Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Esecuzioni "mirate" - I dubbi del consigliere legale del governo

    Sharon avverte: nuove esecuzioni mirate

    I dubbi del consigliere legale: devono essere un’estrema contromisura, quando c’è pericolo immediato per Israele


    DAL NOSTRO INVIATO

    GERUSALEMME - Questa guerra sarà vinta ai punti, sembrano non dubitare le due parti. I punti altro non sono che i bersagli centrati in casa dell'avversario. Gli israeliani le chiamano «esecuzioni mirate». Reparti speciali individuano potenziali kamikaze o organizzatori di attentati, li intercettano direttamente nei Territori e li eliminano, se non riescono ad arrestarli. L’altro giorno il «punteggio» è stato di nove morti e una dozzina di prigionieri. I palestinesi non si curano di trovare una definizione né una copertura legale: aspettano preferibilmente l’inizio o la fine dello shabbat, il giorno di riposo ebraico, e strisciano sotto le recinzioni delle colonie per assaltare una casa o il refettorio di una scuola talmudica. Ultimo «punteggio» totalizzato venerdì sera: quattro morti e nove feriti. Rischia di diventare una partita senza fine, come ammettono gli stessi vertici militari.
    Ecco perché l'esortazione del primo ministro Ariel Sharon al ministro della Difesa, Shaul Mofaz, di intensificare le esecuzioni mirate dei militanti di Hamas, della Jihad islamica e delle brigate Al-Aqsa, dopo l'ultima incursione palestinese nel collegio rabbinico di Otniel, a sud di Hebron, sta provocando una bufera politica nel governo israeliano. Sharon ha respinto i dubbi del consigliere legale del governo, Elyakim Rubinstein, che aveva avvertito: «Le esecuzioni mirate devono essere prese in considerazione soltanto come estrema risorsa, quando è impossibile catturare i ricercati. E' una contromisura inevitabile solamente per neutralizzare un pericolo immediato alla sicurezza d'Israele».
    «Ho convenuto con il ministro della Difesa Mofaz - ha detto Sharon durante il consiglio dei ministri - che è necessario rafforzare la lotta al terrorismo e che noi dobbiamo colpire quelli che commettono gli attentati, quelli che li organizzano e quelli che aiutano queste persone».
    Le esecuzioni mirate continueranno come una strategia preventiva di intelligence e militare agli attentati e alla riorganizzazione delle cellule armate. O come punizione extragiudiziale di sospetti terroristi. E' il caso di Abu Roub, 35 anni, comandante locale della Jihad islamica nel villaggio di Kabatyia, a sud di Jenin. Era considerato l'artefice della bomba esplosa al kibbutz Shaked nel novembre dell'anno scorso e il mandante di un kamikaze che si era fatto esplodere il 18 settembre a Umm el-Fahm, uccidendo un poliziotto e ferendo gravemente un civile. Abu Roub non si è arreso giovedì scorso, quando i militari hanno cercato di stanarlo a casa. Dopo una sparatoria è stato ferito dalle granate, è uscito ed è stato finito a colpi di M-16.
    Secondo Amos Harel, opinionista del quotidiano Haaretz , è in corso una dura campagna militare nei Territori occupati, lontano dai riflettori e dall'attenzione dell'opinione pubblica: «Il fatto che una città con la più alta concentrazione di ricercati, come Nablus, non riesca da un mese a mandare un terrorista in territorio israeliano può essere spiegato soltanto dall'uso che l'esercito fa di unità specializzate e dall'imposizione di lunghi coprifuochi». Secondo i conti del giornale israeliano, «negli ultimi quattro mesi sono stati uccisi 50 terroristi in Cisgiordania. E a Gaza ne sono stati eliminati 220 dall'inizio dell'operazione "muraglia difensiva", avviata in primavera».
    Più difficili da giustificare gli errori plateali, come l'uccisione di un bambino di 11 anni, ieri a Tulkarem, e di una bimba di 9 il giorno prima a Khan Younis, nella striscia di Gaza. Abdel Karim Salameh stava tornando a casa da scuola ed è passato a mezzo chilometro di distanza da un gruppo di ragazzi che tirava sassi ai soldati. Uno dei proiettili destinati a loro lo ha ucciso.
    Ma i tuoni di guerra con l'Iraq distraggono l'attenzione israeliana dai quotidiani regolamenti di conti e anche dalle grane politiche interne in vista delle prossime elezioni. I sondaggi assicurano che Saddam Hussein sta involontariamente lavorando a favore del partito di Sharon e che il Likud si rafforza ogni giorno di più nel gradimento elettorale, in vista dell'apertura di un nuovo fronte bellico in Medio Oriente.

    E. Ros.
    Corriere della Sera 30 dicembre 2002

  2. #2
    Cavaliere
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    Non convengo.
    Sono contro le eliminazioni solo quando avvengono in territorio controllato da Israele dove, avendo lo Stato Ebraico il monopolio dell' uso della forza e il controllo, si presume che si può arrestare il ricercato in un ottica di "polizia", sparando solo quando sparerebbero da noi anche i Carabinieri. Allora sì che uccidere per uccidere fa somigliare il tutto agli squadroni della morte centroamericani, e l'obiettivo deve essere la cattura.
    Se invece il territorio è in mano nemica, le esecuzioni mirate vanno intese non come operazioni di polizia ma di commando per colpire nemici, per cui non c'è alcun obbligo a tentare la cattura; si può anche semplicemente eliminare. In queste condizioni perseguire l' obiettivo dell' arresto è troppo pericoloso per gli incursori e nessun paese belligerante lo farebbe mai, salvo per motivi di opportunità.

  3. #3
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by gribisi
    Se invece il territorio è in mano nemica, le esecuzioni mirate vanno intese non come operazioni di polizia ma di commando per colpire nemici, per cui non c'è alcun obbligo a tentare la cattura
    Veramente, il territorio, non è israeliano, ma è in mano israeliana. Da 35 anni e mezzo.

    R.

  4. #4
    Cavaliere
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    Originally posted by Roderigo

    Veramente, il territorio, non è israeliano, ma è in mano israeliana. Da 35 anni e mezzo.

    R.
    Dove c'è il controllo ANP non c'è quello israeliano.
    Nelle maggiori città Cisgiordane gli israeliani vanno e vengono, per cui il territorio ora è sotto il loro controllo, ora sotto quello ANP e/o milizie varie.
    Ovvio che territorio israeliano o stabilmente controllato dagli israeliani sono equiparabili in quanto a responsabilità di mantenimento dell' ordine pubblico SENZA uccidere per uccidere.

 

 

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