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    Predefinito Inflazione: EURISPES, 29% quella reale su prodotti alimentari

    .... e spero che ora a nessuno salti in mente di negare che appena lunedi scorso il Cavalier Patacca abbia chiaramente (e ripetutamente) biascicato qualcosa del tipo:

    .....Inflazione? si ehmm ehmm dai nostri dati siamo al 2,1% quindi......








    http://web.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=26947


    Inflazione: Eurispes, 29% quella reale su cibo
    di Giampaolo Cerri





    Critiche all'Istat: «Anche sul vecchio paniere l'aumento dei prezzi è stato del 13% non del 3,8»


    02/01/2003

    Eurispes versus Istat.
    A pochi giorni dalle modifiche del paniere, l'istituto di ricerca attacca pesantemente quello di statistica.

    Secondo Eurispes, infatti, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati in un anno del 29%.

    Questo è il risultato di un'indagine condotta in collaborazione con la Coalizione dei consumatori che mette l'accento sul divario del dato Istat, secondo cui l'inflazione dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche e' pari a un +3,8%.

    L'enorme differenza dipende dal fatto che il calcolo dell'Eurispes e' il risultato della media delle variazioni dei singoli prezzi dei prodotti che compongono il paniere, mentre quello dell'Istat e' il risultato delle variazioni dei prezzi medi, che oscillano di meno.

    L'Eurispes, pero', ha calcolato l'inflazione del paniere alimentare con la stessa metodologia Istat e il risultato e' comunque nettamente piu' alto: +13%, ovvero piu' di tre volte maggiore del 3,8% calcolato dall'Istat.


  2. #2
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    Predefinito c.v.d.....


    Pasta carne e verdura più cari del 30 per cento
    Ma Marzano ribadisce: "L'Istat è l'unica fonte ufficiale"
    E l'Adiconsum rilancia: aumenti insostenibili anche nelle tariffe
    La Cgil annuncia battaglia: "Adeguare i salari all'inflazione reale"



    ROMA - Quasi il 30 per cento in un anno: a tanto ammonta secondo l'Eurispes l'aumento dei prezzi dei generi alimentari registrato negli ultimi dodici mesi. Secondo l'istituto di studi politici economici e sociali, che ha condotto l'indagine insieme alle associazioni della Coalizione dei consumatori, l'incremento del costo dell'alimentazione per le famiglie italiane è stato del 29 per cento, ben al di sopra del 3,8 per cento misurato dall'Istat tra novembre 2001 e novembre 2002.


    L'Eurispes ha utilizzato per l'indagine un metodo di calcolo diverso rispetto a quello utilizzato generalmente dall'Istat. Tuttavia, spiegano all'istituto di studi, volendo calcolare l'inflazione con lo stesso metodo dell'Istituto di statistica, la variazione risulterebbe comunque del 13 per cento, tre volte superiore a quella denunciata dall'Istat. Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha comunque ribadito che "l'Istat resta l'unica fonte ufficiale per la rilevazione dei prezzi".


    Secondo le misurazioni dell'Eurispes, condotte su un paniere di 150 prodotti contro i 164 dell'Istat, gli aumenti maggiori hanno riguardato i prodotti ortofrutticoli (+51 per cento), con punte oltre il 60 per cento per le zucchine. Notevole anche l'incremento dei prezzi dei carboidrati, come il pane, la pasta e il riso, cresciuti in media del 20 per cento. Rincari del 37 per cento anche per il caffè e addirittura del 48 per cento per l'acqua minerale.


    Fra gli alimenti proteici sono le uova a segnare l'aumento più consistente (+34 per cento), seguite dal pesce fresco (+28 per cento), dalla carne suina (+26 per cento), da quella di pollo e tacchino (+20 per cento) e infine da quella di bovino (+19 per cento). Incrementi superiori al 30 per cento registrano anche il prosciutto, il grana e il parmigiano, mentre per pelati e polpe pronte i prezzi sono cresciuti rispettivamente del 35 per cento e del 59 per cento.

    L'inflazione, rileva ancora l'Eurispes, ha galoppato più rapidamente nelle città con oltre 100 mila abitanti (+34,6 per cento) che nelle piccole (+27,2 per cento). L'aumento è stato inoltre più evidente nell'Italia centrale (+44 per cento), dove hanno pesato in modo considerevole i rincari registrati a Roma e Firenze, rispetto al Nord (+33 per cento) e al Sud Italia (+25 per cento). Tra le tipologie di rivendita, a segnare gli aumenti più consistenti sono stati infine discount e supermercati, entrambi oltre il 30 per cento.

    Insomma "gli aumenti dei prezzi - ha detto il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, presentando l'indagine statistica - sono generalizzati: la verità alla fine ha preso il sopravvento e oggi tutti siamo finalmente consapevoli di quanto l'introduzione dell'euro e soprattutto le spinte speculative dei commercianti siano costate agli italiani". "L'aumento della spesa per l'alimentazione - ha aggiunto Fara - penalizza i consumi degli altri settori, anche di quelli che non hanno visto aumentare l'inflazione. Le aspettative del governo per il 2003 sono di un incremento dei consumi del due per cento, ma secondo noi non ci sarà: ci aspettiamo una sostanziale stagnazione che colpirà tutto il sistema produttivo".

    I dati dell'Eurispes hanno rinfocolato le polemiche sull'inflazione. La Cgil ha annunciato I sindacati sono tornati a chiedere un adeguamento che darà battaglia per l'adeguamento delle retribuzioni all'andamento reale dei prezzi, mentre la Coalizione dei Consumatori ha sollecitato la filiera commerciale a ridurre i prezzi di almeno il 10%.

    Ma ci sono anche le tariffe, a rendere quasi insostenibili gli aumenti. A sottolinearlo è l'associazione Adiconsum secondo cui i rincari saranno fra i 60 e gli 80 euro per luce e gas, 70-100 euro per la Rc auto, 130-180 euro per i trasporti (autostrade, trasporti locali e benzina), 30-40 euro fra acqua e tassa sui rifiuti, 10-20 euro per i ticket sulla salute, 20-30 euro per i servizi bancari e postali. Il segretario dell'associazione, Paolo Landi, invita il governo a fare attenzione soprattutto a "nuove speculazioni sul caro- petrolio" e chiede che sia l'authority per l'Energia a "monitorare il prezzo della benzina alla pompa".

    (2 gennaio 2003)












  3. #3
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    Predefinito Re: c.v.d.....

    Originally posted by Guido Di Tacco




    Mi sono giunte voci di discussioni feroci e invsioni del gruppo Tremonti all'ISTAT, al momento della definizione del tasso di inflazione nel mese di marzo 2002. Si abbasso'.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: c.v.d.....

    Originally posted by afam






    Mi sono giunte voci di discussioni feroci e invsioni del gruppo Tremonti all'ISTAT, al momento della definizione del tasso di inflazione nel mese di marzo 2002. Si abbasso'.



    P.S. Era al 2,8.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: c.v.d.....

    Originally posted by afam


    Mi sono giunte voci di discussioni feroci e invsioni del gruppo Tremonti all'ISTAT, al momento della definizione del tasso di inflazione nel mese di marzo 2002. Si abbasso'.




    tutta la faccenda, oltre ad emanare un tanfo oramai insopportabile di combine fra un presunto (ed oramai del tutto ipotetico) "istituto indipendente" come l'ISTAT ed il Governo che ha depenalizzato il Falso in Bilancio chissà perchè.........

    mi fa tornare in mente la piece nota come "I vestiti nuovi dell'Imperatore"

    Comunque.... una cosa è certa, testificata dall'osservazione diretta e confermata dal buonsenso:

    L'ISTAT NON E' CREDIBILE






    Confermate le indicazioni delle città campione
    L'inflazione è stabile rispetto al mese precedente
    Istat, a dicembre prezzi al 2,8% Fermi sul dato di novembre.
    Sono aumentati di più alberghi, ristoranti e pubblici esercizi
    Il costo di alimentari e bevande analcoliche salito del 3,1%



    ROMA - L'inflazione a dicembre è stabile: 2,8% annuo, come a novembre. Lo rende noto l'Istat: i dati preliminari sull'indice nazionale dei prezzi al consumo confermano le indicazioni giunte dalle città campione lo scorso 20 dicembre. La variazione rispetto al mese precedente è stata di +0,1%. Secondo l'Istituto di statistica, l'inflazione media del 2002 dovrebbe attestarsi al 2,5%, previsione che diverrà ufficiale solo dopo la conferma del dato di dicembre, ancora provvisorio. Nel 2001, quindi prima dell'introduzione dell'euro, la media era stata del 2,7%.


    Su base mensile, registra l'Istat, si è avuto un incremento dello 0,9% sui prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi. Prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno messo a segno un +0,3%. Abbigliamento e calzature invece sono cresciuti dello 0,2%. Aumentati dello 0,1% i servizi sanitari e le spese per la salute, la ricreazione, gli spettacoli e la cultura, seguiti da alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, altri beni e servizi.


    Non hanno subito variazioni invece abitazioni, acqua, elettricità e combustibili, mobili, articoli e servizi per la casa, comunicazioni, istruzione. Unica voce in calo, i trasporti (0,2%), una diminuzione, secondo l'Istat, dovuta alla riduzione dei prezzi della benzina.


    Su base annua, rivelano i dati dell'Istituto di statistica, la crescita maggiore è stata quella di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,8%). Seguono altri beni e servizi con un +3,4%. Aumentati del 3,1% bevande alcoliche e tabacchi e abbigliamento e calzature. I trasporti sono rincarati del 3%, mentre ricreazione, spettacoli e cultura mettono a segno un più 2,7%. Servizi sanitari e spese per la salute sono cresciute del 2,3%; mobili, articoli e servizi per la casa del 2,1%; abitazione, acqua, elettricità e combustibili dell'1 per cento. Unico capitolo che mostra una variazione negativa è quello delle comunicazioni (-1,1 per cento).


    Per quanto riguarda invece Eurolandia, l'inflazione a dicembre dovrebbe essere rimasta stabile al 2,2% rispetto a novembre. Lo ha reso noto oggi Eurostat, pubblicando la sua stima-flash sul tasso annuo di variazione dei prezzi relativo a dicembre nella zona dell'euro. L'ufficio statistico dell'Unione europea avverte tuttavia che la previsione potrebbe subire modifiche, al momento di annunciare il dato aggregato definitivo, atteso per il 22 gennaio.

    (3 gennaio 2003)





  6. #6
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    Cominciano a crederci anche i destri all'inattendibilità dell'ISTAT:


    Originally posted by Libero

    inoltre alcuni sostengono che i dati istat relativi al calcolo del PIL sarebbero inattendibili perchè obsoleti.
    Si calcola che nel 2002 l'Italia non crescerebbe dello 0,4% ma bensi' del'1,5%, pertanto il rapporto debito/PIL sarebbe intorno al 104% e anche il rapporto deficit/pil sarebbe migliore del 1,9/2,0% ..... questa questione è stata affrontata ieri mattina dal min. del tesoro e da siniscalco!

  7. #7
    Asteroids
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    Sono aumentati tutti i prodotti di prima necessità e privi di concorrenza reale che non incidono in maniera gravosa su una buona fetta di Italiani dal reddito medio alto, altri beni di consumo, più costosi ma pur sempre rappresentativi che riguardano il tempo libero invece sono nella normalità e questi nelle statistiche hanno contribuito a ridurre l'indice dell'inflazione rilevato dall'Istat.

  8. #8
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    Originally posted by Asteroids
    Sono aumentati tutti i prodotti di prima necessità e privi di concorrenza reale che non incidono in maniera gravosa su una buona fetta di Italiani dal reddito medio alto, altri beni di consumo, più costosi ma pur sempre rappresentativi che riguardano il tempo libero invece sono nella normalità e questi nelle statistiche hanno contribuito a ridurre l'indice dell'inflazione rilevato dall'Istat.



    complimenti per il loop:



    [i]Sono aumentati tutti i prodotti di prima necessità e privi di concorrenza reale che non incidono in maniera gravosa su una buona fetta di Italiani dal reddito medio alto......
    .....



    quanto al resto del discorso......

    chissà perchè mi fa tornare in mente quello che qualche annetto fa fece una certa parrucca incipriata che si domandava come mai i "fedeli sudditi" si ostinassero tanto a non voler sopperire alla carenza di pane con l'acquisto delle più tenere e saporose brioches ......
    Inutile poi ti ricordi che fine fece quella parrucca di li a poco.....

  9. #9
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    Originally posted by Asteroids
    Sono aumentati tutti i prodotti di prima necessità e privi di concorrenza reale che non incidono in maniera gravosa su una buona fetta di Italiani dal reddito medio alto
    E' gia' iniziato il conto alla rovescia. Trema caro Asteroids




  10. #10
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    Originally posted by pcosta
    Cominciano a crederci anche i destri all'inattendibilità dell'ISTAT:






    siamo alla FARSA







    http://www.kataweb.it/news/detail.js...Content=319042

    Roma, 03 gen 2003 - 16:03


    Inflazione, l'Istat denuncia l'Eurispes



    Il presidente dell'Istat attacca l'Eurispes, per i dati sull'inflazione degli alimentari contestati ieri (leggi qui) e parla di possibili denunce. "Ci sono gli estremi per denunciare l'Eurispes", ha detto Luigi Biggeri, definendo "inaffidabili, dal punto di vista scientifico, i dati forniti" dall'Eurispes e ha annunciato di aver inviato in proposito una lettera all'Autorità per le comunicazioni.

    L'Istat, dice Biggeri, ribadisce "la validità dell'indice dei prezzi al consumo" e dei criteri di rilevazione che sono certificati "a livello nazionale dalla Commissione di garanzia per le informazioni statistiche". "Non è corretto per il cittadino avere informazioni distorte - ha aggiunto - i consumatori devono essere tutelati dalle informazioni distorte che non sono accettabili in un paese democratico".

    Stamattina l'Istat aveva annunciato le stime preliminari per l'inflazione di dicembre, segnalando che la media annua per il 2002 potrebbe essere del 2,5 per cento. (red



 

 
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