Il '68, nato sotto buoni auspici (almeno in Italia), ma poi normalizzato e allineato al resto del mondo.
Il '68, scuola di falsi ribelli con in tasca la tessera di uno dei partiti più conservatori che ci siano mai stati (il PCI).
Il '68, pseudo-rivoluzione della piccola borghesia e dei figli di papà, esercito di smidollati che, una volta cresciuti, sono andati a ingrossare le fila della tanto odiata (ma odiata veramente?) borghesia.
Già il suo carattere di "rivoluzione globale" dovrebbe farci riflettere.
Il '77, invece: diversamente dal '68, fenomeno esclusivamente italiano.
Diversamente dal '68, nasce con calci nel culo bene assestati alla sinistra di governo, PCI e Cgil (Lama cacciato dall'università).
Il '77, battaglia persa in partenza.
Nichilismo puro.
Non c'era nulla dietro, nulla di ideologico da supportare (diversamente dal '68 e dalle sue verbose assemblee marxiste-leniniste), ma forse proprio per questo era più genuino.
Vi siete mai chiesti perchè al giorno d'oggi le tv e i giornali e il parlamento sono strapiene di ex-sessantottini (più o meno pentiti) che hanno fatto carriera... vi siete mai chiesti perchè il '68 è stato istituzionalizzato, tuttora celebrato con libri e film...
Mentre invece il '77 è stato demonizzato, o, al limite, dimenticato (volutamente)?




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