Paradosso, è la parola chiave per leggere le ecumeniche vicende della Gerarchia d’oggi. Giovanni Paolo II abbraccia miscredenti e infedeli, soddisfatto. I buoni sorridono, ma paradossalmente è il cinico a potersi rallegrare per la triste sorte di chi resta, autorevolmente incoraggiato, nell’errore. Quanta carità invece ci vorrebbe per scuotere e salvare l’errante…E ciò edificherebbe anche il gregge cattolico, dove dall’ecumenismo si deduce che se le religioni e i convincimenti son tutti apprezzabili, anche quella rivelata da Dio può essere interpretata a piacimento. E così l’ecumenismo che vorrebbe unire, per paradosso, partorisce l’eresia che divide, parcellizzando la dottrina, nella Chiesa.Si definisce eresia un errore volontario e ostinato contro una qualsiasi verità di fede. Siccome la dottrina cristiana è rivelata da Dio, è già un crimine il volerla conoscere da noi stessi, e non per mezzo dell’organo che lo stesso Dio ha stabilito per insegnarla. Oggi dicono che è temerario trattare un uomo da eretico. Ma, poiché San Paolo ordina a Tito di evitare l’eretico, dopo averlo ripreso, ne risulta che si può e si deve conoscere se un uomo è eretico o meno. Inizialmente uno può ingannarsi in buona fede e per




Rispondi Citando