Se l'inflazione fosse al 29% ed il PIL reale fosse costante, allora il PIL nominale sarebbe cresciuto del 29%. Questo farebbe scendere il rapporto debito pubblico/PIL del 29%, passando da 109% a 80% circa.
in un anno il governo avrebbe ottenuto (senza imporre alcuna tassa) un risultato di 3 volte migliore rispetto a quanto ottenuto dai precedenti governi in 10 anni di risanamento con sudore e lacrime. Ci sarebbero i trionfalismi del governo e gli encomi dell'unione europea.
Se invece si sostenesse che il PIL reale sia calato del 29% (e quindi il PIL nominale ed il rapporto debito/PIL rimangono costanti) vorrebbe dire che vengono comprati il 29% in meno di tutti i prodotti e servizi.
Ossia:
Affittate il 29% delle abitazioni in meno (e la gente dove abita?)
Acquistate il 29% delle auto in meno (questo magari è un dato verosimile)
Pagate il 29% delle assicurazioni in meno (ossia... 3 persone su 10 non usano più la macchina)
Comprato il 29% degli alimentari in meno (siamo tutti dimagriti?)
Consumato il 29% dell'energia in meno (tutti al buio?)
Pagati il 29% degli stipendi in meno (6 milioni di nuovi disoccupati?)
ecc. ecc. ecc.
Mi pare che la cosa non sia verosimile.
Inoltre, con un'inflazione del 29% il valore reale dei crediti sarebbe diminuito del 29%, e questo scatenerebbe una serie di fallimenti a catena o gli aumenti dei tassi di interesse.
O pensate che le banche non adeguerebbero i loro tassi?
Andate in banca e chiedete quali sono i tassi sui passivi in conto corrente. Per un 29% di inflazione dovrebbe essere attorno al 40%.
Saluti, GP




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