riceviamo ed inoltriamo.
>From: "Studio Bellazzi"
>To: "Redazione OTTO"
>Subject: LETTERA A L'ARENA
>Date: Mon, 13 Jan 2003 182:23 +0100
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>Verona, lì 13.01.2003
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>a mezzo fax
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>a mezzo E-Mail
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>Egregio Signor
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>Direttore de L'Arena
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>Signor Direttore,
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>il mondo della c.d. "destra extraparlamentare", unito con quello definito "cattolico tradizionalista" sono percorsi da uno spirito di "crociata" contro l'Islam. Purtroppo entrambi questi "ambienti" per la simbologia adottata e per le accuse loro rivolte, sono definiti in modo breviloquente "fascisti". Vorrei ricordare a tutti costoro che storicamente, ideologicamente, per scelte magari anche contingenti di politica estera, il Fascismo è sempre stato al fianco del mondo islamico. Basti solo ricordare che nel 1937 a Tripoli, il Gran Muftì di Gerusalemme, non quindi uno sconosciuto Tuareg che passava di lì..., consegnava a Benito Mussolini la spada dell'Islam, volendo indicare con questo gesto simbolico che il mondo islamico considerava Benito Mussolini il suo primo difensore. Se i giovani,c.d. "fascisti",avessero la pazienza di leggere e gli anziani cura di non criminalizzarli ma di parlare e discutere comunque con loro, saprebbero che nel "manifesto di Verona", nei famo si "18 punti" della RSI, "manifesto" considerato "l'arcobaleno sociale" lanciato dal Duce alle generazioni a venire, all'articolo 6 si legge: "la religione della Repubblica (Sociale Italiana) è la cattolica apostolica romana. Ogni altro culto che non contrasti alle Leggi è rispettato". Poi all'articolo 8 leggiamo: "Fine essenziale della politica estera della Repubblica (Sociale) dovrà essere ...(la) valorizzazione, a beneficio dei popoli europei e di quelli autoctoni, delle risorse naturali dell'Africa, nel rispetto assoluto di quei popoli, in ispecie mussulmani.." Quindi se "qualcuno" volesse intraprendere una crociata contro l'Islam confondendo il problema religioso con quello dell'immigrazione, allora sarebbe storicamente meglio facesse propria la simbologia del vecchio colonialismo brittanico. Di quell'"Inghilterra" che durante il fascismo veniva chiamata la "perfida Albione". E contro la quale i giovani fascisti di quel tempo, morirono a migliaia tra le sabbie di Bir El e di Eil Alamein inquadrati nel leggendario Battaglione volontari Giovani Fascisti, composto quasi tutto da studenti universitari.
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>Questo per doverosa "storia verità", per chi si richiama in un qualche modo al "fascismo". Quanto alla "cronaca verità", mi trovo d'accordo con il Signor Adel Smith quando questi ritiene inverosimile che gli USA non sapessero "prima" dell'attacco alle "Torri Gemelle", il famoso "11 Settembre".
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>Non lo dice solo l'"islamico" Smith, ma anche un ministro degli esteri tedesco; oltre a Gore Vidal, il nuovo "Truman Capote", ne ha scritto il Washington Post, ha sollevato dubbi persino il F.B.I. E' la Storia degli USA piena di "storie" e provocazioni ai fini della propaganda. Dall'affondamento nel 1898 dell'incrociatore Maine, del quale fu falsamente accusata la Spagna per giustificare l'invasione delle Filippine e di Cuba, per andare poi al 1915 con l'affondamento del piroscafo Lusitania ad opera di un sommergibile tedesco. Della "barbarie teutonica" scriveva la stampa USA del tempo, piangendo i mille e passa passeggeri USA affogati nell'Atlantico, dimentica però quella "stampa" di riferire che il battello batteva bandiera Inglese, nazione belligerante con la Germania e ancor più dimentica che la stiva del "Lusitania" era stata, in pieno giorno, riempita d'armi per l'U.K.. L'affondamento del "Lusitania" divenne così il pretesto per l'ingresso USA nella prima guerra mondiale. E andiamo anco ra poi a Pearl Harbour, quando gli USA, impedendo il rifornimento di materie prime al Giappone, con un blocco navale, costrinsero Tokio, alla reazione armata. E nonostante l'attacco a Pearl Harbour fosse stato previsto da tempo (le preziose portaerei mollarono tempestivamente gli ormeggi) e nonostante il momento dell'attacco fosse conosciuto ben 5 ore prima, 2.000 marinai (ma non le preziose portaerei) furono lasciati lì come "carne da macello" in modo da giustificare l'ingresso nella seconda guerra mondiale.
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>Con tutti questi precedenti, mi sembra che esprimere un "ragionevole dubbio" sullo svolgersi dei fatti dell'11 Settembre, sia del tutto lecito, se non doveroso. E non vedo che male ci sia se questi dubbi vengano espressi da un membro della comunità islamica. V'è da dire che il Signor Smith non deve però in alcun modo irridere i simboli della nostra religione (il "cadaverino" sulla croce). Dico nostra religione, perchè il cristianesimo, ci si creda o no poco importa, è componente ineludibile, della Storia, della tradizione e della civiltà Europea. Così come il cattolicesimo è parte integrante della Storia e della tradizione della nostra Patria Italia. E' per questo motivo la nostra religione deve godere di uno status privilegiato rispetto alle altre manifestazioni di fede. Non è un problema di: credere o non credere. E' un problema di tradizione. Certamente i simboli di ogni religione non possono essere motivo di scherno, facendovi della facile ironia. Per un occidental e si presterebbe a comme nti ironici la figura di Ganesh: il bambino grassoccio con la testa di elefante. Ganesh è il simbolo sacro della religione induista con 4.000 anni di storia e professata da centinaia di milioni di fedeli.
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>ADEL Smith con le sue "battute sul crocefisso, da un parte; le differenti.. "battute" dei "giovani deboli" (così li chiama Smith) dall'altra parte, entrambi contribuiscono ad allargare il "fossato" tra l'Europa ed il mondo arabo. Il terrore degli USA è che si crei un'asse tra l'Europa (ricca di tecnologie ma priva di risorse energetiche) ed i paesi Arabi (poveri di tecnologie sovrabbondandi di risorse energetiche, gas e petrolio). Poi se le nostre chiese in Italia sono vuote e le moschee sono piene, la secolarizzazione che ha colpito l'occidente non è "mica" una colpa dell'Islam...Se le nostre culle sono vuote, mentre le "loro" sono piene non è certo colpa degli "islamici". Siamo noi italiani che vogliamo non "fare" figli, perchè un figlio costa: tempo, affetto, denaro, impegno, sacrificio insomma. Per cui preferiamo avere un figlio in meno e godere di una vacanza in più. Criminalizzare questi "giovani deboli" (Smith ha evitato ogni sciocco riferimento "squadristico") non conviene a nessuno. Quando sono entrati negli studi televisi si sentivano crociati in missione, la prospettiva di anni di carcere li farà ora sentire martiri. I martiri attirano di per sè simpatia e proselitismo (la scazzottata verrà dimenticata subito dalla maggior parte dell'opinione pubblica). E' solo parlando e discutendo con questi "ragazzi", così come si è sempre parlato e discusso con tutti i "ragazzi" della sinistra che potranno crescere e maturare, comprendere i propri errori farne ammenda passando da ragazzini a Uomini. Buoni italiani, forti di tutta la propria storia e della propria civiltà e proprio perchè forti, rispettosi dei convincimenti religiosi altrui e tenacemente difensori dei propri.
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>Grato per l'ospitalità.
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>Luigi Bellazzi




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