…l’Europa non ce l’hai?

Giuliani Amato, ex premier ulivista, sbotta:”…è sciocco regalare l’Europa alla sola maggioranza”.
Probabilmente è l’unico, del centrosinistra, che ha capito che votare contro la mozione della maggioranza equivale a votare contro il documento del vertice di Bruxelles.
Allargate appena un po’ lo sguardo e vedrete una sinistra italiana diventata alla fine ex europea.
Dopo aver per anni pianto, piagnucolato, strillato, annoiato accusando il centrodestra di allontanarci dall’Europa; dopo aver “sofferto” e tentato di esorcizzare il “tradimento” di Blair; dopo essersi nascosti dietro il dito della “saggezza” di Prodi; dopo aver abbracciato entusiasti la soluzione politica franco-tedesca per il Golfo, soluzione che non esisteva, ecco l’ultimo decisivo passo, votare contro l’accordo raggiunto dai Quindici solo perché, qui da noi, quella è la cornice politica entro la quale si muove l’esecutivo guidato da Berlusconi.
Ed è stato uno di loro a sottolinearlo, uno di casa. Cosa doppiamente pesante. L’ultimo dei loro Premier, l’ultimo dei loro “trombati”.

Perché l’involuzione del centrosinistra ha superato anche il confine che pareva invalicabile. Almeno sull’Europa “l’obbiettivo della coesione”, per dirla come Ciampi, era almeno a parole un elemento condiviso. Ora, per l’Ulivo, l’idea di Europa è ridotta alle contraddittorie posizioni di Francia e Germania, mentre il resto non conta. Si ripete lo stesso atteggiamento tenuto verso la maggioranza vincente le ultime elezioni, cioè mettere in dubbio la legittimità del governo Berlusconi.
Si guarda a Chirac come ultimo punto di riferimento, si mischiano le bandiere pacifiste a quelle rosse, le immagini “sacre” del “Che” alle rivendicazioni golliste della potenza della “patrie francaise”, l’ultimo nazionalismo occidentale con la diffidenza verso i nuovi partner dell’est ex comunista, i no-global di Porto Alegre e i veti di Chirac.

Ma Amato intravede un altro pericolo: il fatto che uno dei due schieramenti che si fronteggiano stia uscendo dalla cornice europea non è privo di conseguenze sul sistema politico italiano, che appare dimezzato. Un centrosinistra che non sa resistere alle sirene del massimalismo e del populismo neppure di fronte a un problema che riguarda la democrazia nel mondo finisce col porsi su una prospettiva di isolamento che può aprire uno “strappo” fra parte dell’opinione pubblica italiana e l’Europa.
E’ un rischio serio.
Sotto questo aspetto, la spaccatura tra i Ds sul voto al finanziamento della missione degli Alpini in Afghanistan, segnala che all’ombra della Quercia c’è finalmente un po’ di consapevolezza della scomodità della condizione di ex europei.

saluti