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    Predefinito Il manganello e l’aspersorio

    Il manganello e l’aspersorio

    Domani, 20 settembre, ricorre l’anniversario della breccia di Porta Pia. Data memorabile, per i laici. Data sventurata, per i bigotti. Quel giorno del 1870 cadde il potere temporale della Chiesa cattolica e lo Stato non confessionale credette di aver vinto la partita. Invece, sappiamo che non è andata così. Anzi, lo sapevano anche coloro che mandarono all’assalto i bersaglieri per sgominare le truppe pontificie. tant’è che ancor oggi - anno di grazia 2009 - la commistione di questo potere temporale è una questione irrisolta. Soprattutto se pensiamo all’aspetto economico.
    “Gratta gratta, sotto la fede ci si trova la roba”, scrisse l’irriverente e grande maestro di giornalismo Ernesto Rossi, di cui vivamente consiglio (soprattutto ai più giovani) la educativa lettura del pamphlet “Il manganello e l’aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel ventennio”. Ho affrontato il tema del Concordato più volte (per esempio, in un libro dedicato alla vicenda di Marcinkus, il banchiere del Vaticano colluso con Calvi e Sindona), e sul fronte patrimoniale il patto tra Chiesa e Stato italiano non si risparmia (a favore della Chiesa). Inizialmente lo Stato pagava lo stipendio al clero con il meccanismo della congrua. Poi il “nuovo” Concordato del 1984 voluto dall’allora premier Bettino Craxi, prevedette un nuovo meccanismo di finanziamento, in apparenza più democratico e trasparente, perchè includeva anche le altre religioni: lo Stato devolve l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.
    Come spiega la senatrice radicale Donatella Poretti, “la legge 222/1985, che norma il tutto, prevede pero’ un meccanismo perverso che manda a ramengo tutte le buone intenzioni di democraticita’: anche se a specificare la scelta sia stata solo una parte dei contribuenti, questa scelta viene estesa a tutto l’8 per mille di tutti i contribuenti in base alle percentuali di chi si e’ espresso. Cosi’ al Vaticano arriva quasi il 90% dell’otto per mille nazionale”.
    Quello che sconcerta, è la denuncia della senatrice Poretti, è che “non esiste alcun luogo dove il contribuente possa trovare un’informazione completa, con dati assoluti e percentuali sulle scelte e, naturalmente, sull’impiego dei fondi da parte di ciascun beneficiario. Per capire il bilanciamento della situazione valga anche come l’Erario devolve i soldi: solo per Chiesa vaticana, da’ un anticipo nell’anno in corso e un successivo conguaglio entro il terzo anno; le altre Confessioni, invece, per incassare le somme a loro dovute, devono aspettare tre anni”.
    “Questa dell’8 per mille è una partita in cui non tutti possono giocare: sono infatti ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di unIntesa con lo Stato italiano. Ecco perché la Chiesa, attraverso alcuni parlamentari cattolici vaticani, blocca l’accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di euro per la Chiesa cattolica”.
    Perchè ho citato la Porretti? Semplicemente perchè ha presentato, con il senatore Marco Perduca, un disegno di legge per ricondurre l’8 per mille al principio della volontarietà, abrogando il meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse. I due sono consapevoli che in realtà vi sarebbe necessità di una revisione più complessiva, se non addirittura di un’abrogazione integrale. Suggeriscono altre forme e altre modalità di finanziamento per le Chiese e le confessioni religiose, ispirandosi al modello tedesco di una tassazione ad hoc o prendendo spunto da modelli liberali di erogazioni volontarie, prevedendo in questo caso la possibilità di deducibilita’ dal reddito senza limiti, mentre oggi è di poco più di mille euro all’anno.
    Repubblica.it - Blog - Blog Trotter 2009 settembre 19

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Il manganello e l’aspersorio

    Citazione Originariamente Scritto da Burton Morris Visualizza Messaggio
    Il manganello e l’aspersorio

    Domani, 20 settembre, ricorre l’anniversario della breccia di Porta Pia. Data memorabile, per i laici. Data sventurata, per i bigotti. Quel giorno del 1870 cadde il potere temporale della Chiesa cattolica e lo Stato non confessionale credette di aver vinto la partita. Invece, sappiamo che non è andata così. Anzi, lo sapevano anche coloro che mandarono all’assalto i bersaglieri per sgominare le truppe pontificie. tant’è che ancor oggi - anno di grazia 2009 - la commistione di questo potere temporale è una questione irrisolta. Soprattutto se pensiamo all’aspetto economico.
    “Gratta gratta, sotto la fede ci si trova la roba”, scrisse l’irriverente e grande maestro di giornalismo Ernesto Rossi, di cui vivamente consiglio (soprattutto ai più giovani) la educativa lettura del pamphlet “Il manganello e l’aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel ventennio”. Ho affrontato il tema del Concordato più volte (per esempio, in un libro dedicato alla vicenda di Marcinkus, il banchiere del Vaticano colluso con Calvi e Sindona), e sul fronte patrimoniale il patto tra Chiesa e Stato italiano non si risparmia (a favore della Chiesa). Inizialmente lo Stato pagava lo stipendio al clero con il meccanismo della congrua. Poi il “nuovo” Concordato del 1984 voluto dall’allora premier Bettino Craxi, prevedette un nuovo meccanismo di finanziamento, in apparenza più democratico e trasparente, perchè includeva anche le altre religioni: lo Stato devolve l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.
    Come spiega la senatrice radicale Donatella Poretti, “la legge 222/1985, che norma il tutto, prevede pero’ un meccanismo perverso che manda a ramengo tutte le buone intenzioni di democraticita’: anche se a specificare la scelta sia stata solo una parte dei contribuenti, questa scelta viene estesa a tutto l’8 per mille di tutti i contribuenti in base alle percentuali di chi si e’ espresso. Cosi’ al Vaticano arriva quasi il 90% dell’otto per mille nazionale”.
    Quello che sconcerta, è la denuncia della senatrice Poretti, è che “non esiste alcun luogo dove il contribuente possa trovare un’informazione completa, con dati assoluti e percentuali sulle scelte e, naturalmente, sull’impiego dei fondi da parte di ciascun beneficiario. Per capire il bilanciamento della situazione valga anche come l’Erario devolve i soldi: solo per Chiesa vaticana, da’ un anticipo nell’anno in corso e un successivo conguaglio entro il terzo anno; le altre Confessioni, invece, per incassare le somme a loro dovute, devono aspettare tre anni”.
    “Questa dell’8 per mille è una partita in cui non tutti possono giocare: sono infatti ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di unIntesa con lo Stato italiano. Ecco perché la Chiesa, attraverso alcuni parlamentari cattolici vaticani, blocca l’accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di euro per la Chiesa cattolica”.
    Perchè ho citato la Porretti? Semplicemente perchè ha presentato, con il senatore Marco Perduca, un disegno di legge per ricondurre l’8 per mille al principio della volontarietà, abrogando il meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse. I due sono consapevoli che in realtà vi sarebbe necessità di una revisione più complessiva, se non addirittura di un’abrogazione integrale. Suggeriscono altre forme e altre modalità di finanziamento per le Chiese e le confessioni religiose, ispirandosi al modello tedesco di una tassazione ad hoc o prendendo spunto da modelli liberali di erogazioni volontarie, prevedendo in questo caso la possibilità di deducibilita’ dal reddito senza limiti, mentre oggi è di poco più di mille euro all’anno.
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    credo vi sia un notevole rischio nelle deducibilità senza limiti ed è quella di un accordo tra beneficiato e benefattore; ad esempio: tu offri 2.000 euro per la chiesa ed io ti deduco 1.500 euro dalle tasse della scuola privata di tuo figlio, poi lo stato di rimborserà un 600 od 8oo euro di imposta. Ovviamernte potrebbe avvenire l'accordo truffaldino anche in maniera ancor più diretta: do 5000 euro al clero che dichiara di averne ricevuti 30.000; la chiesa guadagna 5000 euro ed al cittadino vengono rimborsati 10.000 euro dallo stato. Ovviamente poi si troveranno truffe più sofisticaste. Scusate l'eccesso di diffidenza , ma il clero ci ha abituati a ben altro.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Il manganello e l’aspersorio

    Sarebbe tutto più semplice chiudendo completamente i rubinetti... Ma, aimè, è utopia.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Il manganello e l’aspersorio

    E' vero, eliminare ogni contributo pubblico sarebbe la decisione migliore, come sempre in questi casi. Credo però che Poretti e Perduca abbiano trovato una soluzione di gran lunga migliore a quella attuale.

 

 

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