Un sondaggio Ipsos: cittadini scontenti, in calo la fiducia
nella situazione economica. Primato negativo dell'Italia
L'amaro compleanno dell'euro
così ha tradito consumi e risparmi
Due mesi dopo il debutto si parlava di successo
ma ora gli inconvenienti sembrano aver superato i vantaggi
di ELENA POLIDORI
ROMA - A un anno dall'euro si diffonde in Europa un certo malcontento dei consumatori. Cala la fiducia nella situazione economica, diminuisce la voglia di consumare, si riduce la capacità di risparmio. Un europeo su due è preoccupato per il futuro del proprio tenore di vita e del proprio potere d'acquisto. L'euro, inevitabilmente, finisce per fare da cassa di risonanza di queste preoccupazioni. Così, nel suo primo anniversario, la moneta unica suscita sempre più reazioni di "rigetto", in contrasto con il consenso che traspariva all'indomani del suo ingresso. Sono i sorprendenti risultati del "Barometro europeo del consumo" realizzato da Ipsos per Agos Italfinco: 6.662 interviste, condotte dal 15 al 23 novembre scorso in otto paesi Ue (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna Spagna, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi) su un campione rappresentativo della popolazione con più di 15 anni. Ora, pur con tutti i limiti che le indagini campionarie si portano appresso, la fotografia che emerge dalla ricerca è piena di ombre.
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Ovunque i consumatori ammettono di avere il "morale a picco", non hanno fiducia nell'economia, non credono nella ripresa, focalizzano sull'euro la loro insoddisfazione. Così, se due mesi dopo il debutto si parlava di "successo" della moneta unica, la maggioranza degli europei (56%, più 9 punti) ritiene oggi che l'euro comporti più inconvenienti che vantaggi per i consumatori mentre solo il 34% (meno 5 punti) difende l'idea opposta. Nove mesi dopo l'introduzione della moneta unica, la situazione era paragonabile a quella di un anno fa con un'unica differenza: quelli che allora rifiutavano di pronunciarsi (erano il 21% contro il 10 attuale) sembrano aver optato per un giudizio negativo.
In questo contesto, l'Italia ha un suo primato negativo: da noi l'aumento dei prezzi legato all'euro pare ripercuotersi sull'insieme degli indicatori. L'indice di fiducia economica, per esempio, è sceso di ben 18 punti; la voglia di consumo di 8; l'intenzione di consumo di 4. Oggi solo il 42% degli intervistati si dichiara ottimista rispetto alla situazione economica: a maggio scorso era il 61%. Italia e Francia sono i paesi dove chi vede nero è in netta maggioranza: 56% contro il 42. Insieme ai tedeschi, gli italiani giurano di aver oggi più difficoltà a risparmiare: negli ultimi sei mesi poi va anche peggio.
I giudizi sull'euro marciano di pari passi con quelli sull'economia: crolla il relativo indice di fiducia. Da questo punto di vista la Germania è il paese più colpito dal pessimismo. Il calo di tutti gli indici di consumo, iniziato nel febbraio 2000, è accelerato nel maggio scorso, trascinato da "una crisi di fiducia senza precedenti". Il relativo indice ha perso ben 23 punti in un anno. In Francia il pessimismo sulla situazione economica del paese è prevalente, l'indice potenziale di consumo in calo. Pessimismo anche in Spagna. In Gran Bretagna (dove l'euro non c'è) i cambiamenti sono minimi.
(14 dicembre 2002)




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