Massoni, indietro non si torna»
Il richiamo di Gustavo Raffi, il Gran Maestro della «svolta»
«La strada è quella della visibilità, farò una "cura" all'Abruzzo»
m.r.t.
PESCARA. «La strada è quella della visibilità: indietro non si torna». E' il messaggio del Gran maestro del Grande Oriente d'Italia ai massoni abruzzesi tra le cui fila, nel giorno dell'arrivo a Pescara di Gustavo Raffi, serpeggia il malumore.
«Potrei trincerarmi dietro un "no comment", ma non lo farò», chiarisce l'avvocato ravennate. Protagonista di una vivace stagione di rinnovamento dell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani, viene accolto nel capoluogo adriatico dalla notizia della «fronda» di tre delle dieci logge della regione. «E' indubbio che ci siano resistenze: di fronte al nuovo c'è sempre chi ha paura, chi ha nostalgia di quando eravamo il "lato oscuro della società" e, dunque, il capro espiatorio ideale. Ci sono proposte alternative? Le facciano. Ma quella che abbiamo imboccato è la direzione giusta». I liberi muratori abruzzesi saranno, dunque, tenuti sotto osservazione: «Farò una cura particolare all'Abruzzo, perché è una regione che stenta a crescere, mentre nel resto del Paese siamo in una fase di espansione. Eravamo diventati "giurassici" anche per l'età dei nostri aderenti: oggi la media è 53 anni e tende ad abbassarsi. Gli iscritti abruzzesi, però, sono solo 216 e se non c'è una consistenza numerica è difficile garantire l'esistenza delle logge».
Nessun compromesso con la politica, in vista delle prossime elezioni amministrative: «Se scoprissi che le logge di Pescara danno indicazioni di voto», afferma Raffi, «interverrei immediatamente, perché l'organizzazione è apolitica: una regola mondiale».
Nel pomeriggio di ieri, il Gran Maestro anticipa alla stampa quello che in serata dirà ai «fratelli» in un incontro riservato nella sede della «Concordia», la loggia pescarese guidata da Giuseppe Di Donna che ha organizzato l'incontro e la cena conviviale al ristorante «L'Approdo», al porto turistico. Dal 1999, anno della sua elezione, Gustavo Raffi guida «una maestranza rivoluzionaria, che ha operato una grande svolta coinvolgendo la base». Sotto la sua direzione, gli oltre 14 mila massoni del Grande Oriente d'Italia sono usciti dall'ombra e hanno affidato idee e progetti a pubblicazioni, incontri pubblici, congressi e, soprattutto, alla Rete, attraverso un sito Internet (www.grandeoriente.it). «Vogliamo una massoneria di popolo, che scenda tra la gente. Non è sufficiente affermare i principi dentro le logge: oggi ci sentiamo chiamati a storicizzare i nostri valori, che sono quelli delle origini - libertà, fratellanza, uguaglianza - e che vanno vivificati». E dunque: scuola dell'obbligo pubblica, per dare a tutti uguali opportunità; globalizzazione dei diritti e della cultura, «inserendo un'anima nel mercato»; laicità della scienza. «Una visione religiosa non può tradursi in una imposizione per chi non crede: gli embrioni creati per la fecondazione eterologa oggi non possono essere utilizzati a fini terapeutici, perché sarebbero esseri umani. Ma se non li si usa, sono destinati a essere distrutti: una morte fine a se stessa».




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