Antonio Mansi []
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Lettera Dalla Europa N8- Italia, Paese Sudamericano ?
LETTERE DALL’EUROPA PARIGI, GENNAIO 03


PREMESSA. Obiettivi delle Lettere dall’Europa

1. Aiutare i lettori a capire quali sono i motivi originarii per cui l’Italia é l’unico Paese della U.E. (di quella parte della U.E. che é a Nord delle Alpi), ove:

“ la costituzione e le leggi si applicano quando capita
“ i diritti riconosciuti dai sacri testi al cittadino, si applicano in realtà solo se fa comodo
“ nessuna struttura statale (e talvolta quelle private, vedi FIAT) funziona in modo soddisfacente.

2. Per arrivare a spiegare tanto, é necessario capire:

- come si vede l'Italia dall'Europa
- quali sono le cause primarie dei suoi guai (cause sconosciute dagli Italiani, che credono di essere in un Paese normale);
- che chances ci sono per il Paese di riprendersi, anche in termini di competizione economica.

In pratica i due obiettivi suddetti necessitano esaminare il divario enorme (e in progressione) fra l’Italia e l’Europa. E capire quale é stata la degradazione italiana degli ultimi 20/25 anni.

Antonio Greco Mansi
[email protected]

LETTERA DALL’EUROPA N.8



QUANTE MALPENSE ALLA SETTIMANA ?
L’ITALIA, PAESE SUDAMERICANO ?

Il presidente della Confindustria D’Amato scrisse su Repubblica, un po più di un anno fa, nell’articolo “Malpense Quotidiane”: “ In Italia il monopolio pubblico ha sempre gestito i servizi senza alcun riguardo, anzi senza un minimo d’attenzione per gli utenti”. Verissimo, e notiamo che cittadini e autorità responsabili hanno sempre accettato. Altri europei non avrebbero.

Egli continua dicendo anche che “in questo Paese straordinariamente dotato di imprenditorialità, ricco di talenti impreditoriali come nessun altro, é troppo scarso il numero delle grandi imprese, .... Sono troppe le imprese che non riescono a crescere oltre un certo limite........” Verissimo.

Vorrei rispondere con qualche succinta osservazione e mi dichiaro disponibile a fornire una mia analisi per suffragarle. Tale analisi dice pane al pane, come lo puo’ dire chi ha lasciato l’Italia nel ’82 per andare a vivere e lavorare in un Paese avanzato. Divenendo un dirigente internazionale di medio livello, girando l’Europa per lavoro e facendo paragoni per 30 anni.

1. Come potrebbe l’Italia avere grandi imprese efficienti e qualificate a livello europeo ? L’Italia, un Paese ove la chiarezza, la precisione, l’organizzazione, la prevenzione, il realismo, la logica, la coerenza sono qualità ammirate nei turisti che vengono dal Nord, ma del tutto trascurate nell’educazione, nella vita sociale, sparite dalla cultura comune ? Chi lavora in Europa sa che l’Italiano medio non é, come un Francese o uno scandinavo, in grado di gestire grandi sistemi. Non ha generalmente, nei suoi comportamenti, le qualità necessarie. Ecco il limite alla sua creatività, che pure é eccelsa. Purtroppo gli uomini d’affari europei hanno cominciato a capirlo !

2. La competizione economica che noi pretendiamo di fare in Europa, é da fare con Paesi che hanno: struttura, organizzazione, rigore, certezza del diritto, comportamenti di Paese avanzato, regole ben congegnate e rispettate, serietà, onestà, trasparenza diffusi, e non fantasia e... confusione. Si tratta percio’ di Paesi ove non c’è un’emergenza al giorno, come nel Bel Paese.

3. Come potrebbero le nostre infrastutture essere a livello europeo, visto che esse sono immaginate, costruite e gestite da Italiani ? Sapendo che le infrastutture degli altri Paesi della U.E. sono gestite da persone che:

- hanno comportamenti europei, i quali sono elencati nell’Allegato 1;
- sono selezionate per competenza ed esperienza e non per allacci personali come da noi ?
- possono essere in genere licenziate se non svolgono in modo soddisfacente il proprio compito ?

4. La Confindustria ha il gravoso compito di promuovere e proteggere l’imprenditorialità italiana. Per quanto tempo potremo competere colle imprese degli altri Paesi della U.E., le quali si muovono in un contesto nazionale riassumibile nel seguente contesto: certezza del diritto, fiducia, trasparenza, precisione, previsibilità delle evoluzioni (mentre da noi si lavora spesso alla giornata), capacità di dialogo fra le parti contrapposte in un quadro di correttezza, serietà ed organizzazione ?

5. Come potrà migliorare l’efficienza delle imprese italiane se il cittadino italiano medio (che lavora in esse e consuma i loro prodotti) non sa nemmeno:

- che i diritti dei cittadini consegnanti da leggi e regolamenti sono realizzati senza difficoltà negli altri Paesi della U.E. a latitudine più elevata, mentre in Italia, senza un padrino, é difficile far rispettare i proprii diritti, come nei Paesi sudamericani ?
- che in generale nei servizi statali e privati, nei Paesi della U.E. più a Nord, esiste una professionalità ed una qualità che da noi é scomparsa da un pezzo?

6. Come potrebbero i nostri servizi pubblici e privati ambire a raggiungere la qualità diffusa negli altri Paesi industriali della U.E., visto che essi sono realizzati e gestiti in un contesto sociale caratterizzato da improvvisazione, confusione, approssimazione e incertezza del diritto ? Che potremmo chiamare società dell’incertezza, contrapposta alle società della fiducia esistenti nella U.E.

7. Come spiegare la sorprendente divaricazione seguente:

- l’Italiano che emigra ha quasi sempre più iniziativa, capacità e creatività degli altri europei ed è generalmente molto apprezzato;
- l’Italiano che lavora nel suo Paese ha un livello mediocre di professionalità e di capacità organizzative, probabilmente simile a quello diffuso in Sudamerica;
- la fuga dei cervelli (andare altrove per aver successo) é un fenomeno apparso sulla stampa recentemente, ma iniziato da decenni ?

8. Come puo’ il Paese realizzare delle riforme funzionanti ed efficaci (tanto invocate da tutti, anche da Ciampi), se non siamo coscienti delle enormi distanze dal resto della U.E. in termini di professionalità, metodi di lavoro, qualità dei servizi e diritti dei cittadini ?

9. L’economia italiana diviene giorno per giorno più bloccata, come lo é già il quadro sociale del Paese (credo che abbiamo il primato della disoccupazione giovanile). L’Italia é l’unico Paese dell’U.E. che accetta senza scomporsi e continua, inesorabilmente, la sua degradazione. Intanto, .… gli altri Paesi dell’U.E. avanzano. Continuare a reagire caso per caso alle emergenze é una strategia perdente e colpevole. L’Italia fa parte dell’Unione, in cui altri Paesi sanno condizionare gli eventi economici e sociali, e lo fanno metodicamente.

Ciampi ha indicato la necessità di eliminare “i colli di bottiglia” (ostacoli, dall’inglese) dal sistema Italia. La mia impressione: egli potrebbe ripetere la stessa cosa ogni fine d’anno, fino al termine del suo mandato. Infatti, in un sistema sociale che é basato anche sui colli di bottiglia, come essi potrebbero essere eliminati, se non c’é prima una riflessione in merito ?

Antonio Greco
(ingegnere, ex-funzionario internazionale)
[email protected]


COROLLARIO

L’Italiano, ..... uno struzzo. Continua a invocare riforme istituzionali illudendosi, con falsa sicurezza, che esse cambieranno il Paese. Non sa ancora che, senza cambiare i metodi di lavoro e senza portare la cultura a livello europeo, l’Italia resterà un Paese in via di sottosviluppo. Allora, potremmo divenire entro qualche anno il primo Paese sudamericano dell’Europa.
Bossuet: “Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano
a promuovere.”






COMPORTAMENTI DIFFUSI NEGLI ALTRI PAESI DELL’U.E


( LE SOCIETA DELLA FIDUCIA )


Nell’Unione Europea sono diffusissimi, e giudicati normali, i seguenti comportamenti (1):

- estrema chiarezza nell’espressione scritta
- estrema chiarezza dei proprii diritti in ambito sociale, i quali sono normalmente
realizzati, in pratica, dall’apparato statale, nei riguardi di tutti
- forte determinazione, individuale e collettiva, nel portare a termine le azioni di cui si é
responsabile
- onestà estrema, nei principi e nell’applicazione pratica, nei rapporti con la società
- imperativo di non profittare della propria carica/ruolo sociale nel proprio interesse
personale
- esigenza, da parte di ogni cittadino, che i servizi resi dallo stato siano di ottimo livello, o
almeno soddisfacenti
- la responsabilità legata alle proprie funzioni comporta:
- l’obbligo di esercitarle con impegno ed onestà
- la necessità di rendere conto sia di errori che di omissioni e la consapevolezza che gli
errori possono essere puniti o determinare una marginalizzazione dell’interessato
- onestà e correttezza nel rapportare in pubblico o in privato fatti in cui si é coinvolti
- rispetto dei diritti altrui e consapevolezza dei limiti dei proprii diritti (generalmente ben
conosciuti, senza l’aiuto di « esperti »).


Un tratto molto comune nel tessuto sociale dei Paesi dell’U.E. é la selezione per merito, e non per allacci personali, in tutti gli ambiti sociali, incluso il pubblico. La qual cosa determina l’interesse ad essere corretti ed efficienti, per migliorare il proprio ruolo/introiti da lavoro.

A. Greco
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(1) Queste osservazioni riguardano tutti i Paesi dell’U.E., eccetto la Grecia e la Spagna, che non conosco abbastanza