Stiffoni: «Magistrati dell’illegalità»
Vergognosa sentenza a Treviso: clandestino non verrà
espulso perché in attesa di una visita medica
«Il “giustificato motivo” di cui parlano gli avvocati e che un giudice compiacente ha accettato nell’assoluzione del marocchino accusato di violare le norme sulla permanenza del territorio italiano, mostra la volontà assoluta da parte di certi magistrati politicizzati di non voler applicare una legge dello Stato». Piergiorgio Stiffoni, senatore della Lega Nord, commenta così la sentenza del tribunale di Treviso che ha assolto un immigrato clandestino, già in flagranza di reato e pronto per essere espulso, perché in attesa di una visita medica. «La sentenza di Treviso è uno schiaffo alla Bossi-Fini, approvata dal Parlamento italiano: la vergogna scorre sul filo del codice penale. Basta una semplice visita - rileva il senatore del Carroccio - prenotata, per esempio, per il 2004 per poter giustificare la permanenza, pur in stato di clandestinità, di qualsiasi immigrato irregolare. Siamo stati educati fin da bambini a rispettare la legge, certi giudici ci stanno togliendo questo rispetto. A questo punto cosa possiamo aspettarci da parte del cittadino che non ne può più di vedere stravolte e non applicate leggi nella giusta maniera? Questa è una pericolosa deriva verso un non rispetto della legge verso l’anarchia assoluta, portata avanti da chi invece dovrebbe applicare una legge dello Stato. Quel “giustificato motivo” non è altro che un pretesto pericoloso che può allargarsi a macchia di leopardo trovandoci così - conclude Stiffoni - nella condizione che chi è clandestino nel nostro Paese diventa un clandestino tutelato vanificando e mortificando così il lavoro delle forze dell’ ordine».




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