Sere fa ho visto Revenant, scaricato poco tempo prima. Ho visto che nel forum dei film cattolici è riportata una stupidissima critica di certo Andrea Galli, cronista di Avvenire, il quale di cinema non capisce assolutamente nulla, ma deve utilizzare un film per parlare di gesuiti sfruttando una singola scena dove compare una chiesa diroccata. Certa gente pur di portare acqua al proprio scheletrico mulino è disposta a qualunque stolida nefandezza.

Revenant è un film che si merita tutti gli Oscar vinti, una volta tanto.

Crudo, selvaggio, cruento, esattamente come l'umanità di colro che lo interpretano, e come il paesaggio naturale immenso e straordinario che ha fatto guadagnare al film l'Oscar per la fotografia, qualcosa che ti sorprende ad ogni passo, ti getta in un abisso di meraviglia e di maestà che è insieme magnifico e terrifico.

Questo volevo significare....il film è molto bello, straordinariamente interpretato da un Di Caprio di grande espressività che ha sicuramente dato tutto sè stesso per la miglior riuscita. La storia è appassionante e molto ben narrata, ma....il vero interprete, il vero soggetto che travalica quello di tutto il film è sicuramente la natura, che sovrasta tutto e tutti e relega in secondo piano tutto il resto.

Essa domina incontrastata nei paesaggi sterminati, incontaminati, nei 4 elementi che imperversano, terra, acqua, aria, fuoco, su ogni elemento umano e animale. Cielo e terra s'incrociano ad ogni sequenza, alla neve e al vento selvaggio fanno da contrasto meravigliosi tramonti e lune occhieggianti tra nuvole accalcate, alberi immensi si ergono a toccare vette invisibili e acque dalla potenza poderosa precipitano vorticose per poi divenire specchio di cieli incredibilmente azzurri. Un tripudio di forze della natura che cattura e ipnotizza lo spettatore lasciandolo sovente senza fiato e quasi dimentico della storia di fondo.

Confesso che da tempo non vedevo qualcosa di simile. Anche se qualche giorno fa ho visto "the way back" di Peter Weir, che in qualche modo rimanda, come paesaggi naturali, a "Revenant". Somiglianze vi sono anche con "The Grey", che condivide con il film di Inarritu la lotta contro le forze naturali, sicuramente rimandanti però ad una simbologia interiore che invece in "Revenant" non ho trovato.

Insomma, lo consiglio caldamente. Non foss'altro che per la scena della lotta del protagonista con l'orsa grizzly, qualcosa che non ho mai visto al cinema in vita mia e che sinceramente non so come abbiano potuto girare, tanto è realistica, verosimile, selvaggia.

Un film di forti emozioni. Come piace a me. E di forti sentimenti: l'odio, la vendetta, la solidarietà tra miseri viandanti, l'onore. Come piace a me.