Abbiamo chiesto a Lucio Malan, primo presentatore del disegno di legge sul premierato e vice-presidente del Gruppo di Forza Italia al Senato, di illustrarci e di spiegare ai naviganti del nel nostro il progetto di riforma istituzionale.
Senatore Malan, la sua proposta è quella ufficiale di Forza Italia ?
"Non è la proposta ufficiale, ma quella che traduce in articolato l’opzione che sta riscuotendo un ampio consenso nella Casa delle Libertà, il cosiddetto “premierato”, cioè un ruolo rafforzato del capo del governo, indicato direttamente dagli elettori. In italiano: 'governo del Primo ministro'”.
Quali sono gli elementi principali di questa forma di governo ?
"In primo luogo, il capo del governo, che noi proponiamo di chiamare “Primo ministro” e non più “Presidente del consiglio dei ministri” per sottolineare il maggior rilievo della carica, sarebbe indicato direttamente dagli elettori che troverebbero i nomi dei candidati nella scheda, in modo ufficiale e obbligatorio, mentre nel 2001 ciò è avvenuto in modo surrettizio inserendo i nomi di Berlusconi e Rutelli nel simbolo elettorale."
In secondo luogo, il Presidente della Repubblica, nel nominare il Primo Ministro, sarebbe vincolato dalle indicazioni degli elettori, sia subito dopo le elezioni, sia nell’eventualità che occorra sostituirlo in seguito. Dunque niente ribaltoni.
In terzo luogo, il Primo Ministro avrebbe il potere di proporre in modo vincolante lo scioglimento delle Camere, cosa che impedirebbe le crisi di governo per questioni di poltrone o comunque di poco conto. Eventuali aggiustamenti nella squadra di governo sarebbero possibili grazie al potere di nomina e revoca dei ministri, affidato al Primo Ministro."
Ma non c’è pericolo di troppe elezioni anticipate, dando al Primo Ministro la facoltà di ottenerle quando vuole ?
"Al contrario! È chiaro che nessun Primo ministro manderebbe a casa il Parlamento, e dunque anche se stesso, se non perché la coalizione gli impedisce di governare. Proprio perché lui ha questo potere, è molto difficile che questo avvenga. E se proprio avviene, meglio chiedere il parere agli elettori che rimanere nel marasma di una coalizione che non funziona o, peggio ancora, far governare chi è stato bocciato dai cittadini, come avviene con i ribaltoni."
Come cambierebbe il ruolo del Presidente della Repubblica ?
"Le sue funzioni di garanzia rimarrebbero assolutamente intatte, non cambierebbe una virgola. Vincolando poi la nomina del Primo Ministro e lo scioglimento delle Camere (atti squisitamente politici e non di garanzia) al mandato espresso dagli elettori, rafforzeremmo il suo ruolo “super partes” e lo renderemmo anche garante del rispetto della volontà dei cittadini, il vero motore della democrazia."
E il ruolo del Parlamento ?
"Al Parlamento toglieremmo un'unica facoltà: quella di fare i ribaltoni cioè di andare contro il mandato degli elettori di cui esso è il rappresentante. Rimarrebbe la possibilità di far cadere un governo, ove senatori e deputati lo ritengano necessario, andando a nuove elezioni dove i cittadini giudichino l’operato di ciascuno. L’introduzione della figura del Capo dell’Opposizione, elemento che completa la nostra proposta, riporterebbe il Parlamento al centro del dibattito politico, evitando che i girotondi e gli estremismi impediscano un confronto costruttivo."
Quali sono i vantaggi del “premierato” rispetto al semipresidenzialismo alla francese, che pure resta una delle opzioni della Casa delle Libertà ?
"Entrambe le opzioni si propongono di raggiungere lo stesso fine: rispettare maggiormente la volontà degli elettori e dare al governo strumenti più efficaci per lavorare al servizio del Paese. I vantaggi del premierato sono principalmente due. Il primo è che non tocca il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, che molti ritengono irrinunciabile. Il secondo è che richiede un ritocco molto limitato della Costituzione, riformulando solo due articoli e integrandone un terzo, poiché si configura come una modifica l’assetto attuale e non come un cambiamento totale."
Su queste riforme sarà possibile dialogare con l’opposizione, come ha auspicato Ciampi ?
"Settori importanti dell’opposizione hanno presentato proposte molto vicine alla nostra. Ma altri sembrano interessati solo allo scontro perché soggiogati da Cofferati e girotondisti che, essendo fuori dal Parlamento, hanno tutto l’interesse a mortificarlo. Vedremo chi prevarrà e speriamo passi l’idea che rafforzare il ruolo del governo non è un’esigenza dell’attuale governo, ma di chiunque verrà scelto dagli italiani. Hanno ragione certi esponenti della sinistra quando dicono che il nostro obiettivo vero è l’elezione diretta, non del Presidente o del Primo ministro, ma di Silvio Berlusconi. E ne sono orgoglioso. È però a loro che tocca essere credibili nel proporre qualcun altro. Se ritengono che rafforzare il governo sia rafforzare Berlusconi, dimostrano di avere già perso anche le prossime elezioni."
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