Rissa in diretta: giornalista finisce k.o.
Su una tv padovana scene da western tra Pelanda, opinionista del Foglio e il presidente dell'Unione islamici italiani. A scatenare il tutto le accuse alla Chiesa.
di Luca Gelmini
ROMA - Una rissa in pieno stile western, che finisce coi lividi per gli schiaffoni. Rigorosamente davanti alle telecamere e in prima serata. E' andata in onda ieri sera, su un canale padovano, Serenissima Tv, e la notizia ha già fatto il giro delle redazioni dei giornali.
I più lesti sono stati quelli del Tg3 che per primi ne hanno diffuso a livello nazionale le immagini a dire il vero per nulla edificanti. Con uno studio televisivo trasformato per qualche minuto in un ring di pugilato. Peccato però che a darsele di santa ragione non erano due pesi massimo di livello internazionale, ma il professore Carlo Pelanda, stimato opinionista del Foglio e del Sole 24 ore e Adel Smith, presidente dell'Unione islamici italiani.
La puntata era tutta incentrata sull'Islam e l'Occidente, argomento di per sè già delicato. E anche per questo Gianluca Versace, il conduttore del programma che prende il nome di "Speciale notizia oggi" si era affidato a due esperti. Una scelta che, ahi lui, non si è rilevata troppo azzeccata. La discussione tra i due è subito degenerata. Va detto che è stato Smith a lanciare il guanto di sfida. Col suo stile provocatorio ormai noto alle platee televisive se l'è presa con la Chiesa cattolica.
"Ha chiamato il Papa extracomunitario - ci racconta un tecnico, testimone oculare - e poi ha ritirato fuori la storia del crocefisso". Smith va infatti da tempo a dire in giro che è un'aberrazione che i cattolici preghino "un cadavere in croce". Uno svillaneggiamento continuo, insomma, che provocava in Pelanda (foto a fianco) vistosi segni di nervosismo.
Ma è stato quando Smith ha detto che gli attentati alle Torri gemelle sono state opera dei servizi segreti americani che l'opinionista del Foglio è sbottato. Non ci ha visto più dalla rabbia, si è alzato di scatto puntandogli contro il dito minaccioso. Prima una pioggia in insulti: "terrorista", ''ignorante e stupido''. E poi la scazzottata. Pelanda ha fatto partire un ceffone che ha fatto volare gli occhiali a Smith. Il colpo messo a segno dal giornalista è rimasto però l'unico di un match che è continuato anche fuori onda, dopo l'inevitabile sospensione della trasmissione.
"L'ha fatto nero, povero Pelanda - ci racconta sempre il cameramen - ma non posso dire di più visto che domani sera manderemo in onda uno speciale". Già, the show must go on.
(5 GENNAIO 2003, ORE 150)




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, direi che è un fatto innegabile
