Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,269
     Likes dati
    81
     Like avuti
    264
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito La democrazia e la libertà fanno paura

    Obama aiuta i giornali e dice basta ai blogger - LASTAMPA.it


    Obama aiuta i giornali e dice basta ai blogger

    "Sono preoccupato che la direzione delle news sia la blogosfera: opinioni senza controllo sui fatti, senza collocare le storie in un contesto, con persone che urlano una contro l'altra, prive di comprensione reciproca"


    MAURIZIO MOLINARI

    CORRISPONDENTE DA NEW YORK
    Più controllo sulle notizie che circolano su Internet e aiuti economici per i giornali flagellati dalla crisi: il presidente americano Barack Obama affronta per la prima volta le difficoltà dell’editoria lasciando capire che immagina una raffica di innovazioni.

    L’occasione gli è offerta dalle interviste incrociate con il «Pittsburgh Post-Gazette» e «The Blade» alla vigilia del summit del G20 che si terrà a partire da giovedì in Pennsylvania.

    «Sono un appassionato di giornali» dice subito il presidente, confessando la dipendenza dal mondo della carta stampata, in evidente affanno a causa del calo delle vendite e della pubblicità. Da qui l’intenzione di dedicare tempo e iniziative per «affrontare la sfida» di consentire ai quotidiani tradizionali di continuare a offrire «integrità giornalistica, cronache basate sui fatti e indagini svolte con serietà» occupandosi del nodo di «chi paga per avere tutto questo». Per quanto riguarda il web, invece, la sfida più importante - secondo il presidente - «è il rispetto dell’etica da parte dei nuovi media».

    Per Obama si tratta di due aspetti della stessa crisi del mondo dell’informazione: ciò che vuole scongiurare è il rischio che il declino dei giornali su carta porti all’affermarsi di una blogosfera «senza controlli» su che cosa viene scritto.

    Riguardo alle difficoltà dei giornali stampati, Obama ammette di essere rimasto colpito dalla decisione del «Rocky Mountain News» di Denver e del «Seattle-Post Intelligencer» di cessare le pubblicazioni su carta passando completamente all’online, come anche dalle serie difficoltà in cui versano testate blasonate come il «Chicago Tribune», il «Los Angeles Times» e il «New York Times».

    Da qui la promessa di «guardare a fondo» i testi delle proposte di legge presentate al Congresso, che ipotizzano l’elargizione di aiuti pubblici ai gruppi editoriali più colpiti dalla crisi, sul modello di quanto fatto dal governo in soccorso delle banche.

    Il riferimento è al «Newspaper Revitalization Act», redatto dal senatore democratico del Maryland Ben Cardin, che suggerisce di assegnare ai giornali in difficoltà delle agevolazioni fiscali simili a quelle di cui possono godere le corporations che accettano di realizzare una drastica ristrutturazione.

    Sebbene il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, si affretti a precisare che «al momento non abbiamo idea di che cosa il governo possa fare in questa materia», il passo compiuto da Obama lascia intendere che ha già assegnato ai propri consiglieri il compito di verificare quali siano le opzioni disponibili per scongiurare il possibile crack dei maggiori quotidiani. Sul fronte del web il presidente è invece assai più esplicito nel far capire che vuole intervenire.

    «Sono molto preoccupato per il tipo di informazione che circola nella blogosfera - spiega - dove si trova ogni sorta di informazioni e opinioni senza che vengano verificate, con il risultato di portare gli uni a gridare contro gli altri, rendendo più difficile la comprensione reciproca». Per «verifiche» Obama intende il «fact-checking» ovvero la consuetudine nelle redazioni tradizionali di verificare con cura quanto poi viene pubblicato.

    Dietro il passo del presidente c’è quello che sta avvenendo su molti blog di Internet, che affrontano il dibattito sulla riforma sanitaria sollevando contro l’Amministrazione Obama accuse che la Casa Bianca ritiene «non aderenti alla realtà», come la volontà di celare dentro la nuova legge cavilli per consentire il finanziamento pubblico degli aborti o l’assegnazione di polizze sanitarie pubbliche agli immigrati illegali.

  2. #2
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La democrazia e la libertà fanno paura

    è proprio vero che cambia il direttore ma la musica è sempre quella

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    1,410
     Likes dati
    142
     Like avuti
    27
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La democrazia e la libertà fanno paura

    Una democrazia è tale fin quando i cittadini capiscono che non lo è.

    Vero sig. Obama ?
    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Sep 2009
    Messaggi
    19
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La democrazia e la libertà fanno paura

    Noi siamo in Iraq, in Afghanistan...insomma dove c'è bisogno, per esportare la democrazia...ma i musulmani non uccidono le donne emancipate? Interessante articolo...
    FATE IL PORNO, NON LA GUERRA - A BAGDAD NEL BUIO DEL COPRIFUOCO, TRA PROSTITUTE E SEX-SHOP, FIORISCE UN MERCATO DEL SESSO SEGRETO E TOLLERATO – I CLIENTI? DAI SOLDATI AMERICANI AI RELIGIOSI SUNNITI - LA MACCHINA DEL SESSO È L’UNICA CERTEZZA DELL’IRAQ

    nell'articolo non viene citata la droga che è il miglior condimento di queste notti irachene...hefico:

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,269
     Likes dati
    81
     Like avuti
    264
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: La democrazia e la libertà fanno paura

    Hanno paura delle proliferazioni dei centri di informazione, e di non poterle controllare tutte.

    Quando roma alla fine del suo impero vedeva che le religioni si moltiplicavano, in modo che le popolazioni veniva coinvolte in molte forme esoteriche incontrollabili, allora si pensò che per avere un pensiero unico, che albergasse nell'interno della psiche di ciascuno, bisognava ricorrere al monoteismo.

    Adesso gli USA assomigliano all'impero romano , quando era in decadenza.
    Medesima situazione.

    Pertanto ritengono necessario che il sistema di elargire la notizia ed il condizionamento va centralizzato come fece Costantino nel 313 d.C:

    Bisogna mettere le briglie a tutti. .

    Guai se le popolazioni se ne accorgono che il sistema democratico tanto sbandierato è solamente una dittatura mascherata.
    Non dittatura sull'operare dell'uomo ma su quello che deve pensare.

    Obama sta preparando, secondo gli ordini, un concilio di Nicea ad uso americano, per unificare un solo centro (Dio) dell'informazione. .
    Non si sa se il Presidente ha la capacità per indire tale Concilio, certamente i suoi non hanno i numeri per farlo.
    Se si muovono, tutti capiscono che siamo in una dittatura.

    Gli sviluppi sono imprevedibili.

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito