da www.avvenire.it
" Riconoscimento tra i poli, nodo irrisolto
Muro contro muro Strategia sterile
Sergio Soave
L'annata politica che si va concludendo, e di cui il premier e i leader dell'opposizione daranno un proprio giudizio fra due giorni, lascia irrisolto il problema dei rapporti e del riconoscimento reciproco fra le coalizioni, nonostante gli inviti autorevolissimi che spingono a risolverlo.
Qualcosa di nuovo, però, forse si sta determinando. Su vari argomenti si intrecciano rapporti fra forze della maggioranza e dell'opposizione, anche senza la ricerca preventiva dell'unanimità all'interno delle coalizioni. Si tratta di un gioco complesso, in cui volta a volta uno stesso partito si trova a fare la parte o del dialogante o dell'intransigente.
Gianfranco Fini, per esempio, quando parla del lavoro che si svolge alla Convenzione europea, ricopre di lodi l'opera di Giuliano Amato "considerata indispensabile da tutti", mentre quando si tratta di misure di clemenza, condivise da un vasto arco di forze, da Rifondazione comunista a Forza Italia, si mette contro.
Anche ne i rapporti sociali e nel lavoro parlamentare si nota qualche tratto innovativo. L'autunno che secondo le previsioni e gli auspici della Cgil doveva essere "caldissimo" è passato con qualche sciopero generale, ma senza una generalizzazione del conflitto sociale. Si è anzi ricominciato a firmare qualche contratto di lavoro, come quello dei dipendenti del settore tessile, il che significa che la Confindustria non ha dato seguito alla minaccia di non sottoscrivere più niente, al fine di protestare contro il decreto fiscale, e che fra le diverse sigle sindacali resta una possibilità di dialogo, anche dopo la rottura registrata sul Patto per l'Italia. E' vero che ora Sergio Cofferati parla di una primavera "durissima", ma può darsi che la sua nuova previsione stagionale, caso Fiat permettendo, si riveli eccessiva come quella sull'autunno.
La discussione della legge Finanziaria, arrivata in qualche mo do in porto, ha segnalato la ripresa del tradizionale assalto alla diligenza da parte soprattutto di forze interne alla maggioranza, mentre ha visto un ricorso solo sporadico, da parte dell'opposizione, all'ostruzionismo. Si può pensare che ciò sia accaduto solo perché non ce n'era bisogno, visto lo spettacolo non proprio edificante offerto dalla maggioranza, ma forse su questa scelta ha pesato la critica di Carlo Azeglio Ciampi all'ostruzionismo sistematico e la convinzione che se lo si fa sempre, a lungo andare, è come se non lo si facesse mai.
Il clima generale, insomma, sembra segnato da una certa insofferenza delle maggiori forze politiche delle due parti verso le posizioni estremistiche che si ergono a severissimi giudici (come i frati neri evocati da Massimo D'Alema) di ogni tentativo di dialogo. I partiti italiani che collaborano strettamente per definire l'assetto istituzionale della nuova Europa allargata e non si parlano neppure sulle riforme istituzionali nel loro Paese, rappresentano un paradosso che nessuna esigenza propagandistica può giustificare .
Sembra di capire, da questi e da altri segni, che la stagione del muro contro muro ha fatto il suo tempo, che molti si vanno convincendo dell'esigenza di voltare pagina, anche se, per la verità, non sembra che abbiano le idee proprio chiare sul come farlo. "
Cordiali saluti




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