ieri conversavo con un amico che vota RC. In poche parole gli ho chiesto che senso aveva aggrapparsi ad un nome e a dei simboli, se ormai rimaneva poco del vecchio comunismo. Quello di Marx si basava sulla LOTTA DI CLASSE, fondando nel PROLETARIATO la speranza di un avvento futuro di una società egalitaria e senza classi.
Non mi pare che i sedicenti "comunisti" di oggi portino avanti questo messaggio. E non potrebbe essere diversamente visto che la divisione in classi si è molto attenuata, ed il proletariato si è praticamente imborghesito.
Insomma, se si è abbandonato TUTTO del discorso politico comunista, che senso ha dirsi ancora "comunisti"?
Il mio amico si trincerava dietro la necessità di tenere unita la militanza ex-comunista.
Ma per ottenere questo si potrebbero trovare nuovi nomi e nuovi simboli...
Al di là delle polemiche partigiane, trovo che il mantenimento della vecchia etichetta generi non poca confusione.
saluti




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