L’Islam, di per sé pacifico e tollerante, è tradito nella sua autentica essenza da una minoranza di facinorosi, protagonisti di atti inconsulti e scellerati che li rendono indegni del verbo di Maometto: è questa l’ultima verità obbligatoria dispensata dai propagatori del pensiero unico e politicamente corretto, i “grandi fratelli” registi della società multirazziale e multireligiosa che per fare l’interesse di pochi hanno spalancato le porte della nostra civiltà alla più grande “contaminazione” del secondo millennio.
L’ondata di fanatismo islamico, col suo corollario di eccidi e proclami d’odio anticristiano, che si è abbattuta sul mondo della tragica data dell’11 settembre, ha scompigliato solo per poco i piani dei fautori del progetto mondialista. Nel giro di qualche settimana i pianificatori del melting pot hanno parato il colpo, opponendo all’immagine delirante dei cosiddetti fondamentalisti quella idilliaca di un’altra Mezzaluna schierata con l’Occidente, alle livorose farneticazioni dell’imam di Torino e di Adel Smith (il capo dell’Unione mussulmani italiani) le parole rassicuranti e ben calcolate di Scialoia, ex diplomatico e presidente della Comunità islamica d’Italia. La tesi che i soloni dell’intellighenzia nazionale vogliono farci accettare è che il vero Islam è buono come il pane e vuole pace e bene per tutti. Alla faccia della (drammatica) realtà, che parla di persecuzioni e odiose discriminazioni per tutti i non islamici che hanno la sventura di vivere nei Paesi mussulmani, anche in quelli considerati “amici”.
E soprattutto, alla faccia del Corano. Il libro sacro di ogni maomettano infatti è una raccolta di incitamenti a delinquere contro tutti coloro che vengono definiti “infedeli”. Nelle sue sure (capitoli) si leggono alcune decine di versetti che istigano alla “guerra santa”, all’oppressione e all’eliminazione pura e semplice del “miscredente”. Alcuni versetti sono davvero esemplari della bontà islamica: “Combatteteli (gli infedeli, ndr) fino a che non sussista più miscredenza e che la religione sia interamente di Allah” (8.39); “Un Profeta non dovrebbe fare prigionieri prima di aver prevalso sulla terra” (8.67); “Essi dovrebbero vedervi miscredenti come loro: allora voi sareste tutti uguali! Non prendete dunque alleati tra di loro, fino a che questi emigrino nel sentiero di Allah. Ma se voltano le spalle, allora catturateli e uccideteli dove li trovate” (4.89); “La mercede di quelli che fanno la guerra contro Allah e il suo messaggero e si sforzano di seminare la corruzione sulla terra è che siano uccisi, o crocefissi, o che gli siano tagliate le mani e le gambe opposte, o che siano espulsi dal paese” (5.33).
Davvero un cuor d’oro, quello dei buoni islamici. E se qualcuno pensa che i migliori seguaci di Allah siano quelli che rinunciano alla violenza e che non hanno a che fare con la Jihad (lo “sforzo di conquista”), si ricreda. Il Corano è assai esplicito nel definire chi è un “buon mussulmano”: “Non sono uguali i credenti che restano a casa loro, salvo gli infermi, e coloro che combattono corpo e beni nel segno di Allah. Allah darà a coloro che combattono corpo e beni un grado di eccellenza su quelli che restano a casa loro. Allah ha messo i combattenti al di sopra dei non combattenti accordando loro una ricompensa immensa” (4.95); “Fra i beduini, alcuni sono venuti a domandarmi di essere dispensati dalla guerra, e quelli che mentito ad Allah e al suo messaggero sono rimasti a casa. Una sofferenza dolorosa li affliggerà” (9.90); “Coloro che credono in Allah non domandano il permesso quando si tratta di condurre la guerra con i loro beni e le loro persone. E Allah conosce bene i devoti” (9.44). E se il vero maomettano è colui che combatte contro i “miscredenti”, è lecito chiedersi come mai gran parte dell’Islam non si sia schierata con Bin Laden. Ancora una volta la risposta si trova sul sacro testo del “profeta”: “Chiunque volterà le spalle (ai combattenti, ndr) incorre nella collera di Allah e il suo destino sarà l’inferno, a meno che l’abbia fatto per strategia di combattimento o per mettere insieme un più grande esercito”.
Quanti mussulmani “pacifici”, stanno solo aspettando un momento migliore?




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