Paolo Caratossidis è il segretario del Veneto di Forza Nuova. Era lui, padovano, il più alto dirigente del plotone che s’è radunato davanti agli studi di Telenuovo in via Orti Manara venerdì sera. «La porta ci è stata aperta dopo che abbiamo bussato», racconta davanti al carcere di Montorio dove arriva con Borghezio, «e siamo entrati indisturbati. Solo alcuni di noi, però, hanno raggiunto gli studi. Allora io ho detto al conduttore ciò che tutti avete sentito. Poi è partito il lancio delle uova che avevamo portato da Padova e Treviso. E a quel punto, la reazione di Smith e del suo gorilla è stata quella di prendere due sgabelli. Poi, sempre il gorilla (lo chiamo così perché è quello che ha colpito Carlo Pelanda nell’altra trasmissione), ci ha mostrato la pistola che aveva sotto la giacca e ha messo la mano alla fondina». Il segretario di Forza Nuova che ha guidato il gruppo durante l’irruzione, dice di essere addirittura scandalizzato dal fatto «che uno che una settimana fa in diretta televisiva si è picchiato, possa portare una pistola in uno studio di un’emittente». Caratossidis dice che è stato allora che si è scatenato quello che lui chiama «un parapiglia generale che è durato sì e no cinque secondi». E poi aggiunge: «A Zucchi gli saranno arrivati al massimo due manrovesci. Ha ferite guaribili in otto giorni, non è andato neanche in ospedale e ha proseguito la trasmissione».
Massimo Zucchi, però, ha negato di aver portato una pistola in trasmissione. Caratossidis invece va avanti con la sua versione, se la prende anche con il giornalista che gli chiede se è stato democratico entrare in quel modo nello studio di Telenuovo. «E a voi sembra democratico far parlare uno che è in odore di Al Qaeda, vi sembra democratico che un giornalista solo per motivi di sciacallaggio lo inviti ad una trasmissione?».
Un altro giornalista gli fa notare che, con l’azione di Forza Nuova, è stata data una grandissima pubblicità ad Adel Smith. «In pratica avete fatto il suo gioco», aggiunge il cronista. E Caratossidis a quel punto ammette: «Io posso capire che è stato un errore mettergli le mani addosso. Ma dei ragazzi di 18 anni, se esasperati, possono essere capiti. E poi io credo che oggi la persona più odiata in Italia è proprio Adel Smith».
L’ultima domanda al segretario di Forza Nuova è inevitabile: «Visto che la contestazione dei reati è abbastanza grave, lei che era lì, non teme di essere arrestato?». Risposta: «No, perché ho fiducia della magistratura. E adesso spero solo che i ragazzi vengano liberati».