"Sono nel mirino dei terroristi cristiani"
Parla Adel Smith, dopo il pestaggio in diretta tv da parte di militanti di Forza Nuova: "In trenta contro uno, che vigliacchi. Ma io vado avanti, nonostante le minacce".
di Luca Gelmini

ROMA - Pugni e sprangate in faccia. Vestiti zuppi di uova. L?amico-guardia del corpo ha rimediato un occhio nero e otto giorni di prognosi all?ospedale. Ma Adel Smith non lo ferma nessuno. E nemmeno la trentina di militanti neofascisti che hanno fatto irruzione in uno studio televisivo di Verona per prenderlo a schiaffi ne riescono a placare la furia dialettica. L'ultima trovata? Ha annunciato di presentarsi alle elezioni. In attesa della discesa di campo, è diventato però l'ospite graditissimo dei canali che amano fare audience con la Tv spazzatura. Prima la scazzottata con il professore Pelanda, ora il maxi-pestaggio con quelli di Forza Nuova.

Signor Smith, come si sente ad essere il nemico numero uno dell'Italia?

"Il nostro morale è al 100%, anzi mi sento più caricato di prima. E questo perché sento vicino il mio popolo, i fratelli islamici. Stamattina mi ha telefonato una sorella per dirmi che 'è orgogliosa di me'. Finché ho fiato continuerò a parlare, a sostenere le mie tesi. E non saranno venti facinorosi a tapparmi la bocca".

Che cosa è successo a TeleNuovo, la magistratura veronese parla di blitz pianificato, è d'accordo?

"Chi ha compiuto quell'azione l'ha orchestrata molto bene. Gli studi televisivi dove è andata in onda la trasmissione non sono facili da raggiungere. Evidentemente sapevano di andare a colpo di sicuro".

Come è possibile che un gruppo così numeroso possa essere entrato indisturbato in una tv?

"Anche questo è un aspetto da accertare. I curatori del programma negano qualsiasi responsabilità, devo credergli".

Ha detto di aver ricevuto minacce, sia più chiaro

"Mi sono state spedite al mio indirizzo di casa due buste: una lettera con intimidazioni e insulti e una contenente polverina bianca. Credo che faccia tutto parte di un disegno. E' la prova che esiste 'il terrorismo cristiano'. E anch'io ne sono diventato un bersaglio".

Lei però continua a ostentare disprezzo nei confronti della Chiesa, del crocefisso. Continuerà a fare il provocatore?

"Ma quale provocatore. Io ho sempre e solo reagito alle aggressioni degli altri. Anche con Pelanda è andata così. E' stato lui, per primo, a innervosirsi e poi ad alzare le mani".

E ora quelli di Forza Nuova..

"Io li chiamerei di debolezza vecchia. Si sono messi in trenta contro uno, così è da vigliacchi".

Ma arriva lei e, automatica, scatta la rissa

"Ma non è sempre stato così. Ho partecipato a mille trasmissioni in passato, ce ne siamo sempre dette di tutti i colori e senza mai prenderci a botte. Il primo a dare i pugni è stato proprio il professore Pelanda?.

Ha mai pensato di non andare più in tv?

"E perché mai scusi? E' la forza dei miei argomenti che mi sostiene. E nessun avversario finora è riuscito a confutare le mie dottrine. E poi domani sera ha già preso un impegno con Teleserenissima".

Ah, torna sul luogo del delitto...

"Si potrebbe dire anche così."

(11 GENNAIO 2003, ORE 135)