Il sito dei discografici viene preso d'assalto in modo clamoroso, come già era successo in passato. Ancora una volta il server non regge l'urto di vendicativi defacer. La RIAA rimette in sesto il sito ma dimentica un clamoroso documento
Il defacement (pagina 1 di 2)
13/01/03 - News - Roma - C'è rabbia e voglia di colpire in qualche modo i discografici che si battono da anni contro i sistemi di condivisione dei file su internet in chi, nel corso del weekend, ha attaccato e buttato giù il sito della RIAA, l'associazione dei produttori musicali americani. Non solo, sul sito della RIAA permane anche ora un clamoroso testo (vedi seconda pagina di questo articolo) che chiaramente non è stato scritto dalla RIAA.
Opinioni e commenti
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Re: Domanda
Re: uhm...
Re: Domanda
Chi ha colpito il sito ha lasciato sulla home page una dichiarazione che non lascia adito a dubbi in merito alla matrice per così dire "politica" dell'attacco e che si riferisce alle iniziative della RIAA per attaccare i computer degli utenti del file sharing:
"oooh la RIAA vuole craccare gli utenti e i server di file sharing? Sarebbe prima meglio che imparasse a rendere sicuri i propri". Una rivendicazione nella quale si parla anche della disattivazione per due ore degli account presenti sul server colpito.
L'iniziativa di defacement, cioè di sostituzione della home page e pubblicazione della dichiarazione, non è che l'ultima di una serie di aggressioni subite dal sito. Ed è senz'altro clamorosa quanto quella avvenuta lo scorso settembre, quando il sito RIAA era stato praticamente trasformato in un jukebox che diffondeva musica gratuitamente...
Su quest'ultima aggressione, come sulle precedenti, la RIAA non ha espresso alcun commento né alcuna nota appare sul sito dell'associazione, ad eccezione di quella clamorosa descritta nella seconda pagina di questo articolo.
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