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Intervista a tutto campo all’ex capo dello Stato. Che piccona il presidente della commissione europea
Cossiga attacca: «Arriva Prodi? La sua è una visita indecente»
Terrorismo: «Il rischio c’è ma le vere Brigate rosse i proiettili li sparano»
Presidente Cossiga, esiste a suo giudizio il pericolo di una offensiva terroristica in Sardegna?
Prima di rispondere sul terrorismo vorrei parlare della Sardegna.
Bene, parliamo di Sardegna...
Potrei cominciare dall’indecente visita del presidente della Commissione europea nell’Isola...
Che c’è di indecente nella visita di Prodi al Consiglio regionale?
Fantola, che è rimasto nella maggioranza di centrodestra, offre la Sardegna a Godot, cioè a Prodi, per una parata politica in Consiglio regionale. Ma il presidente della Commissione europea non si fa organizzare un convegno da Mario Segni, da Fantola e da Arturo Parisi, e poi in estrema ratio va in Consiglio regionale. Anzitutto dovrebbe sapere, con tutto il rispetto per il Consiglio regionale, che per lo Statuto chi rappresenta la Sardegna è la Giunta e il suo presidente, che è l’organo esecutivo. Prodi viene a fare una manifestazione di partito. Ho qui un articolo del Financial Time che dice che Prodi è il peggiore presidente di Commissione che si è avuto e si potrà mai avere. Farò un paio di centinaia di copie di questo articolo e le farò distribuire durante la vista di Prodi.
Torniamo al terrorismo. Il ministro Pisanu e il procuratore Papalia, in due interviste a L’Unione, parlano di pericolo brigatista.
È più comodo, da parte di magistrati e poliziotti, dire che si tratta di nuove Brigate rosse perché è più facile condannare chi è stato sconfitto e condannare chi è stato dalla storia condannato.
Pisanu ha parlato di tre filoni terroristici: quello anarco-insurrezionalista, quello separatista sardo e quello marxista-leninista di matrice br.
Ciò che che mi preoccupa e che questo non possa saldarsi con l’istintivismo sardo. Che riesca ciò che non è riuscito anni fa - cioè coniugare il banditismo con il ribellismo politico - non possa riuscire adesso. Facciamo attenzione: se le classi politiche sarde non sapranno interpretare le nuove esigenze ecomomiche, sociali e politiche, il rischio è di avere avere stavolta una miscela esplosiva con la nobilitazione di forme di devianza criminale mascherate politicamente.
Intanto esplodono le bombe e agli assessori, agli imprenditori e e ai sindacalisti arrivano i proiettili in busta chiusa.
Il vero terrorismo è quello che non parla e non fa gesti dimostrativi. Le Br non hanno mai mandato proiettili a nessuno se non sparandoli.
Già, hanno cominciato con i volantini con le agressioni...
Io mi preoccuperie molto di più se una persona venisse picchiata, piuttosto che delle lettere con le cartucce.
Il problema è che cartucce prima o poi finiscono in una canna di fucile. Stupisce, e preoccupa, il fatto che - dopo mesi di intimidazioni - questi postini del terrorie siano ancora tutti a piede libero.
È difficile individuare queste persone. Sono pochi, e poi teniamo presente che c’è una vecchia tradizione secondo la quale ognuno si occupa dei fatti suoi. La gente parla se ammazzano un bambino o lo rapiscono, per il resto se ne occupi lo Stato. Arriva il ministro dell’interno, che è anche sardo, e mandano un proiettile al presidente della Giunta e a cinque assessori. È un fatto grave, però una fucilata o un colpo di pistola al direttore dell’Unione sarebbe stata molto più grave.
Scongiuri a parte, non crede che comunque gli investigatori e la magistratura dovrebbero rendere più incisiva la lotta contro questi gruppi violenti?
Per combattere questi gruppi non basta un’azione della magistratura o della polizia. E poi non vorrei che via sia qualche membro della magistratura militante, come è già avvenuto per le Br, che stia già studiando il modo per dire che fracassare le vetrine e rubare non è furto ma appropriazione indebita, e che dica che mandare una pallottola non è reato perché non c’è l’idoneità del mezzo ad offendere. Non dimentichiamoci che esistono magistrati che in gioventù hanno scritto manuali su come fottere magistrati e poliziotti durante gli interrogatori. Il terrorismo si combatte con l’azione della polizia piuttosto che con la magistratura, perché fare i poliziotti è altra cosa che fare i magistrati. E poi con le armi della cultura, della civiltà della comunicazione e con la politica, affrontando i problemi seri, non pigliando per i fondelli i sardi come fanno parte di Forza Italia e Fantola con l’Assemblea costituente.
Ce l’ha ancora con l’Assemblea costituente?
In Italia è in corso una grande truffa semantica che si chiama federalismo, in Sardegna è in corso da tempo su un livello più basso un’altra truffa semantica che si chiama Assemblea costituente. Sanno che non abbiamo il coraggio di fare una rivoluzione, che io mi auguro pacifica ma che si può fare anche con le armi, e io non mi rifiuteri. In realtà noi l’Assemblea costituente al governo centrale italiano non la strapperemo mai perchè il governo non la può dare. E se è stata promessa a qualcuno, è stato preso i giro. Non si può pensare di permettere che sola la Sardegna abbia un’assemblea costituente, senza darla all’Alto Adige, alla Valle d’Aosta e poi al Veneto, al Piemonte e così via.
Ma sulla Costituente c’è una legge in Parlamento...
Ripeto: sulla Costituente Fantola prende per i fondelli i sardi, Berlusconi prende per i fondelli Fantola... Fantola rimane, pur essendo segnano e quindi legato a Prodi e al centrosinistra, nella maggioranza di centrodestra. E per mettere questa foglia di fico sulla sua appartenenza al centrodestra, altrimenti non becca nulla, si è inventato l’Assemblea costituente. Siccome l’onorevole Berlusconi è un grande commerciante, oltre al fatto che comincia a essere un bravo primo ministro, non gliene frega niente di fare un preliminare di contratto, se Fantola si accontenta del preliminare. Ma siccome non credo che Fantola sia un cretino, lui porta avanti - come adesso anche i sardisti - l’idea della Costituente sapendo che non l’avrà mai. Fantola resterà in questa maggioranza finchè non capirà che a vincere sarà un’altra maggioranza, e Berlusconi mantiene insiema il governo anche con i voti di Fantola. Ci sono due che si prendono in giro a vicenda e tutt’e due prendono in giro i sardi. Fantola non sa se rimarrà con il centrodestra o passerà con il centrosinistra. Intanto è uno degli esponenti più importanti in Sardegna di uno di uno dei maggiori disistimatori di Berlusconi. Se noi possiamo dire chi è l’oppositore etico maggiore di Berlusconi, colui che poggia la sua posizione sul disprezzo morale e politico del capo del Governo, questo è Mario Segni .
Due problemi da risolvere per l’Isola
Un problema serio della Sardegna è quello della rinascita. In Sardegna si ebbe in passato un momento di unità mentre adesso solo perché il Piano della rinascita lo deve gestire la Giunta di centrodestra quelli dell’Ulivo si rifiutano di ascoltare uno dei più grandi economisti italiani, parlo di Paolo Savona. Altra questione: la Sardegna si deve dare una piccola presenza europea. Un problema importantissimo è come e se riusciremo ad ottenere la divisione del collegio Sardegna-Sicilia per l’elezione di un nostro rappresentante al Parlamento europeo. Questa deve essere una battaglia politica da combattere, prioritaria rispetto alle altre.
Che giudizio dà del centrosinistra sardo?
Mi amareggia è la perdita di identità del partito popolare. Sono miei cari amici ma non hanno identità. Gian Mario Selis ha pensato di diventare presidente della Regione ma è stato sacrificato dalle lotte interne dai diessini. Andai io da Veltroni e D’alema a chiedere che i DS togliessero il veto ma loro mi risposero che non avrebbero candidato mai l’uomo che era stato la punta di diamante dell’opposizione alla giunta guidata da Palomba. Poi riuscii a imporlo. I comunisti accettarono ma condussero le cose in modo tale che la sconfitta era certa
Parliamo del centrodestra.
Il centrodestra sardo ha bisogno di identità. Così some in prospettiva nell’Isola ha bisogno di una maggiore identità di partito Forza Italia. In Sardegna noi abbiamo un partito che ha la sua ragion d’essere a Milano, anzi ad Arcore. Almeno Arcore è in Italia, FI è Italiana ed esiste perchè ha un grande leader italiano. FI sarda non solo non ha un coordinatore ma l’ambasciatore è lombardo. Nella prima Repubblica non sarebbe mai successo.
Un giudizio sulla Giunta.
È la Giunta dei sardi piagnoni, ma adesso non c’è alternativa.
Roberto Casu




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