Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Qoelèt
    Ospite

    Lightbulb Per farsi un'idea...l'insieme delle Chiese Ortodosse

    PATRIARCATI "ANTICHI" DELLA PENTARCHIA

    Patriarcato di Costantinopoli (451)
    Patriarcato di Alessandria e di tutta l'Africa (325)
    Patriarcato di Antiochia e di tutto l'Oriente (325)
    Patriarcato di Gerusalemme (451)

    PATRIARCATI "MEDIEVALI"

    Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie (1589)

    PATRIARCATI "MODERNI"

    Patriarcato di Serbia (1920)
    Patriarcato di Romania (1925)
    Patriarcato di Bulgaria (1951)
    Patriarcato di Georgia (1990)

    AUTOCEFALIE ANTICHE

    Arcivescovato di Cipro (431)

    AUTOCEFALIE MODERNE

    Chiesa di Grecia (1850)
    Chiesa Ortodossa di Polonia (1924)
    Chiesa Ortodossa d'Albania (1937)
    Chiesa Ortodossa di Cechia e Slovacchia (1998)

    CHIESE TRADIZIONALI

    -Chiese tradizionali "moderate":

    Chiesa Ortodossa Greca Tradizionale (Sinodo del Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì)*
    Chiesa Tradizionale di Romania (Metropolita Vlasje)*
    Chiesa Tradizionale di Bulgaria (Vescovo Fozio)*
    Chiesa Ortodossa Russa all'Estero *

    chiese tutte in comunione tra loro *

    -Chiese Tradizionaliste di ecclesiologia "dura":

    Sinodo dell'Arcivescovo Crisostomo II
    Sinodo dell'Arcivescovo Auxentios
    Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Grecia (Matteiti)* **
    Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Cipro* **
    Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Romania**

    *in comunione
    **in dialogo

    AUTOCEFALIE CONCESSE DAL PATRIARCATO DI MOSCA E NON RICONOCIUTE DA COSTANTINOPOLI

    Chiesa Ortodossa d'America (1970)

    AUTOCEFALIE NON RICONOSCIUTE DA NESSUN'ALTRA CHIESA ORTODOSSA

    Arcivescovato di Ochrida (Repubblica ex jugoslava di Macedonia) (1967)
    Chiesa Ortodossa ucraina autocefala (1990)
    Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev (1192, Patriarcato dal 1995)

    CHIESE AUTONOME

    Chiesa ortodossa di Finlandia (nell'ambito del Patriarcato di Costantinopoli) (1923)
    Chiesa Ortodossa di Estonia (nell'ambito del Patriarcato di Costantinopoli) (1923, ripristinata nel 1996)
    Chiesa ortodossa del Giappone (nell'ambito del Patriarcato di Mosca) (1970)
    Chiesa ortodossa dell'Ucraina (nell'ambito del Patriarcato di Mosca) (1991)

    CHIESE SEMIAUTONOME

    Arcivescovato del Sinai (nell'ambito del Patriarcato di Gerusalemme) (566)
    Chiesa di Creta (nell'ambito del Patriarcato di Costantinopoli)(1961)




    per la maggior parte dello schema si è preso come riferimento : Enrico Morini - "Gli ortodossi" - Ed.Il Mulino

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Abbastanza complicata la vicenda direi. Se ho capito bene, in Romania, ad esempio, esistono tre chiese ortodosse, ognuna delle quali afferma di essere quella autentica. Inoltre non comprendo bene perchè, se Mosca e Costantinopoli sono in comunione fra loro, quest'ultima non riconosca un'autocefalia concessa dalla prima. Significa che gli ortodossi americani, per Costantinopoli, appartengono a una chiesa non canonica e quindi ricevono sacramenti non validi? Mi sfugge inoltre la distinzione fra chiesa autocefala, autonoma e semiautonoma. Si lo so, sono fastidioso con tutte queste domande e mi scuso: il fatto è che quando ho una curiosità devo togliermela. E ne ho anche tante altre: avevo chiesto precedentemente in quale lingua celebrano gli ortodossi la liturgia: evidentemente ho toccato un discorso ampio e controverso. Ma mi chiedo anche come gli ortodossi si pongono nei confronti della libertà civile in materia religiosa, e se negli stati in cui sono riconosciuti chiesa di stato o in cui comunque sono il principale referente confessionale del potere politico "ingeriscono" in qualche modo con appelli, condanne, commenti sulle questioni attinenti ad esempio al divorzio, all'aborto, alla bioetica, al riconoscimento delle coppie di fatto o omosessuali. Ai tempi degli zar la Russia era un paese che controllava fortemente la diffusione delle idee: in questa prassi la monarchia agiva autonomamente o col supporto del patriarcato? Esiste quindi nei paesi a maggioranza ortodossa una qualche "quota" di clericalismo, o la religione è ritenuta sfera completamente altra da quella civile che è libera di darsi le leggi che meglio reputa opportune? Come si rapporta poi l'ortodossia nei confronti dell'ebraismo? Penso che gli ortodossi, inoltre, non abbiano conosciuto il fenomeno dell'inquisizione: quali erano le pene canoniche previste per gli eretici? Ovviamente a me interessa la posizione ortodossa tradizionale, e non certo la morbida e compromessa tendenza ecumenista e modernista che vedo attanaglia anche le chiese d'oriente.
    Un'ultima curiosità: la Repubblica monastica dell'Athos è posta sotto la vostra stessa giurisdizione?

    Vi ringrazio per la disponibilità, e vi assicuro che sarò pienamente soddisfatto anche da risposte sintetiche e concise.

  3. #3
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Caro Zena, sul thread http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=37858 sia io che l'Esarca-Archimandrita Silvano abbiamo risposto ad alcuni tuoi quesiti che comunque è bene sviluppare anche alla luce delle tue nuove domande; premetto che ,per questioni di tempo, dovrò risponderti a rate (ovviamente è molto gradito e auspicato l'intervento sia di p.Silvano che di amici del Forum come p.Paolo... ), ti chiedo quindi un pò di pazienza.
    Nel mio precedente intervento di risposta già cercavo di fare una distinzione tra le ecclesiologie della chiesa "ufficiale" neocalendarista,la chiesa tradizionale (moderata) e la chiesa tradizionalista "dura" , è dunque bene che qui proceda con un esempio : in Romania esise una Chiesa Ortodossa Ufficiale guidata dal Patriarca Teoctist ,che ha adottato il nuovo calendario gregoriano,ha introdotto alcune riforme liturgiche e partecipa (vedasi la recente visita di Teoctist dal Papa) senza riserve al paneretico movimento ecumenista, è in comunione con Costantinopoli e con tutte le chiese ortodosse "ufficiali" e,ovviamente,considera valida e ufficiale se stessa e le altre due giurisdizioni tradizionali ("moderata" e "dura")scismatiche. C'è poi la Chiesa Rumena di Vecchio Stile (o Vecchiocalendarista -paleoimerologhita ; di posizione moderata) del Metropolita Vlasje : mantiene inalterata la Tradizione della Chiesa Ortodossa nella fedele osservanza dei Sacri Canoni (il fondamento e motivo della sua stessa esistenza) ed è in piena comunione con il nostro Sinodo della Chiesa Greca Tradizionale,con la Chiesa Bulgara Tradizionale e con la Chiesa Ortodossa Russa all'Estero ; come tutte le Chiese Tradizionali (di pos.moderata) ritiene "malata" la chiesa rumena "ufficiale" (sulla base della dottrina dell' "errore curabile" di cui parla S.Basilio il Grande),proprio per il motivo di avere abbandonato la secolare Tradizione Ortodossa, ma sostiene altresì che questa "malattia" sia ancora sanabile (perchè ancora non giudicata definitivamente da un Concilio) e quindi non duplica la giurisdizione della Chiesa Rumena Ufficiale e non ripete i sacramenti - purchè correttamente amministrati - in questa celebrati. Esiste infine la Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Romania (chiesa tradizionalista di ecclesiologia "dura")dell'ex Arcivescovo Cozma,Metropolita di Moldavia(morto il 17/2 [2/3] di quest'anno)e dell'attuale Mons.Cristoforo,Metropolita di Mesogaia, in dialogo con la Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Grecia (Matteiti) e con la Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Cipro (queste ultime in comunione tra loro): ritiene di essere la sola vera chiesa ortodossa rimasta e giudica tutte le altre eretiche e prive di Grazia;ovviamente duplica le giurisdizioni e ripete tutti i sacramenti della chiesa "ufficiale".

    Il Patriarca Teoctist

    Il Metropolita Cipriano con il Metropolita Vlasje
    Ancora il Metropolita Vlasje

    L'Arcivescovo Cozma
    Mons.Cristoforo



    - L'autocefalia è una prerogativa di pieno autogoverno canonico verso il Patriarcato di cui,in precedenza, una Chiesa era parte (qui in Italia ad esempio la Chiesa di Ravenna nel VII sec. era un'autocefalia) mentre un'autonomia si differenzia perchè gli atti di governo delle chiese autonome richiedono sempre l'approvazione patriarcale (da cui dipendono) (come ad es. l'elezione del primate).

    -Per quanto riguarda la lingua nel thread sopraindicato già p.Silvano aveva dato un primo abbozzo di risposta che ora tento di completare.
    Come sai,la Chiesa Ortodossa ha sempre prediletto l'uso della lingua vernacolare: la lingua liturgica,che deve essere anzitutto TEOLOGICAMENTE PERFETTA,per la sua natura ( "essere comunicazione, essere comunicazione DI DIO" diceva molto bene p.Silvano),deve rispecchiare un registro "alto" (un pò come il N.T. che è stato scritto in una koinè alta -attico classico? - ) ma comunque comprensibile a tutti ;così è per lo slavonico come per il rumeno della traduzione di Re Carlo .
    Lo stesso problema vale per l'italiano (lingua con cui celebriamo i nostri Offici in Italia e che sovente ha anche bisogno di creare costrutti e "neologismi"), e p.Silvano che in prima persona si occupa di traduzioni, ci potrebbe parlare a lungo di queste difficoltà...
    Nel thread http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=38712 sto lentamente postando la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo in italiano : puoi dare un'occhiata!
    I più validi testi liturgici ortodossi in lingua italiana disponibili attualmente sono il "Compendio Liturgico Ortodosso -ad uso delle Chiese Ortodosse italofone di rito Bizantino-Slavo" del p.Antonio Lotti -ed.Il Cerchio (a cui ha contribuito anche p.Silvano) e l' "Antologhio di tutto l'anno" di Maria Benedetta Artioli -ed. Lipa- .
    Si attendono naturalmente ulteriori e sempre migliori traduzioni...


    -Per quanto riguarda i rapporti Chiesa-Stato:
    anch'io,come Sant'Agostino,per quanto riguarda l'Impero Russo o l'Impero Romano d'Oriente amo parlare più di "tempora christiana" che di vero e proprio "imperim christianum" proprio per evitare di compiere un indebito paragone con la vera "civitas Dei" (l'insieme dei "vocati et praedestinati et iustificati et glorificati").Importantissime sono state le conversioni degli imperatori al cristianesimo (pensiamo infatti ai Santi Isoapostoli Imperatori Costantino ed Elena o a Vladimiro ) e la loro particolare protezione accordata alla Santa chiesa di Dio, ma è altresì vero che nell'impero (oltre a imperatori apostati ed eretici) molti restano pagani o giudei (utrique infidelis) oppure "mali christiani in spiritu occisi", membri ossia di quella "civitas terrena" caratterizzata dall' "amor sui" e dalla "libido dominandi" .
    Nella concezione ortodossa Chiesa e Impero sono due ordini distinti che rappresentano la competenza e la dignità del sacerdozio e della regalità , che devono co-operare in "SINFONIA" per la piena realizzazione del piano salvifico di Dio, ognuno nei suoi compiti (una distinzione senza confusione come la doppia natura umana e divina di Cristo): quale miglior esempio di quando ,terminato un Concilio Ecumenico, gli imperatori promulgavano i decreti stabiliti come leggi imperiali?
    Penso integri perfettamente questo mio discorso un passato intervento di p.Silvano su come la Chiesa Ortodossa si rapporta con lo Stato:
    "La posizione cristiana nei confronti dello Stato nasce dalla constatazione dell'esistenza di un mondo che è in potere del Maligno. Il mondo che è soggetto alle conseguenze del peccato (originale e non). In questo status di umanità decaduta lo stato è una necessità repressiva per consentire la convivenza sociale. Per questo Dio lo vuole, così come introduce la Legge per "far conoscere ciò che è male" come dice san Paolo. Col Nuovo testamento i Cristiani hanno cercato di costituire Stati (in realtà uno solo, l'Impero Romano di Costantino e successori) che fosse quanto più possibile segnbo di una realtà redenta. Ma il progetto, pur nobile e riuscito nella persona di alcuni Sovrani Santi, non è riuscito, perchè viviamo il tempo del "già" e del "non ancora" ed il regno non è realtà di questo mondo, anche se in questo mondo i cristiani son tenuti a sforzarsi di realizzarlo nelle loro Comunità Cristiane. Ma vediamo come è difficile realizzare una comunità pienamente cristiana in questo "già e non ancora", anche negli stessi monasteri! Quindi nessuna statolatria da parte Cristiana. Lo Stato alle cui legittime autorità il Cristiano si sottomette non è lo stato etico di Hegel (niente di più lontano da questa concezione del Cristianesimo) è la necessità repressiva che Dio consente per permettere la convivenza in uno stato decaduto dell'umanità
    Questo comporta il dovere del Cristiano di obbedire alle autorità dello stato ma - prima ed innanzitutto - di obbedire a Dio. Se il Cristiano è tenuto ad obbedire ad una autorità, anche iniqua, per "non resistere al malvagio: se uno ti perquote sulla guancia destra porgigli anche l'altra, se vuol farti fare un miglio, vai con lui per altri due e se vuol prenderti la tunica dagli anche il mantello" alleo stesso modo in cui lo schiavo cristiano obbedisce al padrone scoprendo in questo un segno della sua sottomissione a Cristo e trasformando la schiavitù in virtù e santificazione; se tutto questo è vero è altrettanto vero che il Cristiano disobbedisce allo Stato, lo schiavo al padrone, ove questi gli impongano di andare contro le leggi di Dio. La volontà divina segna il termine oltre il quale l'obbedienza non è più dovuta. Questa è la libertà del Cristiano che obbedisce ove viene umiliato, disobbedisce ove verrebbe condannato da Dio.
    "

    Allo stato attuale delle cose, ovviamente è impensabile attuare tale condizione di "SINFONIA",tantopiù quando ci si ritrova a vivere in una Europa scristianizzata e barbara dove i cosiddetti "diritti civili" e della scienza (aborto,eutanasia,clonazione...)sono un palese abominio e una violazione delle Leggi eterne di Dio! Che fare dunque? Beh, intanto continuare a resistere saldi nella Fede in Cristo, annunziare integralmente l'Evangelo, vivere pienamente ed essere testimoni viventi dell'Ortodossia come una "voce che grida nel deserto" (Is 40;3), e pregare per "tempi di pace"(ma non quella illusoria che da il mondo, quella VERA che "viene dall'alto") (inutile anche aggiungere che certe "chiese ufficiali", seriamente compromesse con il potere politico del mondo,hanno dimenticato l'ortoprassi tradizionale...) ; per il resto la Chiesa deve continuare ad essere quella che è sempre stata : iniziatrice e dispensatrice dei Divini Mysteri , "palestra di divinizzazione" -per dirla con i Padri-.
    Per quanto riguarda la "libertà religiosa" nell'attuale stato laico ti posto di seguito alcuni punti ufficali che l'A.C.O.-Associazione dei Cristiani Ortodossi in Italia (Giurisdizioni Tradizionali) (di cui l'Esarca stesso è presidente)ha formulato :
    1 -.........................
    2- .........................
    3 - Altra cosa è invece il rapporto tra le confessioni religiose e lo stato laico. Lo stato laico deve assicurare a tutti i suoi cittadini piena libertà di espressione religiosa, ove questa non violi le norme costituzionali di una corretta convivenza civile. Pertanto lo Stato laico deve consentire a tutti la libertà di credere o di non credere, di cambiare religione, di diffonderla con tutti i mezzi leciti (ovverosia quei mezzi che sono rispettosi della libertà di coscienza, che non usano strumenti di plagio, o non si servono di favori materiali in cambio di adesioni ecclesiali).
    Pertanto il vero ortodosso si dissocia dalle interferenze degli stati a maggioranza ortodossa nell'attività della Chiesa Cattolica o di altre Chiese, allo stesso modo in cui esige per se stessa le stesse garanzie nei paesi ove l'ortodossia non è maggioritaria.
    4 - Non solo, ma siccome un diritto non è tale dove non vi è concreta possibilità di esercitarlo - lo stato laico deve adoprarsi a che tutte le chiese, anche quelle sprovviste di mezzi, abbiano la possibilità di esercitare il culto e le altre iniziative religiose, se necessario con contribuzione pubblica.
    5 - Insieme ripudiamo l'attività di quelle organizzazioni che sotto il pretesto della religione ospitano attività che vanno dalla prostituzione, al plagio, al terrorismo. Contro queste, mediante l'attività di una libera magistratura, lo stato deve agire in sede penale.


    -Per quanto riguarda la questione giudaica possiamo affermare che i Giudei sono deicidi in quanto a responsabilità storica ,dato che,come popolo eletto aveva la responsabilità di preparare le vie per l'avvento del Cristo-Dio; nell'innologia (in spiecial modo i canti della Grande Settimana) questa responsabilità -mista a un carattere di derisione per la cecità verso la Vera Luce- è ben chiara:
    nei Canoni Poetici
    I°Tropario-Tono V°
    "Ti hanno offerto fiele quelli che hanno succhiato miele dalla roccia: a te che nel deserto hai operato prodigi , o Cristo, hanno ricambiato il beneficio della manna con l'aceto, i figli d'israele, quegli ingrati!"

    I°Tropario dopo l'Ode VIII°-Tono VI°:
    "La gelosia ha reso Deicida il popolo Giudeo ora uccisore dei Profeti quando ti ha attaccato alla Croce o Verbo di Dio, te noi celebriamo per tutti i secoli"

    Mattutino - Stichire alle Lodi

    TonoIII°
    8-Gli Ebrei chiusero la vita nella tomba, ma il Ladrone aprì il Paradiso di Letizia con la lingua quando gridò: Colui che per me e con me è crocifisso, è appeso con me al Legno e già mi appare assiso sul trono col Padre: Egli è Cristo,che possiede la grande misericordia

    TonoIV°
    8-Dov'è Gesù che contavate di custodire? Ditelo,Giudei. Doc'è Colui che avevate messo nel sepolcro sigillandone il masso? Dateci il cadavere,voi che avete negato la vita;dateci il sepolto,oppure credetelo risorto. E se voi tacerete il risveglio del Signore,saranno le pietre a gridare,specie quella rotolata via dal sepolcro. Grande è la tua misericordia,Salvatore nostro,gloria a te!

    TonoVII°
    8-Perchè avete scartato la pietra angolare empi Giudei? E' Lui la Pietra che Dio ha posto in siòn,Lui che nel deserto ha effuso acqua dalla roccia e ora ha fatto sgorgare immortalità dal suo costato; è Lui il masso stagliato dal monte virginale senza volontà di uomo, è Lui il Figlio dell'Uomo, è Lui che viene dalle nubi del Cielo verso l'Antico dei Giorni,come disse Daniele, e il cui Regno è eterno.


    Da questo però non possiamo concludere la responsabilità MORALE degli ebrei attuali dato che la responsabilità morale è sempre PERSONALE e non può trasmettersi come tale di padre in figlio.

    - Per quanto riguarda il discorso sul divorzio in passato abbiamo chiarito le posizioni della Chiesa Ortodossa in questo thread:
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=26745


    -Per quanto riguarda la Sacra Montagna essa è sotto l'Omphorion del Patriarcato costantinopolitano e l'autorità patriarcale si esercita mediate l'Exarchia, un consiglio di tre metropoliti.
    L'Athos ,che ovviamente segue il vecchio calendario, ha sempre dimostrato una sorta di "resistenza interna" alla secolarizzazione del Patriarcato Ecumenico e alle sue aperture ecumeniste: aumentano i Monasteri e le Comunità "di obbedienza fanariota", al monastero di Esfigmenu, si è cessato di commemorare l'eretico patriarca di Costantinopoli, ultraecumenista, e una grande scritta troneggia sul monastero: ORTODOSSIA O MORTE! Questia resistenza "interna" però a volte denota una eccessiva "prudenza" che sa quasi di incoerenza. [ Ricordo anche,come si può leggere sul nostro sito che " ...fu il Patriarca di Costantinopoli (allora Demetrio) a cacciare con l'ausilio della polizia i monaci americani, appartenenti alla Chiesa Russa fuori Frontiera -in piena comunione con il nostro Santo Sinodo-, notoriamente contraria alla politica forsennata degli ecumenisti, dalla Skiti di Sant'Elia, con un comportamento che ricorda quello di Veccos (sempre patriarca di Costantinopoli) che fece bruciar vivi i monaci contrari all'unia. ".
    Nel 1980 la Sacra Comunità Athonita indirizzò una "Dichiarazione" al Patriarca costantinopolitano e a tutto il mondo ortodosso denunciando l'errore e il pericolo insito nelle relazioni della Chiesa ortodossa con gli eterodossi e particolarmente nel dialogo con i cattolici romani
    Così nel 1993 i padri athoniti inviarono a Bartolomeo I un'ennesima dichiarazione:
    "L'unione delle chiese o,per parlare più propriamente la riunione degli eterodossi alla nostra CHIESA UNICA,SANTA,CATTOLICA,APOSTOLICA E ORTODOSSA è certamente l'oggetto dei nostri desideri per la realizzazione della preghiera del Signore -ut Unum sint- che noi riceviamo ed abbracciamo totalmente secondo il senso ortodosso......................................... ....................................La Chiesa Romana è la chiesa delle innovazioni,della falsificazione degli scritti dei Padri della Chiesa, della falsa interpretazione della Sacra Scrittura e dei decreti dei Santi Sinodi. Senza l'unità della fede che è indispensabile premessa per la comunione all'unico Corpo e Sangue di Cristo nel Calice eucaristico non ci sarà mai la chiesa nel senso pieno del termine.......................................Per la concezione cattolico-romana la Chiesa non è tanto un organismo spirituale di cui il Capo è Cristo.E' piuttosto un'organizzazione giuridica che non vive nella dimensione divina ma, al massimo, sul piano "sovrannaturale" e della grazia creata............Per tutto questo che Vi abbiamo esposto, con l'animo afflitto......Vi supplichiamo di non sottoscrivere il testo di Balamand".
    Quest'anno poi,durante una celebrazione solenne a Ravenna nella Basilica di S.Apollinare in Classe, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, fu visto comunicare diversi fedeli cattolico-romani in palese violazione dei canoni. Questo creò ovviamente sconcerto tra i monaci della Sacra Montagna, tanto che l'Archimandrita George, abate del Santo Monastero di Grigoriou, inviò al Patriarca la seguente lettera:

    " Recentemente, mentre mi trovavo ad Atene, mi vennero poste parecchie domande da alcuni Cristiani scandalizzati per il fatto di aver visto il Patriarca Ecumenico e l’Arcivescovo di Albania impartire gli Immacolati Misteri agli eterodossi durante la Divina Liturgia che si svolse a Ravenna. Altri, inoltre, mi informarono che un famoso giornalista dalla mentalità new-age si felicitò dell’evento.


    Voglio credere che sia il Patriarca Ecumenico Bartolomeo che l’Arcivescovo d’Albania Anastasios non si siano avveduti del fatto che chi si accostava per ricevere la Comunione era eterodosso. Il Diacono, che si trovava al fianco di Sua beatitudine, avrebbe dovuto informarli che si trattava di eterodossi accorgendosi anche per il modo in cui facevano il segno della croce. O almeno, chiedere a chi si avvicinava se era Ortodosso.



    Poiché lo scandalo è grande, con conseguenze inimmaginabili per l’unità della nostra Santa Chiesa Ortodossa, pensiamo che sia estremamente urgente affermare ufficialmente che quanto sopra è accaduto inavvertitamente e che simili errori non si verificheranno più in futuro.



    So per certo da testimoni oculari che Sua Beatitudine non ha mai impartito agli eterodossi la Santa Comunione e che mantiene questo atteggiamento come principio basilare della grande Chiesa almeno finché non vi sia un accettazione dogmatica della fede Ortodossa da parte degli eterodossi.



    A parte questo, gli eterodossi cercano con il loro comportamento sia di scandalizzare gli Ortodossi che di incrementarne gli scismi interni causando la disintegrazione dell’Ortodossia. Più noi siamo divisi al nostro interno e più avranno gioco facile gli eterodossi nel dividerci.



    Stiamo attenti, pastori e gregge, a non cadere nelle trappole di coloro i quali cospirano contro la nostra Santa Fede Ortodossa.



    Ma per quale ragione impedire non solo la comunione sacramentale con gli eterodossi ma anche la preghiera comune?



    Esaminando non solo ciò che riguarda i canoni in questione, quello che dicono al riguardo di questo problema, ma anche i loro presupposti pastorali e la loro estensione, scopriamo che questi Santi canoni vennero istituiti al fine di salvaguardare l’Ecclesiologia Ortodossa, in ossequio al fatto che solo l’Unica Chiesa, Santa, Cattolica e Apostolica del Simbolo di fede, chiamata Chiesa Ortodossa, ha la pienezza della verità e della grazia e che essa costituisce l’unico sentiero sicuro per la salvezza; possiede i genuini e validi Misteri e la vera successione apostolica. E infine, che non è possibile per l’Ortodossia e l’eresia, stare insieme sotto lo stesso tetto.



    Se durante i dialoghi del passato e del presente ci si rivolgeva al papa e agli altri capi delle chiese eterodosse con l’appellativo di “sua Santità” questo accadeva e accade in accordo all’oikonomia e nella speranza di facilitare il loro ritorno all’Ortodossia. Non sarebbe comunque giusto usare questi termini in accordo all’akribeia, come se essi non avessero perso l’integrità della fede Ortodossa e se potessero costituire una differente e nondimeno legittima espressione della fede Apostolica.


    Lo spirito di questi anni, uno spirito di sincretismo, attira persino la nostra Chiesa ortodossa nel pluralismo dogmatico e religioso, ciò che ha distrutto le comunità cristiane eterodosse dell’Europa

    Il mondo e l’uomo contemporaneo hanno bisogno del soccorso della nostra evangelica, apostolica ed eterna ortodossia. Ed è una grande tentazione per la nostra Chiesa quella di adottare lo spirito e i criteri dell’uomo secolarizzato contemporaneo, in modo da rendersi a lui più piacevole ed accettabile. Però questa amicizia col mondo significa inimicarsi Dio, così come dicono le parole dell’Apostolo (Giovanni 4:4)


    Facciamo in modo che il nostro tesoro non venga sepolto perché se ciò accadesse saremmo giudicati come il cattivo servo della parabola evangelica.
    "







    - Per quanto riguarda infine la Chiesa Ortodossa d'America essa è stata riconosciuta autocefala unilateralmente dal Patriarcato Russo, in virtù della sua storica attività missionaria nel continente americano, ma tale autocefalia non è riconosciuta dal Patriarcato costantinopolitano (le ragioni sono essenzialmente di ordine politico, basti vedere oltrettutto i rapporti non sempre idilliaci che la Chiesa Russa e la Chiesa di Costantinopoli intrattengono...). Dal 1960 ha promosso e tuttora fa parte integrante della S.C.O.B.A. ( Standing Conference of Canonical Orthodox Bishops in the Americas ) insieme all'Arcidiocesi Ortodossa Greca d'America, alla Diocesi Ortodossa Albanese d'America, alla Diocesi Carpato-Russa d'America, alla Chiesa Ortodossa Ucraina negli USA, all'Arcidiocesi Antiochena Ortodossa del Nord America,alla Chiesa Ortodossa Serba negli USA e Canada, all'Arcidiocesi Rumena d'America e Canada e alla Chiesa Ortodossa Bulgara Orientale .




    P.S. : Non bisogna pensare che,tra la Chiese cosiddette "canoniche", ci sia una monolitica omogeneità (lo dico soprattutto per gli amici forumisti romanocattolici); esse si possono raggruppare in 4 diverse categorie :
    1. ortodossi che seguono l’Antico Calendario e l’Antico Paschalion;
    2. ortodossi che usano il “nuovo” calendario riformato e l’Antico Paschalion;
    3. ortodossi che usano il “nuovo” calendario ed un nuovo Paschalion ( Finlandia ed Estonia)
    4. ortodossi che usano sia il nuovo che il vecchio calendario e l’antico Paschalion

  4. #4
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Caro Zena, penso di avere risposto a tutte le tue domande. Ti ringrazio nuovamente per l'interesse che dimostri verso le tematiche da noi proposte; se hai ulteriori curiosità non esitare a domandarcele!
    Ti saluto segnalandoti un racconto a cui io sono molto legato affettivamente perchè ad esso sono associate molte vicende che mi hanno ri-portato alla Fede Ortodossa dei nostri Santi Padri:
    LA SANTA ORTODOSSIA - Conversazione in un chiostro turco sul Monte Athos
    In Cristo
    Luca

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Luca, ti ringrazio per le esaurienti delucidazioni. Devo dire che per un cattolico romano, abituato a gerarchie piramidali e a contestualizzare le eventuali dissidenze secondo canoni relativamente semplici, non è semplice capire l'ecclesiologia ortodossa.
    Se ho capito bene, l'ortodosso, nei confronti dello Stato, della sfera pubblica e della politica fa di necessità virtù: lo Stato, inteso come monopolio della forza, è necessario alla convivenza civile, e ad esso bisogna prestare comunque obbedienza a meno che tale esercizio non impedisca la fede e le opere necessarie alla salvezza. Se lo Stato si vuol far segno di un'umanità redenta ed entrare in sinfonia con la Chiesa tanto meglio, ma il problema rimane comunque marginale stante il tempo del "già" e del "non ancora", tempo in cui anche gli eretici e gli infedeli devono poter usufruire del diritto di assistenza economica e propaganda, ossia del diritto d'entrar liberamente nell'ovile del Signore e far cantare le loro sirene. In questo senso sbaglio se affermo che l'ortodossia segue, tradizionalmente, la sostanza degli insegnamenti vaticanosecondisti in materia di libertà civile in materia religiosa salvo diverse disposizioni da parte del potere politico?

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Wink eccomi

    Certamente mi sono fischiaste le orecchie mentre - in visita pastorale al nord - si invocava il mio intervento sul forum!
    Cosa che faccio più che volentieri nonostante che Luca se la sia cavata più che egregiamente a rispondere alle mollte domande dell'amico Zena.
    Io comincio con alcune puntualizzazioni partendo dall'ultima: la posizione ortodossa sul rapporto col potere politico in fatto di libertà religiosa e l'analoga dichiarazione del concilio cattolico romano del vaticano II. Credo che le due posizioni siano più distanti di quello che Zena pensi.
    I cattolici enunciano la libertà religiosa (ossia la libertà di poter vivere nell'errore ed andare in perdizione) come un "diritto". Non so che diritto sia quello di perdersi, visto che l'uomo aspira alla infinita felicità, a "farsi Dio" come dicevano e dicono i Padri teofori.
    In problema va piuttosto inpostato diversamente. Con la scelta libera del peccato originale l'uomo si trova in una situazione "innaturale" e quindi è lontano dalla Verità; Non è quindi un "diritto" ma pittosto il minor male che possa consentire che anche la Verità sia annunciata affinchè chi la accoglie si salva.
    Razionale, in senso patristico, naturale, in senso patristico, è per l'uomo aderire a Dio in Cristo e divenire, deificato dalle energie increate della Triade Tuttasanta "Dio per grazia".
    Una cosa vorrei però aggiungere al caro amico che è tanto interessato all'ortodossia (e me ne rallegro). La fede è come la cioccolata: è difficile comprenderla senza assaggiarla. Quando gli ambasciatori di san Vladimiro si trovarono in Santa Sofia nello spendore del culto ortodosso, solo allra capirono che là Dio era adorato "in Verità"
    Le nostre comunità non hanno certo lo splemdore della "Grande Chiesa di Cristo, ma hanno la stessa fede e - vogliamo sperarlo - lo stesso Amore.
    + Silvano l'ultimo dei monaci

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: eccomi

    Originally posted by silvano
    Certamente mi sono fischiaste le orecchie mentre - in visita pastorale al nord - si invocava il mio intervento sul forum!
    Cosa che faccio più che volentieri nonostante che Luca se la sia cavata più che egregiamente a rispondere alle mollte domande dell'amico Zena.
    Io comincio con alcune puntualizzazioni partendo dall'ultima: la posizione ortodossa sul rapporto col potere politico in fatto di libertà religiosa e l'analoga dichiarazione del concilio cattolico romano del vaticano II. Credo che le due posizioni siano più distanti di quello che Zena pensi.
    I cattolici enunciano la libertà religiosa (ossia la libertà di poter vivere nell'errore ed andare in perdizione) come un "diritto". Non so che diritto sia quello di perdersi, visto che l'uomo aspira alla infinita felicità, a "farsi Dio" come dicevano e dicono i Padri teofori.
    In problema va piuttosto inpostato diversamente. Con la scelta libera del peccato originale l'uomo si trova in una situazione "innaturale" e quindi è lontano dalla Verità; Non è quindi un "diritto" ma pittosto il minor male che possa consentire che anche la Verità sia annunciata affinchè chi la accoglie si salva.
    Razionale, in senso patristico, naturale, in senso patristico, è per l'uomo aderire a Dio in Cristo e divenire, deificato dalle energie increate della Triade Tuttasanta "Dio per grazia".
    Una cosa vorrei però aggiungere al caro amico che è tanto interessato all'ortodossia (e me ne rallegro). La fede è come la cioccolata: è difficile comprenderla senza assaggiarla. Quando gli ambasciatori di san Vladimiro si trovarono in Santa Sofia nello spendore del culto ortodosso, solo allra capirono che là Dio era adorato "in Verità"
    Le nostre comunità non hanno certo lo splemdore della "Grande Chiesa di Cristo, ma hanno la stessa fede e - vogliamo sperarlo - lo stesso Amore.
    + Silvano l'ultimo dei monaci
    Caro padre Silvano, ringrazio lei e naturalmente Luca per le risposte che pazientemente avete dato.
    Mi sovviene ora una nuova curiosità: l'ortodossia, in Italia, ha una diffusione piuttosto limitata: poche parrocchie, poco clero. Chi si converte, se non ha la fortuna d'avere un monastero o una parrocchia quantomeno limitrofa al proprio luogo di residenza, non può partecipare con puntualità alla vita sacramentale. Questo fatto costituisce un problema oppure il fedele è moralmente dispensato e scusato?

  8. #8
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Vedi Zena, anche qui occorre fare un piccolo sforzo per uscire dalla rigida e "legalistica" forma mentis romanocattolica...
    Premetto anzitutto che in Ortodossia non esiste il precetto festivo per il singolo (l'obbligo di partecipare alla Divina Liturgia la domenica o nei "giorni comandati"), il dovere liturgico semmai è ecclesiale-comunitario ("il Sabato è fatto per l'uomo,non l'uomo per il Sabato")...
    Questo è comprensibile se ritorniamo alla tradizionale visione della Chiesa non come "istituzione giuridica" di cattolico intendimento, il cui fine sembra umanamente "sociale" e moralizzante, ma come quella "palestra di divinizzazione",fedele iniziatrice e dispensatrice dei Divini Mysteri (in quanto Corpo Mystico di Cristo che vive,come ben insegnava Abba Justin Popovic, una "Pentecoste permanete" in virtù dell'azione vivificante-santificante dello Spirito Santo ) in cui l'uomo,"creatura che ha ricevuto l'ordine di diventare dio" come diceva San Basilio, vive un cambiamento ONTOLOGICO e tende , in questa dimensione teandrica (divino-umana), alla theosis (o deificazione) , da intendersi come unione con le "energie increate" di Dio : è in questo spirito che vanno comprese le parole di San Cipriano di Cartagine "extra Ecclesiam nulla salus".
    Probabilmente ho già altre volte scritto della parabola del Buon Samaritano (commentata da San Giovanni Crisostomo) in cui possiamo capire il ruolo terapeutico della Chiesa : l'uomo disceso a Gerico (la disobbedienza e la conseguente caduta del Protoplaste Adamo) ,preso a bastonate dai ladroni(dalla violenza dei demoni e da una creazione indebolita in cui sono entrate realtà tragiche come la morte e il dolore) e mezzo morto per le ferite che sono i propri peccati viene soccorso da un "disprezzato", da un ultimo: il Samaritano (che prefigura il Cristo che tanto ha amato il mondo da accettare il suo "annullamento" nell'incarnazione e nella morte di croce) , che medica l'uomo ferito con vino (il Suo Santissimo Sangue) e olio (lo Spirito vivificante e Santo) e lo conduce poi nell'albergo (la Chiesa), avvertendo l'oste (i Vescovi, i sacerdoti,i ministri, i padri spirituali)di prendersi cura di lui e che se "spenderà di più di quanto già dato,Egli lo pagherà al Suo glorioso ritorno".
    Mi accorgo che sto un pò divagando (mio difettaccio), ma ti scrivo questo per farti comprendere la diversa visione di Chiesa che un ortodosso ha rispetto a un romanocattolico.
    Vivere lontani dal Calice Eucaristico è per un ortodosso una grande sofferenza ( e te lo posso assicurare visto che io stesso soffro questa lontananza) e la situazione di "diaspora" che ci troviamo a vivere in Italia è una croce che accettiamo di sopportare per avere scelto Cristo.
    Le nostre comunità e parrocchie sono comunque in continua espansione: presto posterò un thread per elencare tutte le nostre realtà in Italia.
    In Cristo
    Luca

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 14-02-14, 14:28
  2. Dichiarazione finale dell'assemblea dei primati delle Chiese ortodosse
    Di DanielGi. nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 17-10-08, 18:29
  3. Riunificazione delle chiese ortodosse russe e vostra posizione
    Di Peucezio (POL) nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 27-06-07, 21:26
  4. Chiese Ortodosse in Italia
    Di Jungmann nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 24-04-07, 11:42
  5. Posizione delle chiese ortodosse rispetto ad Israele
    Di kimit nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 04-08-06, 23:33

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito