MILANO — Oggi a Calatafimi Segesta, provincia trapanese, profondo Sud, ci sarà una cerimonia che rischia di scandalizzare qualche benpensante: il sindaco, Nicola Cristaldi, conferirà la cittadinanza onoraria a Francesca Martini (nella foto), parlamentare e leghista. La motivazione? Per avere agito «lontana da pregiudizi e luoghi comuni», per aver posto «la sua attenzione nei confronti della Sicilia con spirito costruttivo e con grande rispetto», per essere diventata «messaggero delle realtà isolane».
La notizia farà storcere molti nasi. Soprattutto quelli di chi ritiene che il nordismo bossiano sia soprattutto una dichiarazione di guerra verso il Sud del Paese.
Ma Francesca Martini, una bionda e bella signora madre di due gemelli quindicenni, veronese fierissima della propria identità culturale, la pensa diversamente. Convinta com'è che la riforma federalista, con l'istituzione della Camera delle Regioni, aiuterà proprio i siciliani che hanno un «fortissimo senso della propria autonomia, hanno le risorse, le capacità e l'intelligenza per capire che è ora di tirar fuori le unghie e dimostrare al mondo che la Sicilia può farcela». Sì, ma da sola? E' questo il sogno poco segreto di Bossi? Martini dice di no. Innamorata della Sicilia, «sono anche fidanzata con un siciliano, amo l'isola, conosco molti amministratori», crede che solo «un patto tra cittadini del Nord e cittadini del Sud permetterà di affrontare questa nuova fase della storia d'Italia».
Certo che Calatafimi evoca altri ricordi: quando le camicie rosse del Nord, guidate da Garibaldi, sbaragliarono l'esercito degli esangui Borboni. Ma liberarono o conquistarono il Sud? Ai posteri l'ardua sentenza.
E oggi, che succede? Un siciliano doc, vicecapogruppo di An alla Camera, riconosce a una donna del Nord, esponente di un movimento considerato «anti», interesse e volontà di capire. Lei, Martini, si occupa di politiche sociali in Parlamento. E' relatrice di una legge sugli asili nido. Ha già inaugurato un asilo a Palermo, dove con i soldi del Governo ne saranno completati altri 13. Ma Bossi è d'accordo? «Gliene ho parlato, mi ha dato l'imprimatur».
E allora pensi che la campagna del Sud, più volte annunciata dal Senatùr, non sia solo una boutade: con l'Umberto che sbandiera la moglie, Manuela, di origini siciliane. Lampedusa che alle ultime amministrative partorisce una lista leghista. Parlamentari siciliani che prima della Finanziaria, a novembre, vanno da Bossi per ottenere garanzie. E poi Francesca. Che sia un inizio?
Flavia Baldi
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