i veniva sacrificato in onore del solstizio d’inverno; nel continente esso ha però una più chiara e probabile provenienza celtica e teutonica : una promessa del ritorno del sole.

  4. #4
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    trocchi il nome del gatto?

  5. #5
    Mjollnir
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    Ma che sei tariffato ancora a tempo ?

    Quand'e' che potremo leggere qualche considerazione seria ?

  6. #6
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    Interessantissimo dibattito, iniziato secondo me molto male, quel "via i pagani dal Natale" mi sembra del tutto fuori luogo.
    Certo altre considerazioni erano da farsi ma affidarsi ad un articolo della Gatto Trocchi...

    Il Natale è sì una festa cristiana, ma non per questo si possono negare le evidentissime connessioni con feste pagane PRECEDENTI la diffusione del Cristianesimo.

    Il punto su cui non si è mai dibattuto abbastanza è quello di affrontare una volta per tutte, senza irrigidimenti mentali, la possibilità di una remota RVELAZIONE UNIVERSALE a tutti i popoli. La parola di Dio in passato, prima del diluvio universale, potrebbe essere stata diffusa con immagini e rituali diversi a tutti i popoli e il Vecchio Testamento (quello ebraico) potrebbe essere solo UNA di queste rivelazioni...

    Leggere un libro come quello di T. Daniotti, Le origini nordiche del Natale (Herrenhaus, 2000) aprirebbe gli occhi a qualche miope di professione...

    Forse da qui si potrebbe iniziare un discorso quanto mai controverso ma finalmente risolutore dei rapporti tra il paganesimo e il primo cristianesimo, altro che "quattro gatti"...

  7. #7
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    Originally posted by Mjollnir
    Ma che sei tariffato ancora a tempo ?

    Quand'e' che potremo leggere qualche considerazione seria ?
    Mai

  8. #8
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Fiamma Nettuno
    Interessantissimo dibattito, iniziato secondo me molto male, quel "via i pagani dal Natale" mi sembra del tutto fuori luogo.
    Certo altre considerazioni erano da farsi ma affidarsi ad un articolo della Gatto Trocchi...

    Il Natale è sì una festa cristiana, ma non per questo si possono negare le evidentissime connessioni con feste pagane PRECEDENTI la diffusione del Cristianesimo.

    Il punto su cui non si è mai dibattuto abbastanza è quello di affrontare una volta per tutte, senza irrigidimenti mentali, la possibilità di una remota RVELAZIONE UNIVERSALE a tutti i popoli. La parola di Dio in passato, prima del diluvio universale, potrebbe essere stata diffusa con immagini e rituali diversi a tutti i popoli e il Vecchio Testamento (quello ebraico) potrebbe essere solo UNA di queste rivelazioni...
    Leggere un libro come quello di T. Daniotti, Le origini nordiche del Natale (Herrenhaus, 2000) aprirebbe gli occhi a qualche miope di professione...

    Forse da qui si potrebbe iniziare un discorso quanto mai controverso ma finalmente risolutore dei rapporti tra il paganesimo e il primo cristianesimo, altro che "quattro gatti"...
    "Potrebbe" essere stata diffusa, "potrebbe" essere: troppi condizionali. Questo è un forum cattolico è la materia è di fede: non si discute su ciò che la Chiesa ha già definito. Immagino ci siano invece molti siti modernisti in cui la discussione sarebbe gradita.

  9. #9
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    Predefinito

    Caro Franco,
    non credo che non si possa discutere su alcuni temi che ipotizzano quanto non è scritto nei Vangeli. Infatti, non vedo "pericoli" per la fede, se si considera come fede il Verbo di Cristo.

    Per quanto riguarda il "modernismo" risparmiati la battuta visto che Santa Madre Chiesa nell'ultimo Concilio ha sposato totalmente la tesi modernista.

    Allora "si predica bene e si razzola male"?

    Quando si parla di ipotesi, di congetture, di tradizioni da comprendere meglio si dice che "non si discute su ciò che la Chiesa ha già definito" poi, quando si parla di ciò che la Chiesa "ha già definito" all'ultimo Concilio si cambia musica...

    Il problema è che la Chiesa non ha "definito" proprio un bel nulla su tema della "presunta" (almeno così chiariamo i termini senza scandalizzarci troppo) RIVELAZIONE UNIVERSALE PRIMORDIALE in quanto la tesi giudaica (le panzane del Popolo eletto, della razza superiore, ecc.) prevalse dando così origine al "culto" dell'antico testamento ebraico...
    Tutti gli altri popoli erano dei "barbari infedeli inferiori eretici satanisti stregoni" che a tutt'oggi soggiornano all'inferno perchè non erano ebrei?

    Ma qui di "definito" c'è ben poco!

    Di "definito" c'è solo il modernismo che Santa Madre Chiesa ha scelto come sistema di vita, di fede, di teologia per il nuovo millennio...

    Beh, sì, hai ragione CON I MODERNISTI tali temi sono MARCI e scadono nell'improvvisazione di qualche visionario in cerca di occultismo e di insulti...
    La Chiesa, infatti, "ha già definito" ben altre vie per quanto riguarda la dottrina... il suo superamento...

  10. #10
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Fiamma Nettuno
    Caro Franco,
    non credo che non si possa discutere su alcuni temi che ipotizzano quanto non è scritto nei Vangeli. Infatti, non vedo "pericoli" per la fede, se si considera come fede il Verbo di Cristo.

    Per quanto riguarda il "modernismo" risparmiati la battuta visto che Santa Madre Chiesa nell'ultimo Concilio ha sposato totalmente la tesi modernista.

    Allora "si predica bene e si razzola male"?

    Quando si parla di ipotesi, di congetture, di tradizioni da comprendere meglio si dice che "non si discute su ciò che la Chiesa ha già definito" poi, quando si parla di ciò che la Chiesa "ha già definito" all'ultimo Concilio si cambia musica...

    Il problema è che la Chiesa non ha "definito" proprio un bel nulla su tema della "presunta" (almeno così chiariamo i termini senza scandalizzarci troppo) RIVELAZIONE UNIVERSALE PRIMORDIALE in quanto la tesi giudaica (le panzane del Popolo eletto, della razza superiore, ecc.) prevalse dando così origine al "culto" dell'antico testamento ebraico...
    Tutti gli altri popoli erano dei "barbari infedeli inferiori eretici satanisti stregoni" che a tutt'oggi soggiornano all'inferno perchè non erano ebrei?

    Ma qui di "definito" c'è ben poco!

    Di "definito" c'è solo il modernismo che Santa Madre Chiesa ha scelto come sistema di vita, di fede, di teologia per il nuovo millennio...

    Beh, sì, hai ragione CON I MODERNISTI tali temi sono MARCI e scadono nell'improvvisazione di qualche visionario in cerca di occultismo e di insulti...
    La Chiesa, infatti, "ha già definito" ben altre vie per quanto riguarda la dottrina... il suo superamento...
    Ritengo che chi partecipa a un forum dovrebbe conoscerne l'orientamento. Questo forum, o almeno i suoi moderatori, si riconosce nella Tesi di Cassiciacum, che considera la Chiesa formalmente vacante almeno dall'8 dicembre 1965. La divina rivelazione è avvenuta in tre fasi: quella adamitica, quella mosaica e quella definitiva cristiana. Al di fuori di questa unica eterna religione esistono solo culti idolatrici e sette eretiche e/o scismatiche. Stop.

 

 
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