Si tratta del responsabile internazionale del Cobas e della sua compagna. Il riconoscimento è stato fatto dal sindacato stesso: "Erano lì per far sfollare".
di Alessandra Fava

GENOVA – Trovati. In nemmeno ventiquattrore il wanted lanciato dalla Procura di Genova per trovare due manifestanti presenti a Genova durante il G8 ha dato i frutti migliori e senza neppure mettere una taglia.

Le due persone ritratte nella foto pubblicato comprando mezza pagina del Secolo XIX (a spese dei contribuenti) sono due romani, il responsabile internazionale dei Cobas e la sua compagna che domattina verranno sentiti in Procura. A fare il riconoscimento è il sindacato stesso con un comunicato stampa al fulmicotone di Luciano Muhlbauer, segretario nazionale dei Sincobas che in sostanza dice che i due erano lì per far sfollare la manifestazione autorizzata mentre il blocco nero cominciava le sue azioni di devastazione.

“A Piazza Paolo da Novi era convocata una “piazza tematica” dai Cobas - Cobas Confederazione e Sincobas e il Network per i Diritti Globali (una rete di oltre 150 centri sociali)”, spiega Muhlbauer, “Ma le cose sono andate diversamente, come sa anche la Procura di Genova. Lavoratori e giovani stavano ancora affluendo alla rinfusa verso Da Novi, quando questa era già di fatto occupata manu militari da nutriti gruppi di persone dal volto coperto e vestite integralmente in nero che stavano svellendo le pavimentazioni… Cobas e Sincobas e i giovani del Network decisero allora di abbandonare la piazza senza aspettare la conclusione del concentramento. Solo allora intervennero le forze dell’ordine, ma caricando anzitutto lavoratori e giovani… Anche questo lo sa la Procura di Genova. Che senso ha allora divulgare in pompa magna una foto che ritrae esponenti dei Cobas in mezzo a questa confusione e intenti ad organizzare l’uscita da quella piazza infernale? Che ruolo rilevante avrebbero dovuto avere, se non quello di tutti i dirigenti Sincobas, Cobas e dei centri sociali, cioè quello di garantire l’incolumità dei propri manifestanti?”.


Secondo la Procura invece il riconoscimento dei due è fondamentale. La tesi, anche se nessuno ha visto il filmato per intero, è quella che i due sindacalisti stavano incitando il blocco nero a delinquere e “sono ritratti in altri momenti della giornata”, ha specificato questa mattina il procuratore aggiunto Giancarlo Pellegrino che si è difeso dalle polemiche delle tv e degli altri quotidiani genovesi esclusi dall’iniziativa.


“Si tratta di un atto d’indagine, non della pubblicazione di una notizia”, ha inoltre spiegato Pellegrino coordinatore del pool di magistrati che si occupano dei disordini in piazza e del cosiddetto blocco nero, “volevamo gestire la comunicazione e perciò abbiamo scelto questa strada. Non è escluso che ci rivolgeremo alle tv il giorno che riterremo necessario pubblicare l’intero filmato. Se avessimo fatto una conferenza stampa ognuno avrebbe scritto quello che voleva”.


La foto è presa dalla telecamera dei vigili che si trovava all’angolo tra corso Buenos Aires e corso Torino, mentre la filiale del Credito Italiano veniva assalita dal blocco nero in tarda mattinata. “Per comodità abbiamo diviso il filmato in tranche”, spiegano i pm, “quest’immagine proviene da uno spezzone di mezzo minuto circa”.

Nota: Il Nuovo - 8 GENNAIO 2003, ORE 21:45