ROMA (19 settembre) - Ancora un attacco contro la comunità gay romana. Davanti all'ingresso della discoteca Qube, in via di Portonaccio, sede storica della serata “Muccassassina”, la più importante festa gay della capitale, i carabinieri hanno trovato stamani una bottiglia di plastica contenente del liquido infiammabile e un sasso che sarebbe stato usato per tentare di frantumare la porta di vetro del locale.
I carabinieri hanno accertato che la benzina andata a fuoco che ha annerito il portone del locale è stata versata da una bottiglia da un litro e mezzo e non lanciata come era stata avanzato in una prima ipotesi. Gli investigatori dell'Arma dopo i primi rilievi scientifici e l'ascolto del testimone che ha avvertito il 112 hanno quindi escluso il lancio della molotov ma lasciato come unica ipotesi quella dell'attentato incendiario.
Sarebbero state due le persone che, con il volto coperto dai caschi, hanno dato fuoco al liquido infiammabile. I carabinieri accanto alla bottiglia vuota rimasta per terra hanno anche trovato un sasso piuttosto grande ed alcune lesioni sul vetro all'ingresso del Cube. Questo farebbe ipotizzare che probabilmente i due hanno prima tentato di sfondare il vetro cercando di versare il liquido infiammabile all'interno del locale. Ma questa ipotesi deve essere ancora suffragata da ulteriori accertamenti.
Circolo Mario Mieli: evitare allarmismi. «Secondo le prime informazioni - si legge in una nota del circolo Mario Mieli che organizza le serate del Muccassassina - non si tratterebbe di molotov, ma di un sasso avvolto con uno straccio imbevuto di benzina e appoggiato davanti a un'uscita del locale, che non ha provocato danni alla struttura. Mancherebbero quindi i presupposti perché si possa parlare di attacco omofobo, diretto contro la comunità glbt e uno dei suoi locali simbolo. Il Circolo Mario Mieli, pur non sottovalutando il preoccupante gesto, invita quindi alla massima prudenza anche i media, per evitare allarmismi all'interno di una comunità già sotto pressione per gli eventi che si sono ripetuti a Roma e in altre città italiane negli ultimi mesi».
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha espresso la sua «totale condanna per il nuovo attentato commesso questa mattina contro un locale frequentato da persone omosessuali». «Mentre attendiamo l'esito delle indagini, nella certezza che gli inquirenti assicurino alla giustizia i responsabili, è assolutamente necessario - sottolinea inoltre Alemanno - un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni contro qualsiasi forma di discriminazione razzista e omofoba. Per questo dobbiamo impegnarci affinchè la fiaccolata in programma a Roma per il 24 settembre trovi larghissima partecipazione di tutte le forze politiche e sociali della nostra città».
«L’ennesima aggressione nei confronti del Qube di Portonaccio è il triste segnale che nella Capitale non si placa l’emergenza sicurezza - ha detto i lpresidente della regione Lazio, Piero Marrazzo -. Anche se non fosse confermata la radice omofoba dell’episodio, voglio ribadire con forza che Roma e il Lazio rifiutano ogni forma di violenza. Per questo, oggi più che mai, le istituzioni hanno già deciso di dare un segnale forte: siamo uniti per isolare chi vuole spargere il seme dell’intolleranza. La partecipazione alla fiaccolata del 24 settembre è il primo passo concreto in questo senso. Sono certo che i cittadini ci seguiranno numerosi».
Per Francesco Rutelli c'è «troppa impunità per i delinquenti anti-gay, stanno spadroneggiando, vanno fermati». «C'è un brutto clima a Roma tra ronde parafasciste, intimidazioni contro gli omosessuali, atti di violenza», osserva Rutelli che chiede agli inquirenti di «accertare i responsabili».
La discoteca Cube era già stata obiettivo di un'altra aggressione nel corso dell'estate, il 26agosto scorso quando qualcuno aveva tentato di ncendiare il locale. Anche allora non ci furono feriti.
L'episodio di questa mattina è solo l'ultimo di un escalation di violenze e aggressioni che hanno colpito la comunità omosessuale della capitale nel corso dell'estate.
Vladimir Luxuria parla di «strategia omofoba che adesso usa anche i metodi degli avvertimenti di stampo mafioso». «Loro lanciano il sasso incendiario e nascondono la mano, noi non ci nasconderemo più» aggiunge. «La nostra voglia di vivere, di amare e reagire sarà più forte e ignifuga di questa aggiunge l'ex deputato.
Arcigay. «Se gli inquirenti confermeranno la matrice omofoba del lancio di molotov al Qube, si tratterebbe dell'ennesimo tentativo di intimidazione verso le persone lesbiche, gay e trans. Questa strategia della tensione non ci fa paura: rispondiamo con la forza della nostra presenza in città, con la grande fiaccolata cittadina del 24 settembre (ore 19 da piazza SS. Apostoli) organizzata da Comune, Provincia e Regione e con la manifestazione unitaria "Uguali" che si terrà nella Capitale il 10 ottobre. Non c'è tempo da perdere: il Governo e il Parlamento devono impegnarsi subito per l'approvazione di una legge contro l'omofobia, anche con provvedimenti urgenti». È quanto dichiara, in una nota, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo.
Nuovo assalto a locale gay a Roma: attentato incendiario al Qube - Il Messaggero




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